Al Festival della Letteratura di Leonessa tre incontri per “Pensare la vita”

La programmazione estiva della quinta edizione di “Libri ad alta quota – Festival della Letteratura della Città di Leonessa” farà da cornice all’annuale rassegna filosofica “Pensare la vita”, già proposta con successo nella scorsa estate. L’obiettivo è quello di favorire la riflessione, anche tra un pubblico non specialistico, su problemi esistenziali e di rilievo per la vita sociale.

Gli incontri avverrano tutti nello splendido Chiostro di San Francesco, luogo fra l’altro deputato a tutti gli appuntamenti con i cinque autori selezionati che interverranno (Federica Angeli, Gino Castaldo, Franco Arminio, Simona Lo Iacono, Matteo Della Bordella)

“Tre incontri per essere umani”, questo lo slogan di una rassegna che affonda le sue radici e riprende l’esperienza dei corsi di formazione filosofica che si tengono, da ormai dieci anni, a Parma a cura dell’Associazione La Ginestra. Tre incontri per favorire il contatto tra esperti e un ampio pubblico di persone digiune di filosofia ma desiderose di acquisire strumenti per comprendere meglio le esperienze cruciali della loro esistenza e del vivere associato. Ne deriva una pratica della filosofia orientata a una saggezza di vita lontana da ogni virtuosismo accademico.

Il primo appuntamento è in programma Mercoledì 4 agosto alle ore 18,00 con Ferruccio Andolfi dell’Università di Parma sul tema “Felicità e lavoro. La pena e il piacere”.

L’epoca moderna ha portato a un riscatto della vita attiva, del valore del lavoro e della classe dei lavoratori – che tuttavia sono stati assoggettati alle regole stringenti della produzione, con un sacrificio della loro felicità personale. La maggioranza delle persone non si pone traguardi ambiziosi e sembra afflitta piuttosto dalla mancanza di lavoro. Ma non appena il bisogno elementare di un’occupazione per la sopravvivenza è soddisfatto, ricompare la spinta a connettere il lavoro alla realizzazione e alla felicità degli individui.”

Mercoledì 11 agosto alle ore 18,00 sarà invece Arianna Fermani dell’Università di Macerata ad intervenire “Rischio, Coraggio e Speranza. Virtù per il presente in dialogo con gli antichi”.

Permettendo di guardare e di dirigerci al là del presente e dell’immediato, la speranza ci dà lo slancio per affrontare le numerose sfide che la vita ci pone di fronte. E ogni sfida implica inevitabilmente il rischio – un rischio che va assunto e amministrato correttamente, se l’essere umano deve mirare, ogni giorno, alla cosa più bella e importante dell’esistenza, ovvero alla felicità.”

Ultimo appuntamento mercoledì 19 agosto alle ore 18,00 con l’intervento di monsignor Domenico Pompili sul tema “L’Enciclica Laudato si’. Fra impegno del singolo e responsabilità comune”.

Quando la persona umana viene considerata solo un essere in più tra gli altri, che deriva da un gioco del caso o da un determinismo fisico, si corre il rischio che si affievolisca nelle persone la coscienza della responsabilità. Non si può esigere da parte dell’essere umano un impegno verso il mondo, se non si riconoscono e non si valorizzano al tempo stesso le sue peculiari capacità di conoscenza, volontà, libertà e responsabilità. In questo periodo storico è necessario contribuire con ancora più forza e determinazione al processo di lotta alla povertà ed alla diseguaglianza e di crescita delle comunità, intervenendo in situazioni di emergenza, di ricostruzione e di sviluppo.”

Il programma completo, e tutti gli appuntamenti del Festival della Letteratura Città di Leonessa, sono consultabili dettagliatamente sul sito della Biblioteca comunale, (www.bibliotecacultrera.it).

Per info: 338 1335471 – [email protected].

