“Amatrice Live – Amatrice Vive”, al via la rassegna

L’estate amatriciana 2021 riparte all’insegna del teatro e della cultura a 360 gradi, per i bambini e per gli adulti con la rassegna “Amatrice Live – Amatrice Vive”.

Il Comune di Amatrice, in collaborazione con “La Pirandelliana” sotto la Direzione Artistica di Valerio Santoro con l’organizzazione di Elisabetta Nepitelli Alegiani e con il sostegno del MIC- Direzione Generale Spettacolo e della Regione Lazio, e con il contributo di BPER, presentano un programma composto da sei spettacoli tra il 17 luglio ed il 14 agosto.

Si è partiti il 17 luglio con lo spettacolo “Fenomenologia dei rapporti di coppia considerati nel periodo storico degli ultimi 10 minuti in Italia” di Claudio Morici seguito il 18 luglio con “Il Teatro verde a Motore” Laboratorio per bambini e a seguire lo spettacolo “Il Cantastorie”.

Il prossimo fine settimana, sabato 24 Luglio alle ore 21.00 presso l’area antistante il centro commerciale “Il Triangolo” va in scena “E quindi uscimmo a riveder le stelle” spettacolo/recitazione della Divina Commedia con Giorgio Colangeli accompagnato dalla chitarra di Tommaso Cuneo.

Sabato 31 luglio alle 21.00, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Auditorium della Laga donato alla città di Amatrice dalla Croce Rossa Italiana, è programmato lo spettacolo con Susy Del Giudice e Giulio Cancelli “Il Baciamano” di Manlio Santanelli con regia di Giovanni Esposito.

Il primo dei due appuntamenti teatrali di Agosto, sempre all’interno del nuovo Auditorium della Laga, è fissato per il 7 agosto alle 21: a cura del duo composto da Valentina De Giovanni e Gabriele Elliot Parrini con il concerto “Lustrascarpe” un omaggio a Gabriella Ferri.

La chiusura della rassegna “Amatrice Live – Amatrice Vive” avverrà il 14 agosto alle ore 21 ed è affidata a Roberto Ciufoli con lo spettacolo “TIPI”.

Al Festival della Letteratura di Leonessa tre incontri per “Pensare la vita”

La programmazione estiva della quinta edizione di “Libri ad alta quota – Festival della Letteratura della Città di Leonessa” farà da cornice all’annuale rassegna filosofica “Pensare la vita”, già proposta con successo nella scorsa estate. L’obiettivo è quello di favorire la riflessione, anche tra un pubblico non specialistico, su problemi esistenziali e di rilievo per la vita sociale.

Gli incontri avverrano tutti nello splendido Chiostro di San Francesco, luogo fra l’altro deputato a tutti gli appuntamenti con i cinque autori selezionati che interverranno (Federica Angeli, Gino Castaldo, Franco Arminio, Simona Lo Iacono, Matteo Della Bordella)

“Tre incontri per essere umani”, questo lo slogan di una rassegna che affonda le sue radici e riprende l’esperienza dei corsi di formazione filosofica che si tengono, da ormai dieci anni, a Parma a cura dell’Associazione La Ginestra. Tre incontri per favorire il contatto tra esperti e un ampio pubblico di persone digiune di filosofia ma desiderose di acquisire strumenti per comprendere meglio le esperienze cruciali della loro esistenza e del vivere associato. Ne deriva una pratica della filosofia orientata a una saggezza di vita lontana da ogni virtuosismo accademico.

Il primo appuntamento è in programma Mercoledì 4 agosto alle ore 18,00 con Ferruccio Andolfi dell’Università di Parma sul tema “Felicità e lavoro. La pena e il piacere”.

L’epoca moderna ha portato a un riscatto della vita attiva, del valore del lavoro e della classe dei lavoratori – che tuttavia sono stati assoggettati alle regole stringenti della produzione, con un sacrificio della loro felicità personale. La maggioranza delle persone non si pone traguardi ambiziosi e sembra afflitta piuttosto dalla mancanza di lavoro. Ma non appena il bisogno elementare di un’occupazione per la sopravvivenza è soddisfatto, ricompare la spinta a connettere il lavoro alla realizzazione e alla felicità degli individui.”

