Tra Amatrice e Accumoli la mostra fotografica diffusa «Di semi e di pietre»

In occasione del quinto anniversario del sisma che colpì l’Italia centrale nell’agosto 2016, una mostra fotografica diffusa per la prima volta racconta e restituisce, attraverso le immagini delle persone e dei luoghi, “una storia nostra”.

Dal titolo “Di semi e di pietre. Viaggio nella rinascita di un territorio”, l’esposizione a cura di Giulia Ticozzi, in collaborazione con Regione Lazio e LAZIOcrea, e con il patrocinio dei comuni di Amatrice e di Accumoli, è un’occasione importante per non dimenticare e guardare al futuro.
L’inaugurazione si svolgerà ad Amatrice venerdì 23 luglio presso l’Area Food alle ore 17.30.

Interverranno i sindaci di Amatrice, Massimo Bufacchi, e Accumoli, Franca D’Angeli. Con loro la curatrice Giulia Ticozzi, gli autori TerraProject, l’Assessore alle Politiche per la ricostruzione della Regione Lazio Claudio Di Berardino e il vescovo di Rieti, mons Domenico Pompili.

Segue alle ore 18.30 la consegna mappe del percorso e passeggiata tra le opere con gli Autori.

Sabato 24 luglio, ad Accumoli Capoluogo alle ore 18, TerraProject incontra Accumoli: conversazione con la giornalista Benedetta Perilli.
Segue “Accumoli è vivo”: realizzazione di una grande fotografia di gruppo con gli abitanti di Accumoli.

La mostra fotografica diffusa sarà visitabile fino al 5 settembre 2021. Per informazioni: Federica Mariani 366 6493235 o [email protected].

Foto di TerraProject

Ricostruzione, undici nuove Ordinanze Speciali in deroga. Di Berardino: «Nuove premesse per la ricostruzione di Accumoli»

Sono state firmate oggi, e diventano immediatamente esecutive, undici nuove Ordinanze Speciali in deroga del Commissario Straordinario sisma 2016, Giovanni Legnini, per la ricostruzione dei centri storici e dei borghi più danneggiati dal terremoto di cinque anni fa in Appennino.

Le Ordinanze, che consentono la realizzazione delle opere pubbliche urgenti e indispensabili per la ricostruzione privata utilizzando deroghe alla normativa per abbreviare i tempi di costruzione, riguardano la ricostruzione di Arquata del Tronto (Ap), Accumoli (Ri), Campotosto (Aq), Cascia, Preci, Norcia e la sua frazione di Castelluccio (Pg), Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Pieve Torina (Mc) e le scuole di Montegiorgio (Fm).

Con questi provvedimenti si prevedono nell’insieme circa 100 interventi, per ciascuno dei quali si indicano e si motivano le deroghe alle norme di carattere generale che si utilizzeranno per l’esecuzione. Le nuove opere comportano un impegno di spesa di 237 milioni di euro, di cui quasi 150 aggiuntivi, a valere sui fondi del Commissario per la ricostruzione pubblica. Grazie alla corsia veloce delle deroghe, per gran parte di questi interventi che risultano propedeutici alla ricostruzione privata, si prevedono tempi di consegna molto più brevi.

Le nuove Ordinanze introducono alcune innovazioni importanti. Ad Arquata e Castelluccio, ad esempio, si procederà direttamente a una ricostruzione pubblica dei centri storici, quindi delle abitazioni private, ed è la prima volta che viene applicato questo metodo. Le modalità saranno disciplinate con una nuova Ordinanza, dopo il pronunciamento dei Consigli Comunali e l’adesione dei proprietari privati. In altri casi, come per Pieve Torina e la stessa Arquata, sono stati identificati gli interventi da eseguire in una fase successiva, finanziandone intanto la progettazione. Vengono definiti, infine, nuovi meccanismi che consentono la demolizione pubblica degli edifici privati inagibili che interferiscono con la ricostruzione o in caso di inerzia dei proprietari.

