Sisma 2016, Castelli: passare dalla ridefinizione delle norme ai cantieri

La ricostruzione fisica deve essere sempre abbinata alla rigenerazione economica e sociale dei territori colpiti dal sisma.

Questo principio, che ha originato gli importanti stanziamenti del Fondo complementare destinate alla rigenerazione socioeconomica del cratere 2016, deve trovare continuità ed essere possibilmente rafforzato. Dopo un lungo lavoro effettuato dalla Cabina di Coordinamento per il riordino normativo della disciplina di settore, è tempo di passare alla fase attuativa della ricostruzione che, ad oggi dopo più di 6 anni, ha raggiunto una percentuale di avanzamento pari a circa il 12% del totale stimato.

Dalla norma ai cantieri: questa una possibile sintesi dell’impegno che la struttura commissariale è chiamata ad assolvere nei prossimi anni.
È quanto ha detto oggi in Commissione Ambiente del Senato il senatore Guido Castelli ascoltato sul decreto, in corso di conversione, con il quale a inizio anno è stato nominato Commissario straordinario di governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e lo sviluppo economico dei territori colpiti dal sisma del 2016.

Castelli ha anticipato alla Commissione la presentazione di un pacchetto di emendamenti al testo del decreto che puntano alla stabilizzazione del personale degli Uffici Speciali della Ricostruzione e dei Comuni, ad un’ulteriore semplificazione delle norme sulla ricostruzione e ad un aggiornamento della Legge sul sisma, il decreto 189 del 2016, per allinearlo alle più recenti innovazioni normative, a cominciare dal nuovo Codice degli Appalti.

«C’è ancora moltissimo lavoro da fare per la ricostruzione nelle quattro regioni colpite dal sisma, basti pensare che la stima complessiva dei costi necessari per il ripristino del patrimonio lesionato da una delle più devastanti sequenze sismiche della storia repubblicana oscilla trai 26 e 28 miliardi di euro», ha detto Castelli, indicando tre priorità, la ricostruzione pubblica, ancora tutta da realizzare, le problematiche che riguardano i borghi più devastati, la ricostruzione degli edifici con i danni più gravi”, e i principali ostacoli da superare.

Tra questi, il primo è legato alla difficoltà di cessione dei crediti del 110% sulle ristrutturazioni edilizie, che nella ricostruzione post sisma possono essere attivati per coprire le spese eccedenti il contributo pubblico.

«E’ un problema molto complesso, che cercheremo di risolvere attivando azioni specifiche su cui stiamo lavorando», ha detto Castelli sottolineando che tra le ipotesi di lavoro, sulla quale sono già state avviate interlocuzioni, c’è quella di un fondo che possa offrire una garanzia pubblica sui crediti acquisiti dai proprietari oppure un meccanismo dedicato che possa favorire nel solo cratere e fino al 2025 le cessioni del credito».

Il Commissario Castelli dà il via alla piattaforma Gedisi per la ricostruzione

Conclusa la migrazione dal vecchio sistema informatico, la nuova piattaforma per la ricostruzione privata post sisma 2016 Gedisi è pronta al debutto.

Realizzata ex novo dai tecnici della Struttura commissariale e da Fintecna, avvalendosi di società esterne e delle migliori tecnologie informatiche, e del contributo degli Uffici Speciali della ricostruzione regionali e della Rete delle Professioni tecniche, Gedisi sarà il portale di accesso per i professionisti ed i cittadini alle procedure per ottenere il contributo sisma, ma anche un prezioso strumento di monitoraggio della ricostruzione privata.

La vecchia piattaforma Mude resta attiva per la sola consultazione dei dati contenuti. “L’avvio di questo nuovo strumento, sicuramente molto più moderno ed efficiente, che consentirà ai professionisti di inoltrare i progetti e gestire le richieste di contributo ed i lavori in modo molto semplice e intuitivo, è un passaggio importante della ricostruzione post sisma 2016.

Si tratta di un sistema completamente nuovo, accessibile dal web senza vincoli sui device. Ci sarà bisogno di un adattamento da parte dei tanti operatori della ricostruzione, ma stiamo attivando tutti gli accorgimenti possibili per garantire un affiancamento efficace” ha detto il Commissario Straordinario, Sen. Guido Castelli, che sabato ha dedicato proprio all’avvio della piattaforma la prima riunione operativa di lavoro.

