Amatrice, Caritas

Un momento di spensieratezza con la voglia di ricominciare. Festa ad Amatrice per la fine del campo estivo Caritas

Durante la Messa che ha aperto la serata il vescovo ha sottolineato l’importanza dell’attesa che è già pregustazione dell’evento: occorre essere vigili ed attenti perché la Parola del Signore non passi inosservata nella nostra vita

Come tutte le belle
avventure anche il centro estivo messo in campo dalla Caritas di
Rieti in quel di Amatrice per questa estate, iniziato lo scorso 18
giugno, volge ormai al termine e per salutare i bambini partecipanti
e le loro famiglie si è pensato a un momento di socializzazione e
spensieratezza.

A dare il via
all’iniziativa, nella serata del 30 agosto, è stata la
celebrazione presieduta dal vescovo Domenico Pompili. Con lui
il pro vicario mons Luigi Aquilini; il direttore della Caritas
don Fabrizio Borrello; don Angel e don Wiliam
della congregazione don Minozzi (attualmente in forza alla parrocchia
di Amatrice); mons Domenico Giannandrea e padre Giorgio
Bontempi
: rispettivamente parroco e collaboratore nella
parrocchia di San Francesco d’Assisi in Marina di Cerveteri. E
proprio i volontari di questa parrocchia romana hanno animato la
liturgia, sia per il canto che per
il sevizio all’altare.

Il presbiterio per
la celebrazione è stato allestito con cura e dedizione all’ombra
del tendone sotto il quale i bambini hanno svolto le loro attività
ludiche e formative nelle ultime dodici settimane.

Alla presenza di
ragazzi e famiglie il vescovo ha sottolineato l’importanza
dell’attesa che è già pregustazione dell’evento: occorre essere
vigili ed attenti perché la Parola del Signore non passi inosservata
nella nostra vita.

I bambini hanno
rivolto la loro preghiera al Signore ringraziando per il centro
estivo e per l’opera educativa di chi ha prestato a vario titolo la
propria presenza, esempio di quanto sia bello aiutare gli altri, e
hanno espresso con forza la loro voglia di ricominciare, di
ripartire. Da parte loro, gli educatori hanno pregato affidando al
Signore la vita dei bambini, perché crescano nelle gioia del suo
amore.

Particolarmente
significativo il momento offertoriale, in cui, oltre al pane e al
vino, sono stati portati all’altare anche una palla, simbolo dei
giochi e delle attività svolte durante il centro estivo; un
cartellone, emblema dei momenti di confronto e di crescita; il
cappellino che li ha contraddistinti durante le uscite; la casa
costruita con i mattoncini lego e il sasso preso dalle macerie,
simboli della voglia di rinascita che è in ognuno di loro.

Al termine il
vescovo ha ringraziato operatori, volontari, sacerdoti, famiglie e
bambini, ognuno per aver fatto la propria parte nel vivere e
organizzare le dodici settimane di centro estivo.

La serata è
proseguita con una succulenta cena, preparata con maestria dal gruppo
di Cerveteri a base di pasta alla boscaiola e spezzatino con patate e
carote, con l’aggiunta di una serie di prelibatezze dolci e salate
portate dalle famiglie.

Soddisfatte le pance
di grandi e piccini si è passati alla visione di un video con le
immagini più significative dell’estate e balletti e canti
preparati dai bambini con il sostegno degli educatori. Per chiudere
in bellezza, tra il divertimento e la commozione di tutti, il lancio
delle lanterne che hanno illuminato la notte muovendosi in direzione
del corso di Amatrice, quasi a voler creare un legame tra presente,
passato e futuro.

E quando si parla di
futuro non si può non pensare ai bambini che sono stati i fruitori
ma anche gli attori delle fantastiche dodici settimane di centro
estivo ad Amatrice.

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