Un ponte tra passato e futuro

È da ex alunno che il vescovo Domenico ha accolto ad Amatrice un numeroso gruppo di persone legate al seminario di Anagni, giunto nel borgo colpito da sisma per vivere un incontro sul filo della partecipazione e della solidarietà. Ad accogliere gli ex seminaristi, insieme a mons Pompili, è stato don Adolfo, sacerdote chiamato a succedere allo scomparso don Angel nella cura pastorale della popolazione.

Testimonianze dalla Caritas

La testimonianza di Claudia, una giovane mamma di Amatrice, ha offerto agli ex seminaristi la misura della situazione: il dramma delle prime ore, la fase concitata dell’emergenza e dei soccorsi, la straordinaria solidarietà da tutto il Paese, la lunga attesa di una ricostruzione che tarda ad arrivare. E poi la centralità dell’azione della Chiesa, a partire dal Centro Caritas edificato nell’area del “Don Minozzi” che ha ospitato l’incontro: un «punto di luce del territorio», ha detto Claudia, spiegando che attorno ai moduli provvisori «ruota la vita di Amatrice». Il terremoto ha spazzato via i luoghi di ritrovo e il polo messo insieme da Caritas fa da sfondo alle attività sportive, serve da centro anziani, ospita i ragazzi per le attività del pomeriggio e del centro estivo. Al centro di tutto c’è la relazione: «a poche ore dal terremoto in tanti sono venuti ad Amatrice da ogni città d’Italia e ci hanno accompagnato; si sono create amicizie stupende con persone che ci hanno dato il coraggio di rimanere e di metterci in gioco» in un contesto «paradossale e surreale».

Giovani resistenti

Anche Francesco, 22 anni, operatore Caritas, è di Amatrice e ha vissuto i giorni difficili dei crolli e dei morti, il modo in cui il sisma ha moltiplicato i problemi: «tanti dei miei amici sono andati via perché non c’è lavoro – ha raccontato – io credo che se i giovani si mettono in gioco Amatrice può rinascere».

Superare la solitudine

Le cose da fare non mancano, ma per prima cosa bisogna rispondere alla solitudine, soprattutto quella vissuta dalle persone nelle frazioni, dalle quali è difficile spostarsi. Anche perché una fetta consistente della popolazione è avanti con gli anni, come ricordato da Sonia, un’altra mamma innamorata del territorio, pur guardando con preoccupazione al tempo in cui sua figlia di 8 anni sarà adolescente. «I bisogni della gente si sono modificati, c’è tanto bisogno di parlare in tutti, ognuno di noi ha la necessità di dire la propria esperienza, di tirare fuori un fiume di parole», aggiunge Lucia, in forza alla Caritas parrocchiale già da prima del terremoto.

Dalla parrocchia alla comunità

Per il mese mariano in parrocchia si è deciso vivere la preghiera del rosario nelle varie Sae, per dare un ulteriore segno di vicinanza alle persone che faticano a muoversi. «La risposta della gente è abbastanza positiva – dice don Adolfo – ci incoraggiano e ci danno una mano perché vogliono di nuovo Amatrice. Soprattutto i ragazzi di Caritas, che lavorano davvero con il cuore».

Alla ricerca di risposte concrete

Alle testimonianze, che hanno certamente fatto breccia nel cuore dei visitatori, si è aggiunta la riflessione del vescovo, che in quelle parole ha trovato semi di speranza per la ricostruzione. Senza però nascondere il timore che l’ascolto delle istanze da parte dello Stato riesca inconcludente. Di fronte all’alternarsi di governi e commissari, si rischia che gli impegni si risolvano in una pura dichiarazione di intenti. Nel nostro Paese «le emergenze scoppiano, hanno una grande visibilità per alcuni mesi e poi cadono nell’oblio» proprio quando sarebbe maturo il tempo per le risposte concrete. La prima necessità sono le infrastrutture: le strade come la Salaria, che congiungono più territori, ma anche le strade digitali, che permetterebbero anche alle aree interne di tenere il passo dei tempi. Il lavoro è cambiato: «non c’è niente di più facile che uno possa vivere da una parte e lavorare da un’altra» e una ricostruzione intelligente non può evitare di tenere conto di questi mutamenti, anche perché l’occupazione è una condizione necessaria alla permanenza delle persone e delle famiglie.

