Premi Manlio Scopigno e Felice Pulici: il 28 settembre arriva Roberto Mancini

Il 28 settembre il grande calcio sbarca ad Amatrice per la consegna dei Premi Manlio Scopigno e Felice Pulici 2019/2020. Grande attesa per la presenza del Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, Roberto Mancini, che sarà premiato con il Premio Manlio Scopigno alla Carriera.

Ad Amatrice attesi anche il DS della S.S. Lazio Igli Tare ed i fratelli Pippo e Simone Inzaghi, premiati anche loro.

L’evento (posti limitati su invito, in ottemperanza alle normative anti Covid) sarà trasmesso in Diretta su Radio Radio e Radio radio Tv sul canale Sky 826 e diretta streaming scaricando l’App di Radio Radio.

A votare i premi che saranno consegnati presso l’Area del Gusto di Amatrice, lunedì 28 settembre alle ore 17.00, la giuria composta da prestigiose firme del giornalismo sportivo ed ex calciatori tra i quali il Presidente Roberto Beccantini, Xavier Jacobelli (Direttore Tuttosport), Andrea Di Caro (Vice Direttore Gazzetta dello Sport), Ivan Zazzaroni (Direttore Corriere dello Sport e Guerin Sportivo), Pieriuigi Pardo (Giornalista Mediaset), Michele Criscitiello (Direttore Sportitalia), Stefano Agresti (Direttore Calciomercato.com), Marco Lollobrigida (Ra i– Domenica Sportiva), Paolo Condò (Giornalista Sky), Ilario Di Giovambattista (Direttore di Radio Radio), Marco Amelia (ex calciatore e opinionista), Fabrizio Formichetti (Presidente Asd SCOPIGNO CUP), Alfredo Pedulla (Gazzetta dello Sport e Sportitalia), Francesco Vergovich (Radio Radio), Emiliano Grillotti (Direttore Rieti Life), Marco Ferroni (Il Messaggero) e molti altri.

L’ASD Scopigno Cup, organizzatrice dell’evento, per mezzo del Presidente Fabrizio Formichetti sottolinea il grande lavoro di squadra e la valenza dei premi.

«Ringraziamo sentitamente gli sponsor in particolar modo CRAI TIRRENO rappresentata dall’Amministratore delegato Giorgio Annis; INTESA SANPAOLO rappresentata dal Direttore Area Retail, Massimo TOMOLILLO, POSTE ITALIANE, ERG e tutti i vari sponsor e Media Partners Rai Sport, Radio Radio, Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Corriere dello Sport che rappresentano il motore di questo evento. Quest’anno abbiamo mister Mancini che dopo aver ricevuto il Premio Scopigno come miglior allenatore nel 2003, torna ad essere premiato per la sua carriera nel mondo del calcio. Insieme a lui tanti protagonisti di questo sport che nonostante l’emergenza Covid ci apprestiamo a premiare anche quest’anno per il loro lavoro ed i meriti dimostrati nelle rispettive squadre di appartenenza».

«Intesa Sanpaolo ha deciso di essere, anche nel 2020, al fianco dell’A.S.D. Scopigno Cup per sostenere la 28° edizione del Torneo internazionale di calcio Under 17 “Città di Rieti” e la cerimonia di consegna dei premi intitolati alla memoria di Manlio Scopigno e Felice Pulici – sottolinea Massimo Tomolillo, Direttore Area Retail Rieti Intesa Sanpaolo- Attraverso questa iniziativa, Intesa Sanpaolo intende rinnovare il suo impegno nei confronti del mondo dello sport e delle giovani generazioni e manifestare la sua vicinanza ai territori in cui opera, anche e soprattutto in un anno particolarmente difficile come questo, a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. A questo proposito, la nostra presenza è anche l’occasione per porgere un caloroso saluto alla comunità di Amatrice, che oggi ci ospita e alla quale ci sentiamo particolarmente legati».

