Branduardi canta per Amatrice

Il 25 settembre è stata intitolata la “giornata mondiale dei sogni“. Una di quelle invenzioni che dovrebbero spingere a riflettere l’umanità sulle cose più disparate, dai problemi sociali, a quelli del creato, passando per la giornata mondiale del putipù a quella dello gnocco fritto.

Questa proliferazione di dedicazioni, però, ogni tanto rende giustizia a una giornata in particolare, nella quale, il proprio significato si sublima e materializza.

Questo è quanto è successo sabato 25 settembre 2021. Il luogo è Amatrice, con le ferite del terremoto del 2016 ancora visibili  a cielo aperto, con le casette della new town ingentilite dalla forza degli abitanti e con una volontà di non fermarsi che rende onore alla popolazione.

La Croce Rossa Italiana ha donato alla città ferita un luogo di cultura, un nuovo auditorium, con ampia cavea esterna e una bella sala moderna più intima: l’Auditorium della Laga, sarà una nota di vita, un richiamo per i turisti, per gli artisti che vorranno ridare voce alle loro esecuzioni musicali e teatrali in un territorio oltraggiato e ferito dal dramma del terremoto e che sta cercando di reagire.

Leggere i cartelli che chiedono, con delicatezza , di non fotografare le rovine ancora massicciamente presenti, in rispettosa preghiera dei morti e di chi ancora soffre, fa capire quanto l’Auditorium donato dalla Croce Rossa sia la realizzazione di un sogno per tutta Amatrice.

Il personaggio: Angelo Branduardi. Lui ha ufficialmente inaugurato con un concerto all’aperto il nuovo Auditorium. In verità il concerto doveva svolgersi il 1° agosto scorso, ma un allarme Covid-19, a prove già effettuate, fece immediatamente annullare la data ma non la disponibilità dell’artista. Che alla prima occasione si è recato nella cittadina tra Lazio e Abruzzo, per ottemperare all’invito ricevuto.

Giunto a 71 anni, con 50 album pubblicati, colonne sonore, riscoperte delle fonti antiche, scelte coraggiose come musicare William Butler Yeats, San Francesco e Santa Hildegard von Bingen, continua a mettersi in gioco. Che sia con il suo gruppo di fedelissimi o in duo con il geniale polistrumentista Fabio Valdemarin sente il richiamo del palco, del rapporto con il suo pubblico come se fosse ogni volta una prima.

E l’emozione si percepiva forte mentre le note branduardesche coloravano la notte di Amatrice: e tra le parole in musica delle diciotto canzoni cantate era una festa vedere le tute rosse dei volontari della Croce Rossa mischiarsi alle magliette rosse dei fan di Branduardi della “Locanda del Malandrino“, un gruppo di fedelissimi del cantautore di tutta Italia e diffusi anche in tutto il mondo,  che gli assicura sempre il suo calore. In una notte fredda, poi, come quella amatriciana, sarà stato certamente ben gradito. 

foto: Massimo Lavena 2021

Branduardi non si è risparmiato con il funambolico Valdemarin: ha cantato, raccontato, scherzato con il pubblico: ha onorato con il suo violino e le sue chitarre il “sogno” di Amatrice di tornare a vivere normalmente, un sogno grande, un sogno possibile.

La musica non può ricostruire le case – ha detto Branduardi – però dà la serenità, è altamente terapeutica, perché è rapimento, come diceva Dante Alighieri.

C’è il Canto XI del Paradiso di Dante Alighieri che io ho musicato: secondo me la figura di San Francesco, la figura di Dante e la canzone di sé per sé, possono essere assolutamente centrali in un concerto particolare come questo”.

foto: Massimo Lavena 2021

Il concerto è stato molto intimo, con una selezione  di canzoni che hanno attraversato tutta la carriera di Branduardi: il finale ha visto il pubblico chiamato a partecipare all’esecuzione de “Alla fiera dell’Est”, quella canzone come suol dire sempre Branduardi, che gli ha regalato “Un po’ di immortalità”. Un gioco allegro in una notte stellata di sogni e di speranza.