 

Andare Oltre. La Chiesa racconta il suo impegno nell’area del sisma

Andare Oltre. L’azione della Chiesa nei luoghi del terremoto: è questo il titolo del libro-documento che la Diocesi di Rieti ha prodotto per dare conto del proprio impegno nell’area del sisma a partire dalle scosse del 24 agosto 2016. Ma non si tratta di un semplice elenco su “cosa”, “come”, “quando” e “quanto” fatto. Soprattutto si guarda al “perché”, volendo far emergere il senso ultimo di un’azione ininterrotta, di come sia possibile essere “prossimi” non solo nell’immediato, ma anche nel medio e lungo periodo.

Aperto da un testo del Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, il libro è strutturato il tre parti: Ascoltare, Intervenire e Contemplare, incorniciate da due pagine firmate dal vescovo Domenico Pompili. Si parte dalle prime fasi dell’emergenza, durante le quali gli aiuti hanno viaggiato sulle gambe di sacerdoti, suore e frati che insieme a volontari e professionisti si sono mobilitati a ogni livello per stare accanto alle persone e rispondere alle necessità.

Un’azione più ragionata di sostegno a chi era nel bisogno ha quindi trovato nella Caritas e nella nascita di una vera e propria impresa sociale lo snodo per garantire aiuti a persone e imprese e servizi di pubblica utilità.

Tutto senza mai dimenticare l’attenzione ai beni culturali, per proteggere la bellezza del territorio e proporla come antidoto alla tristezza e allo scoramento.

Nel libro si racconta l’azione della Diocesi, ma anche l’attenzione costante della Chiesa universale: dallo sguardo caloroso e concreto di papa Francesco alla colletta nazionale promossa dalla Chiesa italiana, fino ai ripetuti momenti di interesse da parte della Conferenza Episcopale.

Questo racconto, condensato in un volume illustrato di 164 pagine, sarà presentato da mons Pompili in otto appuntamenti sul territorio. Si parte sabato 17 luglio da Borgovelino, nella chiesa di San Dionigi alle ore 19.30. Il 22 luglio alle 18 il libro sarà presentato ad Amatrice, alla presenza del Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini. Sarà quindi la volta di Accumoli (29 luglio ore 21); Cittareale (7 agosto ore 19); Posta (11 agosto ore 19); Borbona (12 agosto ore 18); Leonessa (13 agosto ore 19); Terminillo (25 agosto ore 16.30).

Terminillo Marathon-Off Road: preparativi a Leonessa per il nuovo evento Zero Team

Il 2021 per il sodalizio reatino di Zero Team si apre con la novità della Terminillo Marathon Off Road programmata per domenica 20 giugno.

La disciplina cambia ma lo spettacolo del Terminillo resta sempre lo stesso con i suoi suggestivi panorami e con Leonessa che diventerà il cuore pulsante di questa prima edizione inserita nel circuito di Pedalatium Off Road.

In attesa del 22 agosto, data prescelta per rimettere in cantiere la Terminillo Marathon su strada come prova di Fantabici, gli sforzi degli organizzatori sono momentaneamente concentrati su questa gara fuoristrada che propone un percorso di 42 chilometri con 1220 metri di dislivello.

«Stiamo lavorando con la passione che ha sempre contraddistinto i nostri eventi per regalare una manifestazione in pieno stile Terminillo Marathon – spiega l’organizzatore Paolo Ferri -. Con Leonessa è nato un progetto a lungo termine per valorizzare la sua grande attrattiva turistica e la sua rete sentieristica nelle montagne circostanti ed è per questo che ho trovato terreno fertile con l’amministrazione comunale per far svolgere questa gara di mountain bike che l’emergenza Covid-19 ci ha impedito lo scorso anno».

