Terremoti, Legnini: «Dal Belice a oggi danni per 190 miliardi di euro»

«Il nostro è un Paese molto fragile, con una lunga storia di violenti terremoti, e proprio in questi giorni il sisma è tornato a farsi sentire in Toscana, in Molise, a Lampedusa. Oggi in Italia abbiamo sette ricostruzioni in corso, il Centro Italia, l’Abruzzo, Ischia, Catania, il Molise, il Mugello, e l’Emilia, ciascuna con la sua governance, regole e procedure differenti, che creano un’evidente disparità di trattamento tra cittadini colpiti dalla stessa calamità. Non possiamo sapere quando arriverà un altro forte terremoto, ma è certo che accadrà. E non possiamo farci trovare impreparati. Per questo dobbiamo arrivare subito ad un unico Codice nazionale per le ricostruzioni, che ne stabilisca modalità di gestione e procedure, con una regia centrale».

Lo ha detto il Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione post sisma 2016 in Italia Centrale, Giovanni Legnini, intervenendo al webinar Ricostruire in Sicurezza organizzato nell’ambito dell’Earth Technology Expo di Firenze.

«A gennaio 2022 il Governo, raccogliendo anche il contributo del Commissario Sisma, del Dipartimento Casa Italia e del Dipartimento della Protezione Civile, ha varato una legge delega per l’adozione di questo Codice, con la creazione di un apposito Dipartimento delle Ricostruzioni a Palazzo Chigi. A quattro mesi di distanza, purtroppo, la legge delega non è ancora stata incardinata in Parlamento, e si restringe sempre di più il tempo utile per varare i provvedimenti attuativi entro la fine della legislatura. Vorrei dunque rivolgere un forte appello al Governo, al Parlamento, a tutti i soggetti istituzionali, così come alla società civile, perché questo provvedimento trovi attuazione subito, senza ulteriori ritardi. Una struttura centrale per la gestione operativa delle ricostruzioni, dotata di un contingente di personale professionalmente molto qualificato, che si è formato nella gestione di queste operazioni in questi anni drammatici, è essenziale per fornire risposte omogenee, valide ed efficaci, anche a tutela spesa pubblica», ha detto Legnini.

«Dal 1968, anno del terremoto del Belice, ad oggi, l’esborso a carico dello Stato per la ricostruzione degli immobili danneggiati – ha aggiunto il Commissario – è stato enorme. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sulla base degli atti parlamentari, calcolava nel 2014 un costo complessivo di 121 miliardi di euro. Questa somma, rivalutata ai prezzi correnti, è pari a 159 miliardi di euro, cui si devono aggiungere almeno 27 miliardi di euro per i danni causati dal sisma del Centro Italia del 2016, ed altri 5 miliardi dovuti ai maggiori costi del sisma del 2009. In totale, a prezzi correnti, sono 191 miliardi di euro di danni in 54 anni.  La spesa effettiva sostenuta fino a questo momento è stata di 165 miliardi di euro, ovvero di 3 miliardi di euro l’anno. L’altro elemento di riflessione che ci consegnano questi dati è l’esigenza, non più differibile, di intervenire concretamente per la prevenzione del rischio sismico. Occorre un piano nazionale che indichi gli strumenti e le priorità di azione. Le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie, oggi concentrate sull’efficientamento energetico, potrebbero essere riorientate per favorire il miglioramento sismico degli edifici almeno nelle zone del Paese che sono a maggior rischio».

Asl Rieti, parte da Accumoli il nuovo progetto di prossimità

Mario, 100 anni compiuti qualche giorno fa e residente nel comune di Accumoli, tra i primi pazienti presi in carico dagli infermieri di comunità della Asl di Rieti che, insieme alle Ostetriche di comunità fanno parte di un nuovo progetto della Asl di Rieti per la realizzazione di un modello di assistenza socio-sanitaria di prossimità sempre più vicina ai bisogni dei cittadini del territorio della provincia di Rieti. Gli infermieri lo hanno raggiunto presso la propria abitazione, nella frazione di Fonte del Campo nell’alta valle del Velino, hanno provveduto a monitorare i suoi parametri vitali e si sono assicurati del buon andamento del piano terapeutico che gli è stato prescritto che continueranno a monitorare nei prossimi giorni con ulteriori visite.

