Ad Amatrice «Le voci del coraggio»

L’Associazione “Laga Insieme Onlus” ha organizzato un evento domenica 8 luglio alle ore 17.30 ad Amatrice, presso l’Area Food. Si tratta di un incontro rivolto a tutti, quale occasione di dialogo e riflessione sulle difficoltà del vivere nel post terremoto, a quasi due anni ormai dall’inizio della tragedia la notte del 24 agosto 2016.

L’evento fa riferimento al terremoto, ma non vuole essere un momento rievocativo della tragedia, al contrario, sarà un invito alla speranza, ed uno stimolo ad una riflessione comunitaria sul vivere con pienezza malgrado le difficoltà e sventure della vita.

«Tutto è nato dalla richiesta di Claudio Leonetti, giovane di Amatrice che ha perso sotto le macerie padre, madre, sorella e ragazza, il quale ci ha chiesto – racconta il Presidente di Laga Insieme il prof. Armando Nanni – di aiutarlo a fare una presentazione del suo libro “Tutto il bello che c’è”, con prefazione di Dacia Maraini».

«Dopo aver letto il libro, che esprime una sconvolgente maturità dell’autore, che ha solo 23 anni, frutto di una esperienza personale nel campo della “filosofia esistenziale”, ho pensato – continua il Presidente di Laga Insieme – che una storia così forte dovesse essere un argomento di confronto per tutti. Parlandone poi con Stefania Ciriello, ex medico di Amatrice, che ha lasciato un figlio sotto le macerie, abbiamo convenuto che anche la loro esperienza familiare poteva rappresentare un’importante testimonianza. Nella scelta delle altre due ospiti, la mamma napoletana, vittima della scellerataggine camorristica, e la giornalista siriana con il suo reportage dalla guerra, abbiamo trovato, oltre che coerenza nel coraggio ed impegno nel sociale, con le due precedenti, anche l’importanza di vedere oltre e lontano» .

«In tutto questo tempo dopo il 24 agosto, tantissimo è stato fatto per alleviare le sofferenze materiali delle comunità: importanti donazioni hanno restituito scuole e ristoranti, progetti di solidarietà hanno seguito giovani ed anziani, la lenta e farraginosa macchina istituzionale ha comunque realizzato le dovute casette; ma non altrettanto si può dire della “coesione sociale” , la quale, adesso più di prima non può che scaturire da dialogo, apertura, responsabilità civile ed impegno comunitario. La strada della ricostruzione che sarà lunga e faticosa non potrà prescindere da coscienze “aperte e responsabili”, che predispongono a personalità realizzate e resilienti. Con queste due considerazioni, severe ma necessarie, alle quali mi auguro l’evento possa portare un po’ di luce – conclude il Presidente Nanni – aprirò i lavori nella speranza di contribuire a riaccendere i riflettori su alcune tra le situazioni più critiche e tristi del nostro presente».

Ricette, dolci e tradizioni in attesa di costruire la Casa delle Donne

La Casa delle Donne di Amatrice e Frazioni (Cdaf) ha presentato il primo luglio presso la Sala Mensa del Polo del Gusto, della Tradizione e della Solidarietà, tre importanti risultati che arrivano al termine di altrettanti progetti, messi in atto in quest’ultimo anno.

È stato infatti presentato il libro “Le ricette di Laboratorio Amatrice”, a conclusione del progetto di formazione portato avanti per le donne e gli uomini del territorio del cratere grazie al contributo della Regione Lazio, Arsial e CNA Impresasensibile. Nel libro, a cura di Sonia Mascioli e Monica Capanna, si trovano ricette della tradizione e non, realizzate con le aziende locali che hanno preso parte al progetto.

Presentato anche “Dolcelaga”, il dolce della Cdaf nato dall’unione dei due comuni di L’Aquila e Amatrice e dal sodalizio con la chef Serenella Deli, per raccontare i profumi ed i sapori della nostra terra utilizzando prodotti di eccellenza tipici.

