A Borbona, «Camminando nella storia»

«In questa estate “diversa” ci siamo proposti di riscoprire il nostro territorio e le tracce lasciate in esso dal passato: è nato così Camminando nella storia». Commenta il sindaco di Borbona, Maria Antonietta Di Gaspare.

Il programma che si svolgerà dal 4 luglio al 30 ottobre propone molteplici attività ma tutte rigorosamente all’aperto o realizzate secondo le regole prescritte dalla normativa vigente. Perché quattro mesi? Per poter far apprezzare il nostro territorio nei momenti di bellezza fra estate ed autunno: l’estate per il refrigerio del clima, l’autunno per i meravigliosi colori delle faggete, degli ippocastani e delle querce.

Le nostre giovani guide ci accompagneranno a visitare i luoghi del patrimonio culturale ancora troppo poco conosciuto e disseminato nella valle ma anche sui monti: riscopriremo i fatti legati alla storia attraverso i documenti della Mostra bibliografica che si aprirà il 12 luglio; i palazzi, le chiese e i rioni che ricordano le genti passate con le orme visibili e indelebili che fortunatamente gli eventi tragici del passato sisma hanno risparmiato.

Grazie al sostegno della Fondazione Varrone e alla collaborazione di CNR-ISPC, l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, per le indagini storiche e i rilievi, potremo finalmente svelare l’arcano delle nostre origini più antiche rintracciando i segni tangibili delle popolazioni che hanno abitato questi luoghi. Non mancheranno momenti ludici con manipolazioni della creta, dedicati a piccoli e grandi, riscoprendo le antiche cave di argilla della zona per fare, sotto la guida di sapienti professionisti, oggetti di vita comune o statuine di animali o personaggi per il presepe con i guizzi e gli attributi dei diversi mestieri.

I laboratori di stampa vegetale proporranno la tecnica di ecoprinting in cui si utilizzano fiori e foglie per decorare i tessuti di seta o cotone e la carta. Il tutto dopo essere stati accompagnati in una passeggiata per il riconoscimento e la raccolta delle piante utili per la stampa.

Il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre ha sviluppato un Laboratorio di Progettazione Architettonica sulle possibilità e sul futuro dell’ex convento di Sant’Anna. A settembre gli studenti esporranno alla comunità locale gli studi realizzati sulle potenzialità del progetto di architettura nella ricostruzione post-sisma.

L’itinerario fra storia e natura, organizzato con il CAI di Antrodoco, propone visite guidate, libere e in mountain bike. I camminatori/ciclisti potranno percorrere 7 sentieri ripristinati e debitamente segnalati. Sono tratturi antichi che collegavano l’Abruzzo all’Alta Valle del Velino, seguendo le vecchie vie commerciali che scambiavano oltre ai prodotti agricoli e caseari, tradizioni e cultura.

Su questi percorsi potremo incontrare incredibili sorprese: pure acque sorgive, daini, caprioli, scoiattoli e panorami mozzafiato sui monti del Terminillo e Monti Reatini, della Laga e del Gran Sasso. Riscopriremo le quattro chiese che, poste lungo i sentieri che da Borbona si irradiano verso i monti, segnavano le vie: a sud Santa Maria del Monte, a ovest Santa Restituta, a est San Michele Arcangelo e a nord Santa Croce alla pineta.

Alla RSA di Borbona un Open Day vissuto “Animatamente”

Visita del vescovo Domenico a Borbona per l’Open Day dell’RSA San Raffaele. La Chiesa di Rieti e la Caritas dopo il sisma hanno proposto una serie di attività ricreative nella struttura. Nell’anno che sta per finire è partito un vero e proprio progetto, Animatamente, che ha visto la partecipazione degli operatori dell’impresa sociale ProMis ed un fitto programma di incontri quindicinali in collaborazione con la struttura assistenziale. Dalle bolle di sapone alla presenza del gelataio, dalla lavorazione del legno ai giochi di società, per terminare con un giocoliere che ha realizzato un emozionante spettacolo lo scorso settembre.

