Sisma, Regione Lazio: approvati 67 interventi per i territori colpiti dal sisma

Con il raggiungimento del primo obiettivo stabilito nel Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr per i territori colpiti dagli eventi sismici del 2009 e del 2016, sono stati approvati nella Regione Lazio già lo scorso giugno 67 interventi nell’ambito della rigenerazione urbana, rifunzionalizzazione degli edifici pubblici, conservazione e fruizione dei beni culturali, impiantistica sportiva ed infrastrutture per circa 50 milioni di euro.

L’ufficio speciale per la ricostruzione Lazio ha ricevuto in questi giorni dalla struttura commissariale un’anticipazione del 30% del finanziamento complessivo, pari complessivamente ad euro 13.230.774, per consentire il pagamento delle attività di progettazione, l’approvazione del progetto per l’appalto e l’avvio delle procedure di affidamento degli interventi, coerentemente con la milestone del 30 giugno 2022 del Decreto MEF 15 luglio 2021.

Il rispetto delle tempistiche previste dal Piano nazionale complementare per le aree del sisma conferma la bontà del lavoro svolto dalle amministrazioni comunali e dall’ufficio speciale per ricostruzione Lazio, nel segno di un’attività che porterà al territorio regionale e in particolare a quello reatino, nuove possibilità di sviluppo e miglioramento della qualità della vita.

In particolare gli interventi del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR sono:

– 5.000.000 milioni di euro per la Rifunzionalizzazione degli edifici (sub-misura A2.1)

– 18.704.792 milioni per la Rigenerazione Urbana (sub-misura A3.1)

– 9.770.234 milioni per Progetti di conservazione e fruizione dei Beni Culturali (sub-misura A3.2)

– 4.999.955 milioni per Percorsi e cammini, impianti sportivi (sub-misura A3.3)

– 5.627.599 milioni per le Strade comunali (sub-misura A4.5)

Via a nuovi bandi nelle aree sisma per 455 milioni

Partono giovedì 15 settembre 2022, 8 nuovi bandi del Piano nazionale complementare NextAppennino, che mettono a disposizione altri 455 milioni di euro sotto forma di incentivi alle imprese che investono nelle aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016. I bandi riguardano gli investimenti di media dimensione, l’avvio, la crescita e gli investimenti innovativi delle micro, piccole e medie imprese e i progetti che riguardano la cultura, il turismo e lo sport, l’inclusione sociale.

L’intero pacchetto di incentivi riservato alle imprese vale circa 620 milioni di euro. Dal primo settembre è aperto il bando per i grandi progetti di investimento, per 80 milioni di euro complessivi,  che sta già registrando forte interesse da parte delle imprese, mentre il 30 settembre sarà avviato il bando per i progetti di partenariato pubblicoprivato, con altri 80 milioni disponibili e subito dopo il bando più piccolo, con 3 milioni di euro, per finanziare i progetti in ambito agrosilvopastorale.

Il 20 settembre aprirà poi il bando, aperto ai comuni, per il finanziamento, con 68 milioni di euro, delle nuove Comunità energetiche rinnovabili.

SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI

Tra i bandi che saranno aperti, il primo, relativo agli “Investimenti di media dimensione”, è dotato di 110 milioni di euro a supporto di programmi di sviluppo composti da uno o più progetti d’investimento, a carattere produttivo e ambientale, ai quali possono essere aggiunti anche progetti di ricerca e sviluppo. Nello stesso bando una linea di finanziamento di 10 milioni di euro è dedicata al “Ciclo delle macerie”, per finanziare gli investimenti per la trasformazione delle macerie in materie prime e seconde per l’edilizia, per la realizzazione di opere edili e stradali e di ripristino ambientale riducendo il volume da smaltire e attivando nuovi processi produttivi locali e nuove filiere produttive, attraverso il riuso e il riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. I termini per la presentazione dei progetti scadono il 14 ottobre. Il secondo bando finanzia con 100 milioni di euro l’”Avvio, crescita e rientro di microimprese”, per incentivare la nascita, lo sviluppo e la rilocalizzazione di iniziative microimprenditoriali o professionali, anche per favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità locale, l’attrazione di nuovi imprenditori ed il rientro di quelli già attivi nel territorio del sisma. Il bando sarà a sportello, con scadenza termini 14 ottobre, per le imprese che hanno avuto danni da sisma.