Mercoledì 11 agosto alle ore 18,00 sarà invece Arianna Fermani dell’Università di Macerata ad intervenire “Rischio, Coraggio e Speranza. Virtù per il presente in dialogo con gli antichi”.

Permettendo di guardare e di dirigerci al là del presente e dell’immediato, la speranza ci dà lo slancio per affrontare le numerose sfide che la vita ci pone di fronte. E ogni sfida implica inevitabilmente il rischio – un rischio che va assunto e amministrato correttamente, se l’essere umano deve mirare, ogni giorno, alla cosa più bella e importante dell’esistenza, ovvero alla felicità.”

Ultimo appuntamento mercoledì 19 agosto alle ore 18,00 con l’intervento di monsignor Domenico Pompili sul tema “L’Enciclica Laudato si’. Fra impegno del singolo e responsabilità comune”.

Quando la persona umana viene considerata solo un essere in più tra gli altri, che deriva da un gioco del caso o da un determinismo fisico, si corre il rischio che si affievolisca nelle persone la coscienza della responsabilità. Non si può esigere da parte dell’essere umano un impegno verso il mondo, se non si riconoscono e non si valorizzano al tempo stesso le sue peculiari capacità di conoscenza, volontà, libertà e responsabilità. In questo periodo storico è necessario contribuire con ancora più forza e determinazione al processo di lotta alla povertà ed alla diseguaglianza e di crescita delle comunità, intervenendo in situazioni di emergenza, di ricostruzione e di sviluppo.”

Il programma completo, e tutti gli appuntamenti del Festival della Letteratura Città di Leonessa, sono consultabili dettagliatamente sul sito della Biblioteca comunale, (www.bibliotecacultrera.it).

Per info: 338 1335471 – [email protected].

 

Il Rosario di TV2000 fa tappa ad Accumoli. Guida la preghiera il vescovo Domenico

Fa tappa nella diocesi reatina il “viaggio” di Tv2000 e InBlu fra le comunità cristiane del Paese con il “Rosario per l’Italia”. L’appuntamento settimanale del mercoledì sera con la preghiera mariana, lanciato all’inizio della pandemia, arriva quest’oggi nel cratere sismico, trasmesso per la prima volta da una cappella prefabbricata: il centro di comunità della parrocchia Santi Pietro e Lorenzo di Accumoli.

All’interno dela struttura realizzata da Caritas Italiana che funge da luogo di culto per la comunità colpita dal terremoto, accanto alle Sae nell’area sopra il paese in gran parte raso al suolo, questa sera la recita dei misteri gloriosi del Rosario, presieduto dal vescovo Domenico, con le meditazioni contenute nell’apposito libretto che si può scaricare da https://www.tv2000.it

Ogni mistero avrà un’intenzione di preghiera: per le popolazioni terremotate, per le istituzioni civili, per la Chiesa operante nei territori colpiti dal sisma, per i giovani, per lavoratori, anziani e sofferenti.

Al termine, la preghiera a Maria Addolorata, la cui immagine, recuperata dalla chiesa di S. Maria della Misericordia (anch’essa seriamente compromessa dalle scosse) e assai cara alla comunità accumolese, è esposta nella cappella.

Acceso l’albero a Torrita: «Un faro che illumina il territorio»

Il freddo e il maltempo non hanno fermato l’entusiasmo dei rappresentanti della Comunità Laudato si’ Accumoli-Amatrice e Ekoclub Rieti Onlus che, nella serata del 6 dicembre, si sono ritrovati nei pressi di Torrita per un evento dal forte valore simbolico: l’accensione dell’albero di Natale.

«L’albero è il simbolo della vita che ci ricorda, quando siamo in una situazione di difficoltà, che bisogna pensare al futuro» con queste parole il vescovo Domenico ha aperto la benedizione, sottolineando l’importanza della presenza dei giovani agricoltori e di tutte quelle persone che, decidendo di rimanere sul territorio, promuovono una rinascita sia economica che sociale.