L’Open Day del 21 dicembre scorso, è stato anche l’occasione per presentare una pubblicazione fotografica che contiene le immagini scattate in questi mesi di attività: nella saletta riservata dall’RSA alla Chiesa di Rieti, è stato proiettato un filmato con le gli incontri svolti nel 2019. Il progetto proseguirà anche il prossimo anno e gli operatori sono già al lavoro per programmare gli incontri.

Mons Pompili ha poi salutato tutti gli ospiti della RSA, visitando i vari reparti, compreso il primo piano, dove è stato realizzato un suggestivo presepe, e le altre sale, dove erano esposti i lavori realizzati dai pazienti; successivamente il vescovo, in compagnia del vice sindaco di Borbona, Ezio Focaroli, si è recato a visitare il presepe “Paese Natale” di Borbona.

Borbona, Paese Natale: presepe, mercatino e tanta voglia di fare

Anche a Borbona il fine settimana dell’Immacolata ha sancito l’arrivo dello spirito natalizio. La tradizionale inaugurazione del presepe “Paese Natale” è avvenuta, quest’anno, in una nuova atmosfera che ha legato i paesi dell’Alta Valle del Velino in un progetto comune, quello dei mercatini di Natale.

Tante casette di legno, tutte addobbate con lucine e strenne, hanno infatti colorato la piazza principale di Borbona, accogliendo in un caloroso abbraccio i numerosi visitatori. Tanto l’entusiasmo  tra i commercianti, colpiti dalla partecipazione della cittadinanza e di quella degli abitanti dei comuni limitrofi.

Un’occasione per incontrare i costumi del luogo attraverso prodotti rigorosamente artigianali uniti alla tradizione culinaria con arrosticini, legumi e l’immancabile vin brulè fatto in casa, rimedio naturale contro il freddo.

Un momento di condivisione anche per gli stessi espositori che hanno avuto modo di approfondire la conoscenza tra di loro in un connubio di arti disparate. Dato il successo di questa manifestazione, i mercatini, originariamente pensati per un solo weekend, rimarranno aperti per tutto il periodo natalizio, pronti ad ospitare i più curiosi viandanti.

In questo clima di festa, domenica 8 dicembre, ha preso vita un’atra tradizione, questa volta più data, ovvero quella dell’inaugurazione del presepe di Borbona. «Quest’anno – ha dichiarato il sindaco, Maria Antonietta Di Gaspare – abbiamo deciso di concludere con un’inaugurazione questi due giorni di festa, che si sono sviluppati intorno ad un’azione importante: quella dei mercatini di Natale.

Abbiamo passato quasi un mese sotto questo tendone, continuando a chiederci da quanti anni proseguisse questa tradizione e siamo giunti alla conclusione che, in questa edizione, il presepe compie la maggiore età, 18 anni di Paese Natale».

Al riparo di una tensostruttura di 150 m2, si dirama infatti un grandioso presepe che raffigura, sottoforma di miniatura, il paese nei mestieri e nella quotidianità degli anni passati. Ad un occhio vigile, non potrà di certo sfuggire la rappresentazione della banda intenta a celebrare Santa Maria del Monte, la tradizione della trebbiatura, i giochi nell’osteria e la rappresentazione di piazza Martiri 4 Aprile, riprodotta fedelmente in ogni suo minimo particolare.

Un’opera che ha richiesto il lavoro costante da parte dei cittadini, in un’ottica di collaborazione e condivisone. Quest’anno, il presepe “Paese Natale” è inserito nel percorso Valle del Primo Presepe, progetto promosso da Chiesa di Rieti volto al recupero del significato originale dell’intuizione francescana, attraverso mostre, contest ed esperienze laboratoriali per grandi e piccini.

Presepe e mercatini offrono un pretesto in più per visitare questi bellissimi luoghi e persone che, nonostante le ferite ancora visibili procurate dal sisma, non hanno mai perso la speranza e si sono rialzate più forti di prima.

 

Borbona sotto le feste diventa un “Paese Natale”

Diciotto anni fa nel comune di Borbona si decise di realizzare un presepe artigianale adoperando tutte le capacità creative dei concittadini. Il risultato fu entusiasmante, tanto che in moltissimi lavorarono per poter raccontare un pezzo di storia o di tradizione: nacque così il “Paese Natale”.