Il modello organizzativo innovativo dell’assistenza sanitaria territoriale, fornisce direttamente al domicilio dei pazienti, risposte adeguate, tempestive e appropriate in particolare ai bisogni dei più fragili e delle persone affette da malattie croniche.

L’Infermiere e l’Ostetrica di Comunità lavorano in stretta collaborazione con gli altri professionisti della salute, in particolare con i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta, garantendo interventi mirati di prevenzione ai vari livelli, di assistenza socio-sanitaria e il tempestivo accesso alle cure. Inoltre, attraverso precise modalità di raccordo operativo con l’Assistenza Domiciliare, con i PUA, con i medici delle Unità di Cure Primarie, con i Distretti Sanitari e con tutte le altre figure professionali presenti sul territorio, assicurano la partecipazione attiva della persona al proprio percorso di salute, orientando le persone e le famiglie nella rete dei servizi socio-sanitari presenti in ogni specifica area del nostro territorio.

Queste nuove figure professionali vengono attivate attraverso una Centrale Operativa Territoriale (COT) che risponde al numero 0746/279452 e che va a costituire il cuore dell’organizzazione di questo nuovo modello di assistenza.

Attraverso la COT, infatti, a seconda degli specifici bisogni assistenziali vengono coinvolti l’area Tutela Materno Infantile, i Medici di Medicina Generale, il Pronto Soccorso, fino ad arrivare ai reparti del Presidio Ospedaliero di Rieti, per quei pazienti che presentano ulteriore necessità di sostegno e/o di assistenza infermieristica o ostetrica una volta dimessi e tornati al loro domicilio.

 

Legnini: «Presto misure per evitare blocco cantieri ricostruzione sisma»

«D’intesa con il Governo prenderemo presto delle misure per evitare che i cantieri della ricostruzione si blocchino».

Lo ha detto il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Giovanni Legnini, partecipando oggi all’Aquila al convegno “Ricostruire l’economia”, dedicato al pacchetto di misure per le aziende previste nel Fondo complementare del PNRR per lo sviluppo delle aree del centro Italia colpite dal sisma nel 2009 e nel 2016. Il Commissario ha spiegato che si interverrà sul prezzario, e quindi sui costi riconosciuti, non solo per i cantieri ancora da avviare ma anche per quelli in corso.

La prossima settimana, a questo scopo, il commissario incontrerà i rappresentanti dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) e i professionisti che operano nella ricostruzione.

«Lo scorso anno abbiamo ottenuto risultati molto importanti nelle quattro regioni colpite dal sisma con l’apertura di oltre 5.200 cantieri. Mi auguro che si possano replicare anche quest’anno, nonostante le enormi difficoltà, dovute soprattutto al fortissimo aumento dei prezzi, che abbiamo davanti. Dobbiamo evitare che quanto di buono è stato fatto in questi due anni per la ricostruzione, mettendo in campo tutte le risorse e le innovazioni procedurali possibili, sia vanificato», ha concluso il Commissario Legnini.

 

Rapporto 2021: aperti 5.200 cantieri, danni a 27,2 miliardi. Da ricostruire 39 mila edifici

Il 2021 è stato un altro anno record per la ricostruzione privata, con l’approvazione di 5.200 decreti di contributo ed altrettanti cantieri, tanti quanti nei quattro anni precedenti.

Una tendenza confermata dai primi dati del 2022: a gennaio, grazie alla definizione delle domande per i danni lievi presentate in forma semplificata, sono stati approvati altre 900 richieste di contributo, portando il numero complessivo delle richieste approvate a 13 mila, per un importo di 3,8 miliardi di euro.