Ed è proprio sull’importanza della presenza che si è inserita questa iniziativa. «Volevamo far capire agli altri che qui esistiamo» ha spiegato Floriana Baiocchi, referente della Comunità. «Non a caso, il nome della delegazione è Accumoli-Amatrice, perché raccoglie in sé tutte quelle piccole realtà presenti sul territorio: solo insieme si può raggiungere un obiettivo comune».

«Non c’è un’ecologia ambientale senza quella sociale, non si può salvare un albero se prima non salviamo le persone intorno a noi. Per questo volevamo unire tutto questo territorio, accomunato dallo stesso dramma del sisma e del Covid, come esempio per ripartite».

La Comunità ha infatti realizzato per le festività natalizie una serie di iniziative che mirano alla crescita sociale, oltre che ambientale. In primo luogo, si è adoperata per la realizzazione di una sciarpa sociale, creata dalle signore in tempo di pandemia, che verrà donata alle persone senza fissa dimora e agli anziani ospiti della Comunità di Sant’Egidio.

Inoltre è rappresentata da un pacco solidale che racchiude i prodotti dei giovani agricoltori locali, «veri esempi di resilienza» accompagnato da una copia dell’Encliclica Laudato si’ di papa Francesco.

Infine l’albero che rappresenta «un faro che illumina il territorio», come detto da Floriana Baiocchi, che ha altresì spiegato la scelta della posizione in cui installare l’arbusto. «Abbiamo selezionato un punto visibile affinché tutto il territorio si sentisse rappresentato. Abbiamo scelto una pianta della zona, semplice e forte, che potesse donare forza d’animo a tutti noi».

Parole di gratitudine e speranza espresse anche dal sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella, che ha messo in risalto l’importanza di questa iniziativa in un periodo in cui è stata negata quella gioia che accompagnava l’atmosfera natalizia. «È un momento simbolico per ricordare che dobbiamo riconciliarci con il mondo, per far prevalere l’ umiltà e contribuire tutti insieme a costruire una società più solidale in cui prevale l’amore».

«Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» recita, in conclusione, lo striscione della Comunità Laudato si’ Accumoli-Amatrice e Ekoclub Rieti Onlus, sorretto dalle giovani mani degli agricoltori, convinti che si possa davvero passare dalle parole ai fatti, nell’ottica di un’ecologia sempre più integrale: questo l’augurio per un Natale che, di certo, non ci lascerà indifferenti.

“Note di Natale”: il presepe di Borbona è un gioco di musica e luci

L’evento Note di Natale, finanziato dalla Regione Lazio con la collaborazione del Comune e della Proloco di Borbona, è dedicato quest’anno alla tradizione musicale di Borbona ed al racconto della storia presepiale del paese.

Il Pentagramma, ideato in campo musicale da Ugolino da Forlì nel XV secolo, deriva dal nome che i pitagorici davano al pentagono regolare stellato, cui essi attribuivano un significato mistico di perfezione. Borbona ha voluto quest‟anno dedicargli la sua festa natalizia giudicandolo propiziatorio ad un maggiore benessere per l‟anno che verrà.

Il presepe ideato e organizzato per 18 anni da Proloco e Comune di Borbona, quest’anno non si potrà realizzare a causa della situazione epidemica, e allora si è immaginato un presepe virtuale in grado di sorprendere, stupire, emozionare: un luogo di racconto dinamico che permetta di trasformare gli spazi e le superfici in mondi virtuali, realizzato con le più evolute tecnologie di comunicazione visiva. La spettacolarizzazione è un momento importante in cui la curiosità degli spettatori sarà stimolata e soddisfatta da un insieme di proiezioni di immagini architetturali ad alta luminosità sulla piazza Martiri IV Aprile, quasi ad ‘abbracciarla’.

La sincronia di grandi immagini in lento movimento con temi tratti dalle realizzazioni del presepio degli anni passati insieme ad immagini artistiche che riproducono la Natività, creerà l’idea di essere immersi in un atmosfera di fiaba con una scenografia suggestiva prodotta con un linguaggio artistico a metà strada tra il cinema e la fotografia.