«Il presepe per noi rappresenta il nostro paese in miniatura dove intorno alla Natività si raccontano le arti e i mestieri dei nostri padri. Nel corso di questi anni è stato ampliato ed arricchito, cosi come avverrà anche quest’anno. Si caratterizza per essere ogni anno realizzato in modo diverso ed essere visitato al suo interno come una passeggiata fatta nel paese, riconoscendo via via i suoi luoghi.

La tensostruttura di 150 mq, che lo ospita viene collocata nella piazza centrale di Borbona, da li parte ogni attività e li si conclude ogni festa», dicono gli organizzatori.

E quest’anno il presepe di Borbona, ormai da tutti definito monumentale, verrà inserito nel percorso della Valle del Primo Presepe, evento voluto dalla Chiesa di Rieti per valorizzare l’intuizione francescana del 1223.

Dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 il mercatino di Natale accoglierà grandi e piccoli in un villaggio di casette di legno addobbate e decorate, raccontando le suggestioni dei nostri territori con la presentazione di articoli tutti artigianali e bio a coloro che vorranno vivere tradizioni autentiche e degustare prodotti tipici. Non mancheranno laboratori creativi per i bambini a cura del Centro giovanile di Borbona, tour in carrozza con i cavalli alla scoperta del borgo, degustazioni di prodotti tipici, performance teatrali, zampognari e molte altre sorprese.

Una nuova stagione per gli incontri di comunità: a Borbona si realizzano panchine con materiali di recupero

Si è ufficialmente aperta una nuova stagione per gli incontri di comunità svolti nei comuni colpiti dal sisma del centro Italia. Le iniziative, promosse dalla Caritas diocesana e attuate dall’impresa sociale ProMis, si prefiggono lo scopo di mantenere viva la coesione tra i cittadini attraverso la condivisione di progetti collettivi.

Mentre lo scorso anno gli incontri hanno avuto come oggetto il recupero delle tradizioni, per mezzo di lavoretti manuali e momenti di festa, quest’anno l’attenzione si è spostata su un tema estremamente attuale e importante: quello del recupero e riutilizzo.

Tramite l’estro dell’operatrice Barbara, coadiuvata dal sostegno di Francesco e Valerio, i partecipanti sono stati chiamati realizzare delle panchine da esterno utilizzando dei bancali pallet in legno, sapientemente rigenerati e assemblati. Una scelta che ben si sposa con le numerose iniziative ecosostenibili e che educa i più piccoli al rispetto dell’ambiente.

Proprio i bambini, infatti, si sono dimostrati i più entusiasti! Indossati occhiali e guanti protettivi, si sono messi all’opera ammorbidendo il legno con la carta vetrata o con la levigatrice automatica, spingendosi fino a impiantare lunghi chiodi con il martello o con il trapano.

Il risultato finale è sorprendente: da una semplice forma in legno ha preso vita una panchina da poter personalizzare nel modo che si preferisce. La piccola Flavia, durante il primo incontro presso l’ex scuola Domenico Lopez di Borbona, ha detto: «Quando il lavoro sarà finito, mi piacerebbe che la panchina fosse posta all’esterno della scuola, così che le persone si possano fermare e sedersi per fare due chiacchere».

Un momento di ritrovo, dunque, che offre anche l’opportunità di imparare attraverso il lavoro manuale.

Per chi ancora non avesse avuto modo di partecipare, avrà modo di unirsi nei giorni venturi, perché gli incontri, iniziati lo scorso 18 novembre, proseguiranno per tutto il periodo invernale con i seguenti orari:

Per i comuni di Posta e Cittareale, gli incontri avverranno presso il centro di comunità di Posta (località Steccato) il lunedì dalle 16,30 alle 18,30. A Borbona si svolgeranno, invece, presso l’ex scuola Domenico Lopez il venerdì dalle 17:00 alle 19:00. Gli abitanti di Amatrice dovranno recarsi presso il Centro Caritas il lunedì dalle 10:00 alle 12:00; mentre per il comune di Accumoli, gli incontri avranno luogo nel centro di comunità di Grisciano (località Vecchia Ruota) il mercoledì dalle 17:00 alle 19:00.