LINK ISCRIZIONI

https://www.endu.net/it/events/terminillo-marathon-off-road/ oppure https://www.pedalatiumoffroad.it/

www.terminillomarathon.com

Leonessa in festa per la riapertura della chiesa di Villa Gizzi

Villa Gizzi torna ad avere un luogo di culto: ufficialmente riaperta la chiesa di San Bonaventura. Il 15 luglio, infatti, proprio in occasione delle celebrazioni dell’omonimo santo, le porte della chiesa della frazione di Leonessa sono tornate ad accogliere i fedeli, giunti in gran numero per l’occasione.

Lesionata dal sisma del 24 agosto 2016, la chiesa è stata chiusa per motivi di sicurezza e così gli abitanti hanno trovato un modo molto singolare per seguire la Santa Messa. «Il forno del paese è stata la nostra chiesa fino alla scorsa domenica» ha raccontato Riccardo, aggiungendo anche che, causa Coronavirus, molto spesso si ci serviva dell’ombra della folta chioma dell’albero della piazza per celebrare l’Eucarestia.

Ristabilita la funzionalità dell’edificio attraverso catene tiranti, reti anticaduta e sbadacchiature degli accessi, attraverso un intervento che ha mantenuto il più possibile intatta la struttura originale, il vescovo Domenico ha inaugurato la chiesa con una Messa solenne dedicata alla figura di san Bonaventura, fine intellettuale e profondo conoscitore dell’animo umano.

«Disponiamoci a vivere questa riapertura come una continua ricerca di Dio, accompagnando lo sguardo della mente a quello del cuore: la vera sapienza sta nel cogliere la realtà nel profondo delle cose», ha affermato il vescovo invitando poi i presenti a godere di qualche momento di riposo per ritrovare il tempo della preghiera.

Difficile per i fedeli trattenere l’emozione. «Sono contentissima ed emozionata. La sola vista dei banchi, mi ha fatto commuovere», ha affermato Angelina. Di fatto, la chiesa era per il paese un punto di aggregazione e di memoria, soprattutto per chi, come Rosa Maria, qui si è sposata. Ed è proprio per questo che tutta la cittadinanza ha partecipato, ognuno secondo il proprio compito, alla gioia di questo giorno: dai frati cappuccini, Carmine e Orazio, alle donne del paese che con il loro infaticabile lavoro hanno coadiuvato l’esperienza dei tecnici.

«Ci auguriamo che sia solo inizio di una rapida ricostruzione» ha commentato il sindaco di Leonessa, Gianluca Gizzi, con la voce rotta dall’emozione. E non ha potuto far a meno di ricordare una persona cara alla sua infanzia, padre Anavio che in queste zone ha lavorato tanto, creando un senso di appartenenza positivo. «Dimentichiamoci gli individualismi esasperati e recuperiamo senso comunità, solo così arriveremo tranquilli al futuro» ha poi concluso.

«Una chiesa che si riapre è sempre una buona notizia: chi rientrata in chiesa per rivivere la fede ne dà testimonianza anche fuori:  queste le parole del vescovo per la benedizione finale alla quale è seguito, nel sagrato della chiesa, un momento di convivialità.

Tutti a distanza di sicurezza ma connessi con il cuore, i fedeli hanno ricordato insieme i bei momenti legati alla chiesa, soprattutto quelli legati ai festeggiamenti della Madonna del santissimo Rosario.

A Leonessa grazie all’Unione Club Amici arriva la Club House

A distanza di tre anni dal sisma che ha colpito i territori di Lazio, Marche ed Umbria una bella notizia arriva a Leonessa. Nonostante le difficoltà burocratiche, è arrivata nel paese reatino la Club House, struttura in legno acquistata con i fondi di beneficenza offerti dai club della Federazione e da centinaia di turisti itineranti.

La cerimonia di inaugurazione si è svolta alla presenza del sindaco, Gianluca Gizzi, dell’assessore Eva Rauco, del presidente nazionale dell’Unione Club Amici Ivan Perriera, del presidente per il Lazio e centro Sud Benedetto Sinagoga, di quello del Centro Italia Maria Pepi, oltre al presidente del Rieti Camper Club, Giampiero Spadoni e di tantissimi presidenti dei club delle regioni limitrofe.