Presentate inoltre, “Le Ceramiche della tradizione”, alla riscoperta dei cocci del pastore “la Scopozza” che arrivarono ad Amatrice grazie alla Transumanza e nei quali si serviva la ricotta appena fatta.

«Speriamo presto di poter continuare questi ed altri progetti in cantiere nella nostra sede – spiega la presidente della Cdaf Sonia Mascioli – un edificio i cui lavori cominceranno presto nell’area Sae di Torrita e che sarà il luogo fisico presso cui daremo continuità a tutto il lavoro iniziato in questi mesi con le donne e gli uomini di questa terra».

A Musicchio il centro di produzione televisivo Cibor. Un decoder a ogni famiglia di Amatrice

Nasce “Amatrice Channel”, e nasce ad Amatrice, precisamente nella frazione di Musicchio. Un’iniziativa di Italian Television Network, che oggi ha inaugurato la sede del Centro di Produzione Televisivo Cibor alla presenza della madrina Maria Giovanna Elmi e del sindaco di Amatrice Filippo Palombini.

Italian Television Network è una holding che opera nel settore televisivo, fondata dal conduttore e autore tv Roberto Onofri, che questa mattina ha presentato il prodotto “Cibor”, un decoder che contiene una selezione organizzata di canali live, italiani ed esteri, nazionali e regionali, televisivi e radiofonici, fruibili in hd. Novanta i canali disponibili, di cui 27 nazionali, 63 regionali, 16 le frequenze radio, 2 i quotidiani.

«In pochi mesi – dice Roberto Onofri – sono già oltre 400mila i decoder Cibor venduti nel mondo: il 60% negli USA, il 31% in Canada, il 4% negli Emirati Arabi, l’1% in Europa, il 4% in Italia. Il grande impatto negli USA si spiega per la importante presenza di italiani in America. La grande novità è che, da oggi, i nostri decoder saranno prodotti qui, a Musicchio di Amatrice. Da qui partiranno per raggiungere tutte le destinazioni, in tutto il mondo».

Al taglio del nastro ha partecipato anche il vice parroco di Amatrice, don Angel, che ha dato la sua benedizione dopo aver sottolineato come le nuove tecnologie, se ben utilizzate, possono contribuire alla fratellanza tra i popoli.

«Mi sembra una bellissima iniziativa – dice il sindaco Filippo Palombini – raccontare Amatrice nel mondo attraverso Amatrice Channel, è un dono per tutti noi. Il fatto poi che questi decoder siano prodotti proprio qui, è qualcosa che ci rende orgogliosi. Siamo grati a questa azienda, che ha scelto proprio Amatrice per collocare la sua sede operativa».

All’inaugurazione ha partecipato anche il campione di pugilato Gianfranco Rosi.

«Abbiamo deciso di donare un decoder a ogni famiglia residente ad Amatrice – spiega Luana Provenzano, direttore generale di Italian Television Networkprenderemo accordi con l’Amministrazione comunale per le modalità di distribuzione ai cittadini, siamo molto commossi. Grazie, Amatrice».

Solidarietà e musica: dal vicentino quasi 20 mila euro per Casa del Futuro

Saranno consegnati a breve i quasi 20 mila euro raccolti nel vicentino con il progetto “Un cd per la Casa del Futuro di Amatrice”, la struttura comunitaria voluta dalla Diocesi di Rieti che sarà il vero e proprio cuore pulsante della ricostruzione del paese reatino devastato dal terremoto del 24 agosto 2016.

Il “contributo” vicentino è frutto dell’impegno del cantautore berico Lorenzo Belluscio in sinergia con la Caritas Diocesana Vicentina: nel giro di poco più di un anno, attraverso eventi e attività di sensibilizzazione basate sulla sua passione per la musica e il canto, è riuscito a mettere insieme donazioni per ben 19.560,96 euro, che confluiranno nelle altre donazioni raccolte da enti e privati per sostenere la realizzazione della Casa del Futuro.

