Salgono le postazioni per effettuare tamponi e test antigenici: nuovo drive-in ad Amatrice

Da oggi, venerdì 27 novembre, sarà operativa presso il PASS di Amatrice una nuova postazione drive-in per effettuare i tamponi molecolari e i test antigenici.

Il drive-in sarà attivo ogni mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle ore 13.

L’accesso avverrà attraverso prenotazione, tramite la piattaforma della Regione Lazio al link https://prenota-drive.regione.lazio.it/main/home. La modalità di accesso online è molto semplice. Basta avere con sé la ricetta dematerializzata, con la prescrizione effettuata dal Medico di medicina generale o dal Pediatra di libera scelta e il codice fiscale ed entrare nella piattaforma regionale. Una volta effettuato l’accesso, si potrà scegliere il giorno e l’ora disponibili di esecuzione del tampone. Al termine dell’operazione verrà rilasciato un codice di prenotazione che il cittadino dovrà esibire al drive-in.

La nuova postazione si aggiunge a quelle già attive in provincia di Rieti per un totale di 8 postazioni: a Rieti (in via del Terminillo 42) dal lunedì al sabato. A Magliano Sabina (presso Casa della Salute) tutti i lunedì. A Passo Corese (in via Maestri del Lavoro, via Salaria vecchia – zona artigianale), tutti i martedì. A Osteria Nuova (in via Salaria Km 53,00) tutti i mercoledì. A Poggio Mirteto (in località Capacqua) tutti i venerdì. Ad Accumoli tutti i lunedì presso il PASS (via Salaria km 141,600). A S. Elpidio tutti i giovedì presso il Distretto sanitario Asl Rieti di Pescorocchiano. Inoltre, l’Azienda Sanitaria Locale di Rieti sta coadiuvando i Comuni che ne fanno richiesta, con screening di prevenzione e contenimento del virus, mirati al territorio di pertinenza.

Covid, tensostruttura allestita anche al Pass di Amatrice

Allestite 4 tensostrutture riscaldate presso l’ospedale de’ Lellis di Rieti e il PASS di Amatrice allo scopo di ridurre la pressione sui presidi ospedalieri e i Pronto Soccorso. L’allestimento realizzato grazie agli Alpini del 9 Reggimento dell’Aquila della Brigata Alpina Taurinense.

La Direzione Aziendale della Asl di Rieti comunica l’allestimento di 4 tensostrutture modulari riscaldate 7 metri per 5 metri allo scopo di ridurre la pressione sui presidi ospedalieri e i Pronto Soccorso. Tre sono state allestiste in prossimità del Pronto Soccorso dell’ospedale de’ Lellis di Rieti e una in prossimità del PASS di Amatrice.

L’installazione delle quattro tensostrutture è stata possibile grazie alla collaborazione tra la Regione Lazio e le Forze Armate nell’ambito del progetto di supporto alla Sanità nazionale, voluto dal Ministero della Difesa, con lo scopo di ridurre la pressione sui presidi ospedalieri e i Pronto Soccorso.

A realizzare gli allestimenti nei pressi dell’ospedale de’ Lellis di Rieti e ad Amatrice, gli Alpini del 9 Reggimento dell’Aquila della Brigata Alpina Taurinense, che l’Azienda ringrazia per il prezioso lavoro svolto.

“Amatrice in cartolina”, un libro che racconta la storia attraverso le immagini

“Amatrice in cartolina”, un nuovo volume da aggiungere alla collana realizzata da Luigi Zaccheo e Luigi Sarallo. Il felice connubio nato tra immagini e storie messe in campo dai due autori ha dato vita a numerose pubblicazioni, sono infatti ormai venti i volumi realizzati dai due pontini tutti tesi alla valorizzazione dei beni artistici e monumentali. Gli autori inizialmente hanno preso in esame l’area territoriale della Provincia di Latina e ora con le ultime due pubblicazioni: “Amatrice in cartolina” e “Posta e Borbona in cartolina” si avventurano anche nel resto della Regione.

Luigi Sarallo, fotografo, con una passione innata per le immagini è uno dei più grandi collezionisti di cartoline d’Italia, ne raccoglie con meticolosità da molto tempo. Questa passione ha offerto lo spunto al fotografo di tracciare attraverso questi souvenir dei ritratti territoriali storici delle cittadine laziali, alle immagini si affiancano sempre i racconti e gli aneddoti culturali del Professor Luigi Zaccheo.