Quelle firmate ieri si aggiungono alle alte nove Ordinanze Speciali firmate nelle scorse settimane dal Commissario Legnini, quelle per Amatrice (Ri), Camerino (Mc), la sua Università, per la Basilica di Norcia (Pg), le scuole di Ascoli, Teramo e San Ginesio (Mc), per gli edifici Ater della provincia di Teramo e per il comune di Valfornace (Mc). Nel complesso le venti Ordinanze Speciali dispongono oltre 220 interventi, per una spesa complessiva di 514 milioni di euro, 259 dei quali aggiuntivi.

«Con le venti Ordinanze prende corpo la strategia della ricostruzione dei centri storici più colpiti dal sisma, fin qui sostanzialmente paralizzata a causa delle grandi difficoltà progettuali e organizzative, determinate dall’elevatissimo grado di distruzione, ma anche dalla debolezza degli apparati pubblici. In questo modello sarà centrale il ruolo dei sub commissari Fulvio Soccodato e Gianluca Loffredo, e degli Uffici Speciali delle quattro regioni, che assumono la nuova funzione di soggetti attuatori degli interventi pubblici, d’intesa con i Comuni. Nelle prossime settimane – ha concluso Legnini – sarà approvato un nuovo pacchetto di Ordinanze in deroga per un altro gruppo dei Comuni che hanno avuto i maggiori danni».

Per quanto riguarda Accumoli, oltre alla realizzazione di alcuni interventi indispensabili nel centro storico e nelle frazioni, l’Ordinanza stabilisce uno stretto e costante coordinamento della ricostruzione privata con quella pubblica, affidato al sub commissario, al Comune e all’USR Lazio. Tra le opere da realizzare ci sono il rifacimento del Palazzo del Podestà e della Torre Civica, il nuovo edificio comunale, i sottoservizi nel centro storico, la delocalizzazione del centro polifunzionale, il ponte sul Tronto nella frazione Fonte del Campo, la messa in sicurezza dei dissesti idrogeologici nelle frazioni di Illica, Roccasalli e Villanova ed il ripristino della viabilità in alcune altre frazioni. Le somme impegnate con l’Ordinanza ammontano a 31,1 milioni di euro, dei quali 28 aggiuntivi rispetto agli stanziamenti precedenti.

«L’ordinanza firmata oggi dal Commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini – commenta Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Politiche per la ricostruzione della Regione Lazio – crea nuove premesse per la ricostruzione di Accumoli, comune tra i più colpiti dal sisma del 2016. Le nuove regole, in particolare, permetteranno l’apertura di numerosi nuovi cantieri pubblici e privati nel centro storico e in alcune sue frazioni sulla base della proposta del programma straordinario della ricostruzione approvato dal comune. Le soluzioni e i sistemi tecnologici che verranno utilizzati garantiranno maggiore sicurezza e una elevata qualità della vita con procedure più snelle e definite. In particolare è definita la procedura sia per la rimozione delle macerie che per la demolizione e la ricostruzione degli edifici storici tutelati di Palazzo Marini, Palazzo Organtini e Palazzo Cappello. Tra gli interventi più significativi sono da segnalare i sottoservizi del centro storico per i quali sono a disposizione 2,8 milioni di euro; la ricostruzione della sede comunale che prevede interventi per 7,8 milioni; la chiesa di Santa Maria della Misericordia (580 mila euro) e altri interventi di messa in sicurezza di alcune frazioni per un totale di 9,4 milioni di euro. Ancora una volta le decisioni concordate con il commissario Giovanni Legnini creano presupposti concreti per velocizzare l’opera di ricostruzione. Da parte nostra, come Regione, saremo in prima linea, con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, per assicurare la qualità dei progetti e delle opere. Non solo, nell’ambito del costante rapporto che abbiamo con il territorio e i suoi cittadini, intendiamo presentare ufficialmente e in un incontro dedicato, i contenuti dell’ordinanza».