Il progetto “Un cd per la Casa del Futuro di Amatrice” nasce dal binomio musica e solidarietà. «Il nostro obiettivo – spiega Lorenzo Belluscio, che coltiva la passione per il canto fin da quando era bambino e che scrive e interpreta canzoni di ispirazione Cristiana – era raccogliere 10 mila euro: attraverso sette eventi, promosse dal 9 marzo 2017 ad oggi e con l’aiuto della Caritas Vicentina siamo arrivati a sfiorare il doppio di questo importo. In tutte queste iniziative alle persone che hanno devoluto un’offerta, di qualsiasi entità, abbiamo consegnato una password che permetteva di scaricare gratuitamente le canzoni del mio ultimo cd, Il Cielo è dentro noi».

«Come Caritas – aggiunge il direttore don Enrico Pajarin – abbiamo ritenuto questo progetto della chiesa sorella aretina molto importante e abbiamo quindi aggiunto altre offerte che erano finalizzate all’aiuto alle popolazioni terremotate, consentendo così il raddoppio della cifra».

La “Casa del Futuro” è il progetto più ambizioso della Chiesa di Rieti per le zone terremotate: sarà un centro pastorale nel quale accogliere i gruppi parrocchiali, gli scout, le famiglie. La nuova struttura verrà realizzata all’interno complesso dell’Istituto Don Minozzi, che sorge a pochi passi dal centro storico del paese.

L’area, infatti, è al centro di un importante accordo di programma stipulato dall’Opera nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, la Diocesi di Rieti, il Commissario per la Ricostruzione, Miur, Mibact, Regione Lazio e Comune di Amatrice e prevede il recupero sia dello storico istituto amatriciano che dell’intera area, andandovi a collocare non solo la “Casa del Futuro” – collegata tra l’altro anche ad un progetto di educazione ambientale per i giovani che vede coinvolte insieme la Diocesi e Slow Food – ma anche un Museo della Memoria, il Comune di Amatrice e un polo per la produzione agroalimentare.

L’insieme di questi interventi faranno del complesso uno snodo centrale per tutto il territorio coinvolto dal sisma. In questo contesto, la “Casa del Futuro” è stata pensata dalla Diocesi per richiamare giovani ad Amatrice da tutto il Paese in ragione del bellissimo contesto paesaggistico. L’ispirazione è quella dell’ecologia integrale cara a Papa Francesco.

La raccolta fondi vicentina in favore della “Casa del Futuro” si è basata in particolare su concerti nelle parrocchie e serate conviviali, attraverso le quali i ristoratori ed esercenti di Vicenza e dintorni hanno devoluto una percentuale di ogni scontrino al progetto in favore della popolazione colpita dal terremoto di due anni fa. A queste iniziative si sono poi aggiunte le donazioni di tante persone e imprenditori che hanno preso a cuore il progetto e le offerte devolute da Caritas Vicentina.

L’ultima iniziativa: la Jobs Cup. L’ultima proposta di sensibilizzazione in ordine di tempo a sostegno del progetto è stata un torneo di calcio organizzato dall’associazione culturale Liberi Pensatori, la Jobs Cup che si è tenuta lo scorso 22 aprile a Vicenza: un torneo di calcio a cinque tra dieci squadre composte da rappresentanti di diversi mestieri e professioni, il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza. L’associazione culturale ha voluto così coniugare sport, altruismo e mondo dell’impresa.

«La cultura non passa solamente per la valorizzazione del territorio e la promozione delle sue eccellenze – afferma il presidente dell’associazione Francesco Poli – perché affinché i contenuti culturali attecchiscano e crescano in una comunità è necessario che essa si fondi su valori solidi di condivisione e partecipazione».