Per le altre la procedura è a graduatoria e chiude il 31 ottobre. Un altro bando riguarda gli “Investimenti innovativi delle PMI”, con una disponibilità di 58 milioni di euro per finanziare programmi innovativi di sviluppo aziendale, incentivando il sistema produttivo dei comuni dei due crateri anche attraverso consulenze specialistiche per supportare i processi di innovazione. Anche in questo bando la procedura e i termini sono distinti a seconda che il richiedente abbia avuto o meno un danno da terremoto. Nel caso li abbia avuti si procede prioritariamente a sportello, entro il 14 ottobre, mentre negli altri casi, si formerà una graduatoria e la domanda si potrà presentare entro il 31 ottobre. Il quarto bando finanzia con 40 milioni di euro l’“Avvio, crescita e rientro delle PMI”, e ha l’obiettivo di incentivare la nascita, lo sviluppo e la rilocalizzazione di iniziative di piccole e media impresa, anche per favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità locale, l’attrazione di nuovi imprenditori ed il rientro di quelli già attivi nel territorio del sisma. Anche in questo caso la procedura a sportello, per le imprese danneggiate dal sisma, si chiude entro il 14 ottobre, quella a graduatoria per tutte le altre entro il 31 ottobre.

SPORT, CULTURA, TERZO SETTORE E FILIERA AGROALIMENTARE

Ci sono poi altri tre bandi per settori specifici dell’economia locale, che vanno a rispondere a diverse esigenze del tessuto sociale e imprenditoriale. Il primo è quello per il “Sostegno a cultura, turismo, sport”, che con 60 milioni di euro sostiene le iniziative imprenditoriali per lo sviluppo e il consolidamento del settore culturale, creativo, turistico e sportivo, e anche del terzo settore.

Ci sono poi 47 milioni di euro per il bando “Economia circolare e filiere agroalimentari, che sostiene programmi di investimento finalizzati ad un utilizzo più razionale, efficace e sostenibile delle produzioni agricole, della selvicoltura, dell’allevamento e delle risorse naturali delle aree interessate, attraverso progetti modulari in grado di attivare, consolidare, modernizzare i processi di trasformazione e commercializzazione dei prodotti o di movimentazione e stoccaggio degli stessi. Questi due bandi prevedono una procedura a sportello prioritaria per le imprese che hanno avuto un ottobre, e una graduatoria per le altre, con scadenza il 31 ottobre.

Infine ci sono 40 milioni di euro per progetti di “Inclusione sociale, cooperazione e terzo settore” per promuovere la nascita, il consolidamento e la crescita di iniziative imprenditoriali da parte di imprese sociali, cooperative di comunità ed enti del terzo settore, così da favorire interventi per l’inclusione, l’innovazione sociale e il rilancio abitativo. La scadenza per partecipare a questo bando è il 31 ottobre

GLI ALTRI BANDI IN ARRIVO

Il bando per i progetti di “Partenariato speciale per la valorizzazione del patrimonio pubblico”, dal valore di 80 milioni di euro, apre invece il 30 settembre. Di prossima pubblicazione invece quello per il “Sostegno alla costituzione di associazioni agrosilvopastorali”, che ha a disposizione 3 milioni di euro. Sarà infine pubblicato il 20 settembre l’avviso per la costituzione di Comunità energetiche rinnovabili, per realizzare impianti di produzione di energia pulita e sistemi centralizzati di distribuzione e condivisione di energia e calore da fonti rinnovabili.

Possono presentare domanda sia gli enti pubblici che le amministrazioni pubbliche con una sede nei crateri 20092016, sia le comunità energetiche in via di costituzione, con almeno un ente pubblico o pubblica amministrazione all’interno. I progetti saranno valutati, sulla base di una serie di parametri oggettivi, da un apposito Comitato.

Ripensare alla ricostruzione materiale e sociale: anche Accumoli ha ricordato le sue vittime

Nel giorno dell’anniversario del sisma, anche la popolazione di Accumoli ha ricordato le vittime con una messa all’aperto nella piazza del nuovo centro abitato. Ad Accumoli, in cui sono venute a mancare 11 persone, la ricostruzione sembra essere ancora molto lenta, ma ci sono segni di positività.

«Dopo le vicende legate alla pandemia, all’aumento dei prezzi e alle difficoltà burocratiche, siamo finalmente dentro il bilancio dell’azione della ricostruzione» ha dichiarato l’assessore Claudio Di Berardino. «Con l’approvazione del piano straordinario della ricostruzione stiamo imboccando la strada della rinascita del centro storico il che non significa che stia andando tutto bene – ha continuato – ma ci dona lo stimolo per continuare a lavorare nella più stretta collaborazione istituzionale, pensando non solo alla ricostruzione materiale ma anche economica e sociale».

«Anche qui vogliamo dire grazie a quanti nell’immediato di quel tragico 24 agosto chi hanno dato una mano» ha esordito il vescovo Domenico in occasione della messa, che ha coinvolto la partecipazione della popolazione, delle istituzioni, del coro e dell’Accademia Vicino di Accumoli.

«Qui sembra di essere in un contesto ancora più marginale – ha proseguito don Domenico – in cui la domanda che sorge spontanea è: ad Accumoli accadrà mai qualcosa di nuovo?». La risposta viene letta attraverso le parole del Vangelo e, in particolare, tramite la figura di San Bartolomeo, che vacilla quando incontra Gesù. «Essere visto per Bartolomeo è qualcosa di coinvolgente e lo stesso avviene per noi: essere visti ci dà la forza e ci fa sentire non invisibili».