 

Massimo Lavena per www.b-hop.it

“Spazio Arte”, la Fiera del Peperoncino a sostegno di Amatrice

All’interno della X° edizione della Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino che avrà luogo a Rieti dal 1 al 5 settembre, la tradizionale sezione “Spazio Arte” quest’anno ospita una interessante mostra degli “Artisti della Solidarietà” che, attraverso la donazione di una loro opera, contribuiscono alla raccolta fondi da destinare al restauro della Madonna di Sommati di Amatrice.

L’opera è stata individuata dalla Sovrintendenza con la collaborazione della prof.ssa Ileana Tozzi.

La mostra, costituita da 45 opere promossa e organizzata dal Lions Club Micigliano Terminillo, dall’Accademia Italiana del Peperoncino-delegazione di Rieti e dall’Associazione Culturale Arte Mondo, ha trovato l’immediato sostegno di vari Lions club International della Sardegna, del Lazio e dell’Umbria condividendo da protagonisti l’iniziativa.

La mostra a cura di Gianni Turina ed Enrico Di Sisto verrà allestita in un apposito spazio nei portici del palazzo comunale di Rieti e documentata da un catalogo che riporta le immagini delle opere donate e il relativo profilo degli autori.

Un’esposizione che, attraverso la generosità degli artisti, costituirà un modello di riferimento da imitare, dimostrando anche come l’arte può essere strumento di promozione culturale e di azione sociale in condivisione con le Istituzioni, le associazioni culturali e quelle di solidarietà. L’arte quindi non solo per confrontare diverse sensibilità e modelli culturali in un sistema globalizzato ma protagonista anche per ricostruire dove eventi e situazioni hanno distrutto.

Il programma generale della sezione “Spazio Arte” prevede, inoltre, alle ore 18.30 di giovedì 2 settembre, nell’area convegni tematici del Chiostro di S. Agostino, un incontro su “Ruolo socio-economico e nuove tendenze dell’Arte Contemporanea”. Un laboratorio di stampa calcografica a cura di Luigi Guardigli, già stampatore di Picasso ed assiduo partecipante alle varie edizioni della fiera, verrà allestito in piazza Cesare Battisti ed illustrerà i vari procedimenti e modalità di stampa.

Ospite della manifestazione sarà il maestro Giuliano Ottaviani con le sue performances e le sue testimonianze artistiche. Una presenza particolarmente significativa è quella di Giuseppe Carta, con le sue “Germinazioni in Rosso”, imponenti sculture dedicate agli orti ed in particolare al Peperoncino che costituiranno, un suggestivo percorso artistico che si snoda dal centro storico fino al chiostro di Sant’Agostino.

Art bonus: come aiutare il restauro di alcune opere di Amatrice

«I nostri beni artistici, che hanno subito gravi danni nel sisma hanno bisogno anche del vostro supporto per il restauro», fa sapere il Comune di Amatrice. «Esiste da qualche anno uno strumento che consente di ricevere un credito d’imposta per ogni libera donazione effettuata all’interno del programma “ART BOUNS” del MiBCAT/ALES».

Tra i beni artistici eligibili all’ “Art Bonus” figurano due importanti opere di Amatrice:

· L’ organo della chiesa di S. Maria del Suffragio (o del Purgatorio)
· Pulpito ligneo della chiesa di San Francesco ad Amatrice

Al momento i due beni artistici sono conservati presso il deposito di Cittaducale.

Cos’è e come funziona l’«Art Bonus»

Ai sensi dell’art.1 del D.L. 31.5.2014, n. 83, “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, convertito con modificazioni in Legge n. 106 del 29/07/2014 e s.m.i., è stato introdotto un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, il c.d. Art bonus, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale.

Chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura, come previsto dalla legge, potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta.