Il torneo è stato sostenuto da altrettanti imprenditori del territorio e il ricavato è stato considerevole: quasi tremila euro: 1.250 sono stati donati alla Fondazione San Bortolo di Vicenza , 1.500 euro sono stati raccolti e devoluti all’Associazione Diakonia, Onlus della Caritas di Vicenza, a supporto del progetto per Amatrice.

Il viaggio ad Amatrice che Belluscio effettuerà a breve con i suoi amici servirà non solo a consegnare le offerte alla Caritas Diocesana di Rieti, ma anche a verificare come procede la costruzione della Casa.

da www.tviweb.it

 

Non si fermano gli interventi di messa in sicurezza delle chiese colpite dal terremoto

La “macchina” delle messe in sicurezza, dopo il fatidico 24 agosto 2016, non si è mai arrestata. Gli interventi di salvaguardia degli edifici di culto lesionati dal terremoto indicano la loro importanza come beni culturali e testimoniano la volontà e l’interesse di recuperare, ove sia possibile, ciò che per molti resta un simbolo di unità in luoghi in cui tutto è stato disgregato dalla forza del sisma. Un impegno evidente nei numerosi interventi realizzati dall’Ufficio Tecnico della nostra diocesi già nel 2017, come è per la chiesa della Madonna dell’Assunta in Scai, frazione di Amatrice, per la chiesa di San Felice e per la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio in Posta, riaperta anche al culto, per la chiesa di San Giovenale in Roccasalli, frazione di Accumoli, e per la chiesa di San Biagio in Poggio Perugino.

La chiesa della Madonna dell’Assunta in Scai, dopo l’evento sismico, presentava molteplici criticità. Le più evidenti erano il distaccamento del timpano sommitale della facciata principale e le lesioni passanti nelle murature perimetrali; qui l’intervento ha previsto lo smontaggio e la demolizione controllata del timpano e opere di sostegno delle murature della facciate e del campanile mediante un sistema di ponteggi ancorati opportunamente alla struttura portante.

Anche per la chiesa di San Felice in Posta è stato realizzato un sistema a sostegno della facciata in grado di rispondere al suo possibile ribaltamento, così come per il campanile, sul quale si osservavano segni di cedimento.

Sempre a Posta, è stato importante l’intervento eseguito sulla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio che, una volta concluso, ha permesso la sua riapertura con ripresa delle attività di culto.

La messa in sicurezza del manto di copertura e della navata interna, mediante un’apposita rete di protezione che evita la caduta dall’alto di eventuali pianelle o coppi all’esterno, è stata realizzata per la Chiesa di San Biagio in Poggio Perugino. Anche il campanile è stato oggetto di opere provvisionali: per far fronte al suo dissesto è stato progettato un sistema di cerchiatura dei maschi murari al fine di garantire la stabilità dei suoi quattro archi.

L’intervento che è stato realizzato alla chiesa di San Giovenale in Roccasalli, invece, ha previsto la messa in sicurezza del campanile, che mostrava segni evidenti di estrema labilità, attraverso lo smontaggio controllato del manufatto in tutte le sue parti.

Una serie di interventi che rappresentano solo una frazione di quello che la Diocesi, grazie alla sua squadra di tecnici, sta riuscendo a fare; le realtà da affrontare in questo ambito sono ancora molteplici e si sta lavorando per arrivare a far fronte ad ognuna di esse.

Un nuovo parco giochi per Amatrice

Un altro pezzo di Amatrice torna alla normalità grazie alla solidarietà.

È stata inaugurata l’area giochi dedicata ai bimbi più piccoli, nel parco don Minozzi adiacente alla struttura Caritas, con il contributo del Comune di Schignano (Como). Il bruco colorato, le altalene e i percorsi per i bambini tra 0 e 3 anni, il tutto su un tappeto gommoso e su erba sintetica per la loro sicurezza, saranno infatti da oggi i migliori compagni di giochi dei bambini di Amatrice, che in questi giorni iniziano il centro estivo organizzato da Caritas Italiana. A tagliare il nastro anche una delegazione del Comune di Schignano guidata dal sindaco Ferruccio Rigola.

