Maschere e trucco al centro Caritas

Nel pomeriggio di mercoledì 20 febbraio si è svolto un incontro a tema carnevalesco presso il centro Caritas di Posta, in località Steccato.

Anche questa un’ottima occasione per stare insieme in allegria e creatività. Grazie a diversi materiali di riciclo messi a disposizione dalle signore del posto, operatori e ospiti hanno dato sfogo alla fantasia per creare colorate mascherine di Carnevale, mentre le bambine hanno effettuato delle piccole sedute di trucco grazie alla professionalità di un’estetista.

 

 

A Posta la presentazione del libro “Ecclesiasticon Reatis”

Sabato 23 febbraio, presso l’aula consiliare della VI° Comunità Montana, l’amministrazione Comunale di Posta presenta il libro Ecclesiasticon Reatis, opera realizzata dal compianto Vincenzo di Flavio, storico del reatino che ha prestato la propria mano per la composizione di numerose opere, soprattutto a scopo di divulgazione culturale nell’ambito della storia ecclesiastica della nostra provincia.

Questo volume in particolare, si presenta come una specie di vademecum contenente la descrizione e la storia delle chiese esistite ed esistenti, nei Comuni di Posta e Cittareale.
La preziosità del contenuto è data dalla sua unicità: difatti l’autore, ha impiegato più di un decennio nella scrittura di questo libro, ricercando le fonti necessarie tra biblioteche ed archivi storici, quasi sempre imbattendosi in documenti antichi che necessitavano di traduzione ed interpretazione.

Basti pensare che per poter risalire al censimento di tutti i luoghi di culto della diocesi di Rieti esistenti prima del 1300 , Di Flavio è stato capace di recuperare un antico elenco, sottratto alla stessa diocesi qualche centinaio di anni fa e portato in Francia da un bibliofilo parigino.

Riusciamo così e comprendere quali dinamiche si trovino dietro alla composizione di un testo che trova prestigio nell’esclusività dei suoi contenuti. Difatti prima di questo ritrovamento, non si aveva conoscenza dei luoghi di culto antecedenti la seconda metà del 1200. La disposizione e la storia dei luoghi di culto non è fine a se stessa ma permette di comprendere le dinamiche di sviluppo sociali delle nostre civiltà fin dal medioevo.

Non per fortuna il libro ha trovato modo di essere pubblicato dall’amministrazione Comunale di Posta, dopo anni che l’autore non riusciva ad intercettare un promotore che la volesse divulgare. Finita la composizione del volume infatti, Di Flavio si è trovato con un tesoro in mano che non vedeva modo di essere fruibile ad un pubblico di interessati.

Dopo aver conosciuto Augusto Brugnoli, appassionato della storia locale e sempre attivo in questo ambito nel Comune di Borbona, è riuscito ad intercettare qualcuno che proseguisse la sua ricerca.

«Non ci volle molto perché Augusto mi trovasse e mi convincesse a seguire questa vicenda», dichiara il consigliere del Comune di Posta Giordano Foffo. «Avevo già dedicato molti mesi della mia attività amministrativa per il recupero e la divulgazione dell’unico testo storico dedicato all’Alta Valle del Velino, con un particolare riguardo per Posta. L’idea di poter aggiungere un altro testo al patrimonio storico di questa comunità mi esaltò. Ho avuto modo di conoscere Vincenzo nell’affrontare il percorso della pubblicazione del libro e senza tanto stupore, mi resi conto che vi era già impegnato il mio amico Gianluca Paoni, grafico del territorio che da anni si impegna per valorizzare la storia di questi luoghi. Nel giro di poco tempo si è creato così questo meccanismo che ha coinvolto pochi interessati, ma veri, nella finalizzazione di questo volume».

Saranno presenti alla presentazione il vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili, i sindaci di Posta e di Cittareale, il presidente della VI° Comunità Montana e i familiari dell’autore.

 

“Nuove prospettive per la terza età”: la Valle del Velino ragiona sulle nuove forme di integrazione socio-sanitaria

Il 9 e 10 gennaio, a Posta (via Roma 103), avrà luogo il convegno su “Nuove prospettive per la terza età. Dai servizi di prossimità alle nuove tecnologie”. L’iniziativa, promossa dalla Comunità Montana del Velino in collaborazione con il Consiglio Regionale del Lazio e la Asl di Rieti, si propone come un momento di confronto e dialogo, tra diversi soggetti, su buone prassi e nuove progettualità, alla ricerca di forme avanzate di integrazione socio-sanitaria dedicate alla realtà delle persone più anziane e fragili, con uno sguardo particolare sulle condizioni di vita nei comuni più isolati o gravati di calamità naturali.

