Andare Oltre. La Chiesa racconta il suo impegno nell’area del sisma

Andare Oltre. L’azione della Chiesa nei luoghi del terremoto: è questo il titolo del libro-documento che la Diocesi di Rieti ha prodotto per dare conto del proprio impegno nell’area del sisma a partire dalle scosse del 24 agosto 2016. Ma non si tratta di un semplice elenco su “cosa”, “come”, “quando” e “quanto” fatto. Soprattutto si guarda al “perché”, volendo far emergere il senso ultimo di un’azione ininterrotta, di come sia possibile essere “prossimi” non solo nell’immediato, ma anche nel medio e lungo periodo.

Aperto da un testo del Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, il libro è strutturato il tre parti: Ascoltare, Intervenire e Contemplare, incorniciate da due pagine firmate dal vescovo Domenico Pompili. Si parte dalle prime fasi dell’emergenza, durante le quali gli aiuti hanno viaggiato sulle gambe di sacerdoti, suore e frati che insieme a volontari e professionisti si sono mobilitati a ogni livello per stare accanto alle persone e rispondere alle necessità.

Un’azione più ragionata di sostegno a chi era nel bisogno ha quindi trovato nella Caritas e nella nascita di una vera e propria impresa sociale lo snodo per garantire aiuti a persone e imprese e servizi di pubblica utilità.

Tutto senza mai dimenticare l’attenzione ai beni culturali, per proteggere la bellezza del territorio e proporla come antidoto alla tristezza e allo scoramento.

Nel libro si racconta l’azione della Diocesi, ma anche l’attenzione costante della Chiesa universale: dallo sguardo caloroso e concreto di papa Francesco alla colletta nazionale promossa dalla Chiesa italiana, fino ai ripetuti momenti di interesse da parte della Conferenza Episcopale.

Questo racconto, condensato in un volume illustrato di 164 pagine, sarà presentato da mons Pompili in otto appuntamenti sul territorio. Si parte sabato 17 luglio da Borgovelino, nella chiesa di San Dionigi alle ore 19.30. Il 22 luglio alle 18 il libro sarà presentato ad Amatrice, alla presenza del Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini. Sarà quindi la volta di Accumoli (29 luglio ore 21); Cittareale (7 agosto ore 19); Posta (11 agosto ore 19); Borbona (12 agosto ore 18); Leonessa (13 agosto ore 19); Terminillo (25 agosto ore 16.30).

Borbona, Natale 2020: «Solo con il sogno non chiuderemo mai la porta della speranza»

A dicembre Borbona diventava un vero e proprio presepe: tutta la cittadinanza lavorava per mesi nella realizzazione di quello che nel tempo è diventato il simbolo della cittadina, il Paese Natale. Quest’anno a causa delle norme anti Covid, non è stato possibile replicare ma i borbontini non si sono di certo persi d’animo. Al posto del tendone che ospitava il Paese Natale, tre magnifici abeti con una natività, mentre le facciate delle case della piazza vengono animate con delle proiezioni. Sabato 19 dicembre, si è svolta l’inaugurazione ufficiale.

«Questo è un Natale diverso» ha esordito il sindaco, Maria Antonietta Di Gaspare, e rifacendosi a quel silenzio che il vescovo Domenico aveva invocato nel 2017, dopo il sisma, ha continuato dicendo che «questo sarà il Natale del silenzio in cui ognuno potrà pensare ai propri sogni, perché solo con il sogno non chiuderemo mai la porta della speranza».

Insieme a don Domenico, la popolazione si è riunita per un momento di preghiera davanti al presepe, simbolo che infonde sempre sicurezza. Il vescovo ha sottolineato come la vera essenza della natività vada ricercata nel bue e nell’asinello, introdotti da san Francesco per «ricreare la vera atmosfera della nascita di Gesù: il Natale serve per ritrovare la luce del bambino che ci rende capaci di fede».

