«Abbiamo sempre motivi di speranza»: la visita del vescovo Vito nei luoghi del terremoto

Condividere le gioie e le speranze, ma anche le tristezze e le angosce. Tra i Monti della Laga innevati il vescovo Vito si rivolge alla popolazione con semplicità e immediatezza nella sua prima visita nei luoghi del terremoto del 2016. Una visita annunciata già prima della sua ordinazione episcopale come a indicare un segno del cammino che intende percorrere con il popolo che gli è stato affidato: quello della massima vicinanza, di un destino condiviso, ma non subito. «La speranza deve sempre accompagnare ognuno di voi – dice durante la Messa celebrata nell’Auditorium di Amatrice – il vostro dolore da adesso è anche il mio, ma la speranza non deve mai finire: lo dobbiamo a quanti hanno perso la vita, ma anche a loro, ai bambini».

Lo spazio in cui si muove il nuovo vescovo di Rieti è incorniciato da abbracci, strette di mano, dalla ricerca degli occhi degli altri, ma non solo. Come indicato alla vigilia della sua ordinazione con il momento di raccoglimento a Greccio, il motore sotterraneo viene da un moto dell’anima, da un’esigenza spirituale profonda. E ad Accumoli e Amatrice lo si è visto dal concentrato momento di preghiera che ha voluto riservare solo per sé davanti ai monumenti ai caduti e nel mezzo delle macerie in zona rossa, rese ancora più irreali e stranianti dal considerevole strato di neve.

Nei due paesi distrutti dal terremoto il vescovo si è intrattenuto a lungo con le persone, cercando di conoscere, capire, accompagnare. «Abbiamo sempre motivi di speranza», ha spiegato, quasi facendo eco al saluto di mons Luigi Aquilini, che a nome della comunità ecclesiale ha indicato non tanto il dramma vissuto, ma la vitalità del territorio, la ricchezza delle sue tradizioni, la voglia di «risorgere e andare avanti, sostenuta da una grande fede».

Si avverte un grande bisogno di continuare a confidare nella Chiesa, che dal 24 agosto del 2016 non ha mai abbandonato il territorio, ma sempre fatto sentire la sua presenza, il suo accompagnamento. Una eredità che don Vito raccoglie «in punta di piedi», ma con un’attenzione già divenuta personale. E lo dimostra spiegando ai fedeli che il calice e la patena usati sono stati realizzati mettendo insieme il legno di un ulivo della sua Puglia con due pietre, una di Accumoli e l’altra di Amatrice.

Al termine della Messa, ad Amatrice, il superiore della Famiglia dei Discepoli di don Giovanni Minozzi, don Savino D’Amelio, ha introdotto il nuovo vescovo alla cifra spirituale di questo sacerdote amatriciano che tanto ha realizzato per l’Italia e per la stessa Amatrice. Sullo sfondo, la costruzione di Casa Futuro, dove prima del terremoto sorgevano i padiglioni dell’Opera per il Mezzogiorno d’Italia: un tassello importante dei progetti della ricostruzione che coinvolge direttamente la Chiesa di Rieti, con il cantiere visitato da don Vito al suo arrivo nel paese.

La mattinata si è chiusa con uno scambio di doni: da un lato la colletta dei fedeli della parrocchia dei Santi Medici di Bitonto consegnata alla parrocchia di Amatrice, dall’altro quelli al vescovo dei bambini del catechismo, dei rappresentanti della Caritas amatriciana e del parroco di Amatrice.

Nel primo pomeriggio, dopo la visita in zona Rossa accompagnato dai Carabinieri e da padre Carmelo Giannone, ad Accumoli, il vescovo è stato accolto dal suono della banda cittadina, che don Vito ha esortato a proseguire nel prezioso servizio della musica cercando di coinvolgere i giovani. Poi il saluto del parroco don Stanislao Puzio, che lo ha ringraziato riprendendo parole di speranza dal suo messaggio di auguri di Natale. Anche ad Accumoli, mons Piccinonna si è intrattenuto a lungo con la popolazione, con uno sguardo speciale per i più giovani: «Chiamatemi, quando vi sentirete soli o trascurati».