Nell’ambito del convegno sarà presentata una modalità di sperimentazione e prevenzione che vede l’impiego di nuove tecnologie, declinate in dispositivi non invasivi, finalizzate al monitoraggio e alle diagnosi precoci di patologie degenerative. Un utilizzo della telemedicina che guarda alla presa in carico integrata della persona e delle dinamiche familiari.

L’evento, realizzato con il contributo della Regione Lazio, si caratterizza anche per la formazione agli operatori sociali e sanitari impegnati nella gestione dei servizi per la terza età ed è valido per l’ottenimento dei crediti per assistenti sociali.

L’iniziativa coinvolge una vasta rete territoriale comprendente l’Azienda Sanitaria Locale di Rieti, l’Ordine degli psicologi della Regione Lazio, l’Università La Sapienza di Roma, l’Università Alma Mater di Bologna e il privato sociale.

Questo il programma della due giorni

9 GENNAIO 2019

Dalle ore 9 alle ore 13

Saluti istituzionali
Luigi Rodriquez (Presidente VI Comunità Montana del Velino)

Il territorio della Comunità Montana dal sisma ad oggi
Stefania Mariantoni (Coord. Ufficio di piano, Comunità Montana del Velino VI Zona – Distretto Rieti 5)

Dal piano delle cronicità ai servizi di prossimità
Marinella D’Innocenzo (Direttore generale Asl Rieti)

Il servizio socio-sanitario di comunità: risposte di community empowerment nei comuni di Amatrice e Accumoli
Paola Grondelli
(Coordinatrice infermieristica pass di Accumoli – Asl Rieti)

L’assistenza 3.0. Lo sviluppo di tecnologie innovative. Progetto Sensor life
Alessandro Ciglieri (Docente Università La Sapienza di Roma)

Lo sviluppo del servizio di assistenza domiciliare: nuove prospettive
dott.ssa Chiara Ginanni (Direttore della progettazione, Consorzio Farsi prossimo)

Dalle ore 13 alle ore 14

Lunch-time con degustazione di prodotti tipici del territorio

Dalle ore 14 alle ore 17.30

Seminario: “80 prestazioni e interventi per disabilità e non auto suficienza. Chi li conosce?”
Alessandro Ciglieri (Docente università La Sapienza di Roma)

Dibattito sugli argomenti della giornata di formazione
modera Stefania Mariantoni (Coord. Ufficio di piano, Comunità Montana del Velino VI Zona – Distretto Rieti 5)

10 GENNAIO 2019

Dalle ore 9 alle ore 13

Saluti
Mons Domenico Pompili (Vescovo di Rieti)

Buone prassi e nuove progettualità per la cronicità
Ordine degli Psicologi del Lazio

Ambulatorio di medicina narrativa. La persona al centro del processo di cura
Umberto Caraccia (Psicologo Asl Rieti)

Prospettive per la terza età: attività della Caritas
Don Fabrizio Borrello (Direttore della Caritas diocesana di Rieti)

L’esperienza dell’Emilia Romagna nell’assistenza alla terza età
Giovanni Pieretti (Prof. ord. Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia Università Alma Mater)

L’impatto del sisma sull’equilibrio psicofisico dell’anziano. Strategie di intervento post-emergenziale
Pierpaolo Nastasia (Psicologo psicoterapeuta. Socio e coordinatore area scuola di Zsy+ onlus)

Dalle ore 13 alle ore 14

Lunch-time con degustazione di prodotti tipici del territorio

Dalle ore 15 alle ore 18

E-health a servizio della cronicità
Rita Le Donne (Direttore struttura pneumologia Asl Rieti)

Nuove tecnologie per lo sviluppo inclusivo e sostenibile del territorio
Marco Padula (Docente Università telematica internazionale Uninettuno, Itc-Cnr Milano) e Paolo Mirabelli

Seminario: La malattia cronica centralità della persona, le dinamiche familiari e supporto al care-giver
Viviana Langher (Docente di Psicologia clinica Univ. La Sapienza Consigliere Ordine Psicologi Lazio)

Dibattito sugli argomenti della giornata di formazione
modera Stefania Mariantoni (Comunità Montana del Velino VI Zona – Distretto Rieti 5)

Arte, sport e cultura a Posta

Questo fine settimana il comune di Posta fa il pieno di sport, cultura e molto altro. In un periodo dell’anno in cui le festività si sono ridotte e lasciano spazio a nuove iniziative, si terranno una serie di eventi all’insegna di queste tematiche.