Le modalità di donazione debbono necessariamente essere tracciabili e quindi i metodi previsti sono i seguenti:
· tramite banca (es. bonifico)
· oppure tramite ufficio postale (es. versamento su conto corrente intestato al beneficiario)
· oppure mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del DLgs. 241/97, cioè mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Come donare per i beni di Amatrice:

Potrete visitare il sito https://artbonus.gov.it/ e nel dettaglio

Pagina dedicata all’Organo del Purgatorio: https://artbonus.gov.it/1094-organo-di-fedeli-fedri-(1777),-chiesa-di-s.-maria-del-suffragio-(del-purgatorio).html
Pagina dedicata al Pulpito di San Francesco: https://artbonus.gov.it/1094-pulpito-ligneo-della-chiesa-di-san-francesco-ad-amatrice.html

 

Enel dona alla sezione Cai di Amatrice tre casette sui sentieri dei Monti della Laga

I disagi sono sempre tanti, per le popolazioni terremotate del centro Italia. Ma sono tantissimi anche i gesti di solidarietà e generosità arrivati da ogni parte del mondo come segno di vicinanza e aiuto.

A dimostrazione di questo sostegno che in oltre quattro anni non è mai venuto meno, la sezione CAI di Amatrice ha ricevuto in dono da Enel tre casette situate in località Radicinola, Fosso del Molinaro e Pelara sui sentieri dei Monti della Laga.

L’acquisizione dei fabbricati rientra nel progetto sezionale della realizzazione di un sistema di “Punti di Appoggio” da integrare con la rete sentieristica creata dalla Sezione CAI di Amatrice nel versante occidentale dei Monti della Laga e dell’intera Conca Amatriciana.

Le strutture sono da tempo in comodato d’uso gratuito alla Sezione CAI di Amatrice ma non utilizzabili a causa di danni strutturali di entità considerevole causati dagli eventi sismici a partire dal 2016.

Gli obiettivi del progetto sono la valorizzazione degli attuali fabbricati dal punto di vista della fruizione escursionistica ed alpinistica mediante integrazione organica nel territorio, la creazione di un sistema di percorsi studiati per far fronte a tutte le esigenze tipiche della frequentazione montana, didattica, giovanile, escursionistica, alpinistica, la dotazione dei sentieri di un punto di appoggio per l’utilizzo di ausili da montagna per la conduzione di diversamente abili, l’inserimento dei punti di appoggio nei percorsi naturalistici per l’attività didattica, dotare il territorio montano, del versante occidentale dei Monti della Laga, di un sistema di punti di appoggio che unitamente alla sentieristica rappresenti un mezzo di sviluppo del territorio.

Enel e CAI Sezione di Amatrice condividono oltre che la forte presenza sui Monti della Laga anche molte aree d’interesse facendo intravedere la possibilità di condurre attività congiunte per diffondere i valori della montagna, delle Biodiversità e della Sostenibilità Ambientale.

La solidarietà non si ferma: consegnati i libri “Verde Speranza”

Si è svolta presso la Sala Conferenze della Casa della Montagna di Amatrice la consegna dei libri “Verde Speranza” acquistati da Banca Intesa Sanpaolo per essere donati ai bambini del l’Istituto Onnicomprensivo Sergio Marchionne.

E’ stata una cerimonia metà “virtuale” con l’autrice Stella Nosella, l’illustratrice Marianna Balducci, l’editrice Maura Pontoni (Orto della Cultura), la dirigente dell’Istituto Marchionne Carla Parolari collegati in videoconferenza, e metà in presenza con il Direttore Area Retail Rieti Intesa Sanpaolo Massimo Tomolillo, Marco Silvestri direttore Filiale Amatrice Intesa Sanpaolo, il vicesindaco del Comune di Amatrice Massimo Bufacchi, l’assessore Giambattista Paganelli ed una rappresentanza della Croce Rossa di Amatrice, in sala.

Il libro è un inno alla speranza che racconta l’avventura del bambino Giulio e della sua piantina nell’Amatrice distrutta dal terremoto e colpisce un bellissimo, e speriamo profetico, lieto fine.
Le illustrazioni di Marianna Balducci sono disegnate sulle foto della città distrutta scattate da Francesco Patacchiola.

