L’affetto dei cavalieri di Cascia

In occasione dei 5 anni dal terremoto, il 22 agosto i Cavalieri di Cascia hanno fatto il trekking a cavallo da Cascia ad Amatrice, portando in dono una statua di santa Rita. La statua, benedetta nella basilica di s.Rita, è stata consegnata al parroco nel sagrato della chiesa di Sant’Agostino, con la presenza della cittadinanza.

I cavalieri hanno fatto due giorni di viaggio per trasportare la statua e don Adolfo ci tiene a ringraziare: «Grazie per questo gesto che hanno fatto, vuol dire che in questo dolore non siamo soli, ci persone che pregano con noi ogni giorno per farci guarire da queste ferite. che il Signore, continui a darci la forza per mezzo di S. Rita da Cascia».

L’Orchestra Fiati “Insieme per gli Altri” in favore di Amatrice

Per non dimenticare e sostenere il Comune di Amatrice,  lOrchestra Fiati Insieme per gli Altri il giorno del 26 agosto alle ore 21.00 presso l’ Auditorium , si esibirà in un concerto  a sostegno della città.

Prima dellesibizione si terrà una toccante cerimonia di deposizione di una corona in ricordo  delle numerose vittime del sisma.


Levento è stato organizzato con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche (MC), e ha visto la fattiva e preziosa collaborazione in prima persona del Sindaco, Fabrizio Ciarapica.


Lorchestra Fiati Insieme per gli Altri”, al termine del concerto, farà dono di alcuni strumenti  musicali in favore della scuola di musica di Amatrice.


 Lorchestra Fiati Insieme per gli Altriè nata ad ottobre del 2019 per  volontà di Francesco Di Mauro (prima tromba) Andrea Mennichelli (direttore artistico),  Gianni Silvi ( presidente) Dario Matteucci ( Vice presidente) Angelo Sopranzi (consigliere) e ha tenuto il proprio battesimo a dicembre dello stesso anno. Unisce una cinquanta  appassionati musicisti che condividono l’esperienza del fare musica come elemento  aggregante, motivo di socializzazione e di partecipazione attiva al linguaggio dei suoni.


L’idea di fondo è quella di proporre buona musica esclusivamente a scopo benefico. musicisti che si esibiscono, infatti, non percepiscono alcun compenso e ad ogni concerto è  collegata una raccolta fondi in favore di associazioni di volontariato.


Sono già 30 i concerti allattivo che propone un repertorio ricco e variegato: dal Blues, al  Jazz e alle colonne sonore di famosi film, con omaggi a maestri del calibro di Astor Piazzola  ed Ennio Morricone, con la presenza di oltre 5.000 spettatori.


Riaperta a Nommisci la prima chiesa del territorio amatriciano

Lo scorso 18 dicembre erano state riconsegnate le campane e venerdì 13 agosto il loro suono ha rallegrato tutto il paese: finalmente riaperta la chiesa di San Pietro Apostolo a Nommisci. Gli interventi definitivi di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria effettuati sul tetto della chiesa e nella sagrestia insieme al consolidamento della vela campanaria e di porzioni di muratura, coordinati dall’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Rieti, hanno fatto sì che questa sia stata la prima chiesa del territorio amatriciano ad essere riaperta.

E c’erano proprio tutti alla celebrazione, dal signor Ottavio, con i suoi 98 anni, ai bambini che scorrazzavano nel cortile. Una festa che ha richiamato tutta la cittadinanza, ritornata nel paese di origine in occasione delle vacanze estive. «Siamo felici, quando manca solo qualche giorno al quinto anniversario del sisma, di poter condividere il frutto di collaborazione di tanti, pubblici e privati, in linea con lo stile che dobbiamo adoperare insieme. Questo è uno spazio privilegiato per fare tacere le parole umane e far risuonare quelle del Signore» ha detto il vescovo Domenico che è stato accompagnato nella celebrazione da don Savino D’ Amelio, don Luigi Aquilini e don Adolfo Izaguirre.

