Redazione

Le tre facce della ricostruzione: speranza, solidarietà, legalità

Da una terra distrutta a una terra di speranza: questo è il messaggio che parte da Amatrice. Occasione, la presentazione del libro “Memoria e Rinascita”, nel quadro del progetto “Donate for a smile”. Un testo, curato da Caterina Viola, che ha raccolto le testimonianze dei cittadini colpiti dal terremoto, ma che racconta anche di piccole grandi iniziative della popolazione per ripartire. A cominciare dai disegni dei bambini che sono il futuro.

Saranno presenti, oltre ai sindaci di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, la direttrice generale della Regione Lazio Wanda D’Ercole, l’assessore alle Politiche per la ricostruzione Claudio Di Berardino e il vescovo di Rieti Domenico Pompili.

«La ricostruzione – ha dichiarato Giorgio Cortellesi, sindaco di Amatrice – non è e non deve essere solo fisica, ma anche morale, culturale, sociale, solidale. E implica un nuovo scatto civile. Questo scatto si chiama legalità».

Infatti, un altro tema sarà la legalità. Si confronteranno su questo argomento Lina Cusano, procuratore capo del Tribunale di Rieti, Elisabetta Garzo, presidente del Tribunale di Napoli e Mariella Roberti, presidente del Tribunale di Perugia e il commissario straordinario del governo per la Ricostruzione Giovanni Legnini.

Saranno collegati dall’Australia i promotori del progetto “Donate for a smile” rappresentati da Fabrizio Roberti.

Foto Misericordia di Ariccia https://www.misericordiadiariccia.it/per-la-comunita/memoria-e-rinascita/

L’arte di Accumoli e Amatrice in mostra a Rieti fino a gennaio 2022

Oltre una sorte avversa. L’arte di Amatrice e Accumoli dal terremoto alla rinascita: si intitola così la grande mostra allestita a Rieti, a Palazzo Dosi-Delfini (piazza Vittorio Emanuele II), che a cinque anni dal sisma consente di riammirare il ricco patrimonio culturale dei due paesi-martiri del centro Italia, recuperato e messo in sicurezza nei depositi del MiC di Rieti e Cittaducale e poi avviato a restauro.

La mostra, curata da Giuseppe Cassio e Paola Refice, è promossa dalla Fondazione Varrone e allestita, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, con opere della Diocesi di Rieti e del Comune di Amatrice, provenienti dalle chiese dei territori di Accumoli e Amatrice. 48 delle 64 opere in mostra sono state restaurate dalla Fondazione Varrone nel Varrone Lab, appositamente allestito per lo scopo; le restanti sono state restaurate dal MiC (Soprintendenza ABAP, Istituto Centrale per il Restauro e il laboratorio di restauro delle Gallerie Nazionali – Palazzo Barberini).

La mostra è stata inaugurata lo scorso 21 maggio: resterà aperta fino al 9 gennaio 2022, tutti i giorni eccetto il lunedì, dalle 17 alle 20. Le restrizioni anti-Covid ancora in vigore rendono necessaria la prenotazione sulla piattaforma eventbrite.

Si completa così un percorso avviato nel maggio del 2019 dalla Fondazione Varrone, che scelse di concentrare energie e risorse sul recupero delle opere d’arte scampate al sisma nel duplice tentativo di salvaguardare le radici più genuine della popolazione locale e mantenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica sulla ricostruzione del centro Italia. Nacque così un accordo di programma sottoscritto con l’allora Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti, l’Ufficio del Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, la Diocesi di Rieti e i Comuni di Accumoli, Amatrice, Cittareale e Rieti.

Frutto di quell’accordo è stato il Varrone Lab, aperto nel gennaio 2020 nella piazza centrale della città, dove è stato restaurato un importante lotto di opere d’arte conservate nella Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale, e il volume Ai piedi della Laga. Per uno sguardo d’insieme al patrimonio culturale ferito dal sisma nel Lazio, pubblicato da Mondadori Electa nel dicembre 2019.