«Per Crai Tirreno è stato un onore essere sponsor di un evento così importante e significativo per quello che rappresenta. La Scopigno Cup non è solo un torneo di calcio, ma una celebrazione dello sport e dei valori di lealtà, solidarietà e rispetto per il prossimo – commenta Giorgio Annis, Amministratore Delegato CRAI TIRRENO – Il nostro gruppo da sempre è pronto a scendere in campo in maniera attiva per il territorio in cui opera, per la cultura, il sociale e per lo sport, perché lo sport è vita, salute e socialità. Siamo molto felici di vedere che tanti campioni e professionisti affermati dello sport abbiano deciso di venire ad Amatrice per essere presenti alla premiazione, sottolineando ancora di più l’importanza che eventi come La Scopigno Cup e il Premio Manlio Scopigno e Felice Pulici hanno per la rinascita sociale e culturale dei territori colpiti dal sisma del Centro Italia».

foto inter.it

Giornate Europee del Patrimonio, al MAC una mostra su Amatrice

Il Museo Archeologico Cicolano aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio 2020 proponendo la mostra fotografica “Amatrice…per non dimenticare”, inserita nell’ambito del progetto SIMBAS – Sistema integrato dei musei, biblioteche ed archivi dell’Alta Sabina e del Cicolano, di cui il MAC è partner; mostra già presentata presso il Museo Civico di Rieti, ente capofila del Sistema.

L’allestimento sarà predisposto nel primo piano della sede museale di Corvaro di Borgorose e sarà visitabile da sabato 26 settembre fino a domenica 25 ottobre 2020. In esposizione sessanta fotografie scattate da professionisti che hanno saputo cogliere le mutevoli sfaccettature architettoniche di Amatrice, prima e dopo il tremendo sisma che l’ha colpita nel 2016. Un breve racconto in diapositiva che vuole condividere impressioni fugaci anche sul tessuto socio-culturale della comunità amatriciana, sgretolato assieme ai fragili muri di mattoni e malta in quella notte sussultoria del 24 agosto. Se le immagini restituiscono lacerti di un passato prossimo quando era uno dei borghi più belli del Centro Italia, mentre la popolazione s’interroga sul proprio destino dai moduli abitativi temporanei, confinata ancor di più dalla pandemia, la vecchia Amatrice è nel presente una spianata desolata, senza iniziative decise del Governo.

#Amatricepernondimenticare è una piccola mostra che non vuole cedere certo all’estetica della catastrofe, ma porre l’umile obiettivo di accendere una riflessione sull’utilità del mezzo fotografico quale testimonianza nostalgica delle cose che non sono più. Il tema delle Giornate Europee del Patrimonio di quest’anno è appunto un monito che può essere declinato nel fare tesoro delle conseguenze funeste che le calamità naturali possono recare alla civiltà urbanizzata: “imparare per la vita”, insegnare la cultura del rischio sismico e trarre lezioni dalla storicità degli eventi. Una lezione che oggi pone questioni sulla rigenerazione del tessuto sociale, ma soprattutto sulla ricostruzione architettonica e sugli ingenti danni ai beni artistici religiosi. Perduto completamente il centro storico, il principio del “dov’era e com’era” ad Amatrice non è più attuabile e lascia aperti interrogativi sul riuso dei frammenti scampati alle demolizioni. Dubbi operativi nei quali anche la documentazione fotografia degli edifici storici, precedente il sisma, sarà un prezioso strumento al quale affidarsi.

La mostra sarà visitabile ogni venerdì, sabato e domenica negli orari di apertura ordinari del MAC (10-13 / 15-19) con biglietto d’ingresso in base alle tariffe vigenti del museo, nel rispetto rigoroso delle misure anti Covid 19.

Al lavoro perché le opere d’arte tornino

È stato presentato anche ad Amatrice il volume Ai piedi della Laga, edito da Electa per conto della Fondazione Varrone e dedicato al patrimonio d’arte dell’area terremotata. Il lavoro racchiude in 223 pagine, comprensive di un ricco corredo fotografico, una serie di contributi di carattere storico, archeologico, artistico, paesaggistico e antropologico dedicati, nella sua prima parte, ai beni culturali della zona della Laga. Una seconda parte del libro documenta invece il lavoro svolto dal MiBACT per il recupero post sisma, l’attività conservativa e i progetti di restauro del patrimonio culturale in gestazione.