Sulla piazza del Mercato una foresta natalizia composta da tre grandi alberi che accolgono al loro interno la Natività. Ad arricchire l’atmosfera, un recinto ad ottagono costruito intorno agli alberi riprodurrà sul Pentagramma le note musicali del brano Un saluto a Borbona eseguito dalla Banda storica del paese “Concezio Colandrea” che si illuminerà via via che il brano avanza sulle note descritte.

Le strade e le piazze dei vari quartieri distribuiti sulla piana e sui colli intorno alle due piazze saranno rallegrate da luminarie natalizie.

Premi Manlio Scopigno e Felice Pulici: il 28 settembre arriva Roberto Mancini

Il 28 settembre il grande calcio sbarca ad Amatrice per la consegna dei Premi Manlio Scopigno e Felice Pulici 2019/2020. Grande attesa per la presenza del Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, Roberto Mancini, che sarà premiato con il Premio Manlio Scopigno alla Carriera.

Ad Amatrice attesi anche il DS della S.S. Lazio Igli Tare ed i fratelli Pippo e Simone Inzaghi, premiati anche loro.

L’evento (posti limitati su invito, in ottemperanza alle normative anti Covid) sarà trasmesso in Diretta su Radio Radio e Radio radio Tv sul canale Sky 826 e diretta streaming scaricando l’App di Radio Radio.

A votare i premi che saranno consegnati presso l’Area del Gusto di Amatrice, lunedì 28 settembre alle ore 17.00, la giuria composta da prestigiose firme del giornalismo sportivo ed ex calciatori tra i quali il Presidente Roberto Beccantini, Xavier Jacobelli (Direttore Tuttosport), Andrea Di Caro (Vice Direttore Gazzetta dello Sport), Ivan Zazzaroni (Direttore Corriere dello Sport e Guerin Sportivo), Pieriuigi Pardo (Giornalista Mediaset), Michele Criscitiello (Direttore Sportitalia), Stefano Agresti (Direttore Calciomercato.com), Marco Lollobrigida (Ra i– Domenica Sportiva), Paolo Condò (Giornalista Sky), Ilario Di Giovambattista (Direttore di Radio Radio), Marco Amelia (ex calciatore e opinionista), Fabrizio Formichetti (Presidente Asd SCOPIGNO CUP), Alfredo Pedulla (Gazzetta dello Sport e Sportitalia), Francesco Vergovich (Radio Radio), Emiliano Grillotti (Direttore Rieti Life), Marco Ferroni (Il Messaggero) e molti altri.

L’ASD Scopigno Cup, organizzatrice dell’evento, per mezzo del Presidente Fabrizio Formichetti sottolinea il grande lavoro di squadra e la valenza dei premi.

«Ringraziamo sentitamente gli sponsor in particolar modo CRAI TIRRENO rappresentata dall’Amministratore delegato Giorgio Annis; INTESA SANPAOLO rappresentata dal Direttore Area Retail, Massimo TOMOLILLO, POSTE ITALIANE, ERG e tutti i vari sponsor e Media Partners Rai Sport, Radio Radio, Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Corriere dello Sport che rappresentano il motore di questo evento. Quest’anno abbiamo mister Mancini che dopo aver ricevuto il Premio Scopigno come miglior allenatore nel 2003, torna ad essere premiato per la sua carriera nel mondo del calcio. Insieme a lui tanti protagonisti di questo sport che nonostante l’emergenza Covid ci apprestiamo a premiare anche quest’anno per il loro lavoro ed i meriti dimostrati nelle rispettive squadre di appartenenza».

«Intesa Sanpaolo ha deciso di essere, anche nel 2020, al fianco dell’A.S.D. Scopigno Cup per sostenere la 28° edizione del Torneo internazionale di calcio Under 17 “Città di Rieti” e la cerimonia di consegna dei premi intitolati alla memoria di Manlio Scopigno e Felice Pulici – sottolinea Massimo Tomolillo, Direttore Area Retail Rieti Intesa Sanpaolo- Attraverso questa iniziativa, Intesa Sanpaolo intende rinnovare il suo impegno nei confronti del mondo dello sport e delle giovani generazioni e manifestare la sua vicinanza ai territori in cui opera, anche e soprattutto in un anno particolarmente difficile come questo, a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. A questo proposito, la nostra presenza è anche l’occasione per porgere un caloroso saluto alla comunità di Amatrice, che oggi ci ospita e alla quale ci sentiamo particolarmente legati».