La Club House avrà l’obiettivo di accogliere i turisti che sosteranno nella ridente cittadina di Leonessa, potendo utilizzare le colonnine di carico, scarico e corrente elettrica, acquistate sempre con i fondi raccolti.

Il presidente Perriera, durante il suo discorso introduttivo, ha raccontato le varie fasi di realizzazione, ringraziando pubblicamente la precedente amministrazione per l’impegno ed il lavoro di realizzazione della casetta in legno, oltre, ovviamente, a dimostrare gratitudine per l’attuale giunta che ne porterà a termine i lavori.

La gestione dalla Club House è stata affidata al Rieti Camper Club, per conto dell’Unione Club Amici e alla Pro Loco che, come concordato con la presidente Maria Casula, verrà utilizzata anche per incontri turistico culturali per la promozione del territorio.

Il sindaco, Gianluca Gizzi, ha sottolineato che la nuova amministrazione si è trovata ad essere coinvolta nella realizzazione di un progetto portato avanti dai suoi predecessori, a dimostrazione che il turismo è uno di quei settori nei quali non possono che esserci progetti bipartisan e che tutti devono vedere unità di intenti per il bene dell’intera comunità.

Una volta installata la colonnina di carico e scarico, già in possesso del Comune, l’Unione Club Amici proporrà alla nuova giunta, di entrare a far parte del circuito nazionale “Comune Amico del Turismo Itinerante” iniziativa promossa dalla stessa Federazione di campeggiatori, in modo da tornare a Leonessa per l’inaugurazione dell’area sosta camper e per la cerimonia di adesione all’importante progetto.

Riaperta la Santissima Trinità di Leonessa, gioiello di arte e storia

La riapertura al culto della piccola chiesa intitolata alla SS. Trinità, in Villa Berti – frazione dell’altopiano Leonessano – segna l’inizio di un nuovo tempo, «sorta di rinascenza civile, culturale e religiosa nelle aree prossime al cratere sismico». Con queste parole il vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili, invitato a consacrare ed officiare il rinnovato spazio di culto, ha voluto commentare l’evento dinanzi ad un nutrito gruppo di partecipanti, tra i quali il neo eletto sindaco di Leonessa Gianluca Gizzi.

Promotori e sponsor dell’iniziativa i componenti della comunità locale, con il parroco padre Orazio Renzetti e il coordinatore Gianni Camponeschi, uniti nel sostenere la conservazione della memoria storica del luogo, purtroppo intaccata dai recenti episodi sismici.

“Casa Berti”, come tramandato, vanta una antica tradizione legata all’accoglienza; strategicamente posizionata presso l’accesso N dell’altopiano, reca ancora strutture e vestigia del tipico borgo rurale e contadino di epoca tardomedievale, con planimetria quadrangolare accentrata sulla “curtis” centrale. La chiesa della SS. Trinità ne occupa l’angolo NO (con ingresso a S) come addizione al più vetusto ed esteso corpo di fabbrica settentrionale; edificata presumibilmente durante il I decennio del sec. XVII (la data “1606” graffita su uno dei conci dell’archetto di ingresso ne darebbe conferma) si colloca tra i più antichi edifici di culto dell’intero altipiano. Concepita ad aula mononave, reca una abside retrostante all’altare (oggi occupata dalla sacrestia) e conserva nel suo interno alcuni dipinti su tela di buon interesse storico artistico, tra cui una pala di scuola umbra, cronologicamente collocabile alla metà del sec. XVII.

Un’altra piccola tela – raffigurante anch’essa il tema della SS. Trinità, e anch’essa di ottima scuola – mostra elementi iconografici e storico-artistici addirittura più antichi, legati alla cultura pittorica tardo cinquecentesca di area romana; una ulteriore tela – sempre di epoca tardo seicentesca – mostra un “Sant’Antonio Abate”, presumibilmente di scuola locale.