La somma destinata all’acquisto dei libri da parte di Banca Intesa Sanpaolo è destinata a Croce Rossa sez. Amatrice per l’acquisto di un carrello da traino, saturimetri ed altro materiale, ed a sostegno dell’istituto Omnicomprensivo Sergio Marchionne.

«In questo momento di grande confusione dappertutto si dice che dobbiamo lavorare per i bambini e per i ragazzi perché loro sono il futuro. I nostri servizi sociali in collaborazione con la scuola si stanno impegnando in questo. E quindi speriamo che, anche con il vostro aiuto, tutto questo possa far crescere le nuove generazioni meglio di come siamo cresciuti noi», le parole del vicesindaco  Bufacchi.

L’evento è stato trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Comune dove resterà fruibile.

Giocare per una buona causa

Durante la pandemia sono stati definiti eroi, guerrieri o angeli custodi. I componenti dello staff ospedaliero, persone comuni dal cuore grande, si sono rivelati una risorsa per la nazione intera e, oltre a prodigarsi nel lavoro, alcuni di loro hanno persino avuto il tempo di aiutare il prossimo con una buona azione. È il caso di un gruppo formato da infermieri e medici tutti legati, per esperienze presenti o passate, al policlinico di Bari.

«L’idea di fare una donazione ad un’associazione attiva e presente nei luoghi colpiti dal sisma nasce da una passione comune, quella per il Fantacalcio» ha raccontato l’infermiere Francesco Morisco, spiegando come il montepremi di questo gioco sia stato devoluto all’Impresa Sociale ProMis.

Per questi colleghi, il Fantacalcio nel corso del tempo è diventato un modo per tenersi in contatto anche a distanza e, quest’anno, ha avuto il valore aggiunto della condivisione. «Questo gesto che abbiamo fatto è stato un mezzo per ringraziare chi si è prodigato per noi perché, in questo periodo di quarantena, abbiamo ricevuto molta solidarietà. Come risposta, abbiamo deciso di aiutare chi, oltre all’emergenza del Covid-19, ha dovuto sopportare anche problematiche legate ad eventi naturali».

Così, grazie all’amicizia ventennale che lega Francesco alla figura di fra Carmelo, della comunità francescana di Accumoli, il gruppo di medici e infermieri ha individuato nell’impegno dell’ Impresa Sociale ProMis, attiva dal 2018 nei territori colpiti dal sisma del centro Italia con 18 operatori, il giusto destinatario per la donazione.

«Alla fine non nulla, è un piccolo gesto che ci siamo sentiti in dovere di fare» ha detto Francesco, legato in prima persona ai luoghi terremotati. «Il 24 agosto 2016 io ero ad Assisi. Mi sento molto vicino alle popolazioni di quei territori e, ogni volta che torno a far loro visita, cerco di acquistare prodotti locali, invitando i miei amici a fare lo stesso, anche attraverso lo shopping online».

Grande entusiasmo e gratitudine espresso anche da Fabio Porfiri, presidente dell’Impresa Sociale: «Questo gesto concreto è un bel segno di speranza per tutti coloro che in questo tempo sospeso e negli anni precedenti, hanno creduto e continuano a credere nella ricostruzione del saper vivere insieme. Per ricostruire il tessuto sociale di un territorio che in pochi secondi è stato spazzato via insieme agli edifici e, nel peggiore dei casi, agli affetti più cari, ci vuole molto tempo, pazienza e tanta buona volontà. Per questo, non abbiamo puntato a realizzare cose che abbiamo una grande visibilità ma abbiamo l’obiettivo di ricostruire il piacere di stare insieme puntando su attività semplici, di lunga durata e, quindi, fondamentali per la gente che abita ed abiterà una vita i nostri territori».

La promessa è quella che Francesco Morisco insieme ai suoi colleghi Francesco Iavazzo, Vito Giovannelli, Natale Spada, Carlo Siciliani, Cristian Baldini, Giovanni Loiacono, Nicola Noviello, Manfredo Marigliano, Luigi Giuliano e Valerio Sangineto vengano presto a visitare i territori amatriciani, per toccare con mano gli effetti della loro donazione e godere della bellezza del panorama dei monti della Laga.