L’intento di questa mostra è quello di far diventare un patrimonio artistico, tanto duramente colpito da una “sorte avversa”, simbolo di resilienza e di orgoglio.

“Un fiore per dire no alla violenza sulle donne”: le iniziative ad Amatrice

Anche quest’anno, in occasione del 25 novembre, la Casa delle Donne di Amatrice e Frazioni ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere sulle Donne.

Il periodo particolare che stiamo vivendo ed il numero sempre maggiore di donne vittime di femminicidio, ci spinge ad un maggiore impegno, sentiamo fortemente la necessità di coinvolgere più attori in diverse giornate per dare informazioni, sostegno e per far sentire le “Donne” vittime di violenza meno sole.

83 le Donne uccise dall’inizio del 2021, quasi tutti i femminicidi sono avvenuti in ambito famigliare, 7 avvenuti solo negli ultimi giorni.

Come ben sapete, da circa un anno, presso la nostra sede è attivo uno sportello di ascolto, questo perché riteniamo fondamentale che ci sia un luogo dove si possa chiedere aiuto ed essere ascoltate senza paura di essere giudicate, perché spesso, le vittime, provano vergogna, si ritengono la causa di ciò che hanno subito o subiscono quotidianamente e preferiscono non denunciare.

“Quest’anno abbiamo deciso di chiamare il progetto per il 25 novembre 2021, Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne: “UN FIORE PER DIRE NO ALLA VIOLENZA” -spiega Sonia Mascioli, Presidente della Casa delle Donne di Amatrice e Frazioni- un fiore come massima espressione di gentilezza, si presenta in tutta la sua bellezza ed eleganza, raccoglie lacrime di rugiada, danza mosso dal vento ed anche se reciso, non muore. Un fiore rosso, rosso come il colore dell’amore di cui spesso cade vittima”.

I fiori in ceramica, realizzati dalle donne del territorio e dalle socie della Casa, saranno oggetto di un’installazione artistica che sarà inaugurata il 25 novembre all’esterno dell’Auditorium della Laga, dove si svolgeranno tutti gli eventi del programma. I fiori potranno essere acquistati alla fine della tre giorni per finanziare le iniziative ed i laboratori della Casa.

Il 26 novembre sarà inaugurata la panchina rossa e nel pomeriggio alle ore 17,00, spazio al convegno “Incontriamo le Donne scrittrici”.

Gran finale il 27 novembre alle ore 21.00 con il Concerto Jazz Singing the Ladyscon la voce di Cinzia Tedesco, protagonista del Jazz internazionale: un’artista poliedrica e vocalist che supera le barriere tra i generi musicali.

Presentano Isabella Di Chio, Giornalista Rai Tgr Lazio e Max De Tomassi di Radio 1 Rai.

PROGRAMMA

25 novembre ore 10,00: inaugurazione Installazione Artistica

“UN FIORE PER DIRE NO ALLA VIOLENZA”.

A cura della Casa delle Donne di Amatrice e Frazioni presso Auditorium della Laga

Ore 11,00 convegno: “Chi, Come e Quando”

Comune di Amatrice: Giorgio Cortellesi, Sindaco;

Silvia Iafrate, Consigliere con delega alla Cultura;

Luca Poli, Consigliere con delega Servizi Sociali;

Diocesi di Rieti: S.E.R. Mons. Domenico Pompili;

Centro antiviolenza dell’Aquila: Simona Giannangeli avv. (video);

Polizia di Stato: dott.sa Delia Temperanza Commissario della Polizia di Stato;

Arma dei Carabinieri: Marco Mascolo Capitano Carabinieri Cittaducale;

Moderatrice del dibattito: Emma Moriconi giornalista;

26 novembre ore 10,00: inaugurazione Panchina Rossa
Ore 17,00: Convegno “Incontriamo le Donne scrittrici” Auditorium della Laga
Apertura convegno: “Il grido del Silenzio” Asd Danzarte, Katya Benedetti dir.art. e did.