«La ricostruzione del centro Italia avanza, grazie alle semplificazioni e a un lavoro corale degli uffici regionali e comunali, che hanno migliorato la loro produttività, e grazie all’apporto dei professionisti e delle imprese», sottolinea il Commissario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini, che ha diffuso ieri il Rapporto sulle attività del 2021.

«C’è ancora molto da fare per i cittadini che da troppo tempo aggiunge il Commissario attendono di avviare la ricostruzione delle loro case e per le imprese. Nel 2022 saremo tutti chiamati ad affrontare sfide ancora più impegnative, raccogliendo i frutti delle misure adottate per la ricostruzione pubblica, che pure ha registrato netti miglioramenti lo scorso anno, e superando le inattese e serie difficoltà derivanti dalla scarsa disponibilità di imprese e professionisti dovuta alla saturazione del mercato dell’edilizia. Il 2022 sarà importante anche per l’attuazione delle misure per la rigenerazione territoriale e lo sviluppo finanziate con il Fondo complementare al PNRR. Sarà insomma un anno decisivo per il futuro dei territori dell’Appennino centrale colpiti dai terremoti, ed è per questo che sarà necessario l’impegno straordinario di tutti i protagonisti pubblici e privati», conclude il Commissario.

Anche sul fronte della ricostruzione pubblica, si legge nel Rapporto pubblicato sul sito internet della Struttura commissariale (https://sisma2016.gov.it), nel 2021 si registrano avanzamenti importanti, con la spesa raddoppiata da 260 a 560 milioni di euro. Una spinta importante è stata data dalle nuove Ordinanze speciali in deroga per la ricostruzione dei centri più colpiti e delle opere pubbliche più urgenti.

Gli interventi in deroga varati nel 2021 sono 762 e valgono nel complesso 1,3 miliardi. Tra questi vengono finanziati anche circa 200 nuovi interventi sulle scuole per 580 milioni di euro, che portano il totale degli istituti scolastici oggetto di interventi di riparazione e ricostruzione a 457 (per 1,3 miliardi complessivi).

Il 2021 è stato anche l’anno che ha permesso di avere un quadro definitivo e attendibile sia dei danni causati dalla sequenza sismica del 20162017, sia della spesa prevista per la loro riparazione, che è pari a 27,2 miliardi di euro dei quali 19,5 per la sola edilizia privata. Per la prima volta, inoltre, emerge il quadro dei danni a livello dei singoli comuni, che vede in testa Amatrice (Ri) con 1,2 miliardi all’edilizia privata, seguita da Tolentino (Mc) con 950 milioni di euro, Camerino (Mc) con 900 milioni di euro, Norcia con 830 milioni di euro.

Rispetto a questa situazione, ad oggi le richieste di contributo per la ricostruzione privata già presentate coprono il 33% della spesa complessiva attesa.

Il nuovo quadro dei danni consente anche una programmazione più efficace delle scadenze per la presentazione delle richieste di contributo per i danni gravi. La prima è stata fissata al prossimo 30 giugno per i proprietari delle abitazioni inagibili che percepiscono il Contributo di autonoma sistemazione o usufruiscono di un alloggio nelle Soluzione abitative di emergenza e che non abbiano impedimenti oggettivi.

Il termine è stato fissato anche sulla base della ricognizione affidata ad Invitalia, d’intesa con la Protezione Civile, secondo la quale, ad oggi, sono 15.224 i nuclei familiari che ricevono il sostegno statale, tra i quali 7.368 non hanno ancora presentato la richiesta del contributo. Circa la metà di questi, secondo alcune stime, sarebbero in condizioni di presentare il progetto e la richiesta del contributo entro il termine del 30 giugno.

Nel 2021 alla ricostruzione materiale si è accompagnata anche una forte iniziativa per la ripresa e lo sviluppo economico dei territori colpiti dal sisma, anche nel 2009, con lo stanziamento di 1 miliardo e 780 milioni di euro del Fondo complementare al PNRR dedicato proprio alle Aree sisma.