Non manca, inoltre, la prospettiva della ricostruzione. Nell’ultima parte, infatti, viene presentato il progetto diocesano di Casa Futuro, che vedrà il riassetto degli edifici dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia. Alcune pagine, inoltre, sono riservate all’esperienza multimediale promossa dalla Chiesa di Rieti con il MuDa, che durante i mesi estivi è stato visitato da diverse centinaia di persone. La presentazione è stata anche l’occasione per fare il punto sul lavoro di recupero delle opere d’arte di Amatrice e Accumoli affidate alla Fondazione di origine bancaria.

Un incontro, dunque, che ha inteso offrire alla popolazione un segno di speranza: «Sappiamo – ha detto il presidente della Fondazione Varrone, Antonio D’Onofrio – quanto le opere d’arte delle vostre chiese, dei vostri paesi siano importanti per voi, ci abbiamo lavorato a lungo e ci lavoreremo ancora». Dal funzionario della Soprintendenza Giuseppe Cassio l’auspicio che tali opere, una volta restaurate, «non rientrino nei depositi ma siano rese fruibili e gradualmente trovino la strada del ritorno». Presente all’incontro anche il sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella.

Le statue, i dipinti e sacre suppellettili salvate dalle macerie di diverse chiese terremotate e restaurate in questi mesi, saranno esposte nella mostra che a metà dicembre aprirà in città.

L’installazione temporanea “Emotional rescue” arriva ad Amatrice

L’installazione itinerante “Emotional rescue” è un progetto che si nutre di bellezza, ideato dall’artista tessile e designer Susanna Cati circa tre anni fa. Composto da oltre 300 fiori tessili realizzati a telaio –  la metà concorrono a formare le installazioni mentre altrettanti sono distribuiti tra i ‘rescuer’ – il progetto è interattivo e coinvolge il pubblico a diverso titolo, a seconda del contesto in cui viene allestito.

I fiori/modulo in cui è articolato sono autentici ‘cacciatori’ di bellezza – quella nascosta, quella vituperata, quella da scoprire, riscoprire, proteggere o salvare – e quella così prepotentemente palese da non poter distrarne lo sguardo. In questo viaggio sempre in fieri, domenica 27 settembre, “Emotional rescue” arriverà ad Amatrice, in una veste ‘interattiva’ da scoprire, con l’intento di sottolineare la commovente bellezza della natura dei Monti della Laga nell’affacciarsi dell’autunno e, soprattutto, di sollecitare un recupero di quel patrimonio di bellezza storica, artistica, culturale che il sisma ha fortemente danneggiato, nell’attesa di vederlo restituito alla comunità.

L’installazione sarà allestita, a cura di Monnalisa Salvati, nel parco del Villaggio Lo Scoiattolo, loc.Ponte Tre Occhi, Amatrice, domenica 27 settembre 2020, a partire dalle 11.30 del mattino fino al tramonto.

ingresso e partecipazione liberi

Info: mob. 347 177 6001 – www.susannacati.art

Scuole: ad Amatrice è suonata la campanella dell’Alberghiero

Ad Amatrice i primi a tornare tra i banchi sono stati, mercoledì 16 settembre, gli studenti del Centro di Formazione Professionale Alberghiero dell’Istituzione Formativa della Provincia di Rieti.

L’anno scolastico ha preso il via nel pieno rispetto delle stringenti misure di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria. «Aver fatto ripartire le lezioni nei termini previsti è per noi motivo di grande soddisfazione – dichiara Cinzia Francia, Presidente dell’Istituzione Formativa – Tutti i docenti sono stati nominati e contrattualizzati, così come il resto del personale. Un sentito ringraziamento va alla grande squadra dell’Istituzione Formativa, composta da dirigenti, direttori dei Centri, insegnanti, personale amministrativo e non, tecnici ed amministratori. La ripartenza nei termini è stata possibile grazie al lavoro sinergico, alla competenza ed alla determinazione di tutti, un lavoro incessante protrattosi per tutta l’estate e in particolare durante i mesi di luglio ed agosto. L’organizzazione, è stata a dir poco certosina: dal monitoraggio alla mappatura delle aule, per garantire la distanza di un metro per i vari banchi, alla valutazione di tutte le misure organizzative necessarie. Un ringraziamento particolare va al Presidente della Provincia di Rieti Mariano Calisse, da sempre riferimento certo, che è stato in prima linea con noi nella ricerca delle soluzioni a tutte le problematiche che di volta in volta si presentavano».