Comune di Amatrice: Giorgio Cortellesi Sindaco;

Silvia Iafrate, Consigliere con delega alla Cultura;

Luca Poli, Consigliere con delega Servizi Sociali;
Regione Lazio Pari opportunità: Dott.sa Flaminia Santarelli Dirigente Area Pari opportunità;

Intervengono:
Emma Fenu presidente dell’associazione “Cultura al Femminile”;
Alessia Pizzi Filologa Classica e Giornalista, Beatrice Tauro blogger e scrittrice;

Loriana Lucciarini scrittrice;
Federica Caponi insegnante scuola pubblica, scrittrice e illustratrice di graphic novel;
Vincenza Spiridione artista e scrittrice;

Cristina Perozzi avvocato Foro di Roma;

Il Giardino Segreto: Patrizia Schiarizza avvocato e presidente dell’Associazione “il Giardino Segreto”

Moderatrice del dibattito: Emma Moriconi giornalista

27 novembre ore 21,00
Concerto Jazz Singing the Ladys‘ Auditorium della Laga  

Voce: Cinzia Tedesco protagonista del Jazz internazionale

Presentano: Isabella Di Chio Giornalista Rai Tgr Lazio e Max De Tomassi Radio 1 Rai

 

Per prendere parte alle varie manifestazioni prenotare al n. 335 709 0381 (messaggio WhatsApp)

Ricordiamo che nel rispetto delle norme Covid-19, sarà richiesto il green pass per accedere all’Auditorium

 

La “Festa degli Alberi” in ricordo di Andrea Tomei

È una festa che proviene da molto lontano quella dell’albero addirittura risalente ad epoca romana, dove i boschi erano considerati sacri e consacrati alle divinità. In Italia la prima festa dell’albero fu celebrata nel 1898 ad opera del Ministro della pubblica Istruzione dell’epoca ed in seguito (dal 1951) fu istituzionalizzata e si stabilì che la Festa degli alberi venisse celebrata il 21 novembre di ogni anno. Partendo da queste storiche iniziative, la Sezione di Amatrice del CAI ha voluto celebrare la Festa degli Alberi con un convegno dedicato ai boschi e agli alberi monumentali del territorio di Amatrice.

La giornata è stata scelta anche per assegnare il IV premio di laurea in ricordo di Andrea Tomei, giovane laureato nell’Ateneo viterbese, purtroppo deceduto nel sisma del 2016. Verranno premiate 3 tesi di laurea degli studenti dell’Università della Tuscia – Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali.

Il convegno di Amatrice, al quale prenderanno parte studiosi, professori universitari e cultori della materia, si svolgerà proprio il 21 novembre 2021 alle ore 10.00 presso l’Auditorium della Laga messo gentilmente a disposizione dalla Croce Rossa Italiana. L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali, seguiranno gli interventi di Paolo Plini naturalista e socio CAI Amatrice, Giancarlo Tondi Società Botanica Italiana socio CAI Amatrice, Angela Lo Monaco Prof.ssa dell’Università Degli Studi della Tuscia – Dipartimento Dafne e Catia Clementi biologa e socia del CAI Amatrice. L’appuntamento amatriciano, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Amatrice, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Società Botanica Italiana, Associazione Preta Vive ed il contributo di Montura, sarà un appuntamento anche per parlare dei molti alberi monumentali e secolari presenti ad Amatrice e già inseriti nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia e di nuovi esemplari da inserire.

A seguire la consegna del IV premio di Laurea Magistrale Andrea Tomei, premio che vede coinvolti il CAI Amatrice, L’Università della Tuscia – Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali, la Commissione Regionale T.A.M. (Tutela Ambiente Montano) del CAI e il Gruppo regionale Lazio del CAI, che quest’anno presenta due novità: la premiazione verrà fatta ad Amatrice ed i premi saranno 3 e verranno assegnati alle migliori 3 tesi di Laurea Magistrale sul tema Conservazione e Restauro dell’ambiente forestale e difesa del suolo discusse nell’anno 2020.