La macchina della solidarietà non si ferma: presentato il progetto del Centro Polifunzionale “Pio Cretaro”

Nella mattina del 13 giugno, presso il Polo del Gusto di Amatrice, si è svolta la presentazione del progetto dell’edificio polifunzionale Pio Cretaro. Dopo la benedizione del sito dove sorgerà il cantiere, situato in quella che è stata l’Area Campo zero di Amatrice, ha preso vita una conferenza in cui sono state spiegate le caratteristiche e le finalità della struttura.

Prima su tutte quella di commemorare, nel giorno del decennale della sua prematura scomparsa, un giovane dal cuore d’oro, Pio Cretaro al quale è dedicata la struttura, nata dalla collaborazione di più parti: Impre.Do S.r.l, Associazione Nazionale Alpini (Gruppo Abruzzi, Sezione Amatrice) e Opera Nazionale del Mezzogiorno d’Italia hanno infatti commissionato allo Studio Tecnico Re_Store la progettazione di uno spazio che diventerà un nuovo punto di riferimento per il borgo.

«Sarà un edificio al servizio della comunità di Amatrice», ha esordito l’alpino Fabio D’Angelo. Con i suoi 330 metri quadrati divisi in più livelli, la struttura ospiterà la sede dell’Associazione Nazionale Alpini di Amatrice, la Protezione Civile Locale e il Centro Operativo Comunale. L’opera sarà realizzata interamente in acciaio e legno con una forte impronta bioedile. «È un’opera destinata a fare del bene e che si può adattare a tutte le esigenze», ha evidenziato Michele Sportoletti referente per Abita Vegher, azienda trentina specializzata nella realizzazione di strutture ad alto risparmio energetico e antisismiche.

«Per noi è un grande onore destinare questa struttura a mio cugino Pio, persona di cuore. Abbiamo trasformato il vuoto in qualcosa di utile», ha affermato Daniele D’Orazio dell’azienda Impre.do, ricordando la bontà d’animo del piccolo Pio che, non a caso, nel 2005 era stato premiato come bambino più buono di Italia.

Anche il presidente  dell’Associazione Nazionale Alpini sezione Abruzzi, Pietro D’Alfonso, ha espresso parole di gioia. «L’idea era quella di realizzare qualcosa di concreto per la cittadinanza e ridare una casa al gruppo Alpini di amatrice. Abbiamo iniziato questo programma grazie a delle stupende persone: quando si dona qualcosa per aiutare gli altri, non ci sono parole per descrivere l’emozione».

«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date», con queste parole è invece iniziato l’intervento di don Cesare Faiazza, Segretario Generale dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno. Don Cesare ha spiegato come l’area del Don Minozzi, in una cui parte sorgerà la struttura, sia stata creata, nell’immediato dopoguerra, per dare rifugio ai figli rimasti orfani, affinché potessero tornare nella società con la dignità di un titolo di studio. Oggi, il progetto che vede la rigenerazione degli edifici nel segno della Casa Futuro, come in passato vuole far sì che si possa limitare lo spopolamento, assicurando un vita dignitosa a chi rimane.

«Si parla tanto di buone pratiche e credo che oggi questo gesto sia il segno di come una buona pratica si possa conoscere»: con queste parole è intervenuto l’assessore Claudio Di Berardino, che ha sottolineato la bontà di un «gesto di altruismo che arriva in un periodo non immediato e, quindi, ancora più apprezzabile». In ultimo, ha posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per rafforzare la macchina della ricostruzione.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella, che ha ringraziato i presenti per aver «partecipato alla ricostruzione del territorio attraverso un aiuto concreto volto all’intervento sociale», esortando i presenti  a non alimentare lo sconforto e il disorientamento ma, riprendendo gli insegnamenti di Zamagni «ad essere uomini pro-sociali, volti ad una vita serena vissuta in armonia con gli altri». E un ragazzo pro-sociale era anche Pio Cretaro, come descritto da Angelo Veronesi, sindaco di Monte San Giovanni Campano, città natale del ragazzo.