«In questi sei anni qui ad Accumoli siamo stai visti tante volte ed è importante che questo venga alla memoria per farci esercitare alla gratitudine. Non siamo stati invisibili ai primi soccorsi e alla tante persone che ci sono state vicine in questi anni, così come ci è stata vicina la presenza dei frati, che vivono tra di noi in pianta stabile». A questo punto il vescovo ha colto l’occasione per salutare fra Mimmo Semeraro, che a breve tornerà nella sua terra natia. «Percepire che siamo guardati da Dio è sinonimo di fede e noi lo abbiamo percepito anche attraverso lo sguardo di fra Mimmo che da camionista è diventato frate, ma qui con noi è tornato a fare il trasportatore di persone, mettendosi sempre a disposizione della comunità». Dopo averlo ringraziato, don Domenico ha annunciato ai fedeli l’arrivo di un nuovo frate che, insieme a padre Carmelo, continuerà per altri 3 anni l’opera pastorale.

Un momento di incontro per «contrastare lo scoraggiamento» come ricordato dal parroco, don Stanilsao Puzio e, come affermato dalla signora Michela «per ritrovarsi in memoria dei defunti, perché anche loro aspettano».

Alla fine della celebrazione un intramezzo musicale dell’Accademia Orchestrale Internazionale che, con il progetto “Accademia Vicino di Accumoli” del Dipartimento di Edilizia e Ambiente è stata premiata con il Premio di Stato Europa il 14 giugno 2022. «Stiamo facendo concerti itineranti da due settimane» ha spiegato Christian Hanus, responsabile generale del progetto. «La pandemia ci ha rallentato, ma siamo molto contenti di continuare a venire qui e speriamo di poterlo fare anche i prossimi anni, riuscendo a presentare altri progetti scientifici per la ricostruzione» ha concluso.

A sei anni dal sisma, il 2022 è l’anno della vera partenza della ricostruzione

Alla vigilia della ricorrenza del sesto anno dal sisma, con una visita riservata ai giornalisti, il Commissario Straordinario di Governo alla ricostruzione, Giovanni Legnini, accompagnato dal sub Commissario Fulvio Maria Soccodato, dall’Assessore Regionale Claudio Di Berardino, dal sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, dal vescovo di Rieti Domenico Pompili e dall’architetto Stefano Boeri, ha illustrato lo stato di avanzamento dei lavori dei cantieri dell’Istituto don Minozzi, del centro storico e dell’ospedale.

«Il senso di questo incontro – ha illustrato Legnini – è quello di far comprendere meglio lo sforzo enorme di enti pubblici e privati. Possiamo dire che dopo i primi 4 anni in cui non è accaduto nulla, ad oggi sono 485 i cantieri aperti di cui 156 conclusi. L’idea è che, dopo anni di fatica e di strada in salita, oggi siamo fiduciosi perché la costruzione della nuova nuova Amatrice è ripartita. I luoghi della distruzione ci ammoniscono, però, che occorre fare un percorso importante: raccontare agli italiani come sono stati impiegati i loro denari, stimolando la consapevolezza dello sforzo di un Paese intero».

Il vero anno della ripartenza, il 2022, segna l’alba di un nuovo giorno. Il sopralluogo si è aperto con la visita a quello che rappresenta il maggiore cantiere della ricostruzione privata, il rifacimento dell’Istututo don Minozzi, Casa Futuro. Con uno stato di lavori già avanzato, il progetto che riguarda una superficie di 17, 950 mq, si prefigge lo scopo di riproporre l’intuizione dell’architetto Arnaldo Foschini declinandola in quattro distinte corti: la corte delle Arti e dei Mestieri, la corte del Silenzio, la corte dell’Accoglienza e la corte Civica.

«Noi vogliamo che la vita del Don Minozzi torni ad essere pulsante», ha dichiarato l’architetto Boeri. «Stiamo ricostruendo una parte importante di Amatrice che, per sola estensione, equivale al centro storico. L’innovazione di questo cantiere – ha continuato – non è solo l’attenzione alla parte strutturale per garantire maggior sicurezza, ma anche l’uso delle macerie. I resti della vecchia struttura, infatti, saranno utilizzati sia per le superfici carrabili che per i pannelli delle facciate, secondo il principio di economia circolare. Si avvia, così, una rigenerazione che parte da sè stessa».

Don Savino D’Amelio, Superiore Generale della Famiglia dei Discepoli di Don Minozzi, ha sottolineato il dialogo che  il progetto ha mantenuto con l’idea del Foschini. «Le zone verdi, sono state ideate per riprendere l’antico come anello di congiunzione importante: chiunque abbia conosciuto il vecchio può ritrovarsi nel nuovo». Un nuovo che si apre ai giovani con la collaborazione dell’Università di Teramo e che è attento alla filiera agro-alimentare, grazie al supporto di Slow Food, ma che guarda anche all’accoglienza degli anziani che qui «hanno bisogno di vivere, non di morire».