Foto di Hands off my tags! Michael Gaida da Pixabay

Andare Oltre. La Chiesa racconta il suo impegno nell’area del sisma

Andare Oltre. L’azione della Chiesa nei luoghi del terremoto: è questo il titolo del libro-documento che la Diocesi di Rieti ha prodotto per dare conto del proprio impegno nell’area del sisma a partire dalle scosse del 24 agosto 2016. Ma non si tratta di un semplice elenco su “cosa”, “come”, “quando” e “quanto” fatto. Soprattutto si guarda al “perché”, volendo far emergere il senso ultimo di un’azione ininterrotta, di come sia possibile essere “prossimi” non solo nell’immediato, ma anche nel medio e lungo periodo.

Aperto da un testo del Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, il libro è strutturato il tre parti: Ascoltare, Intervenire e Contemplare, incorniciate da due pagine firmate dal vescovo Domenico Pompili. Si parte dalle prime fasi dell’emergenza, durante le quali gli aiuti hanno viaggiato sulle gambe di sacerdoti, suore e frati che insieme a volontari e professionisti si sono mobilitati a ogni livello per stare accanto alle persone e rispondere alle necessità.

Un’azione più ragionata di sostegno a chi era nel bisogno ha quindi trovato nella Caritas e nella nascita di una vera e propria impresa sociale lo snodo per garantire aiuti a persone e imprese e servizi di pubblica utilità.

Tutto senza mai dimenticare l’attenzione ai beni culturali, per proteggere la bellezza del territorio e proporla come antidoto alla tristezza e allo scoramento.

Nel libro si racconta l’azione della Diocesi, ma anche l’attenzione costante della Chiesa universale: dallo sguardo caloroso e concreto di papa Francesco alla colletta nazionale promossa dalla Chiesa italiana, fino ai ripetuti momenti di interesse da parte della Conferenza Episcopale.

Questo racconto, condensato in un volume illustrato di 164 pagine, sarà presentato da mons Pompili in otto appuntamenti sul territorio. Si parte sabato 17 luglio da Borgovelino, nella chiesa di San Dionigi alle ore 19.30. Il 22 luglio alle 18 il libro sarà presentato ad Amatrice, alla presenza del Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini. Sarà quindi la volta di Accumoli (29 luglio ore 21); Cittareale (7 agosto ore 19); Posta (11 agosto ore 19); Borbona (12 agosto ore 18); Leonessa (13 agosto ore 19); Terminillo (25 agosto ore 16.30).

Ricostruzione: Ordinanze Speciali per Accumoli, Arquata, Castelluccio e Pieve Torina

La Cabina di coordinamento della ricostruzione post sisma 2016, presieduta dal Commissario Straordinario, Giovanni Legnini, ha dato via libera oggi a quattro Ordinanze Speciali per Arquata del Tronto, Accumoli, Pieve Torina e Castelluccio di Norcia, comuni e borghi tra quelli maggiormente colpiti dai terremoti di quattro anni fa.

Le Ordinanze, su cui è registrata l’intesa unanime dei Presidenti delle quattro regioni interessate, prevedono l’utilizzo di deroghe alla normativa di carattere generale per la realizzazione di alcune opere pubbliche urgenti e necessarie anche per la partenza della ricostruzione privata.

Nei giorni scorsi la Cabina di coordinamento aveva già raggiunto l’intesa su altre otto Ordinanze Speciali in deroga, che riguardano la ricostruzione di Campotosto, Cascia, Castelsantangelo sul Nera, Norcia, Ussita, delle scuole di Montegiorgio e di Tolentino, del complesso di Sant’Eutizio a Preci.

Tutte le nuove Ordinanze Speciali, che saranno firmate ed emanate dal Commissario Straordinario nei prossimi giorni, saranno immediatamente esecutive con la pubblicazione sul sito internet istituzionale della Struttura, www.sisma2016.gov.it . La firma dell’Ordinanza relativa alle scuole di Tolentino resta subordinata all’acquisizione di alcuni documenti, non ancora trasmessi dal Comune.