E poi tutti in piazza per ammirare le proiezioni sfilare sulle case. «Volevamo dedicare questo presepe diverso alla banda di Borbona – ha spiegato il sindaco- che fa parte della nostra storia come un momento importante di condivisione. Inoltre, non potevamo omettere il presepe. Su una parte della piazza vengono proiettate immagini che raccontano i vari presepi che abbiamo fatto negli anni, che hanno la caratteristica di essere sempre diversi ma di racchiudere il lavoro di molte persone».

L’atmosfera natalizia, seppur diversa, si respira tutta. E il più bel simbolo di speranza è stato quello di vedere finalmente senza ponteggi la chiesa di Santa Maria Assunta, illuminata a festa e pronta per essere riaperta.

 

“Note di Natale”: il presepe di Borbona è un gioco di musica e luci

L’evento Note di Natale, finanziato dalla Regione Lazio con la collaborazione del Comune e della Proloco di Borbona, è dedicato quest’anno alla tradizione musicale di Borbona ed al racconto della storia presepiale del paese.

Il Pentagramma, ideato in campo musicale da Ugolino da Forlì nel XV secolo, deriva dal nome che i pitagorici davano al pentagono regolare stellato, cui essi attribuivano un significato mistico di perfezione. Borbona ha voluto quest‟anno dedicargli la sua festa natalizia giudicandolo propiziatorio ad un maggiore benessere per l‟anno che verrà.

Il presepe ideato e organizzato per 18 anni da Proloco e Comune di Borbona, quest’anno non si potrà realizzare a causa della situazione epidemica, e allora si è immaginato un presepe virtuale in grado di sorprendere, stupire, emozionare: un luogo di racconto dinamico che permetta di trasformare gli spazi e le superfici in mondi virtuali, realizzato con le più evolute tecnologie di comunicazione visiva. La spettacolarizzazione è un momento importante in cui la curiosità degli spettatori sarà stimolata e soddisfatta da un insieme di proiezioni di immagini architetturali ad alta luminosità sulla piazza Martiri IV Aprile, quasi ad ‘abbracciarla’.

La sincronia di grandi immagini in lento movimento con temi tratti dalle realizzazioni del presepio degli anni passati insieme ad immagini artistiche che riproducono la Natività, creerà l’idea di essere immersi in un atmosfera di fiaba con una scenografia suggestiva prodotta con un linguaggio artistico a metà strada tra il cinema e la fotografia.

Sulla piazza del Mercato una foresta natalizia composta da tre grandi alberi che accolgono al loro interno la Natività. Ad arricchire l’atmosfera, un recinto ad ottagono costruito intorno agli alberi riprodurrà sul Pentagramma le note musicali del brano Un saluto a Borbona eseguito dalla Banda storica del paese “Concezio Colandrea” che si illuminerà via via che il brano avanza sulle note descritte.

Le strade e le piazze dei vari quartieri distribuiti sulla piana e sui colli intorno alle due piazze saranno rallegrate da luminarie natalizie.

Borbona: «La ricostruzione sia un processo partecipativo»

«Nel partecipare oggi a Borbona alla presentazione dei progetti elaborati dagli studenti dell’Università degli studi Roma Tre per il recupero del convento di Sant’Anna, ho potuto ribadire una delle principali logiche che riguarda la ricostruzione del cratere laziale: l’elemento partecipativo. Il nostro, lontano dall’essere un intervento calato dall’alto, è al contrario un processo che coinvolge una pluralità di soggetti, dalle istituzioni locali alle associazioni al mondo accademico. Il lavoro curato dall’università degli Studi di Roma Tre ha il merito di esaltare le potenzialità architettoniche legate alla Ricostruzione, offrendo a tutti una visione progettuale di qualità. Il risultato è la valorizzazione di una ricchezza presente e in divenire, una ricchezza non solo materiale ma a cui concorrere fortemente la comunità che lo abita». Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione.