Tutto a partire dall’apertura della Mostra d’Arte Mista, alle ore 10.00 di sabato 29 settembre, che si terrà presso le stanze del convento secolare di San Francesco. Successivamente, alle 16.00 dello stesso giorno, l’Associazione ALTURA dirigerà un convegno sulla fauna dei Monti Reatini, presso l’edificio comunale collocato vicino la piazza centrale.

La giornata di domenica invece, prenderà il via dalle 9:10 con l’inizio del 2° trofeo del Campionato Provinciale di Ciclocross; in occasione della gara, la stessa organizzazione ha pianificato con la ASL di Rieti lo “Screening Day”. Una mattinata incentrata sul tema della prevenzione della salute, dove sarà possibile prenotare lo screening del cervicocarcinoma con test HPV e gratuitamente, l’esame mammografico.

Al di fuori di questi contesti promossi dal Comune, nel pomeriggio della domenica si avrà l’inaugurazione di una nuova attività all’interno del paese.

«Come amministrazione non può che esser d’obbligo annunciare questo evento che, seppur fuori tema, rientra perfettamente all’interno della cornice di questo week-end – commenta il consigliere Giordano Foffo -, soprattutto dal momento che il titolare della nuova attività, troverà modo di ritornare a far parte della vita del territorio e della sua trama sociale, dalle quali si è dovuto separare in seguito al sisma del 2016».

Terremoto, Di Berardino: il Consiglio Lazio semplifica la ricostruzione di edifici pubblici e privati

«Nei 15 comuni dell’area del cratere interessati dal sisma del 2016 saranno in vigore procedure semplificate per la ricostruzione di edifici sia pubblici che privati. Lo ha deciso nel pomeriggio il Consiglio regionale del Lazio votando il testo proposto dall’assessorato alle Politiche per la ricostruzione, che ha rimodulato – anche in collaborazione agli assessorati all’Urbanista e ai Lavori pubblici – l’emendamento del presidente e dei membri della XII commissione e il subemendamento proposto dal consigliere Fabio Refrigeri.
Da oggi gli edifici in area agricola potranno essere ricostruiti con una sagoma diversa rispetto a quella originale purché venga mantenuto il volume e la destinazione d’uso dell’immobile. Inoltre, i programmi e piani di opere pubbliche o di progetti privati di pubblico interesse potranno essere approvati anche in variante agli strumenti urbanistici; le pratiche saranno gestite interamente dalla Conferenza Unificata istituita presso la Regione, snellendo e semplificando l’iter autorizzativo.
Altra novità riguarda la possibilità, per i proprietari delle seconde case, di poter istallare moduli abitativi provvisori, salvaguardando così anche la vitalità dei territori e scongiurando lo spopolamento.
Il testo, oltre a raccogliere e razionalizzare le proposte emerse nel dibattito al collegato, dà risposta alle richieste, avanzate anche formalmente, dei sindaci dell’area del cratere elaborate durante il costante rapporto di collaborazione istituzionale».

Lo comunica in una nota Claudio Di Berardino, assessore alle Politiche per la ricostruzione della Regione Lazio.

Comune di Posta, consegna prima area Sae

Inaugurata martedì 11 Settembre, nel Comune di Posta, la prima area Sae , nella frazione di Bacugno.

È il sindaco Serenella Clarice, con la presenza della direttrice dell’Ufficio Ricostruzione Wanda D’Ercole, a tagliare il nastro per inaugurare il primo villaggio Sae del Comune, costruito per dare di nuovo alloggio, a chi lo aveva perso nel sisma del 2016.

Non senza ombra di rammarico, Clarice spiega come sia stato difficile arrivare solo ad oggi, a consegnare le prime casette nel suo municipio. Sono 9 strutture totali che compenseranno le abitazioni perse nelle frazioni di Bacugno, Picciame, Fontarello, Steccato e Figino. Circa il 50% del territorio comunale.