La seconda area visitata è stata quella del centro di Amatrice. Sebbene sia ancora difficile delineare i confini di quelle che in passato erano le abitazioni, il Commissario ha stimato che, nell’arco dei prossimi 5 anni, i risultati della ricostruzione possano essere tangibili. La vera innovazione del progetto del centro storico sarà senz’altro quella dello Smart Tunnel.

«Il Tunnel sarà la spina dorsale della città, alla quale si collegheranno tutto l’abitato. Accoglierà tutti i sottoservizi, consentendo un facile accesso agli operatori. La raccolta delle acque piovane e il gas viaggeranno autonomamente. Questa è un’opera aggiuntiva che potrà garantire sviluppo nel tempo senza dover tornare a danneggiare la città» ha spiegato il sub Commissario Soccodato.

Infine, la presentazione del cantiere dell’ospedale di Amatrice, un progetto che, nel complesso, supera i 21 milioni di euro, sei dei quali provengono dal governo tedesco. «L’ospedale ospiterà 40 posti letto di cui 10 adibiti alla riabilitazione, secondo un’esplicita esigenza della popolazione. La struttura – ha concluso l’assessore Di Berardino – sarà conclusa in un paio d’anni e rappresenterà l’ospedale più avanzato dell’Appenino Centrale dal punto di vista tecnologico grazie all’uso della telemedicina».

Casa Futuro, progetto di condivisione e rigenerazione

A sei anni dal terremoto che alle ore 3:36 del 24 agosto 2016 ha tragicamente colpito il centro Italia, i segni della rinascita iniziano ad essere evidenti.

Ad Amatrice, il comune che ha registrato il maggior numero di vittime, un esempio di questa volontà di rigenerazione si trova in Casa Futuro, il progetto realizzato dallo Studio Boeri Architetti che la Diocesi di Rieti e l’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia stanno realizzando nell’area del complesso “Don Minozzi”.

Dalla posa della prima pietra, avvenuta il 15 ottobre 2021, il cantiere del più grande intervento di ricostruzione privata è tra quelli che procedono più speditamente. Dallo scorso autunno a oggi, tutte le opere di demolizione sono state completate. Era subito partito anche il lavoro di consolidamento e ristrutturazione dell’ex fattoria, oggi quasi completato.

Il progetto di ricostruzione del complesso si sviluppa attorno a quattro corti – ciascuna destinata ad una funzione specifica. In ordine di realizzazione avremo quindi la Corte dell’Accoglienza, la Corte del Silenzio, la Corte Civica e la Corte delle Arti e dei Mestieri. Sulla prima si sta lavorando anche in elevazione e si comincia a intuire la sagoma dell’edificio che abbraccerà la chiesa di Santa Maria. La parte più avanzata è quella più vicina e parallela alla strada, dove sarà ospitato il teatro. Procedono spediti anche i lavori per le fondazioni delle altre strutture e a breve verrà presentato il progetto per il recupero della chiesa, unico edificio per il quale è stata scelta la conservazione e il restauro.

Orientata secondo i principi della Laudato si’, l’architettura di Casa Futuro prevede un uso virtuoso delle macerie e delle terre di scavo e tiene conto della sostenibilità energetica e ambientale dei fabbricati, ad esempio attraverso un ampio uso di pannelli fotovoltaici e di una particolare attenzione al recupero e riciclo delle acque meteoriche.

L’esecuzione dei lavori è finanziata dall’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr) del Lazio con 48 milioni di euro. Alla realizzazione del progetto contribuiscono sia specifiche donazioni alla Diocesi di Rieti, sia realtà diverse come Banca Mediolanum e le Comunità Laudato si’, che attendono un centro di studi ambientali all’interno del complesso

Questa vocazione alla ricerca, e dunque ai giovani, sarà uno dei fili conduttori di Casa Futuro. Sono già avviati contatti con il Gran Sasso Science Institute per ospitare nella Corte dell’Accoglienza stage formativi per studenti di ogni parte d’Italia, che potranno approfondire il rapporto tra scienza, tecnologia e natura immersi nel suggestivo paesaggio dei Monti della Laga.

Anche per la Corte delle Arti e dei Mestieri si lavora alla costruzione di un percorso universitario: l’idea è di coinvolgere l’Università degli Studi di Teramo per il suo Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia e, insieme a Slow Food, ragionare sul tema della filiera agroalimentare e rafforzare la vocazione produttiva dei paesi del sisma.

L’attenzione ai giovani richiede anche dialogo tra le generazioni: oltre ad ospitare i Discepoli di Don Minozzi e le Ancelle del Signore, la Corte del Silenzio vedrà la presenza di una casa di riposo, anche in segno di continuità con l’ultima fase dell’esperienza dell’area prima del terremoto.