Alzare lo sguardo­

Accanto a questo resta il tema dei beni culturali, e quindi delle chiese: «quando non ci sono, ci si rende conto di quanto siano importanti come collante sociale; non sentire più le campane è elemento di depressione». Dunque è un bene rendere agibili o ricostruire gli edifici di culto, almeno quanto dare case a chi non intende mollare: vuol dire avere capacità di guardare lontano. In fondo è «l’invito a sollevare lo sguardo la cosa bella di questi luoghi», ha concluso il vescovo, affidando gli ex seminaristi al panorama dei monti della Laga.

Perdersi ritrovando se stessi in Appennino: Gian Luca Gasca incontra Amatrice

Gian Luca Gasca incontra Amatrice sabato 1 giugno alle ore 18 alla Sala del Gusto nell’Area food di Amatrice. E’ il terzo evento di Montagne in Movimento del CAI Amatrice, con il patrocinio del Comune di Amatrice, la collaborazione dell’Istituzione Formativa Professionale dell’Alberghiero di Amatrice e il sostegno di Montura (ingresso libero).

L’incontro con il giovane scrittore e instancabile camminatore è mirato soprattutto a far conoscere con occhi diversi la dorsale appenninica e le montagne della Laga attorno ad Amatrice. Gian Luca ricostruirà attraverso i suoi ricordi le impressioni molto forti della seconda terribile scossa del 30 ottobre 2017 visto che si trovava quella mattina ad Amatrice.

Sarà un racconto emozionante e avvincente, con l’uso di immagini del suo lunghissimo viaggio a piedi; sarà l’occasione per ricostruire con i presenti un diario intimo e sincero di tanti personaggi incontrati, soprattutto partendo dal celebre cantautore Francesco Guccini che si è ritirato a vivere in Appennino emiliano, a Pavana. Ad Amatrice verrà presentato il suo libro dal titolo simbolico Mi sono perso in Appennino, a riprova che un escursionista del Nord, con i suoi schemi mentali abituati alle Alpi, abbandona lungo il cammino quegli schemi scoprendo una montagna inattesa, più libera e selvaggia, forse più autentica: proprio in Appennino!

Sarà presente un’ ampia delegazione di escursionisti dall’Emilia Romagna, appartenenti alle sezioni di Ferrara e di Lugo di Romagna che dal 31 maggio al 2 giugno soggiorneranno tra Accumoli e Amatrice per conoscere paesaggi, montagne e persone portando un aiuto solidale a chi in queste terre ci vive e ci lavora. Durante l’evento interverrà il Presidente del Club 2000 metri Giuseppe Albrizio per illustrare scopi e attività degli Appenninisti.

Gian Luca Gasca, classe 1991 è un reporter e scrittore di montagna. Amante dei viaggi con lo zaino in spalla, nel 2014 inizia ad organizzare una traversata delle Alpi che lo ha portato a stravolgere la sua carriera. Nell’estate 2015 attraversa le Alpi in parte a piedi e in parte con i mezzi pubblici. Impiega 54 giorni per andare da Trieste a Nizza e nel suo percorso “esplora” e raccoglie testimonianze di vita che oggi fanno parte del suo primo libro 54 giorni nel cuore delle Alpi (Fusta, 2016). Durante il 2016 scrive il suo primo libro dedicato alla storia dell’alpinismo Nanga Parbat, la montagna leggendaria (Alpine Studio, 2016) in cui racconta la storia della nona montagna del pianeta. Nel 2018 per Ediciclo pubblica Mi sono perso in Appennino.

Sempre nel 2016 percorre gli Appennini con le stesse modalità utilizzate sulle Alpi, viaggio-preparazione per una sfida più grande. La sua passione per i viaggi lenti infatti, lo porta, nell’estate 2017, a partire da Torino per raggiungere a piedi e con i mezzi pubblici la base del K2.
Attualmente collabora e scrive per Meridiani Montagne e Montagna.tv.

BOX
“ Non ci si capita per caso in Appennino. No, non si finisce per caso in quei piccoli borghi arroccati sui monti che si vedono sfrecciando lungo l’Autostrada del Sole. Sono piccoli paesi, luoghi di seconde case, vecchie abitazioni ereditate da parenti e ormai popolate solo d’estate. Posti dove si torna per dare forme, odori e colori ai racconti dei nonni. Nicelli, Cutigliano, Balze, Magliano De’ Marsi, Grumento Nova, Mammola, Serra Pedace… Si potrebbe continuare all’infinito senza che nessuno riconosca un nome. E questa la bellezza dell’Appennino. Sono montagne che muoiono e risorgono ogni tanto dall’abisso. Tremano e per un attimo stanno sulla bocca di tutti, per poi ricadere nel dimenticatoio dove finiscono le specificità italiane. E sono proprio quelle specificità, le note carismatiche di quelle montagne e di quei piccoli borghi, a spingere Gian Luca Casca a imbarcarsi in un viaggio dal Colle di Cadibona ai Monti Nebrodi lungo oltre 2000 km attraverso la spina dorsale di un’Italia abbandonata dal turismo, alla ricerca di un Appennino che resiste”.