Il sindaco premette anche l’imminente consegna della seconda ed ultima Area Sae del Comune, che verrà effettuata -speriamo entro la fine del mese- proprio nel Capoluogo di Posta.

Inizia finalmente a dare i propri frutti, in questo territorio e a due anni dal sisma, il lunghissimo percorso che ha permesso alle famiglie di ritornare a vivere nei propri paesi.

Pic-nic per ripartire, la ricetta post-sisma

Ventuno imprenditori per tornare a sperare. Ventuno storie di vita e d’impresa (tutti agriturismi, b&b o produttori piccoli e medi, c’è anche un birrificio) per tornare a fare del Centro Italia segnato dalle piaghe del terremoto dell’agosto 2016 il motore della ripresa economica di un territorio, anche turistica.

È il collante che ha fatto nascere il consorzio ‘Salaria è’, per recuperare una zona di gran varietà paesaggistica, centro esatto dell’Italia: circa 50 km. dalla punta più a nord, Grisciano e Accumoli, a quella più a sud, Castel Sant’Angelo, e 30 km. dall’area di Amatrice (la più nota) alla punta occidentale di Santa Rufina e Cittaducale, in un’area facilmente raggiungibile da varie regioni. L’idea venuta a queste 21 famiglie – che l’hanno messa al centro del loro primo progetto ‘Alte Terre – La natura su misura’, è semplice ed originale. Si basa su quello che è di per se stesso un simbolo di condivisione e solidarietà: un pic-nic, ma diffuso. «Un format perfetto per un territorio che vanta oltre 600 km. quadrati di incontaminata bellezza – spiega Emidio Gentili, presidente del consorzio e titolare dell’agriturismo ‘Lu Ceppe’, a Cittareale – tra alte vette, straordinarie vallate, borghi, fiumi, cascate e laghi che lasciano i visitatori a bocca aperta».

Queste 21 realtà da oggi sono pronte (anche se non tutte sono ancora agibili, vedi l’albergo diffuso Borgo Retrosi) ad accogliere i visitatori, facendosi promozione a vicenda e mettendo a disposizione soprattutto la voglia di raccontare i segreti di queste terre. Come ogni pic-nic che si rispetti, il Consorzio ha pensato anche ai ‘cestini’ (prezzo medio: dai 5 ai 15 euro). Ci sarà una versione base, con merci di vari produttori, che i turisti potranno poi integrare a loro piacimento e decidere di utilizzare in loco oppure riportare a casa. A supporto di queste aziende c’è un manager agronomo romano, Fabio Brini, che ha fatto partecipare il progetto a un bando 2016 della Regione Lazio per reti d’impresa. «Sono realtà abbastanza eterogenee fra loro – afferma Brini –, ma che hanno capito che solo superando l’individualismo e lavorando spalla a spalla si può fare un salto di qualità. Par-tendo da un ingrediente che è la base: l’orgoglio di far scoprire l’identità delle proprie terre, senza di questo è difficile combinare qualcosa». Un orgoglio che gli eventi dell’estateautunno 2016 hanno finito col rafforzare.

«In realtà – racconta ancora Gentili, col lungo pizzetto che caratterizza il volto – l’idea del consorzio ci era venuta già prima, questa diciamo che è l’evoluzione del disegno originario. Il terremoto ha inciso in forma indelebile sul nostro territorio. C’è stata una perdita turistica secca di almeno il 60%, per fortuna un po’ compensata dalle presenze degli operatori post-sisma. Anche nelle strutture rimaste in piedi, si è lavorato a lungo con tensione. Finito però il momento tutto negativo, il terremoto è stato uno stimolo, è il caso di dire una scossa in più per affermare che ora ce la dobbiamo fare, dobbiamo far conoscere al mondo la nostra genuinità eccezionale».

L’idea è quella di offrire a ognuno una vacanza o anche solo una gita fuori porta personalizzata. Che si sia alla ricerca di un’esperienza gastronomica o di un’escursione sul Gran Sasso o sui monti della Laga, di un giorno di relax in riva al lago di Scandarello e di Paterno o di un giro in moto o di una mattinata tra gli animali, Alte Terre si prefigge di soddisfare appieno qualsiasi esigenza. Scoprendo la possibilità di conoscere da vicino tradizioni come la cultura dei pastori transumanti o l’arte dei cantori-pastori e una cucina che, partendo dalla celebre ‘amatriciana’, fa di questo territorio un unicum conosciuto nel mondo. Operativamente, l’area è stata divisa in 4 sezioni. «E nei mesi a seguire – chiude Gentili – abbiamo in programma una serie di iniziative che vedranno protagonisti anche i 10 Comuni coinvolti: Amatrice, Cittareale, Accumoli, Castel Sant’Angelo, Posta, Cittaducale, Antrodoco, Borbona, Borgo Velino e Micigliano».