Le Ordinanze attuative sono state tutte varate a fine anno. In queste settimane l’attività è concentrata per delineare i bandi rivolti principalmente alle imprese che saranno pubblicati entro il mese di giugno.

Ricostruzione, intesa tra Legnini e i tecnici: iniziative comuni per accelerare

Il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, e la Rete delle Professioni Tecniche assumeranno iniziative congiunte per agevolare il lavoro dei tecnici nella predisposizione dei progetti di ricostruzione ed ampliare la loro platea, evitando una concentrazione eccessiva degli incarichi.

È quanto emerso nel corso di un incontro tra il Commissario sisma e i rappresentanti degli Ordini e dei Collegi nazionali dei professionisti che aderiscono alla Rete delle Professioni Tecniche per fare il punto sull’andamento della ricostruzione anche alla luce della scadenza del 30 giugno per i progetti di riparazione degli immobili di proprietà dei residenti che beneficiano di varie forme d’assistenza (CAS e SAE in particolare).

Dalla seconda metà del 2021, quando si è affermato il Superbonus 110% sul territorio nazionale, le attività nel cratere sisma 2016 hanno subito un rallentamento, dovuto essenzialmente alla scarsa disponibilità di professionisti per redigere i progetti e le domande di contributo, e di imprese per realizzare gli interventi.

Lo scorso anno ha fatto segnare il record dei decreti di contributo emessi, circa 5.200 contro i 2.657 del 2020, ma l’afflusso di nuove domande si è ridotto, passando da circa 7.500 del 2020 (un dato comunque influenzato dalla scadenza dei termini per gli edifici con danni lievi), a 2.200 domande.

«Non possiamo pensare di concludere in tempi ragionevoli questa ricostruzione se viaggiamo al ritmo che abbiamo registrato negli ultimi mesi. Dobbiamo trovare insieme una soluzione per accrescere la disponibilità dei tecnici a lavorare nella ricostruzione», ha detto il Commissario Legnini nel corso dell’incontro, registrando la piena disponibilità dei professionisti.

Di comune accordo l’Osservatorio tecnico Sisma, una struttura nella quale sono rappresentati sia il Commissario che i tecnici, è stato incaricato di formulare proposte per agevolare lo smaltimento del carico di lavoro già acquisito, mentre i rappresentanti nazionali della Rete delle Professioni Tecniche studieranno i meccanismi per ampliare l’offerta dei servizi tecnici.

I professionisti attivi nella ricostruzione post sisma sono 7 mila, a fronte dei 29 mila iscritti all’elenco speciale, ma di questi solo la metà ha acquisto incarichi principali nei progetti sisma, che siano di progettazione o di direzione lavori. Gli stessi tecnici, peraltro, hanno avanzato circa due terzi delle quasi 30 mila manifestazioni di volontà a richiedere il contributo, palesando il rischio di una potenziale ulteriore concentrazione degli incarichi, che appare già elevata allo stato attuale.

«Ringrazio la Rpt per la disponibilità dimostrata ad affrontare insieme questa fase di difficoltà della ricostruzione, in gran parte dovuta a fattori congiunturali, assumendo l’impegno a formulare proposte per aumentare la qualità e la quantità del lavoro dei tecnici, e permettere ai cittadini colpiti dal sisma ha sottolineato Legnini di realizzare in tempi ragionevoli la legittima aspirazione di tornare nelle loro case».

Poste Italiane, prorogato fino al 31 dicembre il servizio “Seguimi” per i comuni colpiti dal sisma

Il servizio, attivabile chiamando il numero verde 800.003.333, consente di ricevere temporaneamente la corrispondenza dal vecchio a un nuovo indirizzo di residenza.

Poste Italiane, per agevolare i cittadini della provincia di Rieti colpiti dal terremoto del 24 agosto del 2016, comunica che sarà possibile usufruire gratuitamente del servizio “Seguimi” fino al 31 dicembre 2022.