Al termine della cerimonia, i genitori di Pio hanno ricevuto degli omaggi. Il più significativo è stato sicuramente quello donato dagli alpini: «dalle belle parole che abbiamo ascoltato oggi, non possiamo fare a meno di pensare che Pio sarebbe stato un ottimo alpino», ha concluso Pietro D’Alfonso.

«Para mis amigos, con mi solidarietà y amor»: il gesto di Sepúlveda per la rinascita della biblioteca di Amatrice

Era il settembre 2016, la provincia di Rieti tremava ancora per il terremoto. Accumoli e Amatrice erano state spazzate via, e la tremenda scossa del 30 ottobre doveva ancora arrivare. Fu un’edizione del Premio Letterario Città di Rieti diversa dalle altre, pervasa dalla voglia di farcela, e di gettarsi presto alle spalle le immagini del dolore per creare un nuovo bagaglio di ricordi positivi. Sul palco del Flavio Vespasiano arrivo “l’ospite”. Lo scrittore cileno Luis Sepúlveda, pantaloni cargo verdi, polo con giacca sportiva e barba incolta premiò i vincitori di quell’anno, Marco Pistacchio e Laura Toffanello. Lui, che di libertà e di diritti civili ne sapeva qualcosa, volle alzare anche da Rieti la sua voce «per una società uguale, solidale, tollerante, fatta di amore e comprensione verso le diversità e protesa verso l’aiuto reciproco».

Sepúlveda è morto ieri in un ospedale di Oviedo, in Spagna, all’età di settant’anni. Aveva resistito al carcere, alle torture, alla condanna all’ergastolo, all’esilio: non è risucito a fare lo stesso con il coronavirus. Dopo la premiazione sul palco di un teatro Flavio gremito, lo scrittore non si sottrasse al firmacopie, nella stanzetta a ridosso del foyer. Mi ero avvicinata timorosamente, di fronte alla grandezza di un tale personaggio, con il mio libro in mano in attesa di essere siglato dalla stessa penna che aveva saputo concepire capolavori immortali.

Pareva cupo, metteva soggezione. Ma fu solo un attimo. I suoi occhi neri fissarono i miei, e nella sua curiosa miscellanea di italiano e spagnolo ribadì il concetto che aveva espresso tutta la vita: «La cultura sia al servizio della felicità umana. O almeno, aiuti ad alleviare le sofferenze». Sapeva quello che era accaduto per il recente terremoto, chiedeva notizie sulle persone. Decidemmo insieme che quel libro sarebbe andato simbolicamente in dono agli abitanti di Amatrice, che fosse il primo di una nuova biblioteca. «La letteratura è sempre come una sorta di finestra che si apre al mondo. E tutti devono dare il proprio contributo perché questo mondo sia migliore – disse lo scrittore – ma l’impegno più grande della vita di ciascuno deve essere quello renderlo più umano». Sepúlveda ebbe parole di grande affetto per le persone colpite dalla tragedia del terremoto, e il suo simbolico gesto fu il primo di una lunga serie, proseguita sull’onda della generosità di autori che vollero donare i propri libri autografati per contribuire alla nascita di un nuovo spazio culturale nelle zone colpite.

«Para mis amigos de la biblioteca de Amatrice, con mi solidarietà y amor», scrisse nella dedica. Parole che oggi uniscono chiunque si trovi nel dolore, a combattere con difficoltà vecchie e nuove, ad affrontare il distacco della morte e i disagi di una tragedia mai dimenticata. Uniti tutti, oltre i confini, oltre gli individualismi, in un filo comune che va dal Cile ad Amatrice e poi torna di nuovo indietro, attraverso il pensiero vergato su un libro che oggi avrà certamente un altro valore.