Lunedì 16 gennaio sono stati messi a disposizione degli utenti il Manuale di utilizzo, le video pillole sui passaggi più importanti della procedura, ed è in corso un test finale da parte dei professionisti, con i quali si è definito un percorso di seminari e webinar, il primo dei quali si terrà il 27 gennaio. Sulla stessa Gedisi e sul sito istituzionale della ricostruzione, www.sisma2016.gov.it è stata attivata un’apposita sezione che raccoglie tutte le informazioni e le guide operative per l’utilizzo della nuova piattaforma.

«Si entra in una nuova fase della ricostruzione, che diventa più semplice ed attraente per le imprese ed i professionisti, anche al di fuori del cratere», ha sottolineato il Commissario Castelli.

La piattaforma ha integrato in un unico “cassetto” molte informazioni essenziali contenute nell’Anagrafe antimafia delle imprese esecutrici, nell’Elenco dei professionisti abilitati, nella banca dati contratti, limitando la necessità di intervento operativo da parte degli utilizzatori, e garantendo una maggiore accuratezza dei dati finali grazie ai controlli automatici implementati nella procedura.

Il Commissario Castelli ha già indicato che a breve pianificherà una seconda riunione tecnica per individuare gli step successivi di integrazione ed evoluzione della piattaforma per semplificare e agevolare il monitoraggio della ricostruzione privata.

Foto Facebook Guido Castelli

Prima visita nei luoghi del sisma del nuovo Commissario Guido Castelli

Prima visita ad Amatrice del nuovo Commissario per la Ricostruzione Sisma Guido Castelli, che ha sostituito Giovanni Legnini.
In un’atmosfera di fattiva collaborazione si è svolta ieri una riunione conoscitiva e preparatoria delle nuove attività legate alla ricostruzione, cui hanno partecipato il sindaco Giorgio Cortellesi, il vice sindaco Roberto Serafini, i consiglieri Alfonso Bucci, Giorgio Nibbi e Fabio D’Angelo. Il capogruppo Luca Poli e l’assessore Alessio di Fabio hanno portato il loro saluto, augurando buon lavoro al neo-commissario. Per la macchina amministrativa presente anche il responsabile del settore economico e finanziario del Comune Daniele Mitolo.
Oggetto del confronto, le varie problematiche da risolvere, da correggere, completare e nello stesso tempo, l’individuazione di una prima cornice generale per omogeneizzare e semplificare i processi normativi e tecnici, ritenuti prioritari per tutta l’area del Cratere.
«Abbiamo parlato di Sae, dipendenti comunali da stabilizzare, delocalizzazioni private, modalità dei rimborsi alle imprese, passaggi di proprietà delle attività commerciali, interventi pubblici da mettere a terra, di gare e appalti per concretizzare i fondi stanziati dalla struttura commissariale per le infrastrutture – ha commentato il sindaco – ma soprattutto è emersa l’esigenza di istituzionalizzare una struttura operativa di affiancamento e supporto relativa ai piccoli comuni per accelerare le procedure».
«Sono contento dell’incontro – ha sottolineato Cortellesi – una conferma per noi. Ho trovato nel nuovo commissario Castelli un uomo preparato, con capacità di ascolto e di risposta alle tematiche che ci riguardano. Amatrice deve essere il simbolo della ripartenza nazionale».

Guido Castelli nuovo Commissario straordinario ricostruzione post-sisma

«Ho appreso della decisione del Governo di nominare il Sen. Guido Castelli come Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post-sisma nelle quattro Regioni del Centro Italia – afferma Giovanni Legnini. A lui vanno i miei auguri di buon lavoro, insieme alla piena disponibilità a favorire un ordinato passaggio di consegne. Ho esercitato la funzione commissariale per 34 mesi con totale dedizione, passione ed imparzialità, sempre avendo a mente la sofferenza delle persone e delle imprese colpite dai terremoti del 2016-2017. I loro diritti e il dovere delle istituzioni di contribuire a restituire alle comunità dell’Appennino Centrale condizioni di vita normali, in territori bellissimi ma feriti, con l’obiettivo di migliorarle nel segno della sicurezza e della sostenibilità, hanno rappresentato la motivazione più profonda del mio impegno.