La Corte Civica, infine, sarà una vera e propria area dei beni comuni: oltre ad ospitare gli uffici amministrativi sarà dedicata alla memoria di Amatrice, alla sua arte e alla sua storia.

Con la sua particolare vocazione di servizio alla collettività, il progetto di Casa Futuro è un esempio virtuoso di sinergia tra la forza dello Stato e l’iniziativa privata ed esprime il potenziale attrattivo delle aree interne dell’Appennino centrale.

«La condivisione, fin dall’inizio, da parte di tutti gli attori e gli enti preposti, di un progetto ambizioso e bellissimo come quello della rigenerazione del Don Minozzi è stata l’energia positiva di questo cantiere. Non solo i lavori procedono con regolarità e nel pieno rispetto dei tempi previsti, ma il cantiere comincia a funzionare come un laboratorio a cielo aperto in cui, per esempio, le macerie vengono per quanto possibile riutilizzate per la costruzione delle superfici carrabili e calpestabili della Casa Futuro. Credo che la costruzione di Casa Futuro ad Amatrice, grazie al suo formidabile valore sociale e rigenerativo di un’economia e di un percorso formativo, potrà essere assunta come modello di ripartenza anche per l’intero Paese», dichiara l’architetto Stefano Boeri.

«Il cantiere di Casa Futuro è partito speditamente: ora va accompagnato e sostenuto e vanno realizzate le intese con i diversi soggetti culturali, economici e sociali che consentiranno di riempire di contenuti questi spazi», spiega il vescovo di Rieti, mons Domenico Pompili. «Ispirato alla Laudato si’ e pensato secondo una prospettiva unitaria, il progetto intende essere una forma concreta per tradurre la ricostruzione in rigenerazione, grazie all’attenzione ai giovani, agli anziani, all’economia e la cultura».

Si concretizzano le attività di ricostruzione post-sisma: riaperta la chiesa di Santa Rufina a Posta

Doppia festa, ieri pomeriggio, a Posta! Domenica 21 agosto, i cittadini si sono ritrovati per la riapertura della chiesa di Santa Rufina, situata nel cuore del comune dell’Alta Valle del Velino. La cerimonia di riconsegna, che ha richiamato anche i non residenti stabili, è stata altresì occasione per mostrare il restauro della tela di San Giuseppe da Leonessa.

«Per definizione la chiesa deve essere un luogo aperto – ha detto il vescovo Domenico – uno spazio in cui si ritrovano due cose che facciamo fatica a sperimentare: il silenzio per ascoltare Dio che parla al cuore e il dialogo che, invece, si rivolge a noi. Fuori, questo dialogo è interrotto da interessi contingenti, la chiesa è un’ area di dialogo con Dio e tra di noi, tutti coloro che entrano possono rinnovare la scelta di fede».

Varcare la soglia di un luogo dell’infanzia è stata un’emozione per tutti. E lo stupore si leggeva chiaro nei volti delle signore abbigliate a festa che, sbirciando dalla porta principale non hanno potuto trattenersi dall’esclamare «che spettacolo! Che meraviglia!». «Sono molto contento – ha dichiarato il signor Angelo – sono un frequentatore di questa chiesa, abito proprio qui davanti. Abbiamo lavorato tutti per renderla piacevole nella giornata di oggi, ma abbiamo ancora molto da fare per renderla ancora più bella!».

Anche il sindaco di Posta, Achille Pacifici, ha rivolto ai presenti un pensiero di riflessione: «Oggi è un’occasione particolare per diversi motivi. Di fatto, rivediamo aperto un luogo di culto molto importante per noi, che ci fa sentire comunità. In più, si è concluso il restauro del dipinto di San Giuseppe, santo a cui è rivolta una profonda devozione nei territori del comune di Posta, in particolare nelle frazione di Cerqua e Favischio, in cui il santo è stato eretto a patrono».

«Portare questa fascia – ha concluso – è un onere e un onore. Oggi la indosso sicuramente con onore perché, con questa riapertura, si stanno concretizzando le attività di ricostruzione post-terremoto e per questo dobbiamo essere grati anche al nostro vescovo che ci è stato accanto in ogni momento, rendendosi disponibile ad ogni richiesta».

Presenti alla cerimonia anche il sindaco di Borbona, Maria Antonietta di Gaspare e il vicesindaco di Leonessa, Simone Adone. In conclusione mons. Pompili ha ringraziato la giunta comunale attuale e passata per la collaborazione, fra Alessandro per il supporto musicale, il diacono Vincenzo e il parroco, don Ferruccio, che durante questi anni si è diviso tra 4 comunità parrocchiali «facendo pervenire la sua presenza e la sua dedizione a Dio con il suo tratto chiaro e delicato».