«Abbiamo lavorato sodo – ha aggiunto il presidente della Provincia Mariano Calisse – Fa piacere registrare la ripartenza dell’Alberghiero, che rappresenta la storia di Amatrice. Più in generale, crediamo sia ora di non tergiversare, ma invece di ripartire subito su ogni fronte, evitando di perdere ancora giorni preziosi per la rinascita del territorio».

«Agli studenti è stato assicurato un servizio navetta andata e ritorno Osteria Nuova, Rieti, Amatrice – spiega la direttrice del Centro Anna Fratini – Gli studenti hanno vitto ed alloggio gratuiti, nel Convitto è attivo un servizio di assistenza educativa con supporto allo studio pomeridiano e c’è la presenza del servizio di ascolto con una psicologa. Il tutto negli ampi spazi a disposizione degli studenti e nel pieno rispetto delle misure di sicurezza. Numerosi sono gli iscritti, grazie anche al clima di fiducia che sia i genitori che i ragazzi ci hanno da sempre riservato: nonostante il particolare momento che stiamo vivendo, sono state riconfermate tutte le iscrizioni per il terzo anno».

Quella dell’Istituzione Formativa della Provincia di Rieti è stata una corsa contro il tempo. Le tempistiche sono state tutte rispettate, anche e soprattutto allo scopo di fornire un esempio da seguire agli studenti, ai quali si chiede, mai come stavolta, di rispettare a loro volta quelle regole e quei protocolli, che in diversi casi nemmeno gli adulti hanno dimostrato di sapere onorare.

Mai come questa volta vale la pena di unirsi tutti all’augurio di buon inizio anno rivolto agli studenti tornati sui banchi.

Arrivano i LenzuoliSOSpesi di Silvia Capiluppi

I LenzuoliSOSpesi di Silvia Capiluppi sono un progetto d’arte corale, catalizzatori di impegno sociale condiviso, arazzi contemporanei, in una nuova forma di graffitismo metropolitano, con un medium – il filo -che invita al tempo lento e alla gioia di stare insieme.

Nel 2018 l’artista ha ricamato Genogramma – il lenzuolo della Sorellanza, dando inizio a Pacifier – Pratiche di Evasione di Massa e al progetto LenzuoliSOSpesi, che conta ad oggi più di 85 lenzuoli, ricamati da migliaia di persone in Italia e all’estero, presso associazioni, scuole, gruppi privati, presso il Museo MADRE di Napoli e la Casa Circondariale Femminile di Lecce. Nella parola LenzuoliSOSpesi è custodito un S.O.S. acronimo per l’artista di SoulOurSails e anche di SailOurSouls. Un progetto per dire ‘Io ci sono!’ per la difesa dei diritti umani.
www.lenzuolisospesi.com/

Il lenzuoloSOSpeso #92 verrà attivato ad Amatrice il 27 settembre 2020, e sarà a disposizione di chi voglia ricamare il proprio nome, presso il Villaggio Lo Scoiattolo, loc. Ponte Tre Occhi, Amatrice, fino alla XVI Giornata del Contemporaneo.

Il lenzuolo ricamato a più mani è il simbolo di un abbraccio collettivo non solo ad Amatrice ma, per estensione, a tutte i borghi, le città, gli uomini, le donne, i bambini cui il terremoto ha cancellato parte di vita, di quotidianità, di storia, di identità.

Un lavoro corale, metafora di quella comunità che ha urgenza di ricomporsi e che, per lungaggini burocratiche e istituzionali, tarda a riprendere il filo della propria vita.