Il Commissario Castelli dà il via alla piattaforma Gedisi per la ricostruzione

Conclusa la migrazione dal vecchio sistema informatico, la nuova piattaforma per la ricostruzione privata post sisma 2016 Gedisi è pronta al debutto.

Realizzata ex novo dai tecnici della Struttura commissariale e da Fintecna, avvalendosi di società esterne e delle migliori tecnologie informatiche, e del contributo degli Uffici Speciali della ricostruzione regionali e della Rete delle Professioni tecniche, Gedisi sarà il portale di accesso per i professionisti ed i cittadini alle procedure per ottenere il contributo sisma, ma anche un prezioso strumento di monitoraggio della ricostruzione privata.

La vecchia piattaforma Mude resta attiva per la sola consultazione dei dati contenuti. “L’avvio di questo nuovo strumento, sicuramente molto più moderno ed efficiente, che consentirà ai professionisti di inoltrare i progetti e gestire le richieste di contributo ed i lavori in modo molto semplice e intuitivo, è un passaggio importante della ricostruzione post sisma 2016.

Si tratta di un sistema completamente nuovo, accessibile dal web senza vincoli sui device. Ci sarà bisogno di un adattamento da parte dei tanti operatori della ricostruzione, ma stiamo attivando tutti gli accorgimenti possibili per garantire un affiancamento efficace” ha detto il Commissario Straordinario, Sen. Guido Castelli, che sabato ha dedicato proprio all’avvio della piattaforma la prima riunione operativa di lavoro.

Lunedì 16 gennaio sono stati messi a disposizione degli utenti il Manuale di utilizzo, le video pillole sui passaggi più importanti della procedura, ed è in corso un test finale da parte dei professionisti, con i quali si è definito un percorso di seminari e webinar, il primo dei quali si terrà il 27 gennaio. Sulla stessa Gedisi e sul sito istituzionale della ricostruzione, www.sisma2016.gov.it è stata attivata un’apposita sezione che raccoglie tutte le informazioni e le guide operative per l’utilizzo della nuova piattaforma.

«Si entra in una nuova fase della ricostruzione, che diventa più semplice ed attraente per le imprese ed i professionisti, anche al di fuori del cratere», ha sottolineato il Commissario Castelli.

La piattaforma ha integrato in un unico “cassetto” molte informazioni essenziali contenute nell’Anagrafe antimafia delle imprese esecutrici, nell’Elenco dei professionisti abilitati, nella banca dati contratti, limitando la necessità di intervento operativo da parte degli utilizzatori, e garantendo una maggiore accuratezza dei dati finali grazie ai controlli automatici implementati nella procedura.

Il Commissario Castelli ha già indicato che a breve pianificherà una seconda riunione tecnica per individuare gli step successivi di integrazione ed evoluzione della piattaforma per semplificare e agevolare il monitoraggio della ricostruzione privata.

Foto Facebook Guido Castelli

Prima visita nei luoghi del sisma del nuovo Commissario Guido Castelli

Prima visita ad Amatrice del nuovo Commissario per la Ricostruzione Sisma Guido Castelli, che ha sostituito Giovanni Legnini.
In un’atmosfera di fattiva collaborazione si è svolta ieri una riunione conoscitiva e preparatoria delle nuove attività legate alla ricostruzione, cui hanno partecipato il sindaco Giorgio Cortellesi, il vice sindaco Roberto Serafini, i consiglieri Alfonso Bucci, Giorgio Nibbi e Fabio D’Angelo. Il capogruppo Luca Poli e l’assessore Alessio di Fabio hanno portato il loro saluto, augurando buon lavoro al neo-commissario. Per la macchina amministrativa presente anche il responsabile del settore economico e finanziario del Comune Daniele Mitolo.
Oggetto del confronto, le varie problematiche da risolvere, da correggere, completare e nello stesso tempo, l’individuazione di una prima cornice generale per omogeneizzare e semplificare i processi normativi e tecnici, ritenuti prioritari per tutta l’area del Cratere.
«Abbiamo parlato di Sae, dipendenti comunali da stabilizzare, delocalizzazioni private, modalità dei rimborsi alle imprese, passaggi di proprietà delle attività commerciali, interventi pubblici da mettere a terra, di gare e appalti per concretizzare i fondi stanziati dalla struttura commissariale per le infrastrutture – ha commentato il sindaco – ma soprattutto è emersa l’esigenza di istituzionalizzare una struttura operativa di affiancamento e supporto relativa ai piccoli comuni per accelerare le procedure».
«Sono contento dell’incontro – ha sottolineato Cortellesi – una conferma per noi. Ho trovato nel nuovo commissario Castelli un uomo preparato, con capacità di ascolto e di risposta alle tematiche che ci riguardano. Amatrice deve essere il simbolo della ripartenza nazionale».