Il servizio, dedicato a tutti coloro che non hanno ancora definito la propria situazione abitativa, permette di ricevere automaticamente la posta dal vecchio al nuovo indirizzo, è valido per la corrispondenza destinata sia in Italia che all’estero e può essere attivato contattando il numero verde gratuito 800.003.333.

Possono usufruire della proroga o attivare il servizio a titolo gratuito i residenti dei seguenti comuni: Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona, Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant’Angelo, Cittaducale, Cittareale, Leonessa, Micigliano, Poggio Bustone, Posta, Rieti e Rivodutri.

Con questa iniziativa Poste Italiane ribadisce la propria vicinanza alle popolazioni colpite da eventi catastrofici anche nel periodo di emergenza sanitaria.

Il servizio, attivabile chiamando il numero verde 800.003.333, consente di ricevere temporaneamente la corrispondenza dal vecchio a un nuovo indirizzo di residenza.

Governo, primo passo verso il Codice della Ricostruzione. Per Curcio, Legnini e Grande una riforma storica

Via libera dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega per l’adozione di un “Codice della ricostruzione”. «Una riforma di portata storica, che punta a definire un quadro normativo uniforme per le attività di ricostruzione post sisma, con l’attuazione di un modello che garantisca certezza, stabilità e velocità di questi processi, e che al tempo stesso assicuri una ripresa delle attività economiche e sociali nei territori colpiti», hanno sottolineato il Commissario Straordinario per la ricostruzione 2016, Giovanni Legnini, il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, che hanno contribuito alla stesura del testo.

Oggi in Italia sono in corso almeno sette ricostruzioni post sisma, ciascuna con le sue regole, le sue procedure, un proprio modello di gestione. Il “Codice” nasce proprio per superare questa frammentazione, che genera confusione normativa e diseguaglianze nei diritti riconosciuti ai cittadini colpiti dalle catastrofi naturali. La delega propone la creazione di uno specifico Dipartimento delegato alle ricostruzioni nell’ambito della Presidenza del Consiglio, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, con possibilità di nomina di Commissari straordinari per le ricostruzioni più complesse, e l’introduzione di uno “stato di ricostruzione”, distinto e susseguente allo “stato di emergenza”. Sarà possibile in sostanza realizzare quel passaggio coordinato tra prima assistenza alla popolazione e gestione dello stato di emergenza, affidati al sistema di Protezione Civile, e la successiva fase di ricostruzione.

Si introducono, inoltre, alcuni principi nuovi ed importanti. Innanzitutto, quello che i processi di ricostruzione non si limitino alla riparazione materiale dei danni, ma assicurino ai territori colpiti anche il recupero del tessuto socioeconomico, ad esempio con gli aiuti alle imprese. Si prevede poi che, in caso di danni molto elevati e di situazioni complesse, si possa attuare una ricostruzione pubblica dei centri urbani e storici dei comuni più colpiti attraverso progetti unitari. Per il rifacimento delle opere pubbliche si prevedono anche semplificazioni e meccanismi di accelerazione, come l’obbligo di utilizzare centrali uniche di committenza. Per la prima volta, inoltre, si apre alla possibilità di introduzione di polizze assicurative private per il ristoro dei danni da sisma, delegando il Parlamento a valutare l’eventuale introduzione di forme di indennizzo diverse dal contributo pubblico.

Molte delle soluzioni proposte dalla delega sono mutuate dalle esperienze passate, ed in particolare dalle più recenti innovazioni nella ricostruzione post sisma 2016, come  il modello di gestione multilivello delle grandi ricostruzioni, affidate ad una Cabina di coordinamento, guidata dal Capo del Dipartimento o dal Commissario, con i presidenti delle Regioni interessate, i rappresentanti dei sindaci ed il Capo Dipartimento della Protezione Civile, con il quale vengono stabilite precise modalità di raccordo nel passaggio dalla fase di emergenza a quella della ricostruzione. Viene poi confermato il modello amministrativo delle attività di ricostruzione, basato sugli Uffici Speciali Regionali, che assistono i comuni anche nella pianificazione urbanistica e attuano gli interventi pubblici più rilevanti, così come quello del monitoraggio, basato sulle piattaforme digitali, e dei controlli di legalità, con il rafforzamento della Struttura di missione del Ministero dell’Interno.