La ricostruzione del Centro Italia oggi si presenta molto cambiata rispetto a tre anni fa. Abbiamo varato importanti semplificazioni ed innovazioni normative, tra le quali il Testo unico della ricostruzione privata. Negli ultimi tre anni, nonostante i numerosi ostacoli ed emergenze, sono state presentate 15 mila domande di contributo per la ricostruzione, sono stati approvati e finanziati oltre 10 mila cantieri privati, e anche la ricostruzione pubblica, dove contiamo centinaia di cantieri aperti e oltre mille prossimi all’apertura, è ben avviata. Molti altri interventi pubblici aggiuntivi sono programmati, ed il Piano complementare al Pnrr per le aree sisma, in avanzata fase di attuazione, favorirà lo sviluppo dei territori colpiti, fornendo risorse per le imprese e le infrastrutture materiali e immateriali, come la rete integrata di ricerca degli atenei del cratere, che porterà alla creazione di quattro poli universitari di eccellenza nelle quattro regioni, che è stata finalizzata in questi ultimi giorni – dichiara Giovanni Legnini -. Dei risultati del mio mandato e delle attività della struttura, i cui componenti ringrazio uno per uno, darò conto nei prossimi giorni con il Rapporto sulla ricostruzione, con il quale periodicamente abbiamo comunicato con trasparenza l’andamento della ricostruzione, con dati e informazioni puntuali.

Desidero ringraziare per il sostegno, la stima e l’affetto, e per la fattiva collaborazione sempre assicurata nel perseguimento degli obiettivi condivisi, la grande comunità della ricostruzione: i cittadini e le loro associazioni e comitati, le Regioni e i loro Uffici speciali, i Sindaci e gli Uffici sisma, i tecnici, le imprese e le loro associazioni di categoria, i sindacati, le Diocesi.

Il lavoro da fare è ancora tanto e diverse sono le difficoltà da superare, gran parte delle quali dovute alla congiuntura del mercato dell’edilizia. Ed è anche per questo che voglio formulare i migliori auguri di buon lavoro a tutti coloro che saranno impegnati per il successo di questa ricostruzione, una delle più difficili degli ultimi decenni. Da parte mia continuerò a garantire lo stesso impegno, dedizione e la massima attenzione ai diritti dei cittadini e alla sicurezza degli edifici e del territorio nella ricostruzione di Ischia, mettendo a frutto le positive esperienze che abbiamo maturato in Centro Italia».

Gli auguri al nuovo commissario anche da parte del sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi. «Apprendo con soddisfazione della nomina di Guido Castelli a Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma. Si tratta di una scelta importante da parte del Governo che individua in Guido una persona autorevole, capace, legata al territorio e dedita al servizio delle comunità locali. Guido Castelli, tanto nell’attività professionale quanto nei ruoli di rappresentanza amministrativa e politica, ha sempre prodotto risultati importanti e sono certo che sia la figura giusta per imprimere la necessaria e attesa accelerazione alla ricostruzione, fisica, economica e sociale, delle aree del cratere del centro Italia. Colgo l’occasione per ringraziare il Commissario uscente Giovanni Legnini con il quale abbiamo collaborato in maniera proficua».

«Voglio fare i miei migliori auguri di buon lavoro a Guido Castelli, il nuovo commissario per la Ricostruzione» dichiara il presidente della provincia di Rieti, Mariano Calisse. «Sono certo che avrà a cuore il nostro territorio, martoriato dalla tragedia del sisma e che ancora stenta a ripartire, nonostante siano passati più di sei anni. Conto nel suo lavoro per vedere i borghi di Amatrice e Accumoli risplendere di nuovo».

 

 

 

NextAppennino: chiusi i bandi per le imprese, presentati 2.540 progetti per 2,3 miliardi

Si sono chiusi con risultati superiori ad ogni aspettativa i bandi del programma NextAppennino destinati alle imprese dei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016. A fronte di 615 milioni di agevolazioni messe a disposizione, tra contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, sono stati presentati 2.541 nuovi progetti d’investimento da parte delle imprese, per un valore di 2,3 miliardi di euro ed agevolazioni richieste pari a 1,5 miliardi (875 milioni in più rispetto alle risorse disponibili).

Tra i progetti presentati, ben 744 riguardano l’avvio di nuove micro e piccole imprese. Le agevolazioni richieste provengono per il 79,3% dal cratere sisma 2016 (60% Marche, 16% Lazio,
14% Abruzzo, 10% Umbria), e per il restante 22,7% dal cratere 2009 dell’Abruzzo.