Cabina di coordinamento

Il Rosario di TV2000 fa tappa ad Accumoli. Guida la preghiera il vescovo Domenico

Fa tappa nella diocesi reatina il “viaggio” di Tv2000 e InBlu fra le comunità cristiane del Paese con il “Rosario per l’Italia”. L’appuntamento settimanale del mercoledì sera con la preghiera mariana, lanciato all’inizio della pandemia, arriva quest’oggi nel cratere sismico, trasmesso per la prima volta da una cappella prefabbricata: il centro di comunità della parrocchia Santi Pietro e Lorenzo di Accumoli.

All’interno dela struttura realizzata da Caritas Italiana che funge da luogo di culto per la comunità colpita dal terremoto, accanto alle Sae nell’area sopra il paese in gran parte raso al suolo, questa sera la recita dei misteri gloriosi del Rosario, presieduto dal vescovo Domenico, con le meditazioni contenute nell’apposito libretto che si può scaricare da https://www.tv2000.it

Ogni mistero avrà un’intenzione di preghiera: per le popolazioni terremotate, per le istituzioni civili, per la Chiesa operante nei territori colpiti dal sisma, per i giovani, per lavoratori, anziani e sofferenti.

Al termine, la preghiera a Maria Addolorata, la cui immagine, recuperata dalla chiesa di S. Maria della Misericordia (anch’essa seriamente compromessa dalle scosse) e assai cara alla comunità accumolese, è esposta nella cappella.

Accumoli, recuperati i conci della chiesa di San Francesco

Nell’ambito della collaborazione del MIBACT (DG Sicurezza – SABAP di Frosinone, Latina e Rieti) con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’Arma dei Carabinieri, nei primi giorni di dicembre è stato effettuato ad Accumoli il recupero dei conci scolpiti del portale della chiesa di San Francesco.

Le macerie dell’edificio sacro sono tuttora sottoposte a sequestro a causa di un procedimento giudiziario riguardante l’accertamento di eventuali responsabilità nel crollo, in occasione degli eventi sismici del 2016, del campanile della chiesa su un edificio adiacente, nel quale persero la vita i membri di una famiglia accumolese.

Il complesso francescano fu fondato nel secolo XIII, secondo la tradizione, dallo stesso Santo di Assisi, in corrispondenza di un oratorio preesistente. La chiesa fu coinvolta con gravi conseguenze da vari terremoti, di cui l’ultimo nel 1703, ed ebbe conseguenze disastrose, documentate da una lapide che ne attesta la ricostruzione grazie alle somme concesse dalla famiglia Pasqualoni.

Il magistrato competente ha concesso di eseguire il recupero sotto il controllo dei ‘Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Rieti’, recupero che i Vigili del Fuoco Sabini hanno eseguito grazie anche al supporto del nucleo regionale GOS ‘Gruppi Operativi Speciali’ del Lazio, la cui opera è servita per evitare la definitiva perdita del portale, tra le poche emergenze architettoniche ancora in sito nella cittadina, testimonianza superstite dell’architettura mendicante nell’area dei monti della Laga.

Il Salumificio Sano diventa sponsor ufficiale della NPC Rieti Pallacanestro

La realtà imprenditoriale di Accumoli sarà partner ufficiale della prossima stagione della NPC Rieti Pallacanestro, a sottolineare il sodalizio tra squadra e territorio.

Il salumificio SANO è legato al proprio territorio, ricco di natura e tradizioni, dove si occupa della produzione di prosciutti, salumi e specialità tipiche regionali a livelli di eccellenza qualitativa unici nel settore.

Per la Npc è un vanto poter promuovere un’azienda di prestigio come SANO che vanta record importanti come quello di essere la prima azienda italiana per la produzione del Prosciutto Amatriciano I.G.P. e del Guanciale Amatriciano, il primo guanciale tra i salumi eccellenze d’Italia della “Guida Salumi d’Italia 2020 e che ha ottenuto anche il marchio DE.CO del Comune di Amatrice.