Rapporto sulla ricostruzione, presentati i dati dal Commissario Legnini

Dopo essersi sbloccata nel 2020, la ricostruzione nel centro Italia dopo i terremoti del 2016-2017 è entrata in una fase matura. Negli ultimi due anni ha fatto registrare un avanzamento importante, con l’apertura di 10 mila cantieri dell’edilizia privata, ed un’accelerazione molto significativa degli interventi pubblici, con 365 opere terminate ed altre 315 oggi in fase di cantiere.

«Risultati che solo un difficilissimo contesto esterno, segnato dalla pandemia, dall’esplosione dei prezzi, dalla saturazione del mercato edilizio, dalle conseguenze della guerra, ha impedito fossero ancora più consistenti», si legge nel Rapporto 2022, presentato oggi dal Commissario Straordinario Giovanni Legnini.

Il Rapporto fa il punto sullo stato di avanzamento della ricostruzione privata, di quella pubblica e della riparazione delle chiese e degli edifici di culto, proponendo per la prima volta anche un quadro completo del danno causato dal sisma di sei anni fa, pari nel complesso a 26,5 miliardi di euro, anche a livello dei singoli comuni.

Amatrice è il comune con i maggiori danni, per oltre 1,3 miliardi di euro, seguita da Camerino con 1,2 miliardi di danni, e da Norcia, con 1,1 miliardi.

Per la ricostruzione privata, nel complesso, si registravano a fine giugno scorso 22.700 richieste di contributo per 7,6 miliardi di euro, delle quali 14.234 approvate con 4,3 miliardi di contributi concessi. Le domande di contributo già avviate rappresentano il 45% di quelle attese in termini numerici ed il 39% in valore. Negli ultimi due anni le richieste sono raddoppiate e i contributi concessi triplicati. I cantieri privati completati sono 7.256, con la riconsegna alle famiglie di 16.520 singole unità immobiliari, il 92% di tipo residenziale e l’8% a carattere produttivo. I cantieri autorizzati oggi sono circa 7 mila.

Anche gli interventi pubblici, nonostante le difficoltà generali, registrano passi avanti importanti. La spesa effettiva, grazie anche alle procedure veloci delle Ordinanze speciali per i comuni più colpiti, è arrivata a luglio a 768 milioni di euro, rispetto ai 559 di fine 2021 e i 265 milioni di fine 2020. Nel giro di un anno, considerando anche i lavori sulle chiese, il numero dei cantieri pubblici chiusi è salito da 151 a 365. Quello dei cantieri aperti, 316, è raddoppiato, ed è destinato a crescere sensibilmente entro la fine del 2022, sia per l’avanzamento della programmazione, che oggi vede quasi un miliardo di interventi in fase di progettazione e sempre più vicini alla cantierizzazione, sia per l’avvio concreto, entro dicembre, dei 525 interventi previsti nel cratere da NextAppennino, il Fondo complementare al Pnrr per le aree sisma 2009 e 2016.

Non è irrealistico immaginare che, compatibilmente con le condizioni di mercato, che oggi restano difficili, si possano vedere all’opera entro sei mesi un migliaio di cantieri pubblici, e che si possa riprendere un ritmo di maggior crescita dei cantieri privati anche grazie al ritorno di interesse delle imprese e dei tecnici, di cui si vedono i primi segnali, che attualmente operano in numero insufficiente alla ricostruzione.

Il lavoro che resta da fare è ancora enorme. Si attendono altre 28 mila richieste di contributo da parte dei privati, occorre realizzare 4.300 interventi pubblici ed impostarne quasi altri 2 mila nuovi. Le nuove procedure e le semplificazioni introdotte garantiscono oggi un buon funzionamento della macchina della ricostruzione, come riconoscono anche le istituzioni internazionali che forniscono la provvista finanziaria alla ricostruzione e la stessa Corte dei Conti, ed un ulteriore passo avanti per consolidare e rendere più efficiente e veloce questo difficilissimo processo, potrà arrivare dal Testo Unico della ricostruzione privata, atteso ad ottobre, e dalla nuova piattaforma telematica per la gestione delle pratiche, che da gennaio 2023 sostituirà quella attuale, ormai obsoleta. Oggi, conclude il Rapporto, le risorse garantite da NextAppennino, 1 miliardo e 780 milioni, dei quali 700 sotto forma di incentivi ai nuovi investimenti delle imprese, possono rappresentare un ulteriore volano alla crescita e allo sviluppo dell’Appennino Centrale, oltre la ricostruzione materiale degli enormi danni causati dai terremoti.

Report Amatrice, i numeri della ricostruzione

Nuovo passo, dalla ripartenza allo sviluppo. Queste le parole d’ordine dell’incontro “Fase-2 della Ricostruzione, i dati, focus su Amatrice”, che si è svolto presso l’Auditorium della Laga, a cui hanno partecipato il commissario straordinario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti (in qualità di vice-commissario per la Ricostruzione), il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, Pippo Ciorra, curatore architettura del Maxxi, Fulvio Soccodato, sub-commissario Ricostruzione Sisma 2016 e i dirigenti Usr Margherita Gubinelli e Paolo Palmieri.