«La risposta delle imprese, del terzo settore e degli enti locali alle opportunità offerte dai bandi di NextAppennino è stata molto importante. È un segno tangibile della vitalità del sistema produttivo, che ha fiducia nel processo di ricostruzione, crede nella possibilità di un nuovo sviluppo e vuole investire in questi territori», ha detto il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, presidente della Cabina di Coordinamento integrata che gestisce i fondi di NextAppennino.

«Procederemo nei tempi previsti all’assegnazione delle risorse disponibili alle imprese, sulla base delle decisioni dei Comitati di Valutazione, dove sono rappresentate anche le Regioni e l’Anci, ma è evidente ha aggiunto Legnini – che non potremo finanziare tutti gli interventi che ci sono stati proposti. Valuteremo, con i presidenti delle Regioni interessate, l’opportunità di chiedere ulteriori risorse al Governo».

«Il risultato quantitativo è veramente incoraggiante – ha detto il Coordinatore della Struttura di Missione sisma 2009 Consigliere Carlo Presenti –. Anche dal Cratere 2009 sono arrivate moltissime domande su tutte le linee di finanziamento. Adesso ci aspetta un grande lavoro nei Comitati di valutazione e speriamo che anche la qualità dei progetti sia all’altezza delle nostre aspettative».

Per i medi e grandi investimenti da realizzare attraverso i Contratti di sviluppo sono giunti 100 progetti (15 per i progetti da oltre 20 milioni di euro) di investimento per 1,1 miliardi di euro, con
la richiesta di agevolazioni per 592 milioni (266,5 per i grandi progetti) a fronte di risorse disponibili pari a 190 milioni.

Richieste doppie rispetto alle somme stanziate anche per i bandi riservati all’avvio e lo sviluppodelle micro, piccole e medie imprese, e ai loro investimenti innovativi. A fronte di 198 milioni di agevolazioni le richieste, quasi 2 mila, sono state pari a 433 milioni (653 milioni di euro l’investimento complessivo previsto).

Stessa situazione per il bando che prevede 60 milioni di incentivi per le imprese turistiche, culturali e sportive: sono giunte 205 domande per un investimento complessivo di 132 milioni di euro ed una richiesta di 101 milioni di agevolazioni (rispetto ai 60 stanziati). Per le iniziative di partenariato pubblico-privato, con un bando che stanzia 80 milioni per finanziare interamente i nuovi progetti, le richieste sono state 131, per 311 milioni di incentivi a fronte di 321 milioni di investimento complessivo.

Per i due bandi relativi ai progetti per l’economia sociale e le cooperative di comunità, e per l’economia circolare, le filiere agroalimentari ed il ciclo del legno, che prevedono 87 milioni di euro, le richieste sono state invece leggermente inferiori alle disponibilità, pari a 21,8 milioni di euro per il primo bando, e 29,2 milioni per il secondo.

Rapporto PNC esito Bandi

NextAppennino: grandi e medi investimenti, chiesto il triplo delle agevolazioni disponibili

NextAppennino: grandi e medi investimenti, chiesto il triplo delle agevolazioni disponibili Seicento milioni di agevolazioni richieste a fronte dei quasi 200 disponibili. Si sono chiusi con un fortissimo afflusso di domande i primi due bandi del fondo NextAppennino, finanziato dal Fondo Complementare al Pnrr per le aree sisma, per i contratti di Sviluppo di media e di rilevante dimensione ed i progetti per il riciclo delle macerie.

Il primo dei due bandi, con 80 milioni di euro disponibili per progetti di investimento complessivo superiori a 20 milioni di euro, ha registrato domande per 15 progetti, 4 nel cratere sisma 2009, 10 nel cratere 2016, 1 nel doppio cratere, per 608 milioni di investimenti complessivi e 266 milioni di agevolazioni richieste.

Per il bando riservato ai Contratti di Sviluppo di media dimensione, con investimenti compresi tra 1,5 e 20 milioni di euro, ed il ciclo delle macerie, sono stati presentati 85 progetti, 16 nel cratere 2009, 69 in quello del sisma 2016, per 549 milioni di investimenti e 325 milioni di agevolazioni richieste, tra contributi a fondo perduto e prestiti agevolati.