Alla guida di Sano, la famiglia Castelli ha da sempre un’attenzione particolare allo sviluppo del territorio partendo dalle tradizioni e dalle ricchezze locali. Ed è proprio con questo spirito che nasce la collaborazione con la NPC Rieti.

Il presidente del Salumificio Sano, Gianfranco Castelli: «Il tutto è nato con un incontro con il Presidente Cattani e la convinzione di poter riversare su un territorio, che molti ci ha dato. È un momento difficile anche per noi però dobbiamo reagire e questo vuole essere proprio un segnale su questo senso poiché da situazioni simili si può uscire solo lavorando insieme».

Orgoglio anche nelle parole del Presidente della NPC Rieti, Giuseppe Cattani: «Per noi è una grande soddisfazione ed è uno dei tanti step che stiamo facendo per collegare sempre più le aziende del territorio con il progetto NPC. Abbiamo trovato comunione di intenti con la famiglia Castelli che ha sposato il progetto con entusiasmo. Obiettivo comune propagandare il territorio in tutta Italia e speriamo saranno l’esempio per dimostrare come la cultura locale, con le proprie eccellenze possa trovare nello sport, un grande mezzo di divulgazione e promozione».

Nella foto, in ordine da sinistra: Steve Taylor Jr, Gianfranco Castelli, Giuseppe Cattani, Chiara Castelli, Quirino De Laurentiis

Padre Carmelo, ad Accumoli con l’Africa nel cuore

La missione è insita nella vita dell’uomo e non c’è bisogno di una ricorrenza per ricordarlo»: a parlare è padre Carmelo Giannone della provincia religiosa San Michele Arcangelo dei Frati minori di Puglia e Molise, attualmente in servizio ad Accumoli dopo aver compiuto un’esperienza decennale in Africa. Nell’Ottobre missionario fra Carmelo, missionario per vocazione, racconta il significato del donarsi all’altro. «Per me la vita di un cristiano si basa sull’incontro che ognuno fa con Dio e questo può avvenire solo tramite il Vangelo. Se il Vangelo ti cambia la vita, ti rende un missionario. Se invece, si ascolta la sua Parola senza che questa ti sconvolga, significa solo essere cristiani. Il Vangelo ha il potere di cambiare il tuo stile di vita, il modo in cui pensi: il Vangelo diventa vita e ti fa diventare missionario».

Grazie al Vangelo, padre Carmelo è riuscito a chiamare per nome i valori costitutivi del proprio essere, senza i quali non sarebbe la stessa persona. «Ho scoperto la compassione, la non violenza e la fraternità universale. La compassione era già presente in me, ma quando l’ho scoperta, è stata una presa di coscienza: ognuno di noi è un dono e ritrovare i valori costitutivi ti rende talmente pieno che vuoi comunicarli anche agli altri». D’altronde, come si diventa missionario? «Guardando con compassione l’altro, ascoltandolo. Non importa da dove egli venga, per me è un fratello». Ecco quindi che il Vangelo diventa uno stile di vita che spinge ad incontrare le persone in modo spontaneo. Così padre Carmelo si spinge fino all’Africa, per sperimentare la fratellanza a livello universale. «Lì ho vissuto insieme alla gente. Avevano tutti un nome, non erano delle belle foto come quelle che si guardano quando sei seduto sul divano di casa. In Africa ti sporchi le mani con la vita. Stare insieme e conoscere culture diverse: questo ti rende fratello e questo è il senso più profondo del Vangelo. Mi sono sentito mandato, non avevo bisogno di presentarmi perché andavo avanti grazie grazie al messaggio della fratellanza».