Di fronte alla tela con sant’Anna e Maria Bambina, don Domenico, recitando l’omelia, ha invitato a rivolgersi alle generazioni future con un occhio saldo al passato. «La nostra generazione è appiattita, la sensazione è che esista solo il presente, dimenticando quello che c’è alle nostre spalle e davanti. Se stiamo qui, però, è perché c’è stato un passato. Quello che noi oggi siamo è ciò che abbiamo ricevuto dai nostri genitori».

«Ripartire – ha continuato – è un atto di gratitudine a chi è venuto prima. Oggi, inoltre, rischiamo di perdere di vista anche il futuro. Solo attraverso il dialogo tra adulti e bambini in crescita si intuisce quello che è futuro, possibile solo se c’è rapporto. Dobbiamo avere gratitudine per chi ci ha preceduto e apertura verso coloro che vengono dopo di noi».

Dopo la benedizione, l’omaggio ai caduti davanti alla lapide affissa sul campanile che ricorda i defunti della Prima e della Seconda guerra mondiale. La festa si è conclusa con un rinfresco all’aperto. Tanto l’entusiasmo delle nonne che hanno accompagnato i nipoti, delle mamme e dei mariti. C’era anche Franco Gentile, il signore che a dicembre aveva salutato il ritorno delle campane con tanto affetto. Finalmente i loro rintocchi celebrano la vita.


Filetta: gli amatriciani sono tornati a festeggiare la loro patrona

«Oggi siamo in festa ed è duplice il motivo della nostra gioia e speranza» con queste parole don Savino D’Amelio ha aperto, domenica 16 maggio, la messa in onore della Madonna della Filetta, nello stesso giorno delle celebrazioni in onore dell’Ascensione. «Gesù, che ci coinvolge nel suo ascendere al cielo, ci ha donato il manifestarsi di Maria, che ha deciso di apparire nella conca amatriciana ad un’umile pastorella nel 1642. Questo è il dono più grande che la nostra comunità possa riconoscere da parte della Madonna perché è la garanzia della sua presenza».

Il terremoto prima, e il Covid poi, hanno totalmente stravolto questa sentita ricorrenza che si festeggiava con il pellegrinaggio verso il santuario della Madonna della Filetta, accompagnato dalle voci alternate degli uomini e donne che intonavano “Evviva Maria, Maria Evviva, Evviva Maria e chi la creò”. Se lo scorso anno la messa fu uno dei primi eventi post lock-down celebrati all’aperto, quest’anno, causa maltempo, la messa si è svolta all’interno del palazzetto dello sport di Amatrice, nel rispetto delle norme anti Covid.

Il coro c’era e la cittadinanza ha risposto numerosa. A guidare la liturgia, oltre a don Savino, erano presenti anche il vicario del vescovo, don Luigi Aquilini e don Adolfo Izaguirre, parroco di Amatrice. Non potendosi svolgere la tradizionale processione, i parroci hanno fatto sfilare la reliquia tra i fedeli cosicché ognuno, a distanza, potesse rivolgere la sua preghiera personale alla Madonna.

«Maria si è manifestata alla pastorella Chiarina Valente nell’umile segno di un cammeo, illuminato da un raggio di sole dopo un temporale. Questa è la dimostrazione che Dio non fa le cose per caso – ha detto don Savino durante l’omelia – ma ogni cosa ha un suo senso e sta a noi saper cogliere i segni che Egli pone nella nostra vita».

Rivelandosi come luce dopo la tempesta, Maria si configura quindi come la speranza che nasce dai momenti di difficoltà che, nel caso di questo territorio, possono ricollegarsi sia al sisma che alla pandemia. «Questi, non sono un castigo di Dio, perché Dio è buono sono, piuttosto, un richiamo a riflettere sul senso della nostra vita».