Sarallo dopo aver ripescato in lungo e largo immagini inedite dei paesi della provincia di Latina ha ampliato la sua collezione con gli altri “paesi in cartolina” nel Lazio e in occasione del drammatico sisma che colpì Amatrice, per una serata benefica dedicata alla raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite, organizzata dall’associazione Futura di Latina, proiettò su un maxi schermo una video narrazione con i suoi cimeli d’epoca che ritraevano i paesi prima della devastazione. Le cartoline raccontavano il passato di questi centri e colpirono molto gli ospiti della serata per questo motivo Luigi Zaccheo e Luigi Sarallo anche con l’intento di ricordare quanto il terremoto avesse portato via in termini artistici e culturali, hanno deciso di realizzare i due volumi Posta e Borbona.

L’ultima loro pubblicazione “Amatrice in cartolina”, edito a cura del Comune di Amatrice e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, si compone di 96 pagine. Nella prima parte del volume vengono ricordati i più importanti accadimenti storici, a partire alla nascita del comune e della sua precedente appartenenza al Regno di Napoli e la possibilità data ad Amatrice da parte degli Aragonesi di poter battere moneta. Ovviamente il testo accompagna il lettore per mezzo delle cartoline pubblicate, raffiguranti le immagini della città e del territorio limitrofo in un percorso intenso e realistico tra i monumenti, le abitazioni, le vie, i locali e gli scorci panoramici che il terribile terremoto del 2016 ha quasi del tutto cancellato.

L’ultima parte del libro è dedicata alla transumanza che i pastori di Amatrice hanno praticato per secoli. Anche questa pratica in alto I a copertina del libro in basso una cartolina d’epoca di Amatrice che si svolgeva nel periodo autunnale e invernale e che vedeva i transumanti muoversi nella Campagna Romana o in altre regioni e far ritorno ad Amatrice in primavera inoltrata, viene raccontata con delle rare cartoline che ritraggono le greggi in sosta nella piazze e nelle vie del comune in occasione di fiere.

Nel libro vengono ricordati anche tutti i monumenti e i maggiori palazzi del Comune, i sui personaggi illustri e anche i tanti terremoti che nel corso dei secoli hanno danneggiato gli edifici di Amatrice prima dell’ultimo terremoto del 24 agosto 2016 che si è rivelato uno dei più disastrosi. Gli autori hanno dedicato la loro ultima opera a tutti coloro che hanno sofferto e che hanno perso la vita nel terribile sisma di quattro anni fa.

Da Latina Oggi

Vincolato il complesso del Don Minozzi di Amatrice

È stato pubblicato il decreto, a firma del Segretario Regionale Leonardo Nardella, che vincola la chiesa di Santa Maria Assunta e pone altresì un vincolo di tipo indiretto sull’intera area del complesso del “Don Minozzi” di Amatrice.

Il vincolo è stato fortemente voluto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti per contemperare le istanze e le urgenze della ricostruzione con la salvaguardia di un sito di estremo interesse per la popolazione amatriciana. Purtroppo, a seguito delle scosse sismiche del 2016, gli edifici che componevano il complesso “Don Minozzi” sono stati fortemente danneggiati, al punto che qualunque tentativo di restauro e consolidamento avrebbe portato al concreto rischio di interventi tanto invasivi da snaturare e falsificare il senso spaziale e costruttivo originario.

L’assunto fondamentale è che non sono tanto gli edifici nella loro materialità il bene più prezioso da salvaguardare, quanto la visione sociale dei fondatori dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia – il senso di comunità, il lavoro, la formazione, l’accoglienza – che ha informato il piano generale di Arnaldo Foschini. Su questa base la Soprintendenza ha inteso elaborare un vincolo entro cui è possibile agire per tutelare quella visione e la sua conseguente esplicitazione spaziale.

Facendo fulcro sulla chiesa di Santa Maria Assunta, lo studio Stefano Boeri Architetti (incaricati dall’ONPMI) si muoverà dunque entro l’alveo di prescrizioni pensate per ripristinare un luogo che è il simbolo fisico della tenacia nel tentare di (ri)costruire, dopotutto, un modello di vita sostenibile, non solo da parte di Padre Minozzi e Padre Semeria, ma della città di Amatrice tutta.

Ad Amatrice la prima pietra del nuovo ospedale. Mons. Pompili: «Ciò di cui ha bisogno il nostro territorio»

«Benedico questo giorno perché mi pare di cominciare a vedere una sorta di triangolazione che prende corpo ad Amatrice: la scuola, dove si coltiva la mente e la psiche, l’ospedale dove ci si prende cura del corpo e la Casa del futuro, che speriamo possa partire anch’essa entro la fine del prossimo anno, la casa dello spirito dove tenere insieme queste tre dimensioni che è ciò di cui ha bisogno il nostro territorio».