Ricamare i nostri nomi su un unico lenzuolo è affermare che siamo tutti parte della stessa comunità umana, globale e locale, e che pertanto ognuno di noi è coinvolto nell’intento di restituire un futuro a chi abita queste terre. Il lenzuolo diventa così il medium per una battaglia di dignità e riscatto, una testimonianza condivisa per dire “IO CI SONO!” per il diritto a restare e a tornare.
Per partecipare ci si può recare presso il Villaggio Lo Scoiattolo di Amatrice (con o senza materiale, ovvero ago e filo rosso; chi non lo avesse troverà l’occorrente in loco) e ricamare (almeno) il proprio nome; oppure ci si può rivolgere ai contatti in calce per appuntamento e o informazioni.

Non è necessario saper ricamare: l’intervento è testimoniale ed ha valore per il contenuto concettuale e non per l’abilità tecnica con cui viene realizzato.
Per info: Fabrizio 339 574 0047 – e-mail [email protected]

“Ai piedi della Laga”: il 22 settembre ad Amatrice il libro su storia, arte e cultura dei borghi del cratere

Ricordare il passato, pensare il futuro: questo il filo conduttore del volume Ai piedi della Laga, pubblicato da Electa per conto della Fondazione Varrone per offrire al lettore uno sguardo d’insieme al patrimonio culturale ferito dal sisma del 2016 nel Lazio.

Il libro sarà presentato martedì 22 settembre ad Amatrice, onorando così l’impegno morale che la Fondazione aveva assunto al momento della pubblicazione col sindaco Antonio Fontanella e che l’emergenza Covid ha fatto slittare.

L’appuntamento è alle 16 nei locali del “Castagneto”, nel Polo del Gusto a San Cipriano: alla presentazione, aperta dal saluto del sindaco Antonio Fontanella e del presidente della Fondazione Antonio D’Onofrio, seguiranno gli interventi tra gli altri di Giuseppe Cassio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Frosinone, Latina e Rieti (tra i curatori del libro insieme ai soprintendenti Paola Refice, Paolo Iannelli e Monica Grossi) e della restauratrice Anna Paola Salvi.

La prima parte del libro (223 pagine in tutto, con un ricco corredo fotografico) racchiude una serie di contributi di carattere storico, archeologico, artistico, paesaggistico e antropologico dedicati ai beni culturali della zona della Laga. La seconda parte documenta il lavoro svolto dal MiBACT per il recupero post sisma, l’attività conservativa e i progetti di restauro del patrimonio culturale in gestazione. Ai presenti sarà distribuita una copia del volume.

Con l’occasione si farà il punto del lavoro di recupero delle opere d’arte di Amatrice e Accumoli affidate alla Fondazione in vista della mostra che aprirà a dicembre a Rieti.

Alla presentazione seguirà, nello stesso spazio, lo spettacolo teatrale Dialoghi con Trilussa, con Daniela Regnoli (nella foto), con la regia di Pino Di Buduo: un dialogo, più che un monologo, con il celebre poeta romano che con la sua ironia e la pungente satira è riuscito a raccontare oltre cinquanta anni di cronaca italiana, proposto ad Amatrice, paese tra i più intimamente legati alla vita e alla cultura romanesca. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti, nel rispetto delle normative anti-Covid.

L’installazione di Lucia Novelli conclude il Festival IlluminAmatrice

L’edizione 2020 del Festival IlluminAmatrice si conclude domenica 27 settembre (ore 11.30) con l’inaugurazione di un’installazione modulare permanente di Lucia Novelli nel Parco del Villaggio Lo Scoiattolo, loc. Ponte Tre Occhi, ad Amatrice.

Oltre quattro anni dopo il sisma che ha cancellato borghi, paesi, città dell’Appennino, “AreaZomia” – questo il titolo dell’opera – è insieme metafora e auspicio, un intervento che interpreta la legittima attesa di una ricostruzione di case e di comunità che ancora tarda ad attuarsi; un’opera che si innesta sul confine mutevole tra selvatico e domesticato, che parla di due valori compatibili ma soprattutto, secondo l’artista, non negoziabili: la libertà – di restare e di tornare – e il diritto al nido per ogni creatura.

Con una sua personalissima estensione del termine asiatico “Zomia” (gente di montagna), l’artista lo adatta qui per indicare quegli abitanti delle terre alte (come lei) che i cittadini considerano simbolicamente “non domesticabili” – ovvero testardi – per la loro ostinata insistenza a vivere in luoghi tanto belli, sì, ma altrettanto difficili, in un rapporto stretto – e, aggiunge lei, rispettoso – con una natura selvatica e ostile, che non fa sconti e non regala alcunché.