In preparazione i mercatini natalizi dell’Alta Valle del Velino: si promuovono artigianato e prodotti tipici

Un vero e proprio tour nei mercatini natalizi nell’Alta Valle del Velino, organizzato grazie alla sinergia di tre comuni: Cittareale, Borbona, Sigillo.

Un itinerario a pochi km da Roma per promuovere artigianato e prodotti tipici. È quello che si prepara per le piazze storiche dei tre borghi, dove saranno proposti stand di articoli in cuoio e ceramica e poi merletti, tessuti, candele, ghirlande e addobbi natalizi, tutti assolutamente artigianali, e tanto altro ancora per rinnovare l’atmosfera piacevole e animata del Natale. Inoltre, stand enogastronomici proporranno degustazioni di ricette locali e prodotti agroalimentari a km 0: formaggi, marmellate, miele, noci, castagne ecc.

A Borbona, il 7 e l’8 dicembre, nel villaggio di casette di legno addobbate e decorate, accanto al fuoco con cioccolata calda e caldarroste, i bambini potranno ascoltare le storie di Natale dalle voci di “Raccontiamo fiabe”, addobberanno l’albero con palle disegnate e firmate da loro stessi e potranno consegnare le letterine ad un bonario Babbo Natale che le invierà direttamente ai suoi folletti del paese delle renne. Una carrozza trainata da cavalli condurrà i visitatori a conoscere i rioni del nostro borgo. Avrà anche luogo la visita al presepe di Paese Natale e il concerto della Banda di Borbona.

A Cittareale decima edizione del Mercatino di Natale. La manifestazione aprirà le festività natalizie nella Valle Falacrina, luogo natìo dell’Imperatore romano Tito Flavio Vespasiano. Si potranno visitare gratuitamente la Rocca e il Museo di Cittareale e ascoltare musica e vedere spettacoli.

A Sigillo sesta edizione del Mercatino di Natale. Grande offerta di prodotti artigianali e agroalimentari con degustazione. In piazza sotto il grande e addobbato abete, Babbo Natale distribuirà caramelle e dolciumi ai bambini. Musica e spettacoli allieteranno la giornata.

A Borbona si fa festa con musica, colori e valorizzazione dei prodotti del territorio

Come ogni terzo fine settimana di ottobre, è tornata a Borbona la sagra del fagiolo, un appuntamento molto atteso giunto ormai alla XXXVII edizione.

Tante le attività proposte: esibizioni musicali, mercatini e spettacoli che hanno accompagnato il tradizionale pranzo della domenica con un menù rigorosamente a base di fagiolo borbontino.

Ad aprire la manifestazione nella giornata di sabato, anticipata dalle note della coloratissima band “Mo’ Better Band”, è stata la mostra fotografica dal titolo “I Mille Volti. Persone e Luoghi di Borbona e Dintorni”, che ha preso vita nelle sale superiori della biblioteca comunale della città.

Attraverso due categorie di partecipazione, foto immortalate con macchina fotografica Reflex o scattate con il cellulare e pubblicate su Instagram, i partecipanti si sono divertiti a rappresentare il territorio attraverso la loro percezione.

Ma come nasce questo progetto che è giunto oggi alla terza edizione?

Chiara Barberini, una delle organizzatrici della mostra, ha spiegato che «l’idea prende vita nel 2016 ed è stato un modo per reagire al terremoto. Abbiamo pensato di far rivivere il paese con una mostra fotografica che si articola proprio durante la sagra del fagiolo, cosicché le persone possano tornare anche dopo l’estate a degustare i prodotti e ad ammirare i tanti bei paesaggi di Borbona».

«Questa terza edizione – prosegue – oltre che sui paesaggi, è incentrata sui volti delle persone che abitano questi luoghi e che fanno parte del territorio e della storia del paese. Anno dopo anno c’è stata sempre di più una crescita nella partecipazione e, di conseguenza, anche noi cerchiamo sempre di migliorarci nell’organizzazione».