I premiati sono la dottoressa Ilaria Collepardi con la tesi “Caratterizzazione quali-quantitativa della necromassa legnosa in faggeta: il caso de La Rioja (Es)”, il dottor Lorenzo Salvati con la tesi “Alberi monumentali nel territorio dei Castelli Romani: processo di individuazione e stima dell’età” e la dottoressa Valentina Buccella con la tesi “Precision Forest Harvesting: pianificazione delle operazioni di esbosco e validazione dei modelli GIS”. Il premio Tomei, finanziato dal CAI, ci offre ancora una volta l’occasione per ricordare Andrea che nella sua breve vita ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di quanti hanno avuto la fortuna di incontrarlo sul loro cammino.

Premio Bandiera Verde Cia 2021 all’Alberghiero di Amatrice

Due giovani cugini che hanno puntato tutto sugli uliveti autoctoni e bio tra i boschi dell’Umbria, per un olio dall’impronta etica e sostenibile, prodotto con le migliori tecnologie per salvaguardarne ogni proprietà organolettica. Tre sorelle e la sfida, vinta, di creare un marchio riconosciuto per il riso di Sibari, un unicum, rispetto alle altre zone a vocazione risicola d’Italia, per il patrimonio geografico, pedologico, ambientale e potenziato da un approccio innovativo e di filiera per portare le varietà calabresi sul podio del riso italiano nel mondo. E ancora, un’azienda multifunzionale a 500 metri sulla Valle dello Jato e il lago Poma: un panorama tra Palermo, Trapani e Agrigento per una realtà che mette insieme la produzione di qualità di olio, uva da vino e ortaggi con l’impegno per il turismo e il sociale attraverso la fattoria didattica, i corsi di cucina, le degustazioni guidate e i percorsi benessere.

Queste alcune delle realtà vincitrici di Bandiera Verde Agricoltura 2021, il Premio di Cia-Agricoltori Italiani ai nuovi campioni dell’agricoltura.

Giunto alla XIX edizione, è stato consegnato oggi a Roma nella Protomoteca del Campidoglio a 10 aziende agricole, scelte in base a specifiche categorie. Assegnati anche 3 riconoscimenti a comuni rurali virtuosi, 6 extra-aziendali e 3 premi speciali.

Tutti esempi di innovazione e di vera rigenerazione sostenibile grazie, ad esempio, alla tracciabilità nei processi produttivi o al circuito chiuso negli allevamenti. Contribuendo, insieme, al ritratto di quell’Italia agricola già pronta alla transizione ecologica e digitale che chiede l’Europa, oltre a essere il motore produttivo delle aree rurali del Paese che fanno la qualità certificata e l’unicità territoriale del Made in Italy.

Serve, infatti, ricordare che sul territorio nazionale, le aree interne comprendono il 53% dei Comuni (4.261), pari a circa il 60% della superficie nazionale, con una popolazione di oltre 11 milioni di persone che, nonostante mille difficoltà infrastrutturali e nei servizi, non intendono abbandonare colline e boschi dove, non a caso, si sviluppa circa il 40% delle aziende agricole. Temi come tutela delle foreste contro il cambiamento climatico, salvaguardia del suolo contro il dissesto idrogeologico, risparmio idrico e basso impatto ambientale grazie alle nuove tecnologie, ma anche equità e dignità sociale, rilanciati dai recenti G20 e Cop26, trovano, dunque, lungo la dorsale appenninica e tra le sue imprese agricole, molti casi esemplari che meritano premi, ma anche sostegno concreto.