«Il sisma del 2016 – prosegue Di Berardino – ha generato un grande trauma. A metà tra Amatrice e Rieti, Borbona è simbolo di una centralità da ricostruire. Una ricostruzione ancora in corso, sulla quale la Regione Lazio ha cominciato a lavorare da subito, investendo risorse, avviando grandi e piccoli progetti. Grazie alle ultime ordinanze e a un approccio particolarmente apprezzabile dell’attuale commissario alla ricostruzione, la strada da percorrere ha davanti a sé meno ostacoli burocratici rispetto al passato e nuove preziose risorse da investire, e non solo nella ricostruzione materiale. Nel piano strategico di sviluppo, Borbona si colloca con caratteristiche peculiari: è uno dei comuni dell’area interna del nostro territorio la cui via dello sviluppo e crescita va ricercata proprio all’interno della strategia delle aree interne, puntando quindi sul turismo ambientale e delle tradizioni, sull’artigianato, sull’agroalimentare e sul mantenimento e potenziamento dei servizi».

«Sono convinto – conclude l’assessore Di Berardino – che tutte queste azioni debbano esser guidate da uno stesso filo conduttore: quello del rispetto dell’identità specifica dei luoghi e della comunità. Il vero elemento di ricchezza, elemento distintivo e capace nel lungo termine di essere vincente e attrattivo è l’identità stessa di Borbona. E qui risiede un altro importante pregio del progetto di Roma Tre: sottolineare l’elemento della memoria come legame tra passato, presente e futuro».

Tra storia e ricostruzione: a Borbona si ragiona sul recupero del Convento di Sant’Anna

Nell’ambito del progetto Camminando nella storia, il Comune di Borbona, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre, organizza, venerdì 2 ottobre, un laboratorio all’aperto con la comunità per una ricostruzione post-sisma condivisa e uno sviluppo sostenibile di Borbona.

A partire dalle ore 15, lungo il corso dello storico quartiere La Lama, saranno esposti 19 progetti redatti dagli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Architettura e Restauro finalizzati al recupero del Convento di Sant’Anna e degli spazi pubblici limitrofi.

La comunità è invitata a partecipare: si potranno commentare i progetti esposti con gli studenti-autori e accogliere suggerimenti. Una scheda, appositamente redatta, sarà distribuita ai residenti e agli appartenenti alla comunità borbontina per la votazione del progetto preferito.

Sarà un modo per mettere alla prova la capacità di coinvolgimento di realtà diverse ma entrambe interessate a progettare il miglior futuro possibile per questo antico manufatto e il limitrofo centro storico.

Il pomeriggio sarà occasione di confronto sui futuri scenari possibili del quartiere, insieme a Maria Antonietta Di Gaspare (Sindaco di Borbona), Giovanni Legnini (Commissario straordinario alla ricostruzione), Domenico Pompili (Vescovo di Rieti), Claudio Di Berardino  (Delegato Sisma, Regione Lazio), Paolo Orneli  (Assessore allo Sviluppo Economico, Regione Lazio), Antonio Fontanella (Delegato Sisma, Cabina di regia), Manuela Manetti (direttrice regionale per la pianificazione urbanistica), Massimo Tocchio (Delegato provinciale Anci Lazio), Giorgia De Pasquale (architetto, Università degli studi di Roma Tre), Michele Zampilli (architetto restauratore, Università degli studi di Roma Tre). Sarà inoltre aperto e visitabile per la prima volta, dopo molti anni, il Convento di Sant’Anna.

La manifestazione avverrà nel rispetto delle prescrizioni Anti-COVID 19

Massimo Tocchio nominato Coordinatore della Provincia di Rieti nel Consiglio Anci Lazio

L’assessore del Comune di Borbona Massimo Tocchio è stato nominato Coordinatore della Provincia di Rieti nel Consiglio Direttivo Anci Lazio.

Al Palazzo Rospigliosi di Zagarolo si è tenuta l’assemblea del comitato regionale di Anci Lazio che ha decretato l’elezione dell’assessore Massimo Tocchio come Coordinatore Provinciale.