La nuova struttura della Presidenza del Consiglio potrà essere dotata di un contingente di personale tecnico altamente specializzato, ricorrendo a professionalità attualmente impegnate nelle ricostruzioni dell’Aquila, dell’Emilia-Romagna e del Centro Italia.

«Tutto il Servizio Nazionale della Protezione Civile darà il suo contributo di esperienza al grande cantiere normativo che prenderà il via grazie alla legge delega approvata oggi dal Consiglio dei Ministri. È un risultato particolarmente importante perché da tempo sentivamo l’esigenza di armonizzare, in caso di grandi terremoti, il superamento dell’emergenza e la fase di ricostruzione. La scelta del Governo consente di avviare questo percorso che garantirà ai cittadini non solo una pronta risposta all’emergenza ma anche uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale», ha aggiunto il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

«Si tratta di una proposta virtuosa, resa possibile dalla collaborazione e dalla condivisione delle esperienze di tutti. L’idea di fondo è quella di assicurare una policy stabile della ricostruzione e messa in sicurezza del territorio, ispirata ai principi di semplificazione, accelerazione dei tempi e dello sviluppo. Un modo per individuare un’ordinarietà nella straordinarietà dell’emergenza ricostruzione perché, come suggerito dalla Corte dei Conti, anche nella fase successiva all’emergenza è necessaria una regolamentazione che individui modelli organizzativi e procedurali idonei a dare certezza e a ridurre i tempi della ricostruzione», ha detto il Capo del Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande.

«Ringrazio il Governo per l’approvazione del disegno di legge delega che potrà finalmente essere sottoposto all’esame del Parlamento, presso il quale pende già il disegno di legge dell’On.le Pezzopane. Mi auguro che si proceda celermente con l’approvazione del testo, in tempo utile per il varo del Codice entro la Legislatura, una riforma che potrà finalmente dare certezze ai cittadini, alle imprese e agli enti locali dei territori colpiti dai terremoti, così superando le lungaggini e le incertezze che hanno da sempre caratterizzato l’avvio dei processi di ricostruzione», ha concluso il Commissario Giovanni Legnini.

Foto di Hands off my tags! Michael Gaida da Pixabay

“Sisma, ricostruzione e fonti archivistiche”, un incontro all’Archivio di Stato di Rieti

Paesaggio e strategie di ricostruzione dopo il sisma attraverso le fonti archivistiche. Se ne parlerà lunedì 24 gennaio alle ore 16, su iniziativa dell’Archivio di Stato di Rieti (v.le Canali, 7), nell’ambito del progetto Simbas, dedicato per questa edizione all’approfondimento del paesaggio rurale, urbano e naturalistico nelle sue varie declinazioni.

All’incontro, moderato dal direttore dell’Istituto archivistico reatino, Alfredo Pasquetti, parteciperà con un suo intervento Alessandro D’Amico, professore a contratto della “Sapienza” Università di Roma, facoltà di Architettura e dottore di ricerca in Ingegneria dell’architettura e dell’urbanistica dal 2016, autore del libro Ricostruzione post-sisma. Strategie di preparazione all’evento per i centri storici italiani (EdicomEdizioni, 2021). Il volume è stato realizzato con il contributo del Critevat, il Centro reatino di ricerche di ingegneria per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e del territorio nell’ambito delle ricerche coordinate dal professor Edoardo Currà e sarà presentato nel corso della iniziativa.