È quanto ha detto il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, benedicendo questa mattina la posa della prima pietra del nuovo ospedale “Francesco Grifoni” che sorgerà non distante dal luogo del crollo dovuto al terremoto del 2016. Si tratta, probabilmente, del progetto pubblico più atteso tra tutti quelli che interessano la ricostruzione del borgo della Laga, icona del terremoto del 2016.

Mons. Pompili ha espresso soddisfazione per il superamento degli «indugi che per molto tempo ci avevano trattenuto sul dove, sul come, sul quando. Oggi – ha dichiarato il vescovo – tutto questo si scioglie davanti ad un progetto che dobbiamo alla caparbietà, all’ostinazione, alla generosità della Germania, del presidente della Regione Lazio, della Azienda sanitaria locale e dell’Amministrazione comunale».

Alla cerimonia erano presenti oltre alle autorità cittadine, Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, politiche per la ricostruzione, e l’ambasciatore della Germania, Viktor Elbling. Nell’agosto 2017, un anno dopo il sisma, la Germania firmò un accordo con il Governo italiano per contribuire alla ricostruzione della città e, in particolare, del nuovo ospedale con un contributo di 6 milioni di euro.

Coldiretti incontra il sindaco di Amatrice

Il sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella, ha incontrato i dirigenti di Coldiretti Rieti per fare il punto della situazione e rassicurare sull’iter della ricostruzione delle strutture zootecniche. Il primo cittadino ha annunciato che farà il possibile per restringere i tempi necessari all’approvazione dei PUA, i Piani di Utilizzazione Aziendale, che consentiranno agli allevatori di perfezionare i progetti per la delocalizzazione delle stalle crollate a causa del terremoto e di presentarli agli uffici della Regione Lazio. Si completerà cosi un complesso percorso burocratico e potranno prendere il via le attività di realizzazione delle stalle.

«Siamo sempre pronti a sostenere le aziende agricole – dice il presidente di Coldiretti Rieti, Alan Risolo – continuiamo a seguirle passo dopo passo, in questo complesso e doloroso processo di ricostruzione. Un percorso che prevede un lungo iter burocratico, che stiamo cercando di velocizzare in tutti i modi».

Già nel 2018 Coldiretti Rieti aveva elaborato, in collaborazione con l’amministrazione comunale, un protocollo per accertare che le imprese agricole avessero i requisiti necessari e il diritto alla delocalizzazione, a seguito dell’ordinanza emanata dal commissario straordinario del governo per la ricostruzione. Un provvedimento volto a stabilizzare e rendere definitive le strutture produttive agricole e zootecniche. In questi due anni si sono susseguiti numerosi incontri tra Coldiretti Rieti e gli allevatori della zona, ai quali hanno preso parte anche i progettisti e alcune ditte specializzate proprio nella costruzione di strutture per la zootecnia.

Sono numerosi gli allevatori del territorio che hanno presentato i loro progetti di ricostruzione delle strutture produttive e zootecniche per riprendere a pieno regime la loro attività.

«La ripresa economica del territorio – aggiunge Risolo – passa anche attraverso la ricostruzione delle strutture, che renderebbero pienamente operativo il settore agricolo, fortemente compromesso, non solo dal terremoto, ma ora anche dall’emergenza sanitaria, che sta vessando ulteriormente le aziende».

È importante dare un segnale forte anche di speranza a chi non ha abbandonato quanto duramente realizzato in questi anni. «Il futuro di questa terra – conclude il presidente di Coldiretti Rieti, Alan Risolo- passa attraverso la riprogrammazione del proprio tessuto economico e produttivo. Gli allevatori hanno la possibilità, con l’approvazione dei loro progetti, di ripensare un percorso nuovo che renda le loro strutture innovative e finalmente competitive. Ringraziamo il sindaco, l’amministrazione comunale e l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Lazio per lo spirito collaborativo con cui abbiamo lavorato in questi anni difficili».

Inaugurata la nuova sede dell’ufficio postale di Amatrice

Posta Italiane insieme al Sindaco della città Antonio Fontanella e alla Responsabile Piccoli Comuni della Regione Lazio Cristiana Avenali, ha presentato i nuovi locali presso il Centro Commerciale “Il Triangolo” con una piccola cerimonia d’inaugurazione, che si è svolta nel pieno rispetto delle distanze sociali e delle altre disposizioni di contenimento e di sicurezza individuali vigenti.