«Sono dati importanti, segno di una certa vitalità del tessuto economico nel territorio colpito dal sisma, che dimostra la capacità e la predisposizione delle imprese ad impegnarsi in nuovi investimenti di carattere innovativo», ha detto il Commissario Straordinario per la Ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, presentando alla Cabina di Coordinamento integrata che gestisce il Fondo complementare al Pnrr i risultati dei primi due bandi, chiusi lo scorso 15 ottobre. L’auspicio condiviso dalla Cabina di Coordinamento è che si possano individuare altre risorse finanziarie per sostenere il maggior numero possibile dei progetti presentati».

I detenuti al lavoro nei cantieri del sisma

«Per la nostra associazione e’ un giorno da ricordare: porteremo speranza e lavoro edile ai detenuti di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria. Ragazzi che per legge hanno diritto a una seconda chance», ha dichiarato la fondatrice dell’associazione ‘Seconda Chance‘, Flavia Filippi, dopo il protocollo d’intesa siglato ieri al Ministero della Giustizia per l’impiego di detenuti nei cantieri della ricostruzione post-sisma nelle aree colpite dal terremoto del 2016.

Le persone detenute in dieci province delle regioni Abruzzo, Lazio, Molise, Marche e Umbria avranno l’occasione di lavorare nei cantieri di oltre 5.000 opere di ricostruzione pubblica e in quelli di 2.500 chiese danneggiate dal terremoto 2016, stabilisce il Protocollo fimato dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini; la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Maria Zuppi, il Presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, e il Vicepresidente Ance con delega per la ricostruzione del Centro Italia Piero Petrucco. Era presente inoltre anche il capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Carlo Renoldi.

L’obiettivo del Protocollo, è quello di aumentare le opportunità di lavoro, strumento indispensabile per il pieno reinserimento sociale, di chi sta scontando una pena detentiva in 35 istituti del Centro Italia. Il numero dei detenuti coinvolti dipenderà dal programma dei lavori e dai cantieri individuati. Le modalità di inserimento lavorativo verranno definite in base ai profili dei singoli detenuti e alle esigenze delle aziende.

Al Commissario Straordinario spetterà la funzione di raccordo delle attività, mentre il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria individuerà gli idonei e favorirà il loro inserimento in cantieri vicini alle strutture detentive, in accordo con la Magistratura di sorveglianza. La Cei promuoverà, presso le imprese impegnate nella ricostruzione degli edifici di culto, l’utilizzo di manodopera da parte dei detenuti valutati idonei. Ance diffonderà alle proprie strutture territoriali e, per il loro tramite, anche agli enti bilaterali del sistema, i contenuti del Protocollo; allo stesso modo, anche Anci nei Comuni che ospitano strutture penitenziarie. Con il Protocollo viene definito anche un Comitato paritetico di gestione, composto dai rappresentanti dei firmatari, che sarà istituto entro 15 giorni, con il compito di promuovere e monitorare le attività previste dal documento e di coordinare le azioni degli enti e dei soggetti che hanno aderito.

Ministra Marta Cartabia: «Ricostruire gli edifici, per ricostruire anche le proprie vite e sentirsi parte della comunità: ha un fortissimo significato simbolico il protocollo che permetterà ad alcune persone di uscire dal carcere, per lavorare nei cantieri dei paesi feriti dai terremoti. Attraverso il lavoro, il tempo della detenzione si orienta verso all’obiettivo costituzionale della rieducazione e del reinserimento sociale. Il lavoro in carcere è stata una delle mie priorità in questo anno e mezzo al Ministero. E sono particolarmente felice di questa firma, a conclusione del mio mandato, perché progetti come questo o come l’accordo siglato con il ministro Colao con le aziende di telecomunicazione per la posa della fibra permettono di guardare al carcere anche come una risorsa per l’intera collettività».

Giovanni Legnini «L’accordo concluso oggi è densò di significati. Consentire ai detenuti che ne hanno titolo, sulla base delle disposizioni dell’ordinamento penitenziario , di lavorare nei cantieri pubblici e di ricostruzione delle Chiese nell’enorme cratere del centro Italia (con un numero di oltre 5.000 opere pubbliche e di 2.500 Chiese finanziate e da finanziare) rappresenta una bella opportunità per inverare il principio della funzione rieducativa della pena e per le Imprese di formare ed utilizzare personale motivato a dare un contributo a tale importante finalità pubblica . Ringrazio il Ministro Cartabia per la grande e nota sensibilità sul tema, il Capo del DAP e i Presidenti della CEI, dell’Ance e dell’ANCI per la loro adesione al protocollo. Adesso si tratterà di attuarlo con la stessa dedizione e sensibilità dimostrati nella definizione dell’accordo».