La pala d’altare (un olio su tela di buone dimensioni) raffigura il tema della SS. Trinità, trattato in uno schema iconografico consueto per la Controriforma, dove la figura del suo principale – e storico – teorizzatore, S. Agostino Vescovo di Ippona, viene raffigurata ai piedi del “mistero”, con una copia del suo “De Trinitate” ed in atteggiamento devoto e dimesso, “spogliato” dagli attributi episcopali, qui retti da due cherubini in sua vece. La I metà del sec. XVII è un momento drammatico per il cattolicesimo occidentale, diviso dalla riforma protestante e dilaniato dalle incredibili accelerazioni intellettuali e scientifiche del tempo, pensiamo a Cartesio, Giordano Bruno, Galileo, Spinoza, Keplero, e l’appena concluso Concilio Tridentino (1581) teso invece a riportare la chiesa alla purezza e trasparenza del periodo paleocristiano.

Compito principale dell’iconografia sacra è il racconto e la catechesi permanente, comunicazione chiara e coincisa di ogni elemento storico, dottrinale, anche dogmatico, rivolta ad una assemblea di fedeli educati all’interpretazione; comprendiamo dunque – nel caso della pala d’altare di Villa Berti – sia la “loquela digitorum” fra il Padre e il Figlio – entrambi avvolti nel cono di luce dello Spirito Santo – sia l’espressione quasi prostrata di sant’Agostino, rassegnato alla critiche più feroci ma sempre di fondamentale presenza, pur nel suo aspetto umile e mortificato. Degne di nota le mani felicissime dei pittori (almeno due, un maestro artefice dei volti e dei particolari, ed un allievo, campitore di sfondi e panneggi); non sarebbe da escludersi un rapporto diretto con le maestranze al seguito dei Padri Cappuccini, stanziati a Leonessa fin dal principio del sec. XVI.

Sottoposti a complesse operazioni di restauro eseguite dalla D.ssa Josefina Marlene Sergio e da chi scrive (ArsLabor Restauro – Roma), sotto la diligente sorveglianza del funzionario di zona della Soprintendenza dottor Giuseppe Cassio, i tre dipinti hanno ritrovato la giusta condizione espositiva ed il dovuto rilievo anche grazie al lavoro del signor Tonino Berti, che si è occupato della ristrutturazione interna della chiesa.

Riaperta a Leonessa la chiesa della Santissima Trinità

Nella mattinata di venerdì 14 giugno il vescovo Domenico ha presenziato alla riapertura e alla riconsacrazione della Chiesa della Santissima Trinità in Villa Berti, graziosa frazione dell’altipiano leonessano.

Presente il neo sindaco Gianluca Gizzi oltre ad un notevole numero di fedeli giunti per ritrovare, oltre al piccolo ma rinnovato ed accogliente spazio liturgico, anche le tele tardo seicentesche e settecentesche in esso conservate.

Sottoposti a complesse operazioni di restauro eseguite dalla dottoressa Josefina Marlene Sergio e dal professor Fabio Sigismondi della società Ars Labor Restauro di Roma, sotto la diligente sorveglianza del funzionario di zona della Soprintendenza dottor Giuseppe Cassio, i tre dipinti su tela – due raffiguranti la “Santissima Trinità” ed un terzo “Sant’Antonio Abate” – hanno ritrovato la giusta condizione espositiva ed il dovuto rilievo.

Di fondamentale importanza per la riuscita del progetto di restauro è risultata la forte volontà dalla comunità locale supportata dall’impegno dei Padri Cappuccini di Leonessa.