Eugenio Fatigante da Avvenire

Non si fermano gli interventi di messa in sicurezza delle chiese colpite dal terremoto

La “macchina” delle messe in sicurezza, dopo il fatidico 24 agosto 2016, non si è mai arrestata. Gli interventi di salvaguardia degli edifici di culto lesionati dal terremoto indicano la loro importanza come beni culturali e testimoniano la volontà e l’interesse di recuperare, ove sia possibile, ciò che per molti resta un simbolo di unità in luoghi in cui tutto è stato disgregato dalla forza del sisma. Un impegno evidente nei numerosi interventi realizzati dall’Ufficio Tecnico della nostra diocesi già nel 2017, come è per la chiesa della Madonna dell’Assunta in Scai, frazione di Amatrice, per la chiesa di San Felice e per la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio in Posta, riaperta anche al culto, per la chiesa di San Giovenale in Roccasalli, frazione di Accumoli, e per la chiesa di San Biagio in Poggio Perugino.

La chiesa della Madonna dell’Assunta in Scai, dopo l’evento sismico, presentava molteplici criticità. Le più evidenti erano il distaccamento del timpano sommitale della facciata principale e le lesioni passanti nelle murature perimetrali; qui l’intervento ha previsto lo smontaggio e la demolizione controllata del timpano e opere di sostegno delle murature della facciate e del campanile mediante un sistema di ponteggi ancorati opportunamente alla struttura portante.

Anche per la chiesa di San Felice in Posta è stato realizzato un sistema a sostegno della facciata in grado di rispondere al suo possibile ribaltamento, così come per il campanile, sul quale si osservavano segni di cedimento.

Sempre a Posta, è stato importante l’intervento eseguito sulla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio che, una volta concluso, ha permesso la sua riapertura con ripresa delle attività di culto.

La messa in sicurezza del manto di copertura e della navata interna, mediante un’apposita rete di protezione che evita la caduta dall’alto di eventuali pianelle o coppi all’esterno, è stata realizzata per la Chiesa di San Biagio in Poggio Perugino. Anche il campanile è stato oggetto di opere provvisionali: per far fronte al suo dissesto è stato progettato un sistema di cerchiatura dei maschi murari al fine di garantire la stabilità dei suoi quattro archi.

L’intervento che è stato realizzato alla chiesa di San Giovenale in Roccasalli, invece, ha previsto la messa in sicurezza del campanile, che mostrava segni evidenti di estrema labilità, attraverso lo smontaggio controllato del manufatto in tutte le sue parti.

Una serie di interventi che rappresentano solo una frazione di quello che la Diocesi, grazie alla sua squadra di tecnici, sta riuscendo a fare; le realtà da affrontare in questo ambito sono ancora molteplici e si sta lavorando per arrivare a far fronte ad ognuna di esse.

Un convegno sugli interventi post-sisma svolti dall’Ufficio Tecnico della Diocesi di Rieti

Giovedì 30 maggio presso la Sala dei Cordari di Rieti si è svolto il seminario formativo “La progettazione nasce dalla conoscenza del danno del sisma” tenuto dal docente Massimo Mariani, ingegnere, architetto e componente del Consiglio del Centro Studi Cni.

Un evento che è stato uno delle undici tappe di un viaggio che percorre i luoghi d’Italia colpiti dai principali eventi sismici degli ultimi 110 anni.

Durante l’incontro si è discusso sulle tecniche adottate nel post-sisma per la messa in sicurezza degli edifici e sono stati illustrati i progetti realizzati dall’ufficio tecnico della Diocesi di Rieti in collaborazione con il professor Mariani. I progetti riguardano la chiesa di Sant’Andrea Apostolo in Configno, frazione di Amatrice, la chiesa del Santissimo Salvatore in Belmonte in Sabina e il Santuario di S. Giuseppe da Leonessa.

Le condizioni in cui versavano gli edifici, a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e successivi, hanno reso necessario un tempestivo intervento di messa in sicurezza che possa escludere ulteriori danneggiamenti.