Entusiasmo espresso anche dall’assessore Massimo Tocchio che, partendo proprio dal tragico sisma ha sottolineato l’importanza di «convogliare tutte le energie presenti sui social in un percorso di mostre che ogni anno tocca un tema diverso», puntando soprattutto sull’utenza giovane.

«Il fatto che l’attenzione per quest’evento stia crescendo sempre di più ci rallegra perché anche questo è un modo di tramandare la tradizione di un paese, non dimenticando, come si evince dal titolo della mostra, quei volti e quei luoghi che hanno fatto la storia di Borbona. In questo modo, vogliamo cercare di mantenerli nel tempo, tramandandoli alle generazioni future».

«La salvaguardia dei luoghi che ci rappresentano e che ci danno veramente il senso di familiarità – ha concluso l’assessore – ci porta verso il futuro con tanta emozione e voglia di continuare a combattere per i nostri territori».

Un percorso fotografico, quindi, che oltre a esporre la bellezza paesaggistica del territorio, ha anche una forte componente emotiva. Le foto più belle sono state premiate durante la giornata di domenica e hanno visto come vincitori Maria Grazia Gregori per la categoria Instagram e Bruno Cappelli per la categoria Reflex.

Per chiunque abbia voglia di visitare la mostra con tutte le foto, avrà l’opportunità di farlo fino al 18 novembre.

A Borbona si rinnova l’antica tradizione del Canto a Braccio

Si è appena concluso a Borbona un fine settimana importante e ricco di eventi legato allo svolgimento della quattordicesima edizione del Festival Regionale del Canto a Braccio.

«L’importanza di tradizioni come questa è quella di creare un senso di comunità che unisce i territori» ha dichiarato il sindaco Maria Antonietta Di Gaspare sottolineando che nemmeno il fenomeno dello spopolamento sia riuscito a scalfire la purezza di questa antica tecnica.

Tanti quindi i richiami al passato, ma altrettante le novità. Prima su tutte, la sinergia con Follie d’Estate che ha permesso ai poeti del Canto a Braccio di esibirsi, nella serata del 12 settembre, nelle terre aquilane presso l’EX. O.P. Collemaggio, dove si è parlato dei diritti delle persone affette da disturbi mentali.

Questo tema è stato reiterato il giorno successivo a Borbona, durante la prima parte della giornata inaugurale del festival, in cui si è presentato il simbolo che rappresenta la chiusura dei manicomi e porta con sé i sogni delle persone che in essi soffrivano: Marco Cavallo.

Lo psicologo Alessandro Sirolli ha spiegato che «fare salute non significa fare una diagnosi ma costruire una salita con e nella società, significa fare cultura e stare bene insieme e, in questo senso, il Canto a Braccio è fare salute». A questo stretto legame ha fatto riferimento anche Mario Reali che ha visto nei cantori gli elementi che possono favorire un cambiamento per i luoghi colpiti dal sisma. «Non si può andare avanti così nel cratere – ha affermato- e dall’esperienza di quello che è successo nei manicomi, si deve imparare a reagire e a lanciare sfide. Il linguaggio della poesia è il linguaggio dell’anima e ci dice cosa abbiamo perso per questo la cultura è alla base della rinascita».

Si entra così nel vivo dell’esibizione che, seconda novità, quest’anno si è aperta con il canto di cinque poetesse che, come dimostra l’opera di Achille Pinelli, rappresentano “l’altra metà del canto”. Introdotte dal poeta Paolo, Michela Benedetti, Daniela D’Ottavio, Marinella Marabissi, Irene Marconi e Manuela Marcantelli sono salite sul palco e hanno fin da subito intrattenuto il pubblico con delle ottave di saluto.

Sono poi iniziati i contrasti che hanno visto le poetesse sfidarsi a due a due sui più disparati temi: dal dialogo tra la nonna e la sua nipotina alla personificazione di elementi naturali come la scintilla e la goccia. Dunque, nessuna semplificazione per queste bravissime artiste che si sono anzi trovate ad affrontare delle ottave basate persino su alcuni ossimori.