Leonessa, riapre al culto la chiesa della Santissima Trinità di Villa Berti

Il 14 giugno 2019 riaprirà al culto la Chiesa Santissima Trinità in Villa Berti di Leonessa. Alle ore 10.20 verranno presentati i lavori di restauro eseguiti dalla Ars Labor, successivamente, alle ore 11.00 verrá celebrata la Santa Messa presieduta dal vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili.

La comunità della piccola frazione unitamente ai Padri Cappuccini di Leonessa, attendono con grande gioia e soddisfazione la riapertura della chiesa, signifcativa per i valori religiosi, storici e culturali che esso rappresenta.

Il restauro della Chiesa della Santissima Trinità, che ha visto coinvolta l’intera comunità di Villa Berti insieme ai padri cappuccini, costituisce il raggiungimento di un obiettivo individuato da almeno un quarantennio.

I  nonni e genitori già dagli anni ’80 manifestavano il desiderio di restituire a questa chiesa il decoro originario. Villa Berti o Casa Berti, come era denominata la nostra frazione nel dizionario geografico-istorico-fisico del regno di Napoli, redatto dall’abate don Francesco Sacco, pur essendo un piccolo centro rurale, nei secoli passati ha visto i propri abitanti impegnati nell’abbellimento della piccola chiesa dedicata alla Santissima Trinità.

 

 

Il CAI per la rinascita

Escursioni lungo il rinnovato Sentiero Italia CAI, tra Leonessa, Cittareale e Amatrice l’11 e il 12 maggio alle quali hanno partecipato circa 200 persone da tutto il Centro d’Italia. Ha preso parte alla manifestazione anche il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti che ha ribadito la solidarietà concreta e la vicinanza affettiva del Club Alpino Italiano alle popolazioni colpite dal sisma ora che i riflettori mediatici si sono spenti. Si è sottolineato quanto sia importante oggi proporre la frequentazione sostenibile, interessata, intelligente e rispettosa del territorio montano come modo per rilanciare territori messi a dura prova dagli eventi naturali. «E’ stato questo il significato della due giorni laziale del Cammina Italia CAI 2019, la staffetta non continuativa che sta coinvolgendo tutte le regioni italiane per promuovere il rinnovato Sentiero Italia CAI», si legge nel comunicato ufficiale. Nonostante le scoraggianti previsioni meteo, questi due giorni tra le terre mutate e dentro un paesaggio magnifico di verdi intensi ha coinvolto tanti camminatori che hanno apprezzato il sentiero, i panorami paesaggistici, la natura, i borghi, l’accoglienza, i sapori eno-gastronomici. Il SI (acronimo di Sentiero Italia) cos’è? Il Sentiero più lungo del mondo, é l’infrastruttura leggera che consente di scoprire a passo lento, senza soluzioni di continuità, le tante culture delle montagne italiane, è un cammino che simbolicamente unisce mentre in Italia la realtà sociale è sempre meno coesa, è un progetto che va coltivato per contrastare lo spopolamento e rilanciare l’economia di molte aree montane dell’arco alpino e della dorsale appenninica. Il Cammino di Santiago traccia il record di oltre 156.000 pellegrini e camminatori in tre mesi (statistica estate 2018), ma il cammino del SI, molto più vario, potrebbe superarlo se frequentato a più tappe, a distanza di mesi e a più riprese, pianificandolo con gusto dell’avventura e con curiosità.

L’11 maggio i camminatori, radunati prima a Leonessa, sono partiti dalla Frazione di S. Vito dove l’Università Agraria ha preparato un ottimo rinfresco per tutti in piazza. Hanno percorso il sentiero per 14 chilometri fino a Cittareale dove si è svolto un partecipato ed interessante convegno nella struttura messa a disposizione dal sindaco. I trekker hanno cenato e dormito a Cittareale per ripartire il giorno dopo, il 12 maggio, per Amatrice, lungo un sentiero più lungo che a causa delle avverse condizioni meteo è stato percorso solo per metà ma ha reso tutti soddisfatti per la bellezza e varietà degli ambienti attraversati. I partecipanti hanno poi fatto visita al cantiere della Casa della Montagna e in 120 hanno gustato un’ottima amatriciana sul posto. Che in questi contesti ha un altro sapore aggiunto: quello delle emozioni.