Presenti anche il vescovo di Rieti Domenico Pompili, l’assessore della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, il vice presidente della Camera di Commercio Leonardo Tosti e i sindaci di Leonessa, Posta, Accumoli e Borbona.

Di fronte a un pubblico numeroso, nel primo appuntamento della campagna informativa Amatrice-report (hasthag #amatriceriparte, #alzagliocchievediicantieri), sono stati illustrati i dati della ricostruzione pubblica e privata di Amatrice e delle sue frazioni.

15 opere pubbliche avviate per il centro-storico della città. Ricostruzione privata: 26 tra cantieri operativi (4), decretati (6), in progettazione esecutiva (3), in definizione architettonica (8), in configurazione progettuale (6). Numeri che fanno sperare.

Quanto prima sarà varato un super-coordinamento tra istituzioni, Amministrazione e tecnici che velocizzerà la cantierizzazione dell’intero centro storico, facendo da volano al laboratorio che ha già svolto un’importante azione di controllo e pianificazione della ricostruzione.

Subito dopo l’incontro, il sovraintendente Paolo Iannelli ha guidato istituzioni e giornalisti al cantiere aperto della Torre Civica, simbolo storico di Amatrice e segno di rinascita.

«Sono estremamente orgoglioso di questo processo ricostruttivo – ha dichiarato il sindaco Giorgio Cortellesi – ormai possiamo parlare di una nuova stagione, dopo i problemi tecnici, pratici e politici che abbiamo dovuto affrontare e governare. I primi cantieri hanno gestito l’emergenza, i secondi la programmazione, ora riguardano il futuro. Da oggi in poi, chi non partecipa alla nostra campagna informativa perde un’occasione per conoscere la realtà. Dopo di che le polemiche degli assenti, sono inutili e pretestuose».

I prossimi appuntamenti della campagna “Amatrice-report” saranno: il 19 agosto, la presentazione del Rapporto 2022 del Commissario (in video conferenza), il 20 agosto, “i 10 punti per lo sviluppo di Amatrice, il 23 agosto, visita guidata ai nuovi cantieri, il 5 ottobre, illustrazione dei progetti del Maxxi (“La cultura della Ricostruzione, la Ricostruzione con la cultura”), e il 13 ottobre, Focus sulle frazioni.

Al via la campagna di informazione “Amatrice-report”

In vista del prossimo 24 agosto, anniversario del terremoto, ad Amatrice si terranno incontri per documentare ai cittadini e agli italiani, l’avanzamento dei cantieri pubblici e privati e le politiche mirate allo sviluppo economico del territorio. Ricostruzione e ripartenza sono le parole d’ordine della campagna. Un’“operazione-trasparenza”, frutto della collaborazione virtuosa tra istituzioni: Comune, struttura commissariale, Regione Lazio, Maxxi e altri soggetti.

«Agosto, oltre al momento del dolore e del ricordo – ha dichiarato il sindaco Giorgio Cortellesi – sarà il mese del grande report nazionale con dati, numeri e progetti per il futuro».

Inaugurando la campagna il sindaco ha scritto una lettera-aperta agli italiani e ai suoi cittadini.

 Lettera agli italiani, agli amatriciani

Ai tanti visitatori, ai giornalisti, agli esperti, ai cittadini che verranno a trovarci questa estate, in occasione dell’anniversario del terremoto, o per semplice vacanza, gita turistica, chiedo una sola cosa: alzate lo sguardo e vedrete un importante cambiamento rispetto al passato: non più solo macerie, ma cantieri attivi, gru in movimento, operai e tecnici al lavoro. Vita che riprende a pulsare.

I numeri parlano chiaro. Ricostruzione pubblica: nel centro-storico, 8 cantieri attivi. Ricostruzione privata (centro storico): 6 cantieri avviati (2 operativi e 4 approvati). Frazioni: 332 cantieri attivati.

Ad Amatrice c’è un cartello, in prossimità del primo centro commerciale, che dice “la città degli italiani”. E infatti, gli italiani dopo il terremoto che ci ha devastati, sono stati generosi, sono stati molto vicini, ci hanno abbracciato, ci hanno sommerso di aiuti, sostegni, donazioni. E per questo non finiremo mai di ringraziare tutte le istituzioni, le associazioni, il mondo del volontariato, la Protezione Civile, i cittadini, e anche gli attori, gli sportivi, gli artisti, che si sono impegnati in una grande e commovente azione concreta di solidarietà. E a questi italiani vogliamo parlare, visto che il 24 agosto si avvicina. Quel giorno sarà ancora una volta, come sempre, il giorno del ricordo, della memoria. Faremo silenzio. E sarà il nostro silenzio. Nessuno potrà togliercelo. Ma quello che non vogliamo è che quella data, si possa trasformare in un’occasione per stucchevoli passerelle e strumentalizzazioni. Noi non siamo in campagna elettorale e non dobbiamo intestarci vittorie a tutti costi, non è quello il nostro stile.