«Questo è un piccolo gesto, ma dal grande valore simbolico, soprattutto perché donare uno spazio in cui i bambini possono giocare in libertà, anche quando intorno è ancora tutto da ricostruire, significa investire sul futuro di questo borgo, sul bene più prezioso: i suoi bambini», ha detto in apertura della cerimonia Maria Vincenza Bussi, curatrice della donazione e già preside dell’istituto omnicomprensivo Romolo Capranica di Amatrice. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore della Caritas diocesana don Fabrizio Borrello, che ha ringraziato la generosità degli abitanti di Schignano e sottolineato l’importanza di avere ancora tanti italiani che pensano alla rinascita del Comune terremotato. La necessità di veder ancora giocare bambini ad Amatrice, ha aggiunto la presidente dell’associazione L’Alba dei piccoli passi Claudia Quaranta, “serve a far tornare il sorriso ai piccoli e ai grandi anche in giornata difficili”.

L’area giochi è stata realizzata grazie ad una serata di solidarietà pensata dal Comune di Schignano a marzo 2017 e per molto tempo «è stato complesso trovare interlocutori ad Amatrice con cui parlare – ha spiegato il capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Schignano, Mauro Madia – fino a quando non abbiamo incontrato la preside Bussi».

È ancora commosso il sindaco di Schignano Ferruccio Rigola, «perché dalla tv non si capisce la gravità e la situazione in cui dopo due anni si trova Amatrice, per questo siamo ancora più orgogliosi di aver dato un piccolo contributo alla rinascita». Il delegato del sindaco di Amatrice Filippo Palombini, Elsa Bizzoni, ha invece ringraziato per aver pensato ai più piccoli, perché in questa situazione ogni aiuto è fondamentale, e per la grande generosità arrivata da realtà molto lontane.

Dopo la benedizione e le conclusioni del vicario generale della diocesi di Rieti, don Luigi Aquilini, i bambini hanno finalmente potuto varcare , tra le ranocchie e le giostre colorate, il loro regno.

Lunedì 25 giugno l’inaugurazione del parco giochi donato dal Comune di Schignano

Lunedì 25 giungo alle ore 11,30 nel parco del don Minozzi di Amatrice, adiacente alla struttura Caritas, aprirà i battenti la nuova area giochi costruita grazie alla generosità del Comune di Schignano, in provincia di Como.

Il parco giochi è dotato di giochi adatti ai più piccoli e di strumenti per il divertimento dei bambini più grandi; il tutto posto su un tappeto gommoso ed erba per la massima sicurezza dei bimbi. Un progetto di solidarietà realizzato grazie all’impegno del Comune di Schignano, della Caritas di Rieti, e dell’Associazione Amatrice -L’alba dei piccoli passi, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Amatrice.

All’inaugurazione saranno presenti: Maria Vincenza Bussi, già dirigente scolastico dell’Istituto omnicomprensivo Romolo Capranica di Amatrice e curatrice della donazione; don Fabrizio Borrello, direttore della Caritas di Rieti; Claudia Quaranta, presidente dell’associazione Amatrice – L’Alba dei piccoli passi; Filippo Palombini, sindaco di Amatrice; Ferruccio Rigola, sindaco di Schignano; Alberto Bevilaqua, assessore del Comune di Schignano; Mauro Madia, capogruppo di maggioranza del Comune di Schignano; don Luigi Aquilini, Pro-vicario generale della diocesi di Rieti. In allegato la locandina dell’evento con preghiera di diffusione.

Tra entusiasmo e giochi si inaugura il centro estivo di Amatrice

Iniziata il 18 Giugno mattina di buon mattino la prima giornata al centro estivo di Amatrice.

Numerose le partecipazioni di bambini e ragazzi, inclusi gruppi accompagnati da guide arrivati anche dalla Francia. I ragazzi hanno svolto diverse attività, dalla preghiera del mattino alla visione di un divertente cartone animato con protagonista San Francesco, occasione per riflettere.