Cardinale Zuppi: «Il Protocollo rappresenta un passo importante sulla strada della responsabilità comune. Se vogliamo che il carcere non sia solo punitivo, ma soprattutto redentivo dobbiamo smettere di pensarlo come una realtà isolata, a sé stante, emarginata. Dare ai detenuti la possibilità di lavorare è un modo per farli sentire parte della comunità, per dare loro una prospettiva di futuro e un’alternativa valida per non tornare a delinquere una volta scontata la pena. Il fatto che siano impegnati in cantieri per la ricostruzione, pubblica e religiosa, è poi un segno di speranza e un incoraggiamento a costruire insieme il nostro domani».

Enzo Bianco: «Questo protocollo rafforza la collaborazione avviata dieci anni fa con il Ministero della Giustizia sul tema dei lavori di pubblica utilità nei Comuni: abbiamo dato vita ad un programma sperimentale per attività lavorative extramurarie dei detenuti attraverso progetti concreti a favore delle comunità locali. Oggi vogliamo sottolineare una volta di più l’importanza che il lavoro ricopre in ogni percorso riabilitativo, insieme a tutti i soggetti firmatari dell’intesa. È un’opportunità significativa per i detenuti di impegnarsi concretamente nei territori così duramente colpiti dagli eventi sismici del 2016. È una duplice ricostruzione: della vita dei detenuti su un percorso di riabilitazione e di quei territori, in favore delle comunità locali. Gli amministratori locali sanno bene infatti che il carcere dev’essere un luogo dove scontare la pena, ma anche una occasione di recupero e reinserimento nella nostra società».

Il Vicepresidente Ance Petrucco: «Questo Protocollo rappresenta anche un’opportunità per le imprese di formare e occupare nuova manodopera in opere importanti per la rinascita di un territorio ferito dal terremoto. Si tratta di un impegno che può garantire risvolti positivi sia dal punto di vista sociale che economico, in linea con gli obiettivi che Ance vuole perseguire».

Prorogato al 20 dicembre il termine per i progetti dei cittadini beneficiari di Cas e Sae

La Cabina di Coordinamento Sisma 2016, presieduta dal Commissario Straordinario Giovanni Legnini ha prorogato al prossimo 20 dicembre il termine per la presentazione delle domande di
contributo di ricostruzione degli immobili resi inagibili dal sisma di proprietà dei residenti titolari di Cas e Sae.

Le richieste di contributo potranno essere presentate entro il nuovo termine anche in forma semplificata, allegando i dati dell’edificio, del proprietario, del professionista incaricato, la scheda di valutazione del danno ed un progetto descrittivo dell’intervento, con l’obbligo di definirle nella loro completezza entro il 15 marzo 2023, pena la loro improcedibilità.

La decisione è stata assunta sulla base di una richiesta delle Regioni ed alcuni rappresentanti della Rete delle professioni tecniche, anche alla luce dei dati che stanno emergendo dalle dichiarazioni
telematiche rese dagli stessi cittadini alla Protezione Civile per il mantenimento dei benefici, assistenziali, per le quali resta fermo il termine del 15 ottobre.

A tre giorni dalla scadenza risultavano presentate 12.686 dichiarazioni, 3.400 delle quali da parte di cittadini che, pur non avendo denunciato impedimenti oggettivi, non hanno ancora proceduto alla presentazione della richiesta di contributo e che, senza la nuova proroga, sarebbero incorsi nella sospensione dei benefici.

La scadenza per la presentazione dei progetti di ricostruzione da parte dei beneficiari di Cas e Sae era stata decisa con un’Ordinanza di fine 2021, anche per consentire ai progettisti, che giustamente la reclamano, una programmazione del lavoro e degli interventi. La scadenza era stata fissata al 30 giugno, poi rinviata al 15 ottobre.

«Con la nuova proroga veniamo incontro alle esigenze di molti cittadini che rischiavano di vedersi sospesi i benefici assistenziali, ma il nuovo termine del 20 dicembre sarà perentorio. Anche alla luce delle osservazioni della Corte dei Conti, non possiamo più permetterci di ritardare il rientro dei residenti nelle loro abitazioni», ha sottolineato il Commissario Legnini.