Ricostruzione: Legnini fa il punto passando le consegne a Castelli

28 mila richieste di contributi dai privati per 10 miliardi di euro, quelle giunte per la ricostruzione dopo il sisma del 2016, cresciute del 27,7% rispetto al 2021, pari al 54,9% di quelle attese (ne restano 23 mila) e al 51,5% in valore. Questi alcuni dei dati presentanti oggi da Giovanni Legnini, al termine del suo mandato di Commissario Straordinario alla Ricostruzione, iniziato nel febbraio 2020 e concluso in questi giorni con la nomina del suo successore, Guido Castelli.

Con il termine del mandato di Legnini, la struttura del Commissario ha infatti pubblicato un Report informativo relativa alla ricostruzione. Per quanto riguarda quella privata, le informazioni contenute nel rapporto sono ricavate dai dati forniti su base mensile dagli Uffici Speciali della ricostruzione delle quattro regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Il Rapporto elenca 15.736 decreti di contributo concessi per 5,3 miliardi di euro (+29,4% sul 2021); 2,5 miliardi di importi liquidati alle imprese esecutrici (1 miliardo nel 2022); 8.318 cantieri privati conclusi per circa 20 mila singole unità immobiliari; 7.333 cantieri privati attualmente aperti; 2.500 interventi pubblici finanziati con 3,6 miliardi, tra cui 450 scuole per 1,4 miliardi; 1.251 interventi su chiese e edifici di culto finanziati per 800 milioni. Le somme erogate per le opere pubbliche cubano 935 milioni di euro a fine 2022 (+67% sul 2021).

«Sono e sarò il primo tifoso della ricostruzione per i prossimi anni, bisogna allontanare le polemiche di ogni sorta perché è legittimo che il Governo faccia le sue scelte ed è legittimo che chi è preoccupato per il futuro e non condivide delle scelte lo faccia sapere, purché si mantenga sempre nel perimetro della necessità di garantire un futuro a questi territori», ha detto il Commissario uscente, passando idealmente le consegne al senatore Castelli di Fratelli d’Italia, presente oggi alla presentazione del Rapporto di fine mandato.

L’avvicendamento formale tra i due avverrà tra qualche giorno: «Al senatore Castelli – ha aggiunto Legnini – faccio i miei migliori auguri e non sono rituali, c’è da coltivare l’interesse di chi soffre e attende da troppo tempo». Il Commissario uscente ha inoltre colto l’occasione per ringraziare «tutti gli attori della ricostruzione».

La stima dei danni causati dal terremoto del 2016 in Centro Italia corrisponde a una cifra considerevole, e comprende danni sia al patrimonio pubblico che privato. La maggior parte dei danni riguarda l’edilizia privata, con una stima di 19,6 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti i danni alle opere e agi edifici pubblici, alle chiese e alle infrastrutture. La stima è stata calcolata attraverso le richieste di contributo da parte dei cittadini e i censimenti effettuati presso le amministrazioni locali e le diocesi.

Presentando il Rapporto sui progressi e i risultati ottenuti durante il suo mandato, Giovanni Legnini ha sottolineando come questi siano stati raggiunti in un contesto economico e sociale molto difficile. Ha citato la pandemia da Covid-19, le difficoltà del mercato dell’edilizia, l’aumento dei prezzi dei materiali edili e l’incremento dei prezzi dell’energia e delle materie prime come fattori che hanno reso la ricostruzione più complessa.

Il Commissario ha sottolineato alcuni “insegnamenti” tratti dal lavoro svolto, tra cui la necessità di avere regole chiare e semplici e la definizione di responsabilità precise per ognuno degli attori coinvolti nella ricostruzione. Legnini ha inoltre rivendicato i provvedimenti volti a semplificare le procedure amministrative e accelerare il processo di ricostruzione ed espresso la sua fiducia nel futuro dei territori colpiti dal terremoto del Centro Italia, sottolineando la necessità di costruire un clima positivo attraverso realizzazioni concrete.