«Come Amministrazione – ha dichiarato il Sindaco Antonio Fontanella – siamo molto felici che l’Ufficio Postale ritrovi una posizione “centrale” rispetto alla quotidianità di Amatrice, concentrata, dopo il sisma, soprattutto nell’area dei due centri commerciali. Un sentito ringraziamento a Poste Italiane che ha raccolto le nostre richieste e ha reso i suoi servizi molto più fruibili per tutti i cittadini. Il percorso verso la normalità passa da tanti piccoli-grandi passi come questo».

Il nuovo Ufficio Postale di Amatrice è stato realizzato con l’utilizzo e l’applicazione delle più moderne tecnologie per coniugare sicurezza e qualità del servizio. Gli sportelli a disposizione dei cittadini sono polifunzionali, la sala consulenza dispone di personale qualificato per tutte le informazioni sui prodotti di risparmio e investimento offerti da Poste Italiane, lo sportello automatico “ATM Postamat” di nuova generazione è disponibile 24 ore al giorno per prelievi automatici di contante e molte altre operazioni.  A disposizione della clientela anche la connessione Wi-Fi gratuita alla quale si accede automaticamente con un’unica registrazione, quest’ultima valida in ogni area dove il servizio PosteWiFi è disponibile senza bisogno di autenticarsi nuovamente.
L’Ufficio é aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:20 alle 13.35 e il sabato dalle 8:20 alle 12:35.

L’inaugurazione dell’Ufficio di Amatrice, uno dei punti dell’Accordo sottoscritto a gennaio dello scorso anno da Regione Lazio, Poste italiane e Anci Lazio, conferma la tradizionale vicinanza di dell’Azienda al territorio e l’attenzione verso le esigenze delle comunità ed é un ulteriore tappa nel piano di interventi in favore dei piccoli Comuni italiani, con il potenziamento dei servizi postali e finanziari e con iniziative di pubblica utilità per contribuire allo sviluppo economico e sociale dei piccoli centri.

La montagna come chiave dell’identità, Di Berardino: «Coniugare sviluppo, innovazione, sostenibilità e diritti»

«Questa mattina a Amatrice ho partecipato all’evento del Cai “il sentiero Italia Cai per uno sviluppo sostenibile”.  L’iniziativa ha puntato i riflettori sulle bellezze e sulle potenzialità paesaggistiche dell’area amatriciana e dell’area interna del reatino, coinvolgendo cittadini, associazioni e istituzioni. La partecipazione di tanti soggetti rappresenta un punto di forza di ogni iniziativa. A questo si è unita l’attenzione per la montagna, che è parte dell’identità di questi luoghi, delle persone, della cultura e delle tradizioni locali. Caratteristiche, queste, che come istituzione abbiamo e continuiamo a valorizzare e sostenere anche nell’ambito di uno sviluppo strategico», dichiara in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Politiche per la ricostruzione della Regione Lazio.

«L’impegno delle istituzioni deve proseguire ora più che mai con grande determinazione e senso di responsabilità, cercando, attraverso la condivisione, di utilizzare appieno la normativa  nazionale e le ordinanze del commissario per la ricostruzione per dare un’accelerata ulteriore al processo di rinascita; l’altro compito, che come istituzioni tutte dobbiamo assumere, è quello di trasformare la discussione avviata a seguito dell’emergenza epidemiologica in un nuovo modello di sviluppo. Bisogna guardare oltre l’emergenza,  coniugando sviluppo, innovazione, sostenibilità, diritti e lavoro dignitoso. Ulteriore impegno che stiamo portando avanti come Regione Lazio è l’attuazione del Piano delle aree interne, che per il reatino sta proseguendo nella giusta direzione, acquisendo le firme dei ministeri competenti. Si tratta di un passaggio chiave, poiché tutto questo vorrà dire interventi sul turismo, infrastrutture, servizi e sostegno alle piccole attività produttive. Infine credo sia importante sottolineare il ruolo del Cai, che con le sue guide sempre aggiornate,  con la valorizzazione di centinaia di sentieri e con la promozione dei percorsi tiene alto l’interesse di escursionisti e turisti».