A vincere Bandiera Verde Gold, il premio assegnato al “campione dei campioni” fra tutti i premiati di quest’edizione, l’Azienda Agricola “Magisa” che dal 2004 esalta le qualità organolettiche del riso coltivato nella Piana di Sibari, in provincia di Cosenza, lavorato con sistema del tutto artigianale e gestendo l’intero ciclo della filiera per un alimento unico e meritevole di brevetti esclusivi per la Calabria.

Tra gli altri premi, riconoscimento speciale ai produttori del Sangiovese di Montelparo, nelle Marche, per aver saputo valorizzare i vigneti locali, ben ventilati e soggetti a una buona escursione termica, tra mare e montagna, tale da favorire la giusta maturazione ed esplosione di profumi e sapori in un vino bianco da bacca rossa. Inoltre, sono promotori di un progetto strategico per un’etichetta che mette insieme più produttori del territorio. Premiati anche i quattro giovani fondatori della realtà agricola più “hi-tech” del Centro Italia che hanno creato un grande impianto acquaponico nel Comune di Roma e stanno diventando leader nel settore dei cibi organici e del vertical farming. E poi, targa speciale all’imprenditore cinese che da 26 anni in Lombardia gestisce una straordinaria azienda che coltiva specialità multietniche, integrando lavoratori provenienti da aree del mondo in difficoltà.

Quanto alla nota sezione Agri-cinema, il premio Bandiera Verde a “I Villani” film documentario di Donpasta, Daniele De Michele. L’incontro del regista con otto produttori, in diverse località del Paese, di alimenti sani, nonostante più di un ostacolo. Racconto, innovativo e originale che dà valore all’enogastronomia Made in Italy richiamando anche gli aspetti più culturali.

Come ogni anno, poi, finestra sul mondo con la Bandiera Verde sezione Agri-Med che quest’anno va a un’azienda tutta al femminile del villaggio di Zarat, sede di una delle ultime Oasi costiere del Mar Mediterraneo e premiata perché dimostra quanto i sistemi locali agricoli e alimentari riescano a salvaguardare paesaggi e popolazioni. L’Agri-press, invece, va quest’anno al Gambero Rosso per l’istituzione della sezione “International” divenuta, anche attraverso il portale web, punto di riferimento nei percorsi di valorizzazione, nel mondo, del cibo italiano e del suo legame con i territori che lo rappresentano.

Infine, in occasione di Bandiera Verde 2021, Cia è tornata a premiare anche Amatrice e il suo Centro di Formazione Professionale Alberghiero, nella sezione Agri-School, per l’impegno e la determinazione ad arginare l’abbandono di un territorio martoriato dal terremoto.

«Puntiamo sempre sulle aree rurali del Paese -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino – perché è dove, nonostante le difficoltà come la pandemia, e forse anche per queste, si sviluppa da tempo una tenacia produttiva degna di nota. E non c’è da meravigliarsi se l’approccio strategico per realizzare la transizione verde emerge in buone pratiche di aziende agricole, ma anche Comuni o Parchi e progetti, attivi lungo la dorsale appenninica. C’è grande attenzione per soluzioni ecologiche e tecnologiche. Consapevolezza del valore delle produzioni territoriali di qualità, biologiche e certificate. Ed è ciò che, oggi, con Bandiera Verde Agricoltura è stato giusto premiare, perché su di loro occorre investire».

“Santa Barbara nel Mondo”, un Premio al libro su don Minozzi

Sabato 13 novembre 2021, alle ore 10, presso il Palazzo della Provincia di Rieti (sala consiliare) si terrà l’anteprima della manifestazione Santa Barbara nel Mondo con l’importante Premio Culturale “Come Barbara” che verrà assegnato all’opera letteraria dello scrittore Giuseppe Mastromarino dal titolo “Don Giovanni Minozzi. Un grande tra i grandi un umile tra gli umili un fratello e un amico con tutti”.

Sarà conferito anche il Riconoscimento “Una vita per la promozione della cultura” a Silvia Costa, Commissario straordinario del Governo. Presenzierà il vescovo Domenico Pompili, relatore Cristina Olini, vicepresidente ANPC (Associazione nazionale partigiani cristiani), coordina il professore Alessio Valloni, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Elena Principessa di Napoli”.