Ma prima e dopo abbiamo il dovere di parlare, raccontare il nostro lavoro, e i fatti compiuti: rendere pubblico ciò che stiamo facendo e ciò che abbiamo avviato per far rinascere, ripartire una città, la nostra, sia come cantieri, attività mirate allo sviluppo e al ripopolamento della nostra terra.

Perché Amatrice è anche e soprattutto la città degli amatriciani, la città con le sue 69 frazioni, la città di chi ha resistito, di chi c’è e di chi vorrà esserci. Per questo intendiamo far sì che torni ad essere un posto dove vivere bene, investire, mettere su famiglia. Insomma, capace di programmare il futuro. Una città all’altezza della sua bellezza, della sua storia, cultura, delle sue risorse naturali, paesaggistiche, delle sue potenzialità. Da quando ci siamo insediati abbiamo sempre avuto una stella polare, un grande obiettivo da perseguire: Amatrice da luogo del dolore a luogo della rinascita. E abbiamo sempre detto che la ricostruzione oltre a essere fisica, deve essere morale, culturale, sociale. E ciò implica un faticoso quanto fecondo, salto di qualità a 360 gradi: tradotto, vuol dire, cambio di passo. Un cambiamento che presuppone una condizione: ognuno deve fare la sua parte: amministrazione, istituzioni, cittadini, associazioni. Come stiamo facendo noi, lavorando fianco a fianco con la struttura commissariale, la regione, il Maxxi e tanti altri soggetti e associazioni. Tutti con un progetto, una strategia, un sogno condiviso.

Abbiamo varato una grande CAMPAGNA DI INFORMAZIONE, un REPORT sullo stato dell’arte della ricostruzione, dei progetti in cantiere e sugli investimenti fatti. Lo abbiamo chiamato “Amatrice-report” (hashtag #alzagliocchievediicantieri, #amatriceriparte). Con un messaggio: NON DIMENTICARE, BASTA ASPETTARE, LA RINASCITA E’ ORA. Siamo mossi da una consapevolezza, proprio in vista del 24 agosto: non bisogna mai scordare le nostre vittime, proprio per loro dobbiamo essere uniti, abbandonando sterili divisioni, i cittadini veri eroi del quotidiano che sono rimasti, hanno il diritto di sapere e di conoscere i numeri e i dati del processo ricostruttivo.

Un abbraccio a tutti, Giorgio Cortellesi sindaco di Amatrice.

Il programma delle attività di agosto. AMATRICE-REPORT

11 AGOSTO: DATI RICOSTRUZIONE REPORT LAZIO-AMATRICE e visita ai cantieri dei giornalisti;

18 AGOSTO: presentazione Rapporto 2022 del Commissario a Roma in videoconferenza;

20 AGOSTO: REPORT POPOLAZIONE A CURA DEL COMUNE: DALLA RICOSTRUZIONE ALLA RIPARTENZA. I DIECI PUNTI PER LO SVILUPPO;

23 AGOSTO: Visita ai cantieri dei giornalisti

Foto Comune di Amatrice

Torre Civica di Amatrice, partiti i lavori di consolidamento e restauro

Lunedì 1 agosto 2022 sono partiti i lavori di miglioramento sismico, consolidamento e restauro che in circa 8 mesi restituiranno la Torre Civica di Amatrice al suo territorio.

Posta all’incrocio tra le due direttrici principali del paese, via Roma e Corso Umberto è da sempre un elemento cardine del sistema urbano storico di Amatrice.

Danneggiata solo in parte dal sisma con il crollo della cella campanaria e divenuta simbolo del terremoto del 24 agosto del 2016, rappresenta oggi, con il suo cantiere, un ulteriore segno concreto di ripartenza. Il progetto, elaborato da un RTP con mandataria lo studio SM Ingegneria s.r.l. del prof. Claudio Modena, finalizzato al miglioramento della risposta sismica delle strutture e alla ricostituzione delle parti andate distrutte dal sisma, è al contempo rispettoso dei plurimi significati storici-tradizionali che da sempre la Torre incarna.

Questo intervento restituirà la Torre Civica nella sua “immagine storica tradizionale” e nella sua piena funzionalità, riconsegnando alla comunità il tratto distintivo del suono delle sue campane per continuare ad essere negli anni il simbolo della comunità amatriciana.

La prima attività sarà quella dello smontaggio delle opere provvisionali che hanno tenuto ingabbiata la torre in questi anni permettendogli di rimanere in piedi, dell’allestimento del ponteggio che consentirà il completamento delle indagini conoscitive, lo smontaggio dei presidi di sicurezza interni e quindi il successivo miglioramento sismico della Torre, la ricostruzione della cella campanaria ed il restauro delle superfici murarie e dell’orologio.

L’intervento è attuato ed interamente finanziato dal Ministero della Cultura per un importo di 500 mila euro.

Foto ufficio stampa Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016.