La celebrazione si è conclusa con il reliquiario che sfilava tra i fedeli scortato con cura don Savino, accompagnato dai canti tradizionali. Nei giorni precedenti però, don Adolfo, seppur con le limitazioni del caso, ha voluto mantenere vivo il rituale, esibendo la Madonna tra le diverse frazioni e aree Sae.

“Amatrice in cartolina”, un libro che racconta la storia attraverso le immagini

“Amatrice in cartolina”, un nuovo volume da aggiungere alla collana realizzata da Luigi Zaccheo e Luigi Sarallo. Il felice connubio nato tra immagini e storie messe in campo dai due autori ha dato vita a numerose pubblicazioni, sono infatti ormai venti i volumi realizzati dai due pontini tutti tesi alla valorizzazione dei beni artistici e monumentali. Gli autori inizialmente hanno preso in esame l’area territoriale della Provincia di Latina e ora con le ultime due pubblicazioni: “Amatrice in cartolina” e “Posta e Borbona in cartolina” si avventurano anche nel resto della Regione.

Luigi Sarallo, fotografo, con una passione innata per le immagini è uno dei più grandi collezionisti di cartoline d’Italia, ne raccoglie con meticolosità da molto tempo. Questa passione ha offerto lo spunto al fotografo di tracciare attraverso questi souvenir dei ritratti territoriali storici delle cittadine laziali, alle immagini si affiancano sempre i racconti e gli aneddoti culturali del Professor Luigi Zaccheo.

Sarallo dopo aver ripescato in lungo e largo immagini inedite dei paesi della provincia di Latina ha ampliato la sua collezione con gli altri “paesi in cartolina” nel Lazio e in occasione del drammatico sisma che colpì Amatrice, per una serata benefica dedicata alla raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite, organizzata dall’associazione Futura di Latina, proiettò su un maxi schermo una video narrazione con i suoi cimeli d’epoca che ritraevano i paesi prima della devastazione. Le cartoline raccontavano il passato di questi centri e colpirono molto gli ospiti della serata per questo motivo Luigi Zaccheo e Luigi Sarallo anche con l’intento di ricordare quanto il terremoto avesse portato via in termini artistici e culturali, hanno deciso di realizzare i due volumi Posta e Borbona.

L’ultima loro pubblicazione “Amatrice in cartolina”, edito a cura del Comune di Amatrice e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, si compone di 96 pagine. Nella prima parte del volume vengono ricordati i più importanti accadimenti storici, a partire alla nascita del comune e della sua precedente appartenenza al Regno di Napoli e la possibilità data ad Amatrice da parte degli Aragonesi di poter battere moneta. Ovviamente il testo accompagna il lettore per mezzo delle cartoline pubblicate, raffiguranti le immagini della città e del territorio limitrofo in un percorso intenso e realistico tra i monumenti, le abitazioni, le vie, i locali e gli scorci panoramici che il terribile terremoto del 2016 ha quasi del tutto cancellato.

L’ultima parte del libro è dedicata alla transumanza che i pastori di Amatrice hanno praticato per secoli. Anche questa pratica in alto I a copertina del libro in basso una cartolina d’epoca di Amatrice che si svolgeva nel periodo autunnale e invernale e che vedeva i transumanti muoversi nella Campagna Romana o in altre regioni e far ritorno ad Amatrice in primavera inoltrata, viene raccontata con delle rare cartoline che ritraggono le greggi in sosta nella piazze e nelle vie del comune in occasione di fiere.

Nel libro vengono ricordati anche tutti i monumenti e i maggiori palazzi del Comune, i sui personaggi illustri e anche i tanti terremoti che nel corso dei secoli hanno danneggiato gli edifici di Amatrice prima dell’ultimo terremoto del 24 agosto 2016 che si è rivelato uno dei più disastrosi. Gli autori hanno dedicato la loro ultima opera a tutti coloro che hanno sofferto e che hanno perso la vita nel terribile sisma di quattro anni fa.