Quindi tutti riuniti per il pranzo e poi via al gioco libero in un’atmosfera di festa particolarmente assorbita dal divertimento dei bambini e dalla soddisfazione dei genitori, nonostante il meteo ballerino.

Ogni fine settimana ci sarà il grande gioco, una sorta di riassunto didattico del tema trattato durante la settimana. La tematica di questa settimana sarà la conoscenza della figura di San Francesco, la sua vita e il suo percorso spirituale. Mentre per quanto riguarda i ragazzi più grandi è prevista accoglienza, laboratori di cucina, sport, musica e ballo e alle 19 tutti a casa.

Per quanto riguarda le uscite esterne, prevista una gita a Greccio per venerdì 22 giugno dalle 9 alle 16 con pranzo al sacco, e altre gite ed escursioni ogni venerdì.

Di sicuro è già un bel risultato essersi cimentati in un percorso utile per gli adulti e per i ragazzi.

Lo straordinario Rigoletto del Teatro dell’Opera di Roma arriva gratuitamente nelle zone del sisma

Dopo le rappresentazioni al Teatro Nazionale, tornano a risuonare nelle vie di Roma e del Lazio le note della lirica itinerante dell’iniziativa OperaCamion, giunta alla sua 3° edizione e che sarà eseguito gratuitamente nelle periferie di Roma e in alcuni dei comuni del Lazio colpiti dal terremoto.

Il magico tir del Teatro dell’Opera di Roma riprende il suo tour il 18 giugno 2018 con il Rigoletto di Giuseppe Verdi: un debutto per la compagnia per la
regia di Fabio Cherstich, costumi e scene di Gianluigi Toccafondo, cantanti della compagnia Fabbrica, orchestra Youth Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.
Dopo Roma, l’Opera Camion si sposterà ad Accumuli, nella zona SAE (Soluzioni Abitative d’Emergenza) dove si esibirà il 20 giugno; continuerà nelle aree terremotate di Amatrice il giorno 22 e a Cittareale per il giorno 24 giugno, sempre alle ore 21.

Tornerà quindi nella Capitale al Centro Elsa Morante (zona Laurentina) il 26 giugno; nuovamente nel reatino, a Borbona, giorno 28 e Poggio Bustone, 30 giugno; e ancora a Roma, alla Biblioteca Renato Nicolini (zona Corviale), il 2 luglio e a Largo Nimis (zona Labaro) il 9 luglio. Ovunque gli spettacoli saranno ad ingresso è gratuito.

Uno spettacolo da non perdere, cantanti e orchestra di grande livello, un’inventiva registica e scenografica trascinanti ma rigorosi, senza nessuna concessione a pseudo avanguardismi narcisistici di registi alla moda.

OperaCamion è proprio un camion, anzi un gigantesco Tir, che aperto e squadernato diventa palco, orchestra, effetti speciali, e insomma una vera e propria Opera da eseguire all’aperto. Tutto dal vivo, con cantanti sempre notevoli, ma anche con immagini e brevi animazioni di accompagnamento, e maschere, e pupazzi.

Malgrado la povertà dei mezzi lo spettacolo è sontuoso, carico di una sensualità ininterrotta, coinvolgente. Carlo Fuortes e Alessio Vlad, Sovrintendente e Direttore artistico dell’Opera di Roma, hanno avuto la grande intelligenza manageriale e sensibilità artistica per scommettere su una programmazione innovativa capace di portare al pubblico delle periferie l’opera lirica in tutta la sua ricchezza.