Con la stessa Ordinanza, dichiarata immediatamente esecutiva, vengono inoltre fatte salve le Manifestazioni di volontà a richiedere il contributo di ricostruzione presentate dopo la scadenza, ma entro il prossimo 15 novembre. Si ricorda che la mancata presentazione della manifestazione di volontà preclude l’accesso al contributo stesso.

La Cabina di coordinamento, sempre ieri, ha adottato altre due decisioni importanti. È stato innanzitutto autorizzato uno stralcio al nuovo programma di ricostruzione delle chiese per finanziare, con 11 milioni di euro, una serie di interventi urgenti di restauro e riparazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi, e di alcune altre chiese appartenenti alla Provincia Serafica di San Francesco dei Frati minori dell’Umbria e alla Custodia Generale del Sacro Convento di Assisi.

È stato poi approvato il Programma di Sviluppo per il rilancio turistico dei territori colpiti dal sisma che prevede una serie di interventi per il rilancio dei cammini e della rete sentieristica, ai quali vengono destinati dal Commissario 50 milioni di euro rivenienti dai risparmi della Camera dei Deputati.

Sisma 2016: rapporto Corte Conti, ricostruzione avanza, serve il Codice nazionale

Un quadro normativo unitario per la gestione delle ricostruzioni dopo le catastrofi naturali, accompagnato da procedure operative che consentano in primo luogo di valutare la dimensione del
danno per programmare l’impegno finanziario ed assicurare un’adeguata gestione, in termini di personale e di organizzazione, di questi processi.

A conclusione dei controlli sulle attività del Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016 in Centro Italia, la Sezione di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti, dando atto dell’accelerazione e delle semplificazioni attuate negli ultimi due anni, ha auspicato una riforma generale delle ricostruzioni con l’adozione del Codice unico nazionale.

«Si ribadisce la necessità di prestare maggiore attenzione allo studio e alla regolamentazione dell’organizzazione della fase successiva all’emergenza, predisponendo modelli organizzativi e procedurali idonei ad avviare in tempi ristretti la ricostruzione», si legge nella Relazione del Consigliere Carmela Mirabella sugli “Esiti dell’attività di controllo svolta nell’anno 2021 e le misure consequenziali adottate dalle Amministrazioni”, pubblicata oggi sul sito internet della magistratura contabile.

https://www.corteconti.it/HOME/Documenti/DettaglioDocumenti?Id=5d91de45-add5-4b66-a431-3fd4f953c932

La Relazione sottolinea l’importanza della valutazione iniziale del danno da sisma, puntualmente eseguita dalla Struttura commissariale nel corso del 2021, l’esigenza di un miglior coordinamento delle attività di ricostruzione con quelle legate alla fase emergenziale e dell’assistenza, raggiunto con un apposito Protocollo con la Protezione Civile, e l’opportunità di valutare un mandato più ampio per il Commissario Straordinario. Occorre, si legge nella Relazione, una riflessione sull’opportunità di mantenere l’operatività della struttura commissariale secondo la prassi delle proroghe annualmente disposte. La definitiva stima dei danni”, ora attestata a 27,2 miliardi di euro, “e il completamento della programmazione dei lavori pubblici, rendono piuttosto possibile una previsione di più ampio respiro, che tenga nella giusta considerazione le ordinanze in deroga e la straordinarietà delle procedure attivate”.

Quanto al Codice delle ricostruzioni, sottolinea la Corte, “potrebbe rivelarsi utile il Testo Unico sulla ricostruzione privata” in corso di adozione e che “attraverso una razionalizzazione della disciplina esistente si legge nella Relazione – potrebbe dare certezza, leggibilità e stabilità al quadro regolatorio delle ricostruzioni per i prossimi anni”.

«Ringrazio la Corte per l’attività di controllo svolta e per le osservazioni formulate, di cui abbiamo tenuto ovviamente conto, accelerando ed accentuando percorsi già avviati, e che hanno giovato al
miglioramento delle attività della Struttura» ha sottolineato il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini.