«Per Crai Tirreno è stato un onore essere sponsor di un evento così importante e significativo per quello che rappresenta. La Scopigno Cup non è solo un torneo di calcio, ma una celebrazione dello sport e dei valori di lealtà, solidarietà e rispetto per il prossimo – commenta Giorgio Annis, Amministratore Delegato CRAI TIRRENO – Il nostro gruppo da sempre è pronto a scendere in campo in maniera attiva per il territorio in cui opera, per la cultura, il sociale e per lo sport, perché lo sport è vita, salute e socialità. Siamo molto felici di vedere che tanti campioni e professionisti affermati dello sport abbiano deciso di venire ad Amatrice per essere presenti alla premiazione, sottolineando ancora di più l’importanza che eventi come La Scopigno Cup e il Premio Manlio Scopigno e Felice Pulici hanno per la rinascita sociale e culturale dei territori colpiti dal sisma del Centro Italia».

foto inter.it

Giornate Europee del Patrimonio, al MAC una mostra su Amatrice

Il Museo Archeologico Cicolano aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio 2020 proponendo la mostra fotografica “Amatrice…per non dimenticare”, inserita nell’ambito del progetto SIMBAS – Sistema integrato dei musei, biblioteche ed archivi dell’Alta Sabina e del Cicolano, di cui il MAC è partner; mostra già presentata presso il Museo Civico di Rieti, ente capofila del Sistema.

L’allestimento sarà predisposto nel primo piano della sede museale di Corvaro di Borgorose e sarà visitabile da sabato 26 settembre fino a domenica 25 ottobre 2020. In esposizione sessanta fotografie scattate da professionisti che hanno saputo cogliere le mutevoli sfaccettature architettoniche di Amatrice, prima e dopo il tremendo sisma che l’ha colpita nel 2016. Un breve racconto in diapositiva che vuole condividere impressioni fugaci anche sul tessuto socio-culturale della comunità amatriciana, sgretolato assieme ai fragili muri di mattoni e malta in quella notte sussultoria del 24 agosto. Se le immagini restituiscono lacerti di un passato prossimo quando era uno dei borghi più belli del Centro Italia, mentre la popolazione s’interroga sul proprio destino dai moduli abitativi temporanei, confinata ancor di più dalla pandemia, la vecchia Amatrice è nel presente una spianata desolata, senza iniziative decise del Governo.

#Amatricepernondimenticare è una piccola mostra che non vuole cedere certo all’estetica della catastrofe, ma porre l’umile obiettivo di accendere una riflessione sull’utilità del mezzo fotografico quale testimonianza nostalgica delle cose che non sono più. Il tema delle Giornate Europee del Patrimonio di quest’anno è appunto un monito che può essere declinato nel fare tesoro delle conseguenze funeste che le calamità naturali possono recare alla civiltà urbanizzata: “imparare per la vita”, insegnare la cultura del rischio sismico e trarre lezioni dalla storicità degli eventi. Una lezione che oggi pone questioni sulla rigenerazione del tessuto sociale, ma soprattutto sulla ricostruzione architettonica e sugli ingenti danni ai beni artistici religiosi. Perduto completamente il centro storico, il principio del “dov’era e com’era” ad Amatrice non è più attuabile e lascia aperti interrogativi sul riuso dei frammenti scampati alle demolizioni. Dubbi operativi nei quali anche la documentazione fotografia degli edifici storici, precedente il sisma, sarà un prezioso strumento al quale affidarsi.

La mostra sarà visitabile ogni venerdì, sabato e domenica negli orari di apertura ordinari del MAC (10-13 / 15-19) con biglietto d’ingresso in base alle tariffe vigenti del museo, nel rispetto rigoroso delle misure anti Covid 19.

Arrivano i LenzuoliSOSpesi di Silvia Capiluppi

I LenzuoliSOSpesi di Silvia Capiluppi sono un progetto d’arte corale, catalizzatori di impegno sociale condiviso, arazzi contemporanei, in una nuova forma di graffitismo metropolitano, con un medium – il filo -che invita al tempo lento e alla gioia di stare insieme.