Fabio Cherstich racconta così questa avventura fin qui unica: «Il progetto OperaCamion è nato tre anni fa da una mia intuizione che è stata subito colta da Oscar Pizzo, direttore artistico del Teatro Massimo di Palermo e da Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma. I due teatri hanno prodotto la prima OperaCamion, Figaro, un adattamento del Barbiere di Siviglia. Già nel titolo, cambiato rispetto a quello originale, c’è il desiderio di remixare l’idea convenzionale di teatro dell’Opera. Figaro è un personaggio superstar, quando uno dice Figaro tutti pensano al barbiere e alla cavatina famosissima che chiunque ha cantato o ascoltato in una pubblicità. La scelta del titolo voleva essere un nome di richiamo – così come lo sono “Don Giovanni” e “Rigoletto” – per incuriosire le persone alle quali lo spettacolo si rivolge, che non vanno a teatro e soprattutto non vanno al teatro dell’Opera.

L’idea del camion è l’idea che l’opera può vivere benissimo anche al di fuori dell’architettura del teatro. È importante continuare a fare l’opera in teatro, ma è molto bello pensare che si possa farla anche al di fuori, caricando un allestimento su un camion che può girare per le strade, arrivare in una piazza ed essere pronto in sei ore per offrire lo spettacolo dell’opera a un pubblico che non sarebbe mai andato a teatro.

Il Teatro Massimo di Palermo all’inizio, e adesso il Teatro dell’Opera di Roma hanno deciso di investire in questo progetto gratuito, fatto per il pubblico delle periferie, per le persone che, anche banalmente per un fatto di spostamenti e di budget, non vanno al teatro dell’Opera. Anche per il timore verso ciò che il teatro dell’opera significa, il vestito, ecc., che questo progetto elimina in partenza, perché non c’è un biglietto. È il teatro che arriva alle persone. E non viceversa.

La cosa importante è che il pubblico assiste a una vera opera con l’orchestra e i cantanti dal vivo, in una forma ridotta. Che è necessaria per la tenuta della concentrazione del pubblico in piazza, dove c’è inquinamento acustico, diversamente dal teatro che ha un’architettura pensata per concentrarsi. L’opera condensata fa sì che il pubblico regga per un’ora e mezza, un’ora e tre quarti. Lo abbiamo verificato. La grande scommessa della prima opera camion era: al pubblico delle piazze interesserà? Rimarranno colpiti? Capiranno? Assolutamente sì. Ed è la dimostrazione che bisogna avere fiducia nel pubblico. Perché il lavoro viene fatto per il pubblico, non per noi. Sarebbe assolutamente sbagliato pensare che questo progetto abbia come obiettivo quello di creare un nuovo pubblico per il teatro d’Opera. No, il nostro obiettivo è che persone che altrimenti non avrebbero mai pensato di assistere a uno spettacolo possano dire: sì, ho visto uno spettacolo d’opera. C’è un signore che ha detto una frase molto bella quando eravamo a San Basilio con Don Giovanni: Erano anni che volevo andare a Caracalla, finalmente Caracalla è venuta da me. Una frase che mi ha fatto molto piacere perché vuol dire che da qualche parte abbiamo toccato qualcosa di importante».

L’Aurora San Francesco di Lecco torna da don Savino per consegnare i nuovi aiuti

Una rappresentanza del Gruppo sportivo Aurora San Francesco – sezione Sci Montagna di Lecco si è recata lo scorso week end ad Amatrice per portare un saluto e un nuovo contributo alla popolazione colpita nel 2016 dal terremoto. Aurora e parrocchia dei Frati avevano attivato lo scorso anno una raccolta fondi, fisicamente consegnata dai membri della sezione Biker.

«Sono molto felici della nostra vicinanza e supporto, hanno bisogno di un costante sostegno morale ed un aiuto concreto», raccontano i partecipanti.

Del gruppo, che ha incontrato Don Savino D’Amelio, parroco di Amatrice, facevano parte tra gli altri anche il segretario generale Walter Sangalli, gli ex presidenti generali Aurora, Gigi Frigerio e Giuseppe Trezzi, e di sezione Elio Mori; presente anche il presidente della Società Escursionisti Lecchesi (SEL) Mauro Colombo.

 

Da Leccotoday.it