Da Latina Oggi

Inaugurata la nuova sede dell’ufficio postale di Amatrice

Posta Italiane insieme al Sindaco della città Antonio Fontanella e alla Responsabile Piccoli Comuni della Regione Lazio Cristiana Avenali, ha presentato i nuovi locali presso il Centro Commerciale “Il Triangolo” con una piccola cerimonia d’inaugurazione, che si è svolta nel pieno rispetto delle distanze sociali e delle altre disposizioni di contenimento e di sicurezza individuali vigenti.

«Come Amministrazione – ha dichiarato il Sindaco Antonio Fontanella – siamo molto felici che l’Ufficio Postale ritrovi una posizione “centrale” rispetto alla quotidianità di Amatrice, concentrata, dopo il sisma, soprattutto nell’area dei due centri commerciali. Un sentito ringraziamento a Poste Italiane che ha raccolto le nostre richieste e ha reso i suoi servizi molto più fruibili per tutti i cittadini. Il percorso verso la normalità passa da tanti piccoli-grandi passi come questo».

Il nuovo Ufficio Postale di Amatrice è stato realizzato con l’utilizzo e l’applicazione delle più moderne tecnologie per coniugare sicurezza e qualità del servizio. Gli sportelli a disposizione dei cittadini sono polifunzionali, la sala consulenza dispone di personale qualificato per tutte le informazioni sui prodotti di risparmio e investimento offerti da Poste Italiane, lo sportello automatico “ATM Postamat” di nuova generazione è disponibile 24 ore al giorno per prelievi automatici di contante e molte altre operazioni.  A disposizione della clientela anche la connessione Wi-Fi gratuita alla quale si accede automaticamente con un’unica registrazione, quest’ultima valida in ogni area dove il servizio PosteWiFi è disponibile senza bisogno di autenticarsi nuovamente.
L’Ufficio é aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:20 alle 13.35 e il sabato dalle 8:20 alle 12:35.

L’inaugurazione dell’Ufficio di Amatrice, uno dei punti dell’Accordo sottoscritto a gennaio dello scorso anno da Regione Lazio, Poste italiane e Anci Lazio, conferma la tradizionale vicinanza di dell’Azienda al territorio e l’attenzione verso le esigenze delle comunità ed é un ulteriore tappa nel piano di interventi in favore dei piccoli Comuni italiani, con il potenziamento dei servizi postali e finanziari e con iniziative di pubblica utilità per contribuire allo sviluppo economico e sociale dei piccoli centri.

L’installazione temporanea “Emotional rescue” arriva ad Amatrice

L’installazione itinerante “Emotional rescue” è un progetto che si nutre di bellezza, ideato dall’artista tessile e designer Susanna Cati circa tre anni fa. Composto da oltre 300 fiori tessili realizzati a telaio –  la metà concorrono a formare le installazioni mentre altrettanti sono distribuiti tra i ‘rescuer’ – il progetto è interattivo e coinvolge il pubblico a diverso titolo, a seconda del contesto in cui viene allestito.

I fiori/modulo in cui è articolato sono autentici ‘cacciatori’ di bellezza – quella nascosta, quella vituperata, quella da scoprire, riscoprire, proteggere o salvare – e quella così prepotentemente palese da non poter distrarne lo sguardo. In questo viaggio sempre in fieri, domenica 27 settembre, “Emotional rescue” arriverà ad Amatrice, in una veste ‘interattiva’ da scoprire, con l’intento di sottolineare la commovente bellezza della natura dei Monti della Laga nell’affacciarsi dell’autunno e, soprattutto, di sollecitare un recupero di quel patrimonio di bellezza storica, artistica, culturale che il sisma ha fortemente danneggiato, nell’attesa di vederlo restituito alla comunità.