Tra i problemi aperti c’è ad esempio quello dello spopolamento, che era già in atto in molti comuni del cratere sismico prima del terremoto. È inutile ricostruire se poi i borghi si spopolano e se i nuovi edifici costruiti non vengono utilizzati. Una considerazione che mette in luce la necessità di una visione integrale per la ricostruzione, che tenga in considerazione anche l’aspetto sociale e culturale delle comunità colpite dal terremoto.

Con i frati ad Accumoli per riscoprire la mitezza del Natale

Gradita visita a sorpresa, ieri ad Accumoli, del Ministro generale dell’Ordine dei Frati minori. In attesa di presiedere la Santa Messa della notte di Natale nella chiesa del Santuario di Greccio, padre Masimo Fusarelli è tornato nell’area che l’ha visto presente nei giorni più duri successivi al terremoto del 2016, vissuti insieme alla popolazione nel “convento di plastica” nella frazione amatriciana di Santa Giusta.

«La sua visita ha portato alla nostra mente una parte della Regola a noi molto cara, quella in cui si esortano i frati che vanno per il mondo, ad essere miti, pacifici, modesti, mansueti e umili, parlando a tutti, onestamente come conviene», racconta padre Carmelo Giannone, frate minore della provincia pugliese presente da qualche anno nella piccola comunità religiosa di Accumoli. «Sicuramente padre Massimo, senza volerlo, ha resuscitato in noi questo desiderio di condividere la stessa professione e la gioia di essere fratelli grazie all’esempio bellissimo che ci ha lasciato san Francesco».  

Un richiamo alla mitezza che è nel cuore della testimonianza di vita del Poverello, che nella Regola esorta alla pace come stile di vita dei frati. E di questa vita “non violenta” ha parlato padre Massimo con i frati di Accumoli, condividendo l’esperienza fatta visitando i frati nel mondo, compresi quelli che portano la propria testimonianza di fede in tante nazioni ancora lontane dal dono della pace.  

«Padre Massimo ha portato tra di noi proprio lo spirito che deve avere il frate quando va per il mondo – commenta padre Carmelo – la nostra fraternità ieri ha vissuto la gioia di incontrare un fratello e la sua visita ha portato nei nostri cuori la gioia di far parte di una grande famiglia che ha scelto il Vangelo come stile di vita».  

Lo spirito vissuto durante l’incontro di Accumoli è stato lo stesso con il quale san Francesco richiamava al senso del Natale nella notte del 25 dicembre 1223, quando a Greccio ha dato vita al primo presepe. Un atteggiamento di semplicità guidato dall’idea di un Dio che intende incontrare l’uomo facendosi carne come lui. 

«In questi luoghi che hanno vissuto la piaga del terremoto – nota padre Carmelo – la mitezza è un valore della ricostruzione se non la si intende solo come l’edificare con mattoni e cemento, ma con i valori umani, come comunità che sa vivere i valori evangelici secondo l’insegnamento di san Francesco. La visita del Ministro ci sprona a edificare le vite sull’essere fratelli, come il Dio che vuole diventare uomo ci ha insegnato».  

Sisma 2016: raggiunta l’intesa sul Testo Unico della ricostruzione privata

La Cabina di Coordinamento Sisma 2016, presieduta dal Commissario Giovanni Legnini, ha raggiunto oggi l’intesa sul Testo Unico della ricostruzione privata che riorganizza, semplifica ed innova le norme contenute in sessantuno Ordinanze, che vengono contestualmente abrogate.

Il nuovo Testo sarà adottato formalmente e illustrato nei dettagli nei prossimi giorni, non appena ottenuto il via libera della Corte dei Conti, ed entrerà in vigore il primo gennaio 2023 insieme alla nuova piattaforma telematica Gedisi per la gestione delle pratiche sisma.

È la prima volta che in una ricostruzione post sisma viene varato un Testo Unico della normativa, che rimarrà “unico” anche in futuro, con l’integrazione diretta nel testo di eventuali successive modifiche. Il Testo raccoglie in 130 articoli e 15 allegati oltre 550 disposizioni (con 65 allegati) che sono state adottate a partire dal 2016, superando un quadro di regole stratificato, a volte sovrapposte, di difficile comprensione.