Non potevano, tuttavia, non omaggiare l’ospite della serata, Marco Cavallo e così, hanno dedicato alcune ottave proprio al tema dell’importanza della cooperazione sociale volta al cambiamento in ambito psichiatrico. Infine, è stato aperto uno spazio anche al saluto dei poeti, che hanno omaggiato le signore congratulandosi con loro per la bravura dimostrata.

La giornata del 14 settembre è stata invece dedica alla presentazione del poemetto storico “La Battaglia Del Pian Perduto” e della raccolta di poesie “Che Te Se Possa Portà Via Lo Vento” alle quali è seguita l’esibizione dei poeti a braccio. Il pranzo di saluto della domenica e l’intervento della banda musicale di Borbona ha chiuso infine questa edizione del festival.

L’affetto e l’affluenza delle persone, sia adulte che giovani, dimostra davvero che tradizioni come questa siano rimaste radicate nel cuore della comunità che attraverso il passato si fa forte nei confronti del futuro.

I campi estivi di Borbona chiudono tra canti, scambi generazionali e tanta allegria

L’estate sta ormai volgendo al termine e con essa anche l’esperienza dei centri estivi che, da due mesi a questa parte, hanno rallegrato le giornate dei più piccoli anche nei comuni colpiti dal terremoto, con iniziative pensate appositamente per loro.

Nonostante ci sia ancora un’ultima settimana per divertirsi, giovedì 22 agosto, a Borbona, si è tenuto un pomeriggio di condivisione terminato con la tradizionale cena con i genitori, occasione per salutare le famiglie che si accingono a tornare nelle grandi città.

Nel pomeriggio i bambini si sono ritrovati presso la RSA San Raffaele, dove, insieme agli ospiti dell’istituto, hanno assistito alla messa celebrata dal vescovo di Rieti Domenico Pompili, intervenendo attivamente con i canti imparati proprio durante il Grest.

Un momento inteso, che ha permesso di far incontrare diverse generazioni per celebrare la bellezza della vita. «Dobbiamo rispondere sì alla vita, perché è una grande dono» ha affermato il vescovo durante l’omelia ricordando il grande esempio della giornalista Nadia Toffa che, fino alla fine, si è battuta per dimostrare che la vita può risplendere anche nelle difficoltà.

Alla fine della funzione i bambini hanno omaggiato gli anziani con dei fiori di lana cotta, preparati appositamente per l’occasione, dimostrando loro affetto e vicinanza. Un gesto che delinea un percorso svolto durante tutta l’estate, mirato a fai interagire le nuove generazioni con le persone più sensibili, al fine di portare loro conforto.

La seconda parte della serata si è invece svolta presso l’ex scuola elementare “Domenico Lopez” dove i ragazzi, disposti come un coro, hanno accolto i genitori intonando le più classiche tra le canzoni per bambini come Le tagliatelle di nonna Pina e Viva la pappa col pomodoro, scelte intenzionalmente perché, attraverso l’espediente del cibo, sono servite a far veicolare messaggi più profondi.

Proprio a questi piccoli protagonisti è stata dedicata, poi, la proiezione di un video che ha racchiuso tutti i momenti più belli trascorsi in questi due mesi. Ecco quindi scorrere le immagini dei laboratori di cucina e di ceramica, dei lavoretti manuali e dei viaggi, senza dimenticare i momenti dedicati ad imparare ad essere dei buoni cittadini.

Degli incontri, perciò, che nel gioco hanno trovato lo spazio per aprirsi a lezioni morali, come quella dalla battaglia contro il fumo o del rispetto dell’ambiente, di cui sono il simbolo tangente i numerosi cartelloni affissi nelle pareti della scuola.

Tante quindi le attività rivolte ad un cospicuo gruppo di bambini che, su tutto il periodo, ha raggiunto un totale di 54 presenze, unendo ai borbontini anche i ragazzi provenienti dai comuni di Posta e Cittareale. Il grazie più caloroso è stato rivolto a loro, cuore pulsante di questa esperienza.

Prima di condividere la cena, il vescovo, dopo aver sottolineato la positività dell’esperienza del Grest, ha mosso il suo personale ringraziamento ai genitori e ha rinnovato l’appuntamento all’anno venturo. Anche l’assessore Tocchio ha espresso un pensiero di gratitudine che ha toccato prima gli operatori e poi i bambini stessi ai quali si è rivolte dicendo «voi date un senso al percorso di costruzione legata al nostro futuro e spero che questo percorso possa andare avanti nel tempo».