Nel 2018 l’artista ha ricamato Genogramma – il lenzuolo della Sorellanza, dando inizio a Pacifier – Pratiche di Evasione di Massa e al progetto LenzuoliSOSpesi, che conta ad oggi più di 85 lenzuoli, ricamati da migliaia di persone in Italia e all’estero, presso associazioni, scuole, gruppi privati, presso il Museo MADRE di Napoli e la Casa Circondariale Femminile di Lecce. Nella parola LenzuoliSOSpesi è custodito un S.O.S. acronimo per l’artista di SoulOurSails e anche di SailOurSouls. Un progetto per dire ‘Io ci sono!’ per la difesa dei diritti umani.
www.lenzuolisospesi.com/

Il lenzuoloSOSpeso #92 verrà attivato ad Amatrice il 27 settembre 2020, e sarà a disposizione di chi voglia ricamare il proprio nome, presso il Villaggio Lo Scoiattolo, loc. Ponte Tre Occhi, Amatrice, fino alla XVI Giornata del Contemporaneo.

Il lenzuolo ricamato a più mani è il simbolo di un abbraccio collettivo non solo ad Amatrice ma, per estensione, a tutte i borghi, le città, gli uomini, le donne, i bambini cui il terremoto ha cancellato parte di vita, di quotidianità, di storia, di identità.

Un lavoro corale, metafora di quella comunità che ha urgenza di ricomporsi e che, per lungaggini burocratiche e istituzionali, tarda a riprendere il filo della propria vita.

Ricamare i nostri nomi su un unico lenzuolo è affermare che siamo tutti parte della stessa comunità umana, globale e locale, e che pertanto ognuno di noi è coinvolto nell’intento di restituire un futuro a chi abita queste terre. Il lenzuolo diventa così il medium per una battaglia di dignità e riscatto, una testimonianza condivisa per dire “IO CI SONO!” per il diritto a restare e a tornare.
Per partecipare ci si può recare presso il Villaggio Lo Scoiattolo di Amatrice (con o senza materiale, ovvero ago e filo rosso; chi non lo avesse troverà l’occorrente in loco) e ricamare (almeno) il proprio nome; oppure ci si può rivolgere ai contatti in calce per appuntamento e o informazioni.

Non è necessario saper ricamare: l’intervento è testimoniale ed ha valore per il contenuto concettuale e non per l’abilità tecnica con cui viene realizzato.
Per info: Fabrizio 339 574 0047 – e-mail [email protected]

“Ai piedi della Laga”: il 22 settembre ad Amatrice il libro su storia, arte e cultura dei borghi del cratere

Ricordare il passato, pensare il futuro: questo il filo conduttore del volume Ai piedi della Laga, pubblicato da Electa per conto della Fondazione Varrone per offrire al lettore uno sguardo d’insieme al patrimonio culturale ferito dal sisma del 2016 nel Lazio.

Il libro sarà presentato martedì 22 settembre ad Amatrice, onorando così l’impegno morale che la Fondazione aveva assunto al momento della pubblicazione col sindaco Antonio Fontanella e che l’emergenza Covid ha fatto slittare.

L’appuntamento è alle 16 nei locali del “Castagneto”, nel Polo del Gusto a San Cipriano: alla presentazione, aperta dal saluto del sindaco Antonio Fontanella e del presidente della Fondazione Antonio D’Onofrio, seguiranno gli interventi tra gli altri di Giuseppe Cassio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Frosinone, Latina e Rieti (tra i curatori del libro insieme ai soprintendenti Paola Refice, Paolo Iannelli e Monica Grossi) e della restauratrice Anna Paola Salvi.

La prima parte del libro (223 pagine in tutto, con un ricco corredo fotografico) racchiude una serie di contributi di carattere storico, archeologico, artistico, paesaggistico e antropologico dedicati ai beni culturali della zona della Laga. La seconda parte documenta il lavoro svolto dal MiBACT per il recupero post sisma, l’attività conservativa e i progetti di restauro del patrimonio culturale in gestazione. Ai presenti sarà distribuita una copia del volume.