Al di là della semplificazione e del riordino delle norme, il Testo apporta innovazioni anche sostanziali, che danno alla ricostruzione dopo il terremoto in Centro Italia una configurazione più semplice, attenta alle caratteristiche del territorio e alle esigenze dei cittadini. Vengono introdotte nuove norme, in particolare, per favorire il completamento della ricostruzione, ampliando ad esempio le tipologie di edifici ammessi al contributo o consentendo ai comuni di subentrare, in taluni casi, ai proprietari privati. E si delineano per la prima volta i principi che orientano la ricostruzione, cioè speditezza e semplificazione amministrativa, legalità, imparzialità, trasparenza, partecipazione, e le sue finalità: sicurezza degli edifici e del territorio, sostenibilità ambientale, efficienza energetica, qualità architettonica, tutela e valorizzazione del patrimonio, lo sviluppo sostenibile.

«Oggi si conclude un lavoro imponente, lungo ed approfondito, che è frutto di una consultazione pubblica e del confronto con tutti gli attori della ricostruzione. Voglio ringraziare in modo particolare – ha detto il Commissario Legnini – le Regioni e i loro Uffici Speciali per la ricostruzione, che hanno dato un apporto decisivo, lo staff della Struttura guidato da Pierluigi Mantini, e i comuni, i professionisti, le imprese, i sindacati, i comitati e le associazioni dei cittadini, che hanno contribuito e condiviso».

NextAppennino: chiusi i bandi per le imprese, presentati 2.540 progetti per 2,3 miliardi

Si sono chiusi con risultati superiori ad ogni aspettativa i bandi del programma NextAppennino destinati alle imprese dei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016. A fronte di 615 milioni di agevolazioni messe a disposizione, tra contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, sono stati presentati 2.541 nuovi progetti d’investimento da parte delle imprese, per un valore di 2,3 miliardi di euro ed agevolazioni richieste pari a 1,5 miliardi (875 milioni in più rispetto alle risorse disponibili).

Tra i progetti presentati, ben 744 riguardano l’avvio di nuove micro e piccole imprese. Le agevolazioni richieste provengono per il 79,3% dal cratere sisma 2016 (60% Marche, 16% Lazio,
14% Abruzzo, 10% Umbria), e per il restante 22,7% dal cratere 2009 dell’Abruzzo.

«La risposta delle imprese, del terzo settore e degli enti locali alle opportunità offerte dai bandi di NextAppennino è stata molto importante. È un segno tangibile della vitalità del sistema produttivo, che ha fiducia nel processo di ricostruzione, crede nella possibilità di un nuovo sviluppo e vuole investire in questi territori», ha detto il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, presidente della Cabina di Coordinamento integrata che gestisce i fondi di NextAppennino.

«Procederemo nei tempi previsti all’assegnazione delle risorse disponibili alle imprese, sulla base delle decisioni dei Comitati di Valutazione, dove sono rappresentate anche le Regioni e l’Anci, ma è evidente ha aggiunto Legnini – che non potremo finanziare tutti gli interventi che ci sono stati proposti. Valuteremo, con i presidenti delle Regioni interessate, l’opportunità di chiedere ulteriori risorse al Governo».

«Il risultato quantitativo è veramente incoraggiante – ha detto il Coordinatore della Struttura di Missione sisma 2009 Consigliere Carlo Presenti –. Anche dal Cratere 2009 sono arrivate moltissime domande su tutte le linee di finanziamento. Adesso ci aspetta un grande lavoro nei Comitati di valutazione e speriamo che anche la qualità dei progetti sia all’altezza delle nostre aspettative».

Per i medi e grandi investimenti da realizzare attraverso i Contratti di sviluppo sono giunti 100 progetti (15 per i progetti da oltre 20 milioni di euro) di investimento per 1,1 miliardi di euro, con
la richiesta di agevolazioni per 592 milioni (266,5 per i grandi progetti) a fronte di risorse disponibili pari a 190 milioni.

Richieste doppie rispetto alle somme stanziate anche per i bandi riservati all’avvio e lo sviluppodelle micro, piccole e medie imprese, e ai loro investimenti innovativi. A fronte di 198 milioni di agevolazioni le richieste, quasi 2 mila, sono state pari a 433 milioni (653 milioni di euro l’investimento complessivo previsto).