Una vicinanza sentita anche dagli abitanti stessi che in fra Carmelo vedevano una figura fraterna e amica tanto da considerarlo come uno di loro. «Tu sei bianco ma hai il cuore nero»: il messaggio più bello tra quelli che il frate ha ricevuto durante la sua permanenza. «Prima ero proiettato a raggiungere qualcosa che non avevo, poi ho scoperto che dovevo solo dare spazio al dono che il Signore mi ha dato, essere pienamente me stesso. Essere missionari significa proprio essere se stessi e nella missione in Africa io ero me stesso nella vita della gente». Una missione, un percorso religioso e di vita che arricchisce ma che lancia anche delle sfide. In una notte africana padre Carmelo stava accompagnando un ragazzo di 15 anni all’ospedale più vicino: non facendo in tempo, il ragazzo morì di tetano durante il tragitto. «Il cammino di fede più grande come frate è quello di accettare di essere il ministro di un Dio che decide di essere impotente. Accettare l’impotenza di Dio significa dover dire all’altro “io non ho risposta”. D’altro canto, il Crocifisso non dà una risposta ai dolori, la sofferenza non si spiega, si vive».

«In Africa ho scoperto che esistono due croci: quella del crocifisso, di chi soffre, e quella di chi sta sotto alla croce, di chi, cioè, vede soffrire ed è impotente. Quella notte mi sono arrabbiato molto con Dio, mi sono sentito impotente, un ministro di Dio che non aveva più la parola. Tuttavia, l’impotenza si può vincere tramite l’unione, con il valore della compassione».

Oggi padre Carmelo, insieme al confratello fra Mimmo Semeraro, sta vivendo un’altra “Africa”: quella delle zone terremotate del Centro Italia. «Siamo venuti ad Accumoli senza pretese, non abbiamo una soluzione ai problemi ma vogliamo vivere insieme alla comunità per trovare una risposta comune. È un’altra chance in cui posso essere il fratello accogliente nel dolore». «L’amore di Dio non ha bisogno di slogan. È lui che converte i cuori e se ciò avviene grazie a me, che Egli sia benedetto, altrimenti ti sarò vicino come un fratello» conclude fra Carmelo, richiamato dal suono delle campane della nuova chiesa di Accumoli, posta nel cuore del villaggio Sae: quelle “casette” essenziali in una delle quali c’è il loro mini convento.

Con la Banda di Accumoli per la festa della Madonna: «La fede e la musica hanno sempre camminato insieme»

La banda c’era e i fedeli sono accorsi numerosi: festa grande ad Accumoli per la Madonna Addolorata. Domenica 6 settembre, nella piazza del paese, si è rinnovata una celebrazione molto sentita e, nonostante le limitazioni imposte dal covid, la cittadinanza si è riunita, all’aperto, per omaggiare Maria.

Quest’anno nessuna processione né attività ricreativa; la liturgia ha compreso la sola funzione eucaristica. Ciononostante, ad accompagnare la statua della Madonna dalla chiesa dei santi Pietro e Lorenzo alla piazza, davanti alla statua di Salvatore Tommasi, ci ha pensato l’immancabile banda di Accumoli che ha restituito una parvenza di normalità ai festeggiamenti.

Ad aprire la funzione, le parole del vescovo Domenico Pompili: «il dolore di Maria, che oggi celebriamo,  altro non è che il risvolto dell’amore: soffre solo chi ama, chi è indifferente non soffre e diventa di plastica, non riuscendo a provare più nulla». Così, don Domenico ha esortato i fedeli a non diventare insensibili ma ad accettare il dolore che altro non è che l’atra faccia dell’amore.

Nell’omelia il vescovo si è invece concentrato sull’importanza di agire in funzione dell’altro. «La figura di Ezechiele, rimanda a quella della sentinella che ha il compito di ricordare a tutti la propria responsabilità. Oggi tendiamo spesso a scaricare sugli altri la responsabilità mentre la sentinella è colui che chiama l’altro in causa e ci ricorda che le nostre azioni hanno sempre delle ricadute sugli altri». D’altra parte, la Madonna ha sofferto così tanto perché ha sempre agito subito, come alle nozze di Cana, ed è intervenuta proprio perché aveva a cuore la sorte di chi le stava accanto.