La chiesa di Configno ad esempio, al momento post sisma, mostrava danni diffusi, che pregiudicavano notevolmente la capacità strutturale del manufatto: esternamente si potevano osservare espulsione di materiale dalle murature e lesioni diffuse, mentre internamente erano visibili crolli di pareti. A tal proposito l’obiettivo dell’intervento di messa in sicurezza è stato quello di circoscrivere l’edificio e il campanile con un ponteggio, collegato opportunamente alla struttura e cerchiato con funi di acciaio.

Anche per la chiesa di Belmonte in Sabina le condizione post-sisma erano precarie: l’edificio mostrava lesioni diffuse alle murature, sia interne che esterne, lesioni al soffitto a cassettoni sulla navata principale e al controsoffitto delle cappelle laterali. L’intervento principale era volto a evitare crollo di materiale dall’alto e salvaguardare l’incolumità delle persone. Ciò è stato è stato realizzato mediante l’apposizione di una rete in poliestere ancorata alla muratura portante mediante dei telai realizzati con ponteggi.

Per il santuario di San Giuseppe da Leonessa, edificio di valore storico e artistico sia per la sua complessità strutturale sia per la presenza di opere d’arte quali affreschi e dipinti, la situazione post-sisma presentava invece danni diffusi ai diversi elementi costruttivi: la cupola maggiore era interessata da dislocazione di stucchi e ornamenti; gli archi laterali così come la facciata principale e la facciata secondaria presentavano lesioni nelle parti sommitali; in prossimità dell’ingresso secondario erano visibili lesioni alla volta sovrastante mentre il campanile presentava lesioni alla base.

Molteplici gli interventi eseguiti: il primo intervento ha previsto la protezione della teca di San Giuseppe e il sostegno della cupola maggiore mediante una struttura unica opportunamente collegata all’edificio per soddisfare le esigente di protezione e sostegno; il secondo intervento consisteva nella messa in sicurezza della torre campanaria mediante elementi di sostegno interni ed esterni; il terzo intervento prevedeva la messa in sicurezza dell’ingresso secondario mediante una struttura a sostegno della volta in modo da permettere la realizzazione in un percorso secondario, più breve, per accedere all’interno della chiesa in prossimità del santo; il quarto intervento prevedeva la protezione delle lesioni sulla facciata principale mediante l’apposizione di una rete metallica a salvaguardare eventuale distacchi di intonaco.

Altri interventi sono tuttora in fase di progettazione e altri ancora in fase di approvazione.

Nei percorsi di memoria e identità collettiva si parla di ricordi legati alle nozze

Continuano gli incontri nelle comunità di Amatrice, Accumoli, Posta, Cittareale, Borbona e con gli ospiti del Rsa di Borbona per il progetto Memoria e Identità Collettiva.

Come sempre la serie di incontri è iniziata ad Amatrice con un pubblico adulto e nei giorni successivi gli appuntamenti si sono svolti anche negli altri comuni.

L’incontro di Amatrice si è aperto con un tema principale inerente i matrimoni ai tempi dei protagonisti presenti. Sono stati raccolti i racconti legati alle varie storie, utilizzando un variopinto cartellone: al centro un grande cartoncino raffigurante un’immagine caratteristica dei matrimoni e tutt’intorno tredici “nuvolette” da riempire con le storie e i passaggi salienti che hanno accompagnato il lieto evento.

Tuffi nella memoria dai parte dei partecipanti, i quali hanno ricordato con emozione quei tempi, dimostrandosi particolarmente felici per il tema trattato, occasione anche per brevi parentesi di battute e goliardia.

Al termine della giornata è stato proiettato un video amatoriale sugli incontri precedenti, per ripercorrere i bei momenti vissuti insieme in nome del ricordo.

A seguire la location degli incontri si è spostata nel comune di Accumoli, territorio dove il tema delle nozze ha riscosso lo stesso entusiasmo, con una finestra culturale aggiuntiva incentrata sul confronto tra il matrimonio in Italia e il matrimonio in Russia, a partire dalle origini di una delle partecipanti.

Il terzo giorno la serie di incontri ha visto come protagonisti le verdissime generazioni del comune di Posta: stavolta al posto della foto i bambini hanno realizzato un disegno della propria famiglia, descrivendo in breve il lavoro dei genitori, per poi divertirsi tutti insieme disegnando varie forme grazie ai colori a dita.