«Arrivare a piedi ad Amatrice lungo il Sentiero Italia CAI in un momento in cui sta prendendo vita, e ormai è quasi terminata, la Casa della Montagna, nella quale abbiamo creduto immediatamente dopo il terremoto insieme agli amici di Anpas, è un’occasione straordinaria», ha affermato il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti durante il sopralluogo nel cantiere. «Con questi progetti vogliamo portare entusiasmo e fiducia in persone che qui vivono e qui devono restare. Questa casa e questo sentiero che devono diventare il punto di riferimento di tutti coloro che vogliono tornare alla scoperta di un territorio bellissimo, non solo per le sue montagne, ma anche per ambiente, popolazioni, culture e storia. Dobbiamo dire grazie al coraggio delle popolazioni locali che ci permettono di credere che insieme si possa realizzare qualcosa di grande, che possa essere trasmesso alle generazioni future».

La delegazione CAI che ha fatto visita al cantiere era composta, tra gli altri, dal Presidente del CAI Lazio Amedeo Parente, dal suo predecessore Fabio Desideri, dal Presidente della Sezione di Amatrice Franco Tanzi, dal Consigliere centrale Eugenio Di Marzio e da Paolo Demofonte del CAI Amatrice. La Casa della Montagna potrà rappresentare, hanno ricordato tutti, un importante punto di passaggio del Sentiero Italia CAI, un luogo di ritrovo per tutti coloro che amano la montagna e vogliono viverla, un luogo di formazione e un centro polivalente per i suoi frequentatori. E si è annunciato che proprio nella Casa della Montagna l’inaugurazione sarà un evento unico, con una mostra del grandissimo alpinista Riccardo Cassin amico di Walter Bonatti, in collaborazione con la Fondazione Cassin. Alla manifestazione di Cittareale era presente da Lecco il figlio Guido.

La due giorni è iniziata ieri a Leonessa, con il passaggio del diario che funge da testimone da parte del Presidente del CAI Abruzzo Gaetano Falcone (regione dove si sono tenute le escursioni del Cammina Italia CAI 2019 una settimana fa) al Presidente del CAI Lazio Amedeo Parente. Al termine dell’escursione, a Cittareale, si è tenuto un momento istituzionale, nel corso del quale il Sindaco Francesco Nelli ha ricordato che «le nostre bellezze naturalistiche sono un vero scrigno e il CAI rappresenta quel turismo sano che vogliano nelle nostre montagne. Possiamo ripartire se valorizziamo le nostre montagne. Continuate a starci vicino per promuovere il nostro territorio».

Concetti ribaditi da tutti gli intervenuti, anche dal giornalista Stefano Ardito che è stato uno degli ideatori del Sentiero Italia negli anni ’80 e che ha rilanciato lo stimolo all’impegno: «grazie ad eventi come questo e alle iniziative culturali noi giornalisti riusciamo a ottenere spazio per parlare delle terre alte del cratere sismico, della loro frequentazione e della loro rinascita». Il referente dell’attuale progetto sul Sentiero Italia CAI Alessandro Geri e gli altri intervenuti hanno sottolineato la necessità di dare un seguito alla risistemazione e rilancio del sentiero, attraverso i programmi escursionistici delle oltre 500 Sezioni CAI italiane (che potrebbero organizzare ogni anno un’escursione su un tratto del Sentiero Italia CAI di un’altra regione) e il coinvolgimento delle scuole dei circa 360 Comuni toccati dal grande itinerario. La convergenza di programmi farà la differenza di un turismo green, non massificante. Il SI é il tracciato escursionistico del Bel Paese che collega per oltre 6000 km tutte le regioni italiane: per un’esperienza lenta da vivere, da scoprire, da raccontare fuori dai luoghi comuni

di Ines Millesimi

Sentiero Italia Cai, l’11 e il 12 maggio al via il tratto che unisce Leonessa ad Amatrice