L’installazione sarà allestita, a cura di Monnalisa Salvati, nel parco del Villaggio Lo Scoiattolo, loc.Ponte Tre Occhi, Amatrice, domenica 27 settembre 2020, a partire dalle 11.30 del mattino fino al tramonto.

ingresso e partecipazione liberi

Info: mob. 347 177 6001 – www.susannacati.art

L’Area Food non riapre, i ristoratori: «Ci teniamo cauti»

Fase due e nuovo decreto su riaperture e spostamenti: ad Amatrice il settore della ristorazione si sta preparando per ripartire in tutta sicurezza. Dalla sanificazione dei locali al distanziamento sociale, sono molteplici le norme da rispettare come molteplici sono i punti di vista dei ristoratori. All’interno dell’Area Food c’è chi si è organizzato per fornire un servizio di asporto e chi, invece, posticiperà la riapertura.

Situazione in stallo

«Siamo in una fase in forse», afferma la titolare del ristorante Il Castagneto. «Non abbiamo riaperto il 18 perché la situazione non è chiara a causa dei numerosi decreti e non vorremmo incorrere incontro a sanzioni».

Intanto, però, già dal 4 maggio, l’attività fornisce un servizio di asporto.

«Lavoriamo con le persone del posto e, a pranzo, con gli operai delle ditte dei pochi cantieri che sono ripartiti. È un lavoro minimo, ma pur di non stare a casa, si fa».

Certo è che con la chiusura forzata, tutto il paese sta risentendo delle mancanza di turismo, soprattutto in vista della bella stagione. La speranza, almeno per ora, è quella di un allentamento dei divieti per gli spostamenti regionali, che permetterebbe ai proprietari delle seconde case di tornare.

Emergenze in contraddizione

Uno dei problemi più gravosi è, però, che non tutti i ristoranti dispongono di ampi spazi. Chi, ad esempio, riusciva a servire 20 coperti, con le nuove norme potrà servirne la metà, con una perdita
ingente di profitto. Per questo, alcune attività hanno deciso di prendersi ancora un po’ di tempo, rimandando la riapertura.

«Rimarremo chiusi fino al 1 giugno» racconta la proprietaria del ristorante La Conca. «Ci teniamo cauti e aspettiamo che questa prima fase di riapertura dia i primi segnali positivi per fare una stima e strutturare gli approvvigionamenti, ormai sospesi dall’8 marzo». La complessità della normativa, inoltre, non prende in considerazione la delicata situazione delle attività del luogo che, a causa del sisma, hanno già subito un dislocamento.

«Per noi la distanza dei tavoli è un problema – continua – perché dobbiamo procurarci un container dove riporre il materiale che dobbiamo togliere: dopo il terremoto non abbiamo più disponibilità di cantine o depositi. Per di più, l’impiego di divisori in plexiglass, oltre che oneroso, ridurrebbe ancora di più lo spazio».

Visto anche lo scarso numero di turisti, il ristorante non effettua nemmeno il servizio di asporto, rimandando a giugno tutte le decisioni.

Asporto e creatività

Spostandosi, invece, sulle rive del lago Scandarello, l’agriturismo Il Piccolo Lago si sta preparando per il servizio take-away. «Abbiamo sperimentato l’asporto con il camion cucina dopo il terremoto e ora faremo lo stesso con il ristorante» commenta la titolare. «La normativa sulla riapertura dei locali non è chiara: come eseguire le sanificazioni degli spazi e delle stoviglie e come mantenere la distanza? Non vogliamo incappare in sanzioni, per questo, al momento, riapriremo solo con l’asporto».

«L’idea è quella di creare un’esperienza di pic-nic in riva al lago, usufruendo degli ampi spazi all’aperto di cui disponiamo e che permettono di garantire la distanza di sicurezza».