«La valutazione del danno, che non era stata fatta e che abbiamo condotto edificio per edificio, pubblico, privato o di culto, è essenziale per la programmazione economica e per definire un
assetto organizzativo adeguato delle strutture che devono gestire questi processi» ha aggiunto Legnini, concordando sull’opportunità di «un miglior coordinamento delle norme sull’assistenza ai
cittadini sfollati con quelle della ricostruzione, su cui hanno un impatto considerevole».

 

 

Ad Amatrice con la Fondazione MAXXI per parlare di cultura della ricostruzione

La ricostruzione ad Amatrice riparte con i progetti del Maxxi (Museo nazionale delle arti del XXI secolo). Dopo i report sui cantieri, sia del centro-storico che delle frazioni e gli incontri sulle scelte dell’Amministrazione legate allo sviluppo, si è svolto presso l’Auditorium della Laga il forum Idee per Amatrice, la cultura della ricostruzione, la ricostruzione con la cultura, a cui hanno partecipato il Commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini, l’Assessore della Regione Lazio Claudio Di Berardino, il presidente del Maxxi Giovanna Melandri, il sub commissario Fulvio Soccodato, il direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Wanda D’Ercole, e nell’ordine, Raffaella Falconio (coordinatrice del “Gruppo Borghi” della struttura commissariale), Pietro Barrera (coordinatore del progetto “Maxxi per Amatrice”) e architetti, esperti, docenti, esponenti delle istituzioni, numerosi dirigenti del Maxxi del calibro di Stefano Boeri, Pippo Ciorra, Antonio D’Andrea, Lisa Lambusier.

Un incontro ricco di relazioni e tavole rotonde, in cui sono stati illustrati i concorsi di progettazione architettonica per le aree dell’ex chiesa di San Giovanni, la ex chiesa di San Giuseppe e l’ex cinema Garibaldi, il progetto relativo alla “Casa del futuro”, il museo civico Cola Filotesio, e presentato il nuovo sito web “Idee per Amatrice” che mira ad allargare e attivare la partecipazione della cittadinanza. Inoltre, sarà un’occasione per riflettere sul ruolo dell’innovazione architettonica nella ricostruzione di una città con forte e nobile identità storica.

«La ricostruzione di Amatrice – ha dichiarato il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi – è una grande opera collettiva. Da quando ci siamo insediati abbiamo avviato una strategia a 360 gradi, sia direttamente con le istituzioni, sia con quei soggetti privati, in grado di assicurare i migliori progetti per la nostra comunità. Con la struttura commissariale, la Regione, il Maxxi, ci unisce un sogno: pensare e realizzare concretamente la città futura. Il Forum del Maxxi di oggi va perfettamente in questa direzione. Come ho sempre affermato, la ricostruzione oltre che fisica deve essere anche e soprattutto morale, sociale e culturale. E non si ricostruisce senza cultura».

«Con l’incarico affidato alla Fondazione MAXXI dal Commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, si completa la progettazione delle opere finanziate nel Centro storico di Amatrice con l’ordinanza speciale, che ricordiamo riguarda 16 interventi per oltre 50 milioni di euro», ricorda l’assessore per le Politiche della ricostruzione, Claudio Di Berardino. «Con queste proposte prende corpo un vero e proprio programma di valorizzazione delle risorse culturali di Amatrice all’interno del processo di ricostruzione del centro storico. Ricordo che tra i grandi cantieri pubblici aperti ci sono: l’Ospedale di Amatrice, il Cimitero, il Tunnel per i sottoservizi, il complesso del Don Minozzi. Inoltre, sono stati affidati i lavori del Centro di formazione professionale alberghiero di Amatrice. Tra i cantieri privati aggregati del centro storico, alcuni sono aperti e altri apriranno nelle prossime settimane».

Per l’assessore è importante ribadire come «da parte della Regione Lazio continui sempre, in relazione con gli altri enti istituzionali, l’impegno e il lavoro per programmare e realizzare la completa ricostruzione di tutte le località colpite dal terremoto. Vogliamo cogliere al volo e lo stiamo facendo l’occasione che arriva dalle risorse del Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al PNRR e dai fondi della nuova programmazione europea 21/27. Si tratta di un importante investimento in questo territorio che merita di mettere, per quanto possibile, un punto fermo su quanto è accaduto e aprire un nuovo “capitolo” di vita. In particolare ai giovani vogliamo dare una prospettiva concreta per il loro futuro, con la creazione di nuovi posti di lavoro, il rilancio dell’economia e la possibilità di costruire la propria vita in questi territori».