In uno di questi luoghi, ad Amatrice, la Novelli realizza questo intervento site specific, un’opera permanente che abita nel bosco e che ha anche l’ambizione di fungere da riparo per piccole creature. Il materiale impiegato è totalmente riciclato: pezzi di rami secchi, frammenti di oggetti desueti del quotidiano, pezzi di vecchi mobili. Tutti rigorosamente trovati (o ricevuti in dono) in quelle terre alte in cui l’artista stessa vive e che a queste terre restituisce sotto forma di un’opera che si compie definitivamente soltanto nel dialogo e nell’interazione con l’ambiente circostante e nel rapporto con le creature più fragili che lo abitano. Un lavoro che vuol essere un tributo alle genti resilienti e coraggiose di queste terre, tenaci come la natura che le circonda.

Il tema del rifugio è un elemento ricorrente nel lavoro della Novelli: nel 2017 per la rassegna Hortus|Horti ha realizzato “Welcome” trasformando vecchie sedie e tavoli in inno all’accoglienza del viandante, del pellegrino, del forestiero.

Abruzzese di nascita, Lucia Novelli si è presto trasferita a Milano dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera e in seguito Conservazione di Beni Artistici presso l’Università degli Studi di Parma, oltre a corsi formativi di grafica, decorazione, comunicazione visiva e disegno per tessuti. Ha collaborato con grandi aziende (Pierrel, FM Comunicazioni, Mondadori) e successivamente, per la preparazione stilistica di linee, con Zucchi, Magnolia, Malerba, Pink Drake, Benetton, Bellia. Dopo un periodo molto difficile della sua vita personale, nel 1998 ha deciso di dedicarsi esclusivamente all’arte. Da qualche anno è tornata a vivere tra i boschi e il verde delle valli in provincia di Rieti.

A cura di Monnalisa Salvati.

Testo critico Barbara Pavan.

Ingresso gratuito (spazio all’aperto che garantisce il rispetto di tutte le norme anti COVID19).

Info: mob.327 493 4187 – e-mail [email protected]

Al via oggi IlluminAmatrice Festival 2020, le arti per le terre del sisma

È pronto allo start “IlluminAmatrice”, il Festival Multidisciplinare delle Arti giunto alla sua quarta edizione per non spegnere i riflettori sulle popolazioni colpite dal sisma. Teatro, musica e cinema per la prima giornata del festival, in cartellone oggi venerdì 4 settembre.

Una full immersion che vedrà tra i protagonisti l’attore ed autore GIORGIO MONTANINI, tra i pochi rappresentanti della stand up comedy in Italia: una forma espressiva specifica e rigorosa, per veicolare emozioni, pensieri e opinioni. L’artista sceglie così il palco, che non concede la libertà di sfogarsi sull’onda dell’emotività.

In tournèe con il suo nono monologo inedito “Come Britney Spears” Montanini fa tappa ad IlluminAmatrice prima di spostarsi al Festival del Cinema di Venezia per la presentazione de “I predatori” di Pietro Castellitto, prodotto da Fandango e Rai Cinema, in concorso nella sezione Orizzonti. A seguire il concerto live de IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA a cura dell’associazione Fara Music.

«Da IlluminAmatrice parte un segnale di speranza, di apertura al futuro. Dall’emergenza il Festival trae la propria forza, dal terremoto al Covid. Perché la musica sprigiona energia», esordisce il direttore artistico Antonino Barresi, musicista e fondatore del MenoUnoLab Bologna.

Resilienza e sicurezza quindi, per un’edizione “Covid19 Free Version”, promossa dall’Associazione Culturale No Profit “IlluminAmatrice”, presieduta da Fabrizio Berardi con il coordinamento tecnico di Paolo Romagnoli.