Saranno presentati anche gli originali lavori degli studenti del Liceo di Scienze Umane, i quali hanno interpretato un testo di Don Giovanni Minozzi. Un inizio importante per questa XXIII edizione della manifestazione.

Il libro di Mastromarino (Edizioni Giannatelli) è un utile strumento per conoscere meglio la figura di don Giovanni Minozzi nel contesto del periodo storico della Prima metà del ‘900, in rapporto con i personaggi più importanti della politica, della cultura letteraria, storica, filosofica e sociale, con luminosi uomini di Chiesa e in relazione con il mondo degli umili, dei poveri, degli orfani, dei derelitti, a cui dedicò, prioritariamente e preferenzialmente, la propria esistenza, realizzando soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia istituti, asili, scuole, doposcuola, ricreatori, laboratori, colonie estive.

Si tratta di un grande significativo mosaico policromo, che consente di comprendere il clima storico di un’epoca complessa e difficile, i cui riverberi si riflettono come monito sulla attuale realtà sociale, come un invito alla speranza e alla solidarietà.

L’evento è a cura di: Associazione Santa Barbara nel mondo, Chiesa di Rieti, ANPC, Istituto di Istruzione Superiore “Elena Principessa di Napoli”, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Rieti, Garc, Fondazione Varrone, Ordine dei periti industriali e dei periti industriali laureati nella Provincia di Rieti.

San Martino, torna la manifestazione d’autunno

Il 14 novembre 2021 ritorna ad Amatrice, dopo un anno di fermo dovuto alla pandemia, la Festa di San Martino organizzata dal CAI Amatrice e dalla Confraternita di San Martino.

La festa è ormai una classica manifestazione tra quelle che il CAI Amatrice mette in calendario ogni anno e alla quale partecipano persone e soci CAI provenienti dalle tante frazioni, dai comuni limitrofi ma anche da Roma tutti insieme a festeggiare mangiando prodotti locali e bevendo un buon bicchiere di vino, ancora distanziati ma uniti dall’amore per questo luogo dall’alto valore simbolico per chi ama la montagna e per gli abitanti del paese.

Come ogni anno è stata organizzata l’escursione che da Amatrice, dalla Casa della Montagna, porta alla chiesa rupestre.

Un’escursione facile che si snoderà fra boschi, corsi d’acqua e antichi sentieri protetti da muretti a secco per poi giungere alla chiesa di San Martino purtroppo gravemente danneggiata dal sisma. Quest’anno saranno presenti le sezioni del gruppo CAI Ri.Am.A.Le. ovvero le sezioni di Rieti, Amatrice, Antrodoco, Leonessa in segno di amicizia tra le quattro sezioni.

Ad allietare la festa ci penserà la Corale L’Aquila, ormai da tempo amica della sezione di Amatrice, la quale eseguirà canti liturgici per accompagnare la messa officiata da monsignor Luigi Aquilini e quelli della tradizione popolare montanara. Saranno presenti anche i giovani “Lupi della Laga” il gruppo di Alpinismo Giovanile della sezione CAI amatriciana.

Per ogni informazione si può consultare il sito internet www.caiamatrice.it oppure consultare la pagina Facebook Cai sezione di Amatrice.

 