«La nostra provincia, grazie anche al lavoro del vicepresidente di Anci Lazio Daniele Sinibaldi ha visto la nomina di diversi amministratori locali nelle varie consulte, questo è già un risultato importante per il nostro territorio», ha dichiarato il neoletto.

«Ci sono conferme di amministratori esperti e presenti da anni in Anci e giovani amministratori che con entusiamo iniziano il loro percorso all’interno del palazzo di via dei Prefetti. Credo che se riusciremo a fare squadra fondendo l’ esperienza dei primi e l’ entusiasmo dei secondi otterremo certamente  dei buoni risultati per la provincia di Rieti. Presto riprenderanno i lavori ed avremo modo di confrontarci su tanti temi che hanno in comune una trasversalità politica che si declina in un unico interesse, il futuro del nostro territorio».

«Credo che la nostra associazione debba avere il compito di rappresentare le istanze di tanti Comuni che attraverso un dialogo costante, in primis, con la Regione Lazio necessitano di risposte.
Sarà dunque importante elaborare nuove proposte per dare risposte a nuove sfide che avanzano all’orizzonte. Come sarà importante dirimere temi che affliggono la nostra provincia da tanti anni, quali ad esempio l’adeguamento delle infrastrutture viarie ma anche e forse oggi soprattutto digitali, come in molte occasioni suggerito dal vescovo di Rieti monsignor Pompili».

«La questione ricostruzione post sisma che deve vedere una definitiva accelerazione. La dura battaglia che vede impegnati tanti nostri borghi e paesi nel tentativo di invertire un trend di spopolamento iniziato decenni orsono, lotta che oggi può contare sul supporto di una legge regionale dedicata ed appena approvata a firma della consigliera del movimento 5 stelle Francesca De Vito, avallata dalla Regione Lazio con Cristiana Avenali. C’è inoltre la questione occupazionale che da qui a qualche mese  sarà un tema ancora piu’ stringente. Insomma c’è un gran lavoro da fare e tutti ai vari livelli stanno facendo e certamente continueranno a  fare la loro parte».

A Borbona, «Camminando nella storia»

«In questa estate “diversa” ci siamo proposti di riscoprire il nostro territorio e le tracce lasciate in esso dal passato: è nato così Camminando nella storia». Commenta il sindaco di Borbona, Maria Antonietta Di Gaspare.

Il programma che si svolgerà dal 4 luglio al 30 ottobre propone molteplici attività ma tutte rigorosamente all’aperto o realizzate secondo le regole prescritte dalla normativa vigente. Perché quattro mesi? Per poter far apprezzare il nostro territorio nei momenti di bellezza fra estate ed autunno: l’estate per il refrigerio del clima, l’autunno per i meravigliosi colori delle faggete, degli ippocastani e delle querce.

Le nostre giovani guide ci accompagneranno a visitare i luoghi del patrimonio culturale ancora troppo poco conosciuto e disseminato nella valle ma anche sui monti: riscopriremo i fatti legati alla storia attraverso i documenti della Mostra bibliografica che si aprirà il 12 luglio; i palazzi, le chiese e i rioni che ricordano le genti passate con le orme visibili e indelebili che fortunatamente gli eventi tragici del passato sisma hanno risparmiato.

Grazie al sostegno della Fondazione Varrone e alla collaborazione di CNR-ISPC, l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, per le indagini storiche e i rilievi, potremo finalmente svelare l’arcano delle nostre origini più antiche rintracciando i segni tangibili delle popolazioni che hanno abitato questi luoghi. Non mancheranno momenti ludici con manipolazioni della creta, dedicati a piccoli e grandi, riscoprendo le antiche cave di argilla della zona per fare, sotto la guida di sapienti professionisti, oggetti di vita comune o statuine di animali o personaggi per il presepe con i guizzi e gli attributi dei diversi mestieri.