«Abbiamo immaginato un nuovo format che fonde concerti e attività sportive che fonde concerti, performing act, proiezioni, sport e attività live, attraverso la rete di artisti e di associazioni che sostegno il Festival con la loro arte – insiste il direttore artistico Antonino Barresi – In questi anni abbiamo avuto esibizioni di una tale potenza e bellezza da lasciare un’impronta fortissima nella storia del festival: per citarne solo alcuni Coez, Piotta, la partecipazione del trombettista Paolo Fresu, il collettivo Lercio, il dj e producer Ty1. IlluminAmatrice 2020, però, in questa edizione si caratterizza anche per il forte valore simbolico, perché sarà dedicata ai bambini, con performance pensate esclusivamente per loro».

Alle ore 20.30 Giorgio Montanini in “Come Britney Spears – Covid 19 Version” mette in discussione l’unico vero baluardo trasversale e condiviso da tutti, quello che tiene in piedi il genere umano: l’antropocentrismo. Quando si è costretti ad affrontare una situazione critica, il confine che separa la consapevolezza dall’isteria è ambiguo, ingannevole. È dalla sua comparsa sul pianeta che l’essere umano cerca disperatamente e ostinatamente il giusto percorso che lo conduca alla serenità, alla pace e alla felicità.

«Dalla notte dei tempi ad oggi, abbiamo continuamente sbagliato strada a causa della nostra isteria ed inconsapevolezza…e il risultato? Che ci ritroviamo con pochissimi analfabeti ma tantissimi stupidi. Convincersi che il lavoro e la remunerazione siano i valori fondanti della realizzazione dell’essere umano, come conseguenza ha avuto la regressione culturale e sociale della nostra specie», scrive l’autore nelle note di regia.

In Italia quasi il 30 percento della popolazione è analfabeta funzionale, quasi il 30% degli italiani è regredito a tal punto da non capire più cosa legge (o peggio scrive) nonostante si tratti di testi semplici e dai concetti elementari. In una sola parola: stupido. A rendere la situazione un incubo, è il fatto che siano proprio gli stupidi ad alzare la voce e a metterci la faccia. Colpevolizzare gli stupidi però è efficace quanto per un naufrago spegnere la sete trangugiando l’acqua del mare. Non c’è nulla di più ipocrita che deresponsabilizzarsi incolpando gli stupidi della deriva. I cattivi sono solo uno specchietto per le allodole, la colpa è dei buoni.

«La colpa è degli animalisti, antirazzisti e antifascisti. Degli ambientalisti, anticapitalisti e dei femministi. La colpa è di chi sbandiera sani principi ma ne ignora doveri e responsabilità – continua Montanini – Pur di disertare la battaglia, affidano il compito di rappresentarli a improbabili personaggi che sfiorano il grottesco. Così ci ritroviamo a legittimare come custode del valore dell’antifascismo un quindicenne della periferia romana. Affidiamo le sorti del pianeta terra ad una ragazzina minorenne con la sindrome di Asperger. Lasciamo che i nostri pallidi e timidi singulti rivoluzionari trovino sfogo nelle reazionarie e banali opere di un inesistente e contemporaneo Zorro in malafede. Senza nessun rispetto per la nostra dignità, fingiamo di credere che l’oracolo rivelatore del senso della vita che sia un’atleta paraolimpica appena maggiorenne».

Presunzione, ipocrisia e politically correct, sono i veri nemici da combattere: «Quando riusciremo a liberarci di questi ingombranti fardelli potremo vederci finalmente per ciò che siamo: spauriti ed insignificanti esseri che tentano di sopravvivere in territorio ostile».

La musica poi conquista la scena (alle ore 21) in collaborazione con l’Associazione Fara Music, IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA con il live “OK BELLEZZA”. On stage Nick Stimazzi – organo hammond, Nicola Tentorio – batteria, Alessandro Borgini – chitarra, Sebastiano Sempio – percussioni. Il repertorio comprende brani originali (hammond jazz, soundtrack funk, exotica, latin jazz) ma anche standards tratti dai classici repertori soul jazz à la Prestige Records (Jack McDuff, Boogaloo Joe Jones, George Benson, Charles Earland, Groove Holmes).
The Goods è il loro primo album: composto interamente da brani originali, è stato registrato presso il T.U.P. studio di Brescia, masterizzato al Mystery Room Studios di Milwaukee ed esce per la Emme Record Label.