Al termine della liturgia padre Carmelo ha ringraziato il vescovo e ha ricordato l’importante ruolo della banda. «La fede e la musica hanno sempre camminato insieme: ascoltare la banda è per noi segno di continuità perché i suonatori hanno proseguito a riunirsi e a suonare. La musica è memoria e profezia per il nuovo avvenire, perché insieme è più facile ricostruire».

E proprio le note intonate dalla banda hanno concluso la cerimonia. Una festa diversa, sì,  ma come ha affermato una fedele «da qualche anno qui è tutto diverso, ci dobbiamo accontentare». Più che accontentarsi, le persone si sono adattate, tanto che al termine della celebrazione tutta la comunità ha dato una mano per riportare le sedie all’interno della chiesa. D’altronde, come ha detto fra mimmo «una sedia per uno non fa male a nessuno» perché se ognuno fa la sua parte, ne beneficia tutta la comunità.

Collespada, la ricostruzione virtuosa a una svolta

Dalle macerie alla ricostruzione, la frazione di Collespada continua nel suo inesorabile processo di rinascita.

E a quattro anni dal sisma che la rase al suolo, il più sembra fatto. Un esempio di ricostruzione virtuosa merito della testardaggine dei residenti, che già qualche giorno dopo la devastante scossa, pianti i morti e contati i danni, si sono rimboccati le maniche e compiuto scelte condivise sulla ricostruzione e su indicazione dei tecnici dello studio di progettazione Arking, specializzato nelle ricostruzioni unitarie, si è arrivati ad un unico progetto di paese e ad un unico cantiere di ricostruzione.

«Gli abitanti compresero immediatamente l’importanza della proposta e sottoscrissero subito un accordo unitario – sottolinea, Enza Bufacchi direttrice della Cna Rieti -, Non si trattava solamente di ricostruire le pietre ma anche di mantenere una comunità sotto l’aspetto sociale ed economico. Da questa esigenza nasce il coinvolgimento di un altro studio di progettazione locale, to studio Persia e della Cna di Rieti, Tutti in campo con ruoli diversi, complementari, ma tutti essenziali: agli abitanti il compito di mantenere unito il gruppo, ai progettisti gli adempimenti tecnici, alia Cna la relazione con le istituzioni per facilitare l’espletamento degli adempimenti burocratici in vista dell’apertura del cantiere e del coinvolgimento delle imprese locali».

Dopo un primo approccio difficile da parte delle istituzioni c’è stato poi un deciso cambio di rotta, in particolare della Regione che ha compreso la serietà e la concretezza del progetto.

«Tutti gli abitanti hanno avuto un comportamento ineccepibile arrivando alla costituzione immediata degli aggregati, alla firma delle liberatorie e degli asservimenti per il passaggio delle reti pubbliche – riprende la Bufacchi -. Già a fine ago sto 2016 erano in corso rilevamenti urbani, orografici ed architettonici che hanno immediatamente permesso di fotografare e ricostruire lo stato di fatto prima che la distruttiva scossa di ottobre facesse crollare definitivamente tutto il paese».

Nel giro di pochi mesi tutto l’abitato di Collespada aveva già effettuato, anticipando con risorse dei privati, le indagini e i rilievi ed aveva costituito tutti gli aggregati e sottoscritto le liberatorie prima ancora che ci arrivasse la Regione. «E cosi anche le istituzioni si accorgono che a Collespada era in corso un’esperienza unica di ricostruzione che poteva diventare una buona pratica e un progetto pilota da seguire anche per altre realtà generando nuove collaborazioni come quella del centro ricerche Enea C a saccia e dell’Usr Lazio – conferma Enza Bufacchi -. Ora siamo di nuovo ad uno snodo; approvazione dei progetti dei 9 aggregati e degli 8 edifici singoli e apertura del cantiere senza soluzione di continuità con quello delle opere di urbanizzazione. Abbiamo presentato il progetto al commissario Legnini che ha avuto parole di elogio, riconoscendone il valore esemplare e assicurando tutto il suo sostegno» conclude Enza Bufacchi, direttrice di Cna Rieti.

dal Corriere di Rieti