Un primo segnale di ripartenza per questa attività che è chiusa dallo scorso dicembre per lavori di ampliamento. Testimonianze da cui emerge un quadro molto chiaro: l’effettiva difficoltà di attuazione delle norme del nuovo decreto unite alla mancanza di turismo, stanno mettendo a dura prova un territorio che da poco ha iniziato a rialzarsi.

Per questo, all’unanimità, i gestori dei ristoranti hanno avanzato l’opzione che il governo avrebbe dovuto pensare ad una normativa diversa per le zone terremotate, che tenesse conto di tutte le esigenze già presenti sul territorio.

 

Un gioiello da ricostruire. Ad Amatrice il convegno sulla chiesa di San Francesco

Un incontro importante quello di venerdì 28 febbraio, in cui, nella Sala Mensa del Polo del Gusto di Amatrice, il sindaco Antonio Fontanella, la Soprintendente Federica Di Napoli Rampolla e l’ingegnere Stefano Podestà hanno illustrato alla popolazione il progetto di recupero e di ricostruzione della chiesa di San Francesco.

«Per me è un onore essere qui e poter portare un piccolo contributo di rinascita per questo complesso monumentale che rappresenta il cuore di Amatrice», ha detto Podestà aprendo una presentazione basata sugli studi effettuati presso l’università di Genova. «Ho cercato di studiare la risposta sismica di questo manufatto nel giugno del 2016 per capire se saremmo stati in grado di proteggere questa chiesa dal terremoto che si è poi verificato nell’agosto dello stesso anno».

Per rispondere alla domanda «cosa fare?», l’ingegnere ha suggerito di partire dalla conoscenza: «conoscere come questo manufatto si è comportato, quali sono stati gli interventi di consolidamento effettuati negli ultimi 100 anni, quali trasformazioni storiche ha subito e tener conto della sequenza sismica porta, secondo la normativa tecnica, alla ricostruzione della chiesa».

Così, Podestà è passato alla descrizione dello stabile, sottolineandone la vulnerabilità a causa della conformazione dal comportamento non unitario. Ha spiegato poi gli interventi di pre-messa in sicurezza fino ad arrivare alla messa in sicurezza vera e propria che ha permesso di salvare ciò che è rimasto. «È necessario avere un progetto di ricostruzione e partire da una compartecipazione attiva tra comune, cittadinanza e ministero dei beni culturali» ha concluso, impegnandosi a consegnare il progetto entro giugno 2020.

A questo punto la parola è passata a Federica Di Napoli Rampolla, che ha descritto il recupero delle superfici pittoriche presenti all’interno della chiesa. «In tre pareti la superficie pittorica si è lacerata, ma è rimasta al novanta per cento. La situazione più grave è quella della parete caduta ma, anche in questo caso, non abbiamo lasciato nulla nel terreno». Proprio a tal proposito, la sopraintendente ha espresso la volontà di proporre un programma, già sperimentato nelle scuole, volto all’insegnamento della tecnica dell’affresco per avvicinare le persone adulte alla ricostruzione dei frammenti ritrovati.

Infine, con l’aiuto di Mario Nataletti e Paola Catalano, la Rampolla ha delineato l’impegno della soprintendenza su altre due opere: il recupero dell’altare del santuario della Madonna di Filetta e degli ossari. Operazione, quest’ultima, molto delicata per motivi etici, ma di rilevante importanza a causa delle informazioni di tipo biologico.

Paola Santarelli, della fondazione Dino ed Ernetsa Santarelli, che contribuisce alla ricerca storica e al recupero del valore artistico dei beni del Lazio, prima dell’intervento finale, ha lanciato, di sorpresa, un invito: promuovere un summit che parli di cultura e economia a livello internazionale.

E in chiusura Antonio Fontanella ha espresso l’augurio di un intervento ricostruttivo più celere. «L’impegno che abbiamo è quello di coniugare l’attenzione per il recupero delle nostre realtà storiche con l’esigenza di ricostruire in tempi più rapidi, perché le nostre famiglie sono ancora nelle Sae. Questo non significa che non dobbiamo recuperare i nostri elementi caratteristici, ma bisogna dare indicazioni ben precise per ricostruire in modo più veloce».