La giornata sarà aperta, di primo pomeriggio (4 settembre alle ore 14), da “La Regina dei cieli (Aquila) e il Principe degli Ungulati(Cervo) nelle Magnifiche Terre di Centro”: l’incontro con Alfredo Cristallini, dell’Associazione Laga Insieme Onlus, che, con immagini esclusive, racconterà la sua esperienza umana e professionale di fotoreporter, attraverso la quale è riuscito a cogliere come nessuno altro gli aspetti più inediti della vita faunistica sui Monti della Laga. L’evento, oltre alla presenza del fotoreporter prevederà la conoscenza diretta di alcuni rapaci messi a disposizione dai falconieri. Rivolto soprattutto a famiglie con bambini.

Alle ore 15.30 è prevista la proiezione del documentario “La Ricetta” scritto e diretto da Alessandra Attiani e Massimo Saccares: un anno su Amatrice dopo il terremoto raccogliendo testimonianze, accompagnati dalla ricetta della Amatriciana, essenza dello spirito e cultura di questa popolazione.

Alle ore 16.30 la proiezione del documentario: “Under The Water”, con la regia di Davide Lupetti, Sceneggiatura di PietroAlbino Di Pasquale, Montaggio di Vincenzo D’Eugenio, Direttore della fotografia Marco Cordone.

A fare da preview agli spettacoli serali, alle ore 19, l’Aperitif con le selezioni musicali d’ascolto in vinile a cura di Lorenzo Morresi, produttore chitarrista e dj che lavora tra Inghilterra (Londra) e Italia.

Il suo progetto propone una miscela eclettica di jazz, disco, world, elettronica, dance music. Il suo ultimo disco ‘Objet Melodie’ è uscito a Maggio 2020 in vinile sull’etichetta londinese Fly By Night Music, supportato a livello internazionale da vari dj e trasmissioni radio quali BBC Radio, Wordwide FM, KEXP Seattle, Jazz FM, Lifegate.

A fare da scenografia la suggestiva location del Villaggio Lo Scoiattolo, a poca distanza da Amatrice. Il Festival IlluminAmatrice, giunto alla IV edizione, è anche occasione di collaborazione tra realtà diverse che condividono gli stessi obiettivi, tra cui l’associazione Itaca, il Casale del Giglio Azienda Agricola, One Soul Project, Fara Music Project, l’Associazione Laga Insieme Onlus. Sinergia fondamentale anche con il club “Lenza Club Alto Lazio di Amatrice e del Fly Club Rieti” e l’associazione “Crazy Carp Rieti”, protagoniste domenica 6 settembre di ILLUMINAMATRICE “SPORT ENJOY”: un’intera giornata dedicate alle attività ludico sportive per adulti, bambini e famiglie, per vivere la natura, riscoprire la bellezza dei luoghi, gli scorci più nascosti, in uno stile green ed ecosostenibile, a tutela del patrimonio naturalistico e paesaggistico.

Per partecipare agli eventi è richiesta prenotazione obbligatoria contattando il 3332070485
Uso della mascherina obbligatorio in tutti gli ambienti.

 

Foto di Giorgio Montanini da amatmarche.net

Canonica chiesa di Sant’Agostino di Amatrice: iniziato l’intervento di messa in sicurezza

Sono iniziate il 1 settembre – con il supporto di mezzi dei Vigili del fuoco – le operazioni di rimozione e recupero delle macerie per la riduzione delle criticità nell’area della canonica della chiesa di Sant’Agostino di Amatrice.

La chiesa, che rappresenta una delle più rilevanti testimonianze degli insediamenti degli ordini mendicanti sul territorio, risale al XIV secolo e, com’è noto, è stata fortemente danneggiata dalla sequenza di eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016 e dai seguenti del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017, ed è stata, sino ad oggi, oggetto di lavori di messa in sicurezza e parziale rimozione delle macerie.

Le attività previste sono necessarie al completamento della fase conoscitiva dell’adiacente chiesa e a poter porre in atto gli ulteriori eventuali presidi per la cantierizzazione in sicurezza dell’intervento di ricostruzione della chiesa di Sant’Agostino.