I laboratori di stampa vegetale proporranno la tecnica di ecoprinting in cui si utilizzano fiori e foglie per decorare i tessuti di seta o cotone e la carta. Il tutto dopo essere stati accompagnati in una passeggiata per il riconoscimento e la raccolta delle piante utili per la stampa.

Il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre ha sviluppato un Laboratorio di Progettazione Architettonica sulle possibilità e sul futuro dell’ex convento di Sant’Anna. A settembre gli studenti esporranno alla comunità locale gli studi realizzati sulle potenzialità del progetto di architettura nella ricostruzione post-sisma.

L’itinerario fra storia e natura, organizzato con il CAI di Antrodoco, propone visite guidate, libere e in mountain bike. I camminatori/ciclisti potranno percorrere 7 sentieri ripristinati e debitamente segnalati. Sono tratturi antichi che collegavano l’Abruzzo all’Alta Valle del Velino, seguendo le vecchie vie commerciali che scambiavano oltre ai prodotti agricoli e caseari, tradizioni e cultura.

Su questi percorsi potremo incontrare incredibili sorprese: pure acque sorgive, daini, caprioli, scoiattoli e panorami mozzafiato sui monti del Terminillo e Monti Reatini, della Laga e del Gran Sasso. Riscopriremo le quattro chiese che, poste lungo i sentieri che da Borbona si irradiano verso i monti, segnavano le vie: a sud Santa Maria del Monte, a ovest Santa Restituta, a est San Michele Arcangelo e a nord Santa Croce alla pineta.

Alla RSA di Borbona un Open Day vissuto “Animatamente”

Visita del vescovo Domenico a Borbona per l’Open Day dell’RSA San Raffaele. La Chiesa di Rieti e la Caritas dopo il sisma hanno proposto una serie di attività ricreative nella struttura. Nell’anno che sta per finire è partito un vero e proprio progetto, Animatamente, che ha visto la partecipazione degli operatori dell’impresa sociale ProMis ed un fitto programma di incontri quindicinali in collaborazione con la struttura assistenziale. Dalle bolle di sapone alla presenza del gelataio, dalla lavorazione del legno ai giochi di società, per terminare con un giocoliere che ha realizzato un emozionante spettacolo lo scorso settembre.

L’Open Day del 21 dicembre scorso, è stato anche l’occasione per presentare una pubblicazione fotografica che contiene le immagini scattate in questi mesi di attività: nella saletta riservata dall’RSA alla Chiesa di Rieti, è stato proiettato un filmato con le gli incontri svolti nel 2019. Il progetto proseguirà anche il prossimo anno e gli operatori sono già al lavoro per programmare gli incontri.

Mons Pompili ha poi salutato tutti gli ospiti della RSA, visitando i vari reparti, compreso il primo piano, dove è stato realizzato un suggestivo presepe, e le altre sale, dove erano esposti i lavori realizzati dai pazienti; successivamente il vescovo, in compagnia del vice sindaco di Borbona, Ezio Focaroli, si è recato a visitare il presepe “Paese Natale” di Borbona.

Borbona, Paese Natale: presepe, mercatino e tanta voglia di fare

Anche a Borbona il fine settimana dell’Immacolata ha sancito l’arrivo dello spirito natalizio. La tradizionale inaugurazione del presepe “Paese Natale” è avvenuta, quest’anno, in una nuova atmosfera che ha legato i paesi dell’Alta Valle del Velino in un progetto comune, quello dei mercatini di Natale.

Tante casette di legno, tutte addobbate con lucine e strenne, hanno infatti colorato la piazza principale di Borbona, accogliendo in un caloroso abbraccio i numerosi visitatori. Tanto l’entusiasmo  tra i commercianti, colpiti dalla partecipazione della cittadinanza e di quella degli abitanti dei comuni limitrofi.

Un’occasione per incontrare i costumi del luogo attraverso prodotti rigorosamente artigianali uniti alla tradizione culinaria con arrosticini, legumi e l’immancabile vin brulè fatto in casa, rimedio naturale contro il freddo.