Un grazie va quindi a tutti quelli che hanno permesso che il progetto si realizzasse: il vescovo di Rieti, don Fabrizio, il parroco di Borbona don Ernesto, l’amministrazione comunale e tutti i cittadini di Borbona, gli operatori della Chiesa di Rieti, di Caritas e di Promis.

Con l’augurio che questi ultimi giorni d’estate siano pieni di spensieratezza, l’appuntamento è rinnovato al prossimo anno!

Un palcoscenico all’aperto per il Premio Borbontinità

Domenica 18 agosto la piazza di Borbona si è trasformata in un vero e proprio palcoscenico, con tanto di passerella, per accogliere la terza edizione del Premio Borbonitinità, riconoscimento volto a premiare i cittadini che si sono distinti nel loro contributo alla comunità.

Una serata dedicata alla musica, all’arte e alla moda che ha unito la modernità alla tradizione per dare risalto al valore di queste terre che,  pur colpite dal sisma, hanno ancora molto da offrire.

Indicativo, in questo senso, è stato il dono dell’artista Gabriella Costanzi che deciso omaggiare la città di Borbona con un quadro dal preciso significato. La tela ritrae un mandorlo, da qui il suo titolo Il Mandorlo In Fiore, albero apparso in sogno alla pittrice proprio mentre stava cercando l’ispirazione per la sua opera.

Un sogno provvidenziale perché il mandorlo, secondo il linguaggio onirico, significa resistenza alle difficoltà della vita e alla capacità di affrontarle e risolverle. Simbolo di una nuova vita, quindi, che si sposa perfettamente anche con il territorio borbontino che, non a caso, ha una località che si chiama proprio Villa Mandorla.

«Il quadro – ha spiegato il sindaco Di Gaspare – sarà esposto in una sala consiliare del comune della città insieme alle altre opere donate nelle precedenti edizioni e verrà considerata come l’emblema di una nuova primavera cioè di una ripartenza pronta a fiorire».

Non sono mancati nemmeno i momenti musicali, accompagnati dalla voce della cantante Paola Urbinati, e soprattutto, quelli dedicati alla moda con l’ormai consueta sfilata che illumina di colore la magnifica scalinata che si eleva sulla piazza.

Le modelle hanno rubato la scena mostrando prima gli abiti della modellista sartoriale Laura Di Paolo e poi quelli della “Boutiqui Callistè” di Patrizia Biondi. L’ultimo défilé è stato invece dedicato agli abiti tradizionali insieme ai quali, sono stati esposti gli oggetti quotidiani della vita di campagna.

Tra gli ospiti della serata, Massimo Meschino responsabile del Lazio e del Molise per il concorso Una Ragazza per il Cinema, che vedrà le finali nazionali a Taormina il prossimo settembre, alle quali parteciperanno ben due ragazze presenti alla sfilata.

Un altro nome importante è stato quello dello speciale guest, il giovanissimo cantante Matteo Sica, vincitore del Deejay Contest promosso da Radio Deejay, che ha allietato il pubblico con il singolo che lo ha portato al successo Fino a Tre e con il suo ultimo brano Traffico.

In conclusione di serata il sindaco, con l’assessore Tocchio, hanno consegnato i premi Borbonitinità a chi ha dimostrato dedizione alla cittadinanza. Nell’ordine, i vincitori sono stati: gli organizzatori del torneo “Terzo Tempo” Andrea Durante e Maria Celli, gli abitanti del Rione Chetocchio, i ragazzi del Centro Giovanile di Borbona e Roberta Di Muzio.

Piccolo cambio di programma, invece, per quanto riguarda il premio rivolto alle ragazze impegnate nella sfilata. Differentemente dalle edizione precedenti, infatti, non c’è stata l’elezione di una miss ma è stata regalata ad una fortunata ragazza di nome Flavia, selezionata secondo un’estrazione a sorteggio, una giornata alla SPA.