Un successo per “L’ultima estate” di Marcello Filotei

Un grande momento di emozione collettiva l’esecuzione de L’ultima estate di Marcello Filotei al Teatro Flavio Vespasiano domenica scorsa 7 novembre. L’opera, che rievocava il dramma della distruzione causata dal sisma del 24 agosto 2016 nel quale l’autore ha perso entrambi i genitori, era un grande affresco di suoni e parole in un’ambientazione suggestiva di luci e immagini. Uno spettacolo originalissimo, in cui la mise-en-espace di Cesare Scarton si realizzava nelle proiezioni di Flaviano Pizzardi e nelle luci di Andrea Tocchio, animando visivamente ed emotivamente il magma sonoro che scaturiva dalla musica e dalle parole recitate. Composta per voce narrante, quartetto vocale, video ed ensemble strumentale, L’ultima estate non è un’opera come altre, è l’esplicitazione attraverso vari canali sensoriali del dolore inesprimibile, è la messa a nudo dei crudeli meccanismi mediatici di ogni tragedia, è infine una rappresentazione in cui l’applauso finale sembra esprimere molto di più della pur viva gratitudine per autore e artisti bravissimi. E’ un rivivere con pudore e verità drammi collettivi e sentirsi uniti per questo.

Ad aggiungere singolarità la presenza di una voce nota al grande pubblico per i registri comici e surreali, come quella di Greg, che – come molto opportunamente è stato sottolineato in una recensione dell’Osservatore Romano – raggiunge un effetto straniante sorprendente. Bravissimi tutti i musicisti, L’Ensemble Bruno Maderna e i solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo diretti con perizia da Gabriele Bonolis. A lui il merito di aver reso al meglio una partitura difficile e di grande valore espressivo che d’altra parte rivela la padronanza della scrittura compositiva dell’autore Marcello Filotei. Su testo dello stesso Filotei (tratto dall’omonimo libro pubblicato con la prefazione del Papa) con la collaborazione di Vincenzo de Vivo per la parte drammaturgica, l’opera è stata prodotta dalla Fondazione Flavio Vespasiano come progetto speciale scelto e finanziato dal Ministero della Cultura, realizzata con il sostegno della Diocesi di Rieti, sotto la guida del Vescovo, a cui si aggiunge il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Cultura e del suo Presidente, cardinale Gianfranco Ravasi.

L’iniziativa si è avvalsa anche del sostegno economico della società Errebian. In sala presenti le autorità civili e militari, il vescovo Domenico Pompili e l’arcivescovo Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo delegato del Pontificio Consiglio della Cultura, il compositore Giorgio Battistelli direttore artistico del Festival Puccini di Torre del Lago e dell’Orchestra Haydn di Bolzano, un nutrito gruppo di giornalisti di varie testate nazionali e tre testate giornalistiche televisive RAI (TGR3, Rainews 24, TGR Lazio). I relativi servizi insieme alla corposa rassegna stampa sono disponibili in tempo reale sui canali social intitolati alla Fondazione Flavio Vespasiano e all’account collegato del Reate Festival e prossimamente sui relativi siti.

La sovrintendente della Fondazione Flavio Vespasiano Lucia Bonifaci e il direttore artistico Cesare Scarton ringraziano tutti coloro che hanno sostenuto questo importante progetto rendendo possibile l’espressione di temi attuali legati alla vita e ai sentimenti del nostro presente attraverso le arti musicali, visive e performative contemporanee, un connubio raro quanto prezioso per il futuro di noi tutti.

Lo spettacolo sarà replicato nelle altre tre regioni interessate dal sisma. Il 23 novembre a Foligno nell’Auditorium di San Domenico, il 25 a Fermo al Teatro dell’Aquila, il 30 all’Aquila nell’Auditorium del Parco.

Ricostruzione, l’appello del sindaco Cortellesi

«Come amministrazione di Amatrice raccogliamo l’appello del commissario Legnini.  Circa 22mila edifici, censiti come inagibili, dopo il terremoto del 2016-2017, per i quali non è stata né presentata la richiesta, né la prenotazione, rischiano di non poter beneficiare dei fondi pubblici per la ricostruzione, previsti dalla legge», ha detto il sindaco Giorgio Cortellesi.

«Nella nostra Regione – ha dichiarato Cortellesi – secondo quando affermato dal Commissario Legnini, mancano all’appello ben 2.700 edifici. Attiveremo immediatamente una task-force per monitorare e censire il territorio, allo scopo di sollecitare, nei modi possibili, entro il 15 dicembre, almeno le manifestazioni di volontà per le relative richieste di contributo. Sarà nostra cura rispondere immediatamente alle sollecitazioni del Commissario».