Ancora in marcia per la ricostruzione: Accumoli non si arrende

Sabato e domenica prossimi, 1 e 2 giugno, seconda edizione della corsa podistica non competitiva per raccogliere fondi al fine di promuovere e rilanciare la sentieristica montana del Comune laziale martoriato dal terremoto di tre anni fa. L’Associazione ricreativa culturale sportiva dilettantistica “Accumoli in marcia”, dopo il successo dello scorso anno, bissa la due giorni fra gli splendidi scenari delle sue montagne

Una kermesse di due giorni dedicata al patrimonio che caratterizza il suo territorio. Accumoli dedica questa fine di settimana alla sua montagna, alla sua cucina e ai suoi prodotti locali. Un week end che culminerà domenica con una corsa podistica non competitiva di 6 o 18 km che partirà dai 900 metri di altitudine, per arrivare nel fiabesco scenario dei Pantani, a 1600 metri, area dichiarata Sito di Importanza Comunitaria (SIC) della Rete Natura 2000, il sistema europeo coordinato di aree che devono essere tutelate e conservate dagli stati membri dell’Unione. Lo scopo è quello di raccogliere fondi per il rilancio e la promozione della sentieristica montana di Accumoli. Una delle tante iniziative per fare tornare a vivere una delle più belle zone del centro Italia, messa in ginocchio dai terremoti del 2016.

L’iniziativa dell’Associazione ricreativa culturale sportiva dilettantistica “Accumoli in marcia”, prenderà il via sabato 1 giugno alle 9 presso il Centro Commerciale Laga sulla via Salaria, con la partenza della corsa Km Vertical, proseguirà alle 13 con il pranzo a base di “Pasta del Vergaro” e prodotti locali preparanti dagli esercenti del Centro stesso.

Alle 16, presso la Sala Accupoli del SAE, si terrà un convegno sul territorio al quale parteciperanno il professor Luciano Giacché, dell’Università di Perugia, sul tema “Riaccendere i fuochi. Rilanciare il paniere alimentare della montagna”. Il professor Giancarlo Palombini, sempre dell’ateneo umbro, che relazionerà su “La ricerca della musica tradizionale nell’Alta Sabina. Esiti e nuove prospettive”. Nel corso dell’incontro verrà anche trattato il tema della transumanza e della sua tradizione fra le montagne di Accumoli. Al termine della giornata, per tutti, cena e festa.

Domenica 2 giugno alle 9.30 la partenza della corsa podistica Accumoli-Pantani-Accumoli, sulla distanza di 6 o 18 km. Una corsa non competitiva che, in alternativa, può essere trasformata in una rigenerante camminata aperta a tutti. Il percorso si sviluppa per il 30% su strada battuta e per il restante 70% nel suggestivo territorio di Accumoli, fra campi e boschi fino ai Pantani. Un’occasione unica per vedere e vivere posti fantastici. Il percorso lungo circa 18 Km prevede la partenza dal SAE di Accumoli (posto a circa 900 metri di altitudine) fino ai 1600 metri dei Pantani per poi tornare al punto di partenza, con un dislivello di circa 800 m. La giornata terminerà con un pranzo a base di “Pasta alla Gricia”, piatto di fama mondiale originario proprio del territorio di Accumoli.

Info: Renzo Colucci 3358192608

https://www.accumoliinmarcia.it/

Sanità, si conclude domenica “Prevention Roadshow”

Si conclude domenica 26 maggio p.v ad Amatrice l’iniziativa di informazione e prevenzione sulle malattie croniche ‘Prevention Roadshow’ organizzata dalla Direzione Aziendale della Asl di Rieti e dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Rieti, in collaborazione con ALMAR onlus, Associazione Laziale Malati Reumatici.

‘Prevention Roadshow’ è una campagna di prevenzione e diagnosi precoce su osteoporosi, asma e bronchite cronica ostruttiva che nasce dalla volontà di assicurare alla popolazione della provincia di Rieti un programma di screening primario di prevenzione per la diagnosi precoce in pneumologia e reumatologia.