Inaugurata la Casa della Montagna. Amatrice ha una risorsa in più

Dopo la festa di fine lavori avvenuta lo scorso settembre, sabato 16 ottobre si è tenuta la cerimonia ufficiale per l’inaugurazione della Casa della Montagna di Amatrice. Centinaia di volontari Anpas e Cai, arrivati da tutta Italia, sono stati accolti insieme ai cittadini nel palazzetto dello sport della città, per un momento riservato ai saluti istituzionali prima del taglio del nastro.

«Sono veramente emozionato e felice di vivere questa giornata straordinaria», ha esordito Antonio Fontanella, sindaco di Amatrice, rivolgendosi in particolar modo ai volontari presenti. «L’inaugurazione della Casa della Montagna dimostra l’affetto e la solidarietà che tutti voi ci avete dato, per questo essa può essere considerata la casa degli italiani, come lo è Amatrice. Avete contributivo a sostenere la popolazione di questi territori e, oggi, la realizzazione di questo progetto ha un merito particolare perché ci aiuta a valorizzare l’unica ricchezza che ci è rimasta: quella ambientale».

Commosso anche l’intervento di Giampaolo Sorrentino, funzionario della Protezione Civile: «Questa mattina, arrivando, ho ripercorso le strade attraversate quando ero qui in emergenza. Ho visto tante cose che sono stare ripristinate e tante altre da sistemare, ma voglio ringraziare i volontari perché sono un elemento fondante di questo sistema. Oggi – ha affermato in conclusione – inauguriamo un altro fiore che nasce in un prato che di fiori dovrà essere pieno».

Alla presenza della moglie Anna Rita e dei figli Alessandro e Federico, è seguito un sentito ricordo di Egidio Pelagatti, volontario della Protezione Civile presente in prima persona in ogni evento tragico. In sua memoria è stata dedicata una stanza all’interno dalla Casa della Montagna.

La parola è passata poi al presidente della sezione Cai di Amtatrice, Franco Tanzi: «La Casa della Montagna è stata per molto tempo il sogno di un tentativo di rinascita. Oggi essa è diventata una promessa concreta, fatta di pietre e di sudore. Si realizza così qualcosa di tangibile per dare la speranza a chi crede nelle prorompesse e noi promettiamo che la Casa della Montagna sarà il cuore pulsante del suo territorio».

Affermazioni avvalorate dall’intervento del presidente generale Cai, Vincenzo Torti, che ha sottolineato come la realizzazione della Casa della Montagna  non voglia essere motivo di vanto, ma un mezzo per attirare su questi territori persone rispettose e amanti della montagna, arginando il fenomeno dall’abbandono.

Dopo che il sindaco ha comunicato la notizia inerente alla concessione, da parte della rRegione Lazio, di un finanziamento rilasciato al comune si Amatrice appositamente per i sentieri, l’ultima testimonianza è stata quella del prefetto di Rieti, Giuseppina Reggiani : «La vostra presenza colorata è la testimonianza della risorsa più preziosa che abbiamo: il volontariato. Le persone che dedicano gratuitamente il proprio tempo all’altro sono il senso di un grande sistema, il sistema Italia, che funziona grazie alla condivisione. Oggi siamo qui per  l’inaugurazione di una bellissima realtà, che sarà un luogo di aggregazione, perché non è sufficiente avere il desiderio di andare avanti ma bisogna avere luoghi in cui poter stare insieme e trovare il coraggio di andare avanti».

A questo punto, incurante della pioggia, la marea di giubbe arancioni si è recata presso la sede della Casa della Montagna dove, alla presenza delle autorità, è avvenuto il taglio del nastro. A partire da questo momento, Amatrice ha un punto di riferimento in più.