Da ilmessaggero.it Rieti

Aiuto e ascolto senza dimenticare le aree terremotate: le iniziative della Chiesa di Rieti per fronteggiare l’emergenza

In risposta alla crisi prodotta dalla diffusione in Italia del Covid 19, la Chiesa di Rieti ha avviato alcune iniziative solidali a supporto di quanti operano in prima linea e in soccorso delle persone e delle diverse aree del territorio.

Una prima azione è il numero verde 800.941425. Due i servizi disponibili: uno dedicato all’ascolto e uno alle esigenze materiali. Al primo rispondono alcuni religiosi che saranno a disposizione di quanti hanno bisogno di un colloquio spirituale, di una parola di conforto, o semplicemente di un consiglio per affrontare con migliore disposizione d’animo il periodo di difficoltà. Si potrà inoltre chiamare il numero verde per chiedere beni di prima necessità alla Caritas diocesana. Il servizio si appoggia alle reti del volontariato ecclesiale. A fornire la logistica è l’impresa sociale Promis che provvederà alla distribuzione dalla sede di Amatrice. Saranno le attività del cratere a fornire la maggior parte dei beni e dei servizi: un modo per sostenere l’economia della zona provata dal terremoto. La chiamata, gratuita, è possibile sia da telefonia fissa che mobile.

Una seconda azione vede la diocesi mettere a disposizione 14 posti letto per i medici e gli infermieri che in ragione del proprio servizio non possono fare rientro a casa, e per eventuali quarantene di persone contagiate. Le camere sono state individuate nel Monastero di San Fabiano in Rieti e nel Monastero di Santa Caterina a Cittaducale.

Una terza iniziativa vede la Chiesa di Rieti impegnata nel reperimento di mascherine professionali, camici specialistici e un ventilatore da donare alla locale Asl.

«Due sono le maniere per attraversare questo tempo sospeso: la responsabilità di ciascuno nell’evitare il contagio e la solidarietà verso chi sta lavorando in prima persona per superare questa fase difficile», dice il vescovo Domenico.

Slow Food si prodiga ancora per Amatrice

Abbinare il Moscato d’Asti e l’Asti Docg a un piatto tipico delle osterie italiane. Questa l’iniziativa benefica lanciata dal Consorzio per la tutela dell’Asti e Slow Food Editore che ha coinvolto un centinaio di osti in tutta Italia nell’estate 2018. Parte dei proventi ricavati dai piatti proposti dalle osterie italiane segnalate dalla app di Slow Food Editore è stata devoluta al progetto Laudato si’ finalizzato alla costituzione ad Amatrice del centro studi internazionale denominato Casa del Futuro -Centro Studi Laudato si’, dedicato alle tematiche ambientali e alle loro ricadute sociali, un progetto voluto dal vescovo di Rieti monsignor Pompili e da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.

I clienti che hanno partecipato all’iniziativa, scegliendo un dolce dalla carta abbinato a un bicchiere di Moscato d’Asti e Asti Docg, hanno ricevuto in omaggio la ricetta del piatto scelto e le esclusive stampe numerate realizzate dall’artista Giancarlo Ferraris con l’illustrazione della “Moscato d’Asti Story”, la storia antica e unica dell’uva moscato. ”È una grande soddisfazione aver contribuito al progetto di costruzione del centro studi internazionale di Amatrice. La tenacia ed il lavoro delle oltre 4000 famiglie produttrici di uve moscato unite all’esperienza ed energia delle cantine ci permettono di portare avanti con orgoglio importanti progetti di ampio valore sia economico che sociale”, ha commentato Romano Dogliotti, Presidente del Consorzio per la tutela dell’Asti.

”Mettere fianco a fianco le Osterie italiane, non solo luogo in cui scoprire cibi autentici e legati alla tradizione, ma veri e propri simboli di ritrovo, ai vini del Consorzio dell’Asti, da sempre protagonisti della nostra ristorazione, ha permesso di dare vita a un’iniziativa di solidarietà coniugando gusto, dolcezza e convivialità”, ha aggiunto Carlo Bogliotti, direttore editoriale di Slow Food Editore.

da giornale.it