La conferenza di Alessandro D’Amico verterà in particolare su Sisma e paesaggio urbano. Le fonti archivistiche reatine al servizio della ricostruzione. Le città e i centri storici sono costituiti da un patrimonio edilizio risultante da processi evolutivi che, nel tempo, hanno definito l’assetto attuale dei tessuti urbani e delle loro caratteristiche costruttive e i documenti d’archivio rappresentano fonti primarie e irrinunciabili non soltanto per indagare quei processi, ma anche per elaborare strategie di preparazione agli eventi sismici e per progettare la rinascita dei centri colpiti. A partire dalla documentazione custodita nell’Archivio di Stato di Rieti, in particolare da quella catastale, D’Amico si concentrerà proprio sul capoluogo sabino come caso di studio alla luce dell’esperienza del terremoto del 2016-2017.

Per partecipare all’incontro occorre prenotare scrivendo una mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12 di venerdì 21 gennaio.

Si ricorda che l’accesso alla sala conferenze è contingentato e pertanto saranno accettate le prenotazioni fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per accedere, inoltre, sarà necessario essere in possesso del green pass rafforzato e indossare mascherine ffp2.

Sisma, Di Berardino: «La prevenzione prima di tutto»

«LABC in caso di terremoto, la Prevenzione prima di tutto è lo slogan della terza giornata regionale dell’alfabetizzazione sismica, all’insegna della cultura della prevenzione. Con la Legge 12/2018 è stata istituita nel Lazio la giornata dell’alfabetizzazione sismica, prevista per il 13 gennaio di ogni anno, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione e tutti gli enti, pubblici e privati, sulle tematiche connesse alla sismicità del nostro territorio. La prevenzione deve diventare un patrimonio culturale condiviso. Sono queste le fondamenta che possono garantire la sicurezza a lungo termine nelle aree a rischio sismico».

Così Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola, Formazione e Politiche per la ricostruzione della Regione Lazio in occasione del convegno organizzato oggi in occasione della Giornata regionale sull’alfabetizzazione sismica.

«Mentre prosegue il processo di ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto del 2016 – spiega Di Berardino – crediamo che il nostro compito come Istituzione sia anche quello di mettere in campo tutte le azioni affinché gli errori del passato non siano più ripetuti e per fare in modo che gli sforzi che oggi stiamo compiendo siano valorizzati dalle prossime generazioni. Per questo abbiamo voluto coinvolgere attivamente, anche nell’edizione di quest’anno, gli studenti delle scuole superiori della provincia di Rieti e Frosinone che si trovano in zona sismica 1, oltre alle facoltà di Ingegneria, Architettura, Geologia delle Università La Sapienza, alle associazioni datoriali e alle organizzazioni sindacali, ai sindaci dell’area del cratere 2016, agli ordini professionali, per parlare loro di prevenzione, rischio e responsabilità personale e collettiva nella pianificazione del territorio, chiamando a partecipare in un convegno web tra i principali esperti e referenti istituzionali e scientifici in materia di terremoti».

«Parallelamente – continua l’assessore – in collaborazione con la Facoltà di ingegneria civile dell’Università degli studi di Roma La Sapienza, abbiamo lavorato per la definizione di un percorso di studi dedicato alla preparazione di figure professionali in grado di operare nel campo della valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico, oltre che dei rischi idraulico e da frana a esso correlati, e di gestione del post-sisma, con specifico riferimento anche al patrimonio artistico e culturale. Il Master di II Livello in Analisi, Valutazione e Riduzione del Rischio Sismico è giunto alla sua seconda edizione (il termine per iscriversi è il 17 gennaio 2022) ed è stato fortemente sostenuto dalla Regione Lazio, tanto che è nato nel contesto delle iniziative promosse dal Centro di Eccellenza del Distretto Culturale della Regione Lazio (DTC Lazio). Siamo convinti che con questo percorso universitario prenda il via un corso di alta formazione di grande attualità e grande importanza per il bene collettivo e per la pubblica amministrazione».