Stessa situazione per il bando che prevede 60 milioni di incentivi per le imprese turistiche, culturali e sportive: sono giunte 205 domande per un investimento complessivo di 132 milioni di euro ed una richiesta di 101 milioni di agevolazioni (rispetto ai 60 stanziati). Per le iniziative di partenariato pubblico-privato, con un bando che stanzia 80 milioni per finanziare interamente i nuovi progetti, le richieste sono state 131, per 311 milioni di incentivi a fronte di 321 milioni di investimento complessivo.

Per i due bandi relativi ai progetti per l’economia sociale e le cooperative di comunità, e per l’economia circolare, le filiere agroalimentari ed il ciclo del legno, che prevedono 87 milioni di euro, le richieste sono state invece leggermente inferiori alle disponibilità, pari a 21,8 milioni di euro per il primo bando, e 29,2 milioni per il secondo.

Rapporto PNC esito Bandi

Torna il Premio di Laurea dedicato ad Andrea Tomei

In occasione della Giornata Nazionale degli alberi il CAI di Amatrice prepara un convegno e la V edizione del Premio di Laurea Andrea Tomei.

Si svolgerà il 21 novembre 2022, alle ore 10, presso l’Auditorium della Laga la manifestazione organizzata dalla sezione CAI di Amatrice in occasione della giornata nazionale degli alberi istituita con legge nazionale nel 2013.

Sarà l’occasione per ricordare il ruolo fondamentale che gli alberi, ed il mondo verde in generale, ricoprono per la salute del pianeta e anche del lavoro svolto dalla sezione amatriciana per la conoscenza e la salvaguardia degli alberi presenti sul territorio amatriciano. Alla manifestazione parteciperanno rappresentanti del Comune di Amatrice, CAI regionale, della TAM (Tutela Ambiente Montano) regionale e Nazionale, della scuola Marchionne di Amatrice e del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Quest’anno saranno presenti tutti i ragazzi del Liceo Scientifico e Sportivo di Amatrice. Ai saluti istituzionali seguiranno approfondimenti scientifici curati dal Prof. Giancarlo Tondi, del CAI Amatrice, che illustrerà il progetto dell’Orto Botanico che sorgerà nei pressi della Casa della Montagna e voluto dalla sezione di Amatrice e dalla prof.ssa Angela Lo Monaco, dell’università della Tuscia, con un intervento sull’età degli alberi.

Momento fondamentale della manifestazione, sarà la premiazione dei due vincitori del premio di Laurea Andrea Tomei giunto alla 5° edizione. Il premio assegnato grazie alla collaborazione con l’Università della Tuscia, dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali, la Commissione Regionale TAM del CAI ed il gruppo regionale CAI del Lazio, permetterà di premiare due vincitori: il dott. Paolo Bellezza di Rieti e il dott. Alessandro Martinelli di Viterbo che illustreranno brevemente le loro tesi di laurea magistrale.

Sarà l’occasione per ricordare Andrea, giovane amatriciano e operatore TAM laureato nell’Ateneo Viterbese, diplomato presso il liceo di Amatrice. I giovani liceali e tutti i presenti avranno l’occasione di partecipare ad una giornata dedicata alla salvaguardia della natura e al ricordo di un ragazzo unico che della tutela dell’ambiente aveva fatto ragione di vita.

È amatriciano uno dei migliori formaggi al mondo

Testa a testa con Svizzera, Belgio, Francia, Germania e Stati Uniti, Ma-Trù, il formaggio prodotto dall’azienda tutta reatina Caseificio Storico Amatrice, conquista la classifica Super Gold del World Cheese Awards 2022-2023. Tra i migliori 16 formaggi al mondo finisce il pecorino amatriciano di un’azienda di casa, quella Fratelli Petrucci che da 50 anni produce formaggi di qualità tramandando un mestiere da generazioni.

Il concorso World Cheese Awards è il più grande evento mondiale dedicato esclusivamente al formaggio. Nell’edizione 2022 sono stati eletti i migliori prodotti caseari al mondo alla quale erano iscritti 4.434 formaggi provenienti da 42 paesi e 900 aziende di tutto il mondo. Ha ben figurato l’Italia, che ha piazzato nella classifica dei migliori 15 tre produzioni tra cui proprio il pecorino amatriciano Ma-Trù dei Fratelli Petrucci.