Un documentario per ritrovare la speranza

A 5 anni dal terremoto è stato presentato un cortometraggio di AR Production “Verde Speranza“, tratto dall’omonimo libro per bambini di Stella Nosella, con le illustrazioni di Marianna Balducci, vincitrice del Premio Andersen 2021.

Obiettivo del cortometraggio è quello di non far cadere nell’oblio la tragedia del terremoto del Centro Italia e di dare una speranza al paese di Amatrice, simbolo di tutte le altre comunità colpite; una speranza che riparte dai bambini e dalla natura.

Era il 24 agosto 2016, quando, in una notte d’estate, l’Italia si ritrovo’ spezzata in due dal terremoto. Era la prima di una lunga serie di scosse, che fino al 18 gennaio avrebbe contato 303 vittime e 41 mila sfollati tra Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. L’apice, una domenica mattina, il 30 ottobre 2016; una furia che in cinque mesi ha distrutto e danneggiato fabbriche e abitazioni, ma anche 5 mila edifici di interesse culturale.

Da quel 24 agosto in cui alle ore 3.35 la terrà si ribaltò inghiottendo tra Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto 303 vite, 100mila abitazioni vestendo di incubi le notti di 600mila persone residenti nel cratere del sisma, i 12mila portati di nuovo a casa non sono molti. Perché ce ne sono almeno altri sessantamila in attesa di riprendere la loro abitazione. E quasi tutti con la casa danneggiata in modo grave.

Ma i migliori finali vengono dopo i peggiori inizi: con questa idea la regista e sceneggiatrice Alessia Vegro ha diretto “Verde Speranza” (AR Production):

«Sono voluta andare oltre (rispetto al libro) in fase di scrittura, dopo aver visitato i luoghi del sisma e parlato con chi l’aveva vissuto. Il tema resta sí la speranza ma a questo si aggiunge il bisogno che queste città vengano ricostruite, che tornino ad essere sotto i riflettori, il bisogno che la politica le guardi e aiuti queste persone a tornare alla normalità. Oggi è qui con noi Flavio, il protagonista, un bambino che il sisma l’ha vissuto. Non avrei potuto avere un attore migliore perché ci ha mostrato come gli abitanti di Amatrice vivono la loro città: il vero valore di questo corto è proprio lui», ha dichiarato la regista e sceneggiatrice.

«Ringrazio Stella Nosella per aver avuto questa idea che noi abbiamo trasformato, grazie alla regista Vegro, in un cortometraggio. Abbiamo reso possibile tutto ciò grazie all’attenzione di molti di voi. Poco è stato fatto, quasi nulla. Si spera che Amatrice possa rinascere anche grazie a questa iniziativa e al giovane Flavio (il protagonista del cortometraggio), perché Amatrice lo merita. Abbiamo scelto di organizzare questa conferenza al Senato, proprio perché non deve restare solo tra coloro che amano Amatrice ma deve essere sempre al centro dell’agenda politica», dice il Produttore, Gianni Pagliazzi.

«Abbiamo una spina che punge il cuore da troppi anni e penso che pungerà per tutta la vita. Grazie mille Giovanni e Flavio, che dopo ciò che hanno trascorso hanno avuto il coraggio di metterci la faccia. La speranza non muore, vivere in quei luoghi non è una cosa semplice. Abbiamo bisogno che piano piano si risolvano i problemi. Grazie mille per la visibilità che state dando ad Amatrice», dice il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi.

«In realtà non c’è molto da dire, vorrei ringraziare i miei amici che mi hanno sempre fatto sorridere ed i produttori che mi hanno permesso di fare il protagonista di questo cortometraggio. Ricordiamo Amatrice tutti i giorni, non solo una giornata l’anno», dice il piccolo attore protagonista, Flavio.