«Con il progetto Sentiero Italia abbiamo un sogno, quello di unire l’Italia intera in un grande abbraccio, attraverso la percorrenza a piedi degli straordinari territori che il nostro Paese è in grado di offrire non appena si abbandona la strada asfaltata». È la dichiarazione di Vincenzo Torti, Presidente Generale del CAI, calzante per introdurre il tratto che tra l’11 e il 12 maggio si inaugura nel Lazio con centinaia di camminatori.

La staffetta dei cammini, partita dalla Sardegna a marzo, riguarda anche le Terre alte della Provincia di Rieti. La prima tappa, la n. 122, è in programma sabato 11 maggio: da Leonessa i partecipanti raggiungeranno nel pomeriggio Cittareale (14 km) dove alle ore 18.00 è previsto un importante incontro istituzionale alla presenza del Presidente Generale del CAI Vincenzo Torti.

Interventi in programma: Alessandro Geri, referente del progetto Sentiero Italia per la SOSEC, Aldo Mancini, referente della sentieristica CAI Monterotondo, Amedeo Parente Presidente Gruppo Regionale Lazio.

La seconda tappa, la n. 123, ci sarà domenica 12 maggio: con partenza da Cittareale per Amatrice (Km. 20,600), i partecipanti arriveranno ad Amatrice verso le ore 15:00 e potranno ristorarsi presso il cantiere della costruenda Casa della Montagna ad Amatrice. È disponibile il trasporto pubblico COTRAL da Rieti e saranno organizzate navette di collegamento per il recupero delle auto dei partecipanti. Per tutti coloro che vogliono aderire obbligatoria la prenotazione email alle sezioni CAI di riferimento entro il 4 maggio. Per ulteriori info: www.caiamatrice.it e www.caimonterotondo.it

Il Sentiero Italia, che si sviluppa lungo l’intera dorsale appenninica (isole comprese) e sul versante meridionale delle Alpi, è stato ideato nel 1983 da un gruppo di giornalisti escursionisti, riuniti poi nell’Associazione Sentiero Italia, e fatto proprio dal CAI nel 1990. Grazie all’indispensabile contributo delle sue Sezioni, che ne hanno individuato nel dettaglio il percorso, i posti tappa e la segnaletica, il Sentiero Italia è stato poi inaugurato nel 1995 con una grande manifestazione organizzata dal CAI “Camminaitalia 95”, ripetuta poi nel 1999 assieme all’Associazione Nazionale Alpini (ANA). Il concatenamento di sentieri che formano il Sentiero Italia attualmente è quasi completamente segnalato con i colori bianco e rosso e la dicitura “S.I.”.
Oggi il CAI, con l’aiuto dei suoi Gruppi regionali, ha voluto dare inizio a un lavoro sull’infrastruttura sentiero e sui posti tappa, per ridare al percorso la possibilità di essere usufruito nella sua interezza. L’80% delle tappe è pronto entro fine aprile, le rimanenti entro la fine dell’anno.

Un’occasione preziosa, questa, per programmare un viaggio alternativo e scoprire a piedi paesaggi, paesi, parchi regionali e nazionali, natura montana e storia italiana, e non da ultimo i racconti degli abitanti incrociati lungo il percorso, l’ospitalità dei luoghi semplici e autentici, le tipicità gastronomiche locali lungo un tracciato. Un’esperienza unica e assai varia, da organizzare al meglio con mappe georeferenziate e facili ricerche internet per il pernotto lungo il tragitto che si intende esplorare. Il Sentiero Italia è finalmente ora effettivamente percorribile grazie al lavoro di tanti volontari delle sezioni CAI di tutta la Penisola.