I formaggi iscritti ai World Cheese Awards 2022 sono stati giudicati da 250 esperti e sono classificati in quattro diverse categorie: bronzo, argento, oro e super oro. Tra i Super Oro, figura il prodotto delle terre amatriciane. Il Ma-Trù è vanto e fiore all’occhiello dell’azienda, consigliato nella preparazione della ricetta per la pasta all’amatriciana e della gricia, che riassume in sé le migliori virtù della produzione, ed è facilmente riconoscibile dalla P stampigliata sulla crosta. La formatura viene fatta ancora con delle fascere in legno come usavano fare i vecchi pastori reatini ed ogni volta le forme si presentato diverse. Ma non basta.

Nella categoria Oro ci sono altri tre formaggi prodotti dal caseificio storico di Amatrice: pecorino Lo Sbronzo, Il Magnifico e Il Brigante l’erborinato di capra. Nella categoria Silver si è fatto apprezzare il Pecorino di montagna di Amatrice mentre nella categoria Bronze tra i migliori c’è il Pecorino di Amatrice, Settecolli, Giuncato, Gorzano e Gran Riserva di Grotta.

«È motivo di grande soddisfazione per noi – dicono Alessandro e Simone Petrucci che portano avanti l’azienda di famiglia – ritrovarci con risultati così importanti che sicuramente premiano il lavoro, la dedizione ma anche la qualità dei prodotti ed i metodi di lavorazione».

La famiglia Petrucci produce formaggi che rispettano i canoni dell’alta qualità e della genuinità nel settore caseario e realizzati nello stabilimento di Amatrice, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, da latte raccolto nelle aree limitrofe e lavorato entro le 24 ore dalla mungitura.

Lo stabilimento produttivo è sempre aperto per garantire la lavorazione del latte in tutti i periodi dell’anno, rispettando la stagionalità della produzione da parte delle greggi. Per i formaggi dei Fratelli Petrucci anche le medaglie d’oro e d’argento del prestigioso Concours International de Lyon.

Foto Facebook Caseificio Storico Amatrice

Amatrice, tutto pronto per la festa di San Martino

È tutto pronto per la 26esima edizione della festa di San Martino, il consueto evento organizzato dal CAI Amatrice che si svolgerà domenica 13 novembre. Una manifestazione molto cara alla sezione che prepara ogni anno con particolare attenzione questa ricorrenza. Come di consueto si svolgerà l’escursione che da Amatrice, percorrendo il sentiero CAI n° 300, porterà fino alla chiesa di San Martino: una pieve ai piedi dei Monti della Laga molto amata dagli amatriciani e da chi va in montagna per il suo alto valore simbolico.

Anche quest’anno parteciperanno all’evento le quattro sezioni del gruppo Ri.Am.A.Le. (Rieti, Amatrice, Antrodoco, Leonessa) e la sezione di Macerata. Nutrito il gruppo di giovani aquilotti infatti, oltre al gruppo di Alpinismo Giovanile della sezione amatriciana “Lupi della Laga”, parteciperanno quelli delle sezioni di Ascoli Piceno, di Antrodoco, di Rieti e di Macerata. All’arrivo dell’escursione sarà celebrata all’aperto la Santa Messa officiata da monsignor Luigi Aquilini; a seguire il ristoro che riserverà una sorpresa per tutti i partecipanti. Infatti, rifacendosi alla tradizione, le pietanze saranno servite dentro “lu sparrone” meglio conosciuto in italiano come canovaccio.

Nei tempi passati era consuetudine utilizzarlo per vari usi ma prevalentemente per contenere al suo interno la “montricchiata”, ovvero il pranzo dei contadini.

“Lu sparrone” rimarrà a ogni partecipante come ricordo della giornata. A margine della festa verrà allestito il mercatino di beneficenza organizzato dalla parrocchia. Il ricavato della festa sarà devoluto per migliorie alla provvisoria chiesa dell’Iconetta. Per ogni informazione si può consultare il sito internet www.caiamatrice.it oppure la pagina facebook Cai sezione di Amatrice.