Con l’occasione si farà il punto del lavoro di recupero delle opere d’arte di Amatrice e Accumoli affidate alla Fondazione in vista della mostra che aprirà a dicembre a Rieti.

Alla presentazione seguirà, nello stesso spazio, lo spettacolo teatrale Dialoghi con Trilussa, con Daniela Regnoli (nella foto), con la regia di Pino Di Buduo: un dialogo, più che un monologo, con il celebre poeta romano che con la sua ironia e la pungente satira è riuscito a raccontare oltre cinquanta anni di cronaca italiana, proposto ad Amatrice, paese tra i più intimamente legati alla vita e alla cultura romanesca. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti, nel rispetto delle normative anti-Covid.

L’installazione di Lucia Novelli conclude il Festival IlluminAmatrice

L’edizione 2020 del Festival IlluminAmatrice si conclude domenica 27 settembre (ore 11.30) con l’inaugurazione di un’installazione modulare permanente di Lucia Novelli nel Parco del Villaggio Lo Scoiattolo, loc. Ponte Tre Occhi, ad Amatrice.

Oltre quattro anni dopo il sisma che ha cancellato borghi, paesi, città dell’Appennino, “AreaZomia” – questo il titolo dell’opera – è insieme metafora e auspicio, un intervento che interpreta la legittima attesa di una ricostruzione di case e di comunità che ancora tarda ad attuarsi; un’opera che si innesta sul confine mutevole tra selvatico e domesticato, che parla di due valori compatibili ma soprattutto, secondo l’artista, non negoziabili: la libertà – di restare e di tornare – e il diritto al nido per ogni creatura.

Con una sua personalissima estensione del termine asiatico “Zomia” (gente di montagna), l’artista lo adatta qui per indicare quegli abitanti delle terre alte (come lei) che i cittadini considerano simbolicamente “non domesticabili” – ovvero testardi – per la loro ostinata insistenza a vivere in luoghi tanto belli, sì, ma altrettanto difficili, in un rapporto stretto – e, aggiunge lei, rispettoso – con una natura selvatica e ostile, che non fa sconti e non regala alcunché.

In uno di questi luoghi, ad Amatrice, la Novelli realizza questo intervento site specific, un’opera permanente che abita nel bosco e che ha anche l’ambizione di fungere da riparo per piccole creature. Il materiale impiegato è totalmente riciclato: pezzi di rami secchi, frammenti di oggetti desueti del quotidiano, pezzi di vecchi mobili. Tutti rigorosamente trovati (o ricevuti in dono) in quelle terre alte in cui l’artista stessa vive e che a queste terre restituisce sotto forma di un’opera che si compie definitivamente soltanto nel dialogo e nell’interazione con l’ambiente circostante e nel rapporto con le creature più fragili che lo abitano. Un lavoro che vuol essere un tributo alle genti resilienti e coraggiose di queste terre, tenaci come la natura che le circonda.

Il tema del rifugio è un elemento ricorrente nel lavoro della Novelli: nel 2017 per la rassegna Hortus|Horti ha realizzato “Welcome” trasformando vecchie sedie e tavoli in inno all’accoglienza del viandante, del pellegrino, del forestiero.

Abruzzese di nascita, Lucia Novelli si è presto trasferita a Milano dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera e in seguito Conservazione di Beni Artistici presso l’Università degli Studi di Parma, oltre a corsi formativi di grafica, decorazione, comunicazione visiva e disegno per tessuti. Ha collaborato con grandi aziende (Pierrel, FM Comunicazioni, Mondadori) e successivamente, per la preparazione stilistica di linee, con Zucchi, Magnolia, Malerba, Pink Drake, Benetton, Bellia. Dopo un periodo molto difficile della sua vita personale, nel 1998 ha deciso di dedicarsi esclusivamente all’arte. Da qualche anno è tornata a vivere tra i boschi e il verde delle valli in provincia di Rieti.

A cura di Monnalisa Salvati.

Testo critico Barbara Pavan.

Ingresso gratuito (spazio all’aperto che garantisce il rispetto di tutte le norme anti COVID19).

Info: mob.327 493 4187 – e-mail [email protected]