«La Regione – conclude Di Berardino – ha avviato una collaborazione con il Centro di Ricerca C.E.R.I. (Previsione, Prevenzione e Controllo dei Rischi Geologici) – Sapienza Università di Roma, che svolge attività di ricerca di livello nazionale ed internazionale nel settore della previsione, prevenzione e controllo dei rischi geologici. Oggi è stato proiettato il trailer di un documentario che sarà ultimato entro un anno e che poi sarà diffuso attraverso tutti i canali di comunicazione per sensibilizzare cittadini e istituzioni sul tema della prevenzione. Il documentario mostrerà i danni causati dal terremoto e cosa si sta facendo per ricostruire».

Sisma, Di Berardino: «A Rieti un Centro di ricerca per l’innovazione sull’economia circolare e sulla salute»

«Con i fondi del PNRR sisma in arrivo oltre 100 milioni di euro per il Lazio a cui si aggiungeranno nel prossimo periodo altre risorse provenienti dai bandi che saranno emanati dalla Struttura commissariale e grazie alle ultime ordinanze adottate in seno alla Cabina di Coordinamento Sisma, presieduta dal Commissario Giovanni Legnini, stiamo lavorando per facilitare e accelerare ulteriormente il processo di ricostruzione».

Lo spiega l’assessore Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola, Politiche per la ricostruzione, Personale, Claudio Di Berardino, in una nota.

È stato prorogato al 31 dicembre 2022 il termine per la presentazione delle domande per il contributo per la riparazione o ricostruzione degli edifici con danni gravi. La mancata presentazione da parte dei proprietari delle domande di ricostruzione determina la sospensione delle misure emergenziali destinate all’assistenza abitativa, con le modalità individuate con ordinanza del Dipartimento della Protezione Civile.

È stato sottoscritto inoltre un accordo tra Struttura commissariale, Protezione Civile e i Presidenti delle Regioni Lazio, Abruzzo. Marche e Umbria finalizzato a raccordare ed armonizzare la totalità delle misure di assistenza abitativa attivate in emergenza con le misure di ricostruzione, stabilendo nuove e più stringenti misure volte a favorire la presentazione delle domande di ricostruzione.

Approvato anche il Programma Straordinario per interventi di adeguamento e ricostruzione degli edifici scolastici per i comuni colpiti dal sisma del 2016/2017. Per la Regione Lazio si tratta di un elenco di 31 interventi per oltre 93 milioni di euro che si aggiunge a quello già approvato di 22 interventi per oltre 70 milioni di euro.

Con l’ordinanza speciale sulle caserme si è definito un percorso per l’adeguamento o il miglioramento sismico di 41 tra Caserme e altri edifici del Demanio danneggiati dal terremoto del 2016-2017 del Centro Italia. Nel Lazio l’Ordinanza Speciale riguarda la demolizione e ricostruzione delle Caserme dei carabinieri di Amatrice (4,3 milioni), di Accumoli (1,9 milioni), la manutenzione straordinaria della Caserma ex scuola Corpo Forestale (3,7 milioni) e della Caserma dei carabinieri (3,3 milioni) a Cittaducale. L’adeguamento sismico dell’Hangar XVI Nucleo Elicotteri Carabinieri (7 milioni) e del fabbricato di via Ricci (544mila euro) a Rieti.

Dal PNRR sisma oltre 100 milioni di euro di finanziamenti per i Lazio su infrastrutture, digitalizzazione, riqualificazione e innovazione.
Inoltre sono state approvate le altre misure per il rilancio economico e sociale che prevedono nei prossimi mesi l’uscita di bandi a favore degli investimenti sui territori colpiti dal sisma, per le imprese, per le attività produttive, imprese culturali e turistiche, sportive, soggetti pubblici, enti locali e per la valorizzazione ambientale ed economia circolare.

Di particolare rilievo la realizzazione di un Centro di ricerca per l’innovazione sull’economia circolare e sulla salute che sarà attuato dall’Università La Sapienza, l’Università della Tuscia e il Parco scientifico e tecnologico dell’alto Lazio per un importo complessivo di oltre 14 milione di euro.