Ad Amatrice si parla di transumanza con un tavolo comune per il sostegno alla valorizzazione

La transumanza, di recente divenuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco, è la protagonista della giornata di venerdì 2 ottobre ad Amatrice. Nel corso dell’evento, che si terrà alle 17 presso la Casa della Montagna (adiacenze COC), sarà presentato il “Coordinamento Amatrice Transumanza”, che raccoglie molte associazioni di Amatrice intorno a un tavolo comune che è quello del sostegno alla valorizzazione di questo bene immateriale, antica tradizione del territorio. Saranno inoltre presentati gli “Atti del Convegno” tenutosi nel settembre 2019 in occasione dell’evento “Le vie della transumanza”, organizzato dallo stesso Coordinamento, Atti raccolti nel volume omonimo, “Le vie della Transumanza – Un patrimonio bio-culturale per la rigenerazione territoriale”, a cura di Letizia Bindi, che raccoglie i contributi scientifici e demoetnoantropologici emersi nel corso del convegno del 2019.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Amatrice Antonio Fontanella, del consigliere comunale delegato alla Transumanza Luigi Nardi e del presidente del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, interverranno: Catia Clementi del Coordinamento Amatrice Transumanza; Paolo Piacentini, Mibact, esperto di Cammini in Italia; Letizia Bindi, antropologa, Università degli Studi del Molise, curatrice del volume. Concluderà Flaminia Santarelli, Direttore Generale Turismo.

Modera la serata la giornalista e scrittrice Emma Moriconi, del Coordinamento Amatrice Transumanza. Saranno presenti gli autori.

Nel corso della presentazione, la musicista Susanna Buffa eseguirà canti di pastori e il poeta Antonio Cannavicci proporrà alcuni suoi componimenti.
L’evento, organizzato dal Coordinamento Amatrice Transumanza, è patrocinato dal Comune di Amatrice e dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Da Amatrice storie di speranza e di resilienza. Produttori e allevatori si raccontano

Storie di speranza e di resilienza sono state raccontate questa mattina su Rai 1 nel programma Unomattina condotto da Marco Frittella e Monica Giandotti. Sono le storie dei produttori e allevatori di Amatrice, che non hanno mai abbandonato la loro terra colpita dal terremoto. Hanno combattuto per riuscire a resistere alla crisi e in alcuni casi si sono dovuti reinventare, trasformando le loro attività, per continuare a vivere.

È quello che è accaduto ad un allevatore, Gabriele Piciacchia, «Avevo un allevamento di mucche da latte – racconta ai microfoni Manuela Maddaloni, che ha realizzato il servizio per Unomattina – poi a causa del terremoto è crollato il tetto del capannone. Sono stato costretto a svendere e riconvertire l’attività. Ora ho un allevamento di mucche da carne: le chianine. La mia forza sono stati i miei figli di 15 e 20 anni, che hanno insistito per rimanere qui ad Amatrice, senza avere mai alcuna esitazione».

Come lui anche molti agricoltori, tra loro la storia di Roberta Pavani, che ha sempre continuato a coltivare i prodotti tipici della sua terra e in particolar modo le patate biologiche, oltre ai pomodori, le mele e i peperoni. «Ho vissuto per tre anni dentro un container – spiega –e da giugno siamo fortunatamente tornati a casa, però non ci siamo mai fermati e abbiamo continuato a coltivare i nostri prodotti».

L’inviata ha raccontato, però, anche le storie degli imprenditori che sono stati costretti a spostare le loro attività, come Eugenio Rendina, produttore di farina e birra, che aveva iniziato coltivando cereali ad Accumoli. Nel suo progetto c’era anche quello di realizzare un birrificio, che a causa del terremoto è stato costretto a delocalizzare insieme alle trasformazioni di tanti altri prodotti. «La speranza è quello di riportare tutto inzona appena possibile», ha spiegato.

E poi ci sono quegli imprenditori che hanno dovuto sperimentare altre forme per continuare a stare sul mercato. Fabio Fantusi, un allevatore che è diventato anche produttore di salumi e confetture, confessa: «Ho pensato di trasformare i prodotti che provenivano dal mio allevamento e così abbiamo cominciato a produrre salumi con il maiale, che alleviamo allo stato brado, ma anche confetture e soprattutto a vendere i prodotti on line o con le consegne a domicilio».

E da Amatrice non poteva mancare la “regina della pasta”: l’amatriciana, con i segreti per prepararla della Signora Bernardina: «Il piatto più amato dopo la pizza – spiega – il piatto che ci ha salvato e ci sta rendendo vivi: è l’amatriciana». Guanciale, pecorino stagionato, pepe, ma il segreto sta soprattutto nella salsa.