Un momento di condivisione anche per gli stessi espositori che hanno avuto modo di approfondire la conoscenza tra di loro in un connubio di arti disparate. Dato il successo di questa manifestazione, i mercatini, originariamente pensati per un solo weekend, rimarranno aperti per tutto il periodo natalizio, pronti ad ospitare i più curiosi viandanti.

In questo clima di festa, domenica 8 dicembre, ha preso vita un’atra tradizione, questa volta più data, ovvero quella dell’inaugurazione del presepe di Borbona. «Quest’anno – ha dichiarato il sindaco, Maria Antonietta Di Gaspare – abbiamo deciso di concludere con un’inaugurazione questi due giorni di festa, che si sono sviluppati intorno ad un’azione importante: quella dei mercatini di Natale.

Abbiamo passato quasi un mese sotto questo tendone, continuando a chiederci da quanti anni proseguisse questa tradizione e siamo giunti alla conclusione che, in questa edizione, il presepe compie la maggiore età, 18 anni di Paese Natale».

Al riparo di una tensostruttura di 150 m2, si dirama infatti un grandioso presepe che raffigura, sottoforma di miniatura, il paese nei mestieri e nella quotidianità degli anni passati. Ad un occhio vigile, non potrà di certo sfuggire la rappresentazione della banda intenta a celebrare Santa Maria del Monte, la tradizione della trebbiatura, i giochi nell’osteria e la rappresentazione di piazza Martiri 4 Aprile, riprodotta fedelmente in ogni suo minimo particolare.

Un’opera che ha richiesto il lavoro costante da parte dei cittadini, in un’ottica di collaborazione e condivisone. Quest’anno, il presepe “Paese Natale” è inserito nel percorso Valle del Primo Presepe, progetto promosso da Chiesa di Rieti volto al recupero del significato originale dell’intuizione francescana, attraverso mostre, contest ed esperienze laboratoriali per grandi e piccini.

Presepe e mercatini offrono un pretesto in più per visitare questi bellissimi luoghi e persone che, nonostante le ferite ancora visibili procurate dal sisma, non hanno mai perso la speranza e si sono rialzate più forti di prima.

 

Borbona sotto le feste diventa un “Paese Natale”

Diciotto anni fa nel comune di Borbona si decise di realizzare un presepe artigianale adoperando tutte le capacità creative dei concittadini. Il risultato fu entusiasmante, tanto che in moltissimi lavorarono per poter raccontare un pezzo di storia o di tradizione: nacque così il “Paese Natale”.

«Il presepe per noi rappresenta il nostro paese in miniatura dove intorno alla Natività si raccontano le arti e i mestieri dei nostri padri. Nel corso di questi anni è stato ampliato ed arricchito, cosi come avverrà anche quest’anno. Si caratterizza per essere ogni anno realizzato in modo diverso ed essere visitato al suo interno come una passeggiata fatta nel paese, riconoscendo via via i suoi luoghi.

La tensostruttura di 150 mq, che lo ospita viene collocata nella piazza centrale di Borbona, da li parte ogni attività e li si conclude ogni festa», dicono gli organizzatori.

E quest’anno il presepe di Borbona, ormai da tutti definito monumentale, verrà inserito nel percorso della Valle del Primo Presepe, evento voluto dalla Chiesa di Rieti per valorizzare l’intuizione francescana del 1223.

Dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 il mercatino di Natale accoglierà grandi e piccoli in un villaggio di casette di legno addobbate e decorate, raccontando le suggestioni dei nostri territori con la presentazione di articoli tutti artigianali e bio a coloro che vorranno vivere tradizioni autentiche e degustare prodotti tipici. Non mancheranno laboratori creativi per i bambini a cura del Centro giovanile di Borbona, tour in carrozza con i cavalli alla scoperta del borgo, degustazioni di prodotti tipici, performance teatrali, zampognari e molte altre sorprese.