L’iniziativa è stata possibile grazie all’utilizzo di un’unità mobile sanitaria (Mobile Clinic), messa a disposizione dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Rieti e al prezioso contributo dei medici specialisti pneumologi e reumatologi e del personale infermieristico dell’Azienda Sanitaria Locale di Rieti. Verranno eseguiti gratuitamente e senza alcuna prenotazione gli esami per la diagnosi della broncopneumopatia cronica ostruttiva mediante la Spirometria ed altre indagini di funzionalità respiratoria e la valutazione reumatologica con densitometria ossea del calcagno con esame MOC. L’unità mobile, dopo aver fatto tappa a Rieti, Fara in Sabina e Borgorose, domenica 26 maggio giungerà ad Amatrice, in prossimità del PASS (Posto di Assistenza Socio Sanitario) dalle ore 10 alle ore 14.

La compagna di prevenzione, che si rivolge a tutta la popolazione di tutte le fasce d’età, con particolare attenzione alla popolazione anziana, si prefigge di contribuire a migliorare la qualità della vita affrontando il tema della diagnosi precoce attraverso forme di coinvolgimento attivo dei cittadini.

Pallavolo, ad Amatrice la gara inaugurale delle finali scudetto U16F

Sarà il palazzetto dello sport di Amatrice a ospitare la gara inaugurale delle finali nazionali CRAI di pallavolo della categoria Under 16 femminile. Il grande torneo, che si svilupperà nei comuni di Rieti, Amatrice, Cittaducale e Contigliano, inizierà proprio nella cittadina duramente colpita dal sisma del 2016 con la partita tra le laziali del Volley Club Frascati e le molisane della Nuova Pallavolo Campobasso, in programma martedì 28 maggio alle ore 17. Il giorno prima, lunedì 27 pv alle 11.30 a Rieti (palazzo Dosi-Delfini) la conferenza stampa di presentazione della manifestazione.

La pallavolo, ancora una volta, porterà valori, emozioni e una grande festa condivisa su tutto il territorio. “Rinascita” è la parola chiave per approfondire il messaggio che questa manifestazione porta con sé. Il sisma del 2016 ha causato ingenti danni strutturali agli impianti, impedendo in molti comuni il regolare svolgimento dell’attività sportiva e creando, di fatto, enormi problematiche di rilevanza sociale. Quei riflettori mediatici che si erano accesi sulle condizioni delle popolazioni terremotate, a distanza di tre anni si stanno lentamente spegnendo causando un lento – ma sofferto – ritorno alla normalità. La grande pallavolo fa tappa proprio qui, con una scelta ben precisa da parte del Comitato Territoriale FIPAV Roma e del Comitato Regionale FIPAV Lazio, perché vuole dare un segnale di vicinanza e solidarietà: comuni come Amatrice, uni di quelli maggiormente devastati, non resteranno mai soli finché ci sarà lo sport ad accompagnarle. Il paese dell’amatriciana è stato scelto dal Comitato Organizzatore come sede della gara inaugurale. Sarà un grande inizio, a cui faranno seguito altri 67 incontri sui campi di Rieti (Polo Didattico, Pala Cordoni, Palestra Ciancarelli), Cittaducale (palazzetto di Santa Rufina) e Contigliano (Pala Grezza). La finale 1-2 posto è in programma domenica 2 giugno alle 11 presso il PalaSojourner di Rieti, un impianto da 3600 posti a sedere ristrutturato nel 2007 che ospita le gare interne della NPC Rieti, società di basket che milita in Serie A2.

Per il Volley reatino – dal 2016 parte integrante del Comitato di Roma della Federazione Italiana Pallavolo – si tratta di un’enorme opportunità di crescita collettiva: questo evento rappresenta un’occasione imperdibile per tenere vivo il fuoco della passione sia tra gli adulti che nei giovani e, inoltre, per allargare il bacino dei potenziali praticanti in aggiunta ai quasi 30 mila tesserati dell’intero Lazio. È stato particolarmente importante il contributo organizzativo delle società locali, quello delle istituzioni e dei partner che hanno deciso di sposare i contenuti di questa manifestazione. Tutta la provincia di Rieti si è già messa in moto per creare quell’atmosfera coinvolgente e festosa tipica di un territorio che ha sempre fatto dell’accoglienza un elemento imprescindibile, del turismo un valore aggiunto e dello sport un meraviglioso biglietto da visita.

Sabato 1 giugno, sempre al palazzetto “Antonio Sbardella” di via Muzii, ad Amatrice, ci sarà l’evento “i campioni del Lazio per le finali nazionali”. Si sfideranno le regine della pallavolo laziale, in una festa che terminerà con un’amatricianata della soldiarietà: nell’ambito delle Finali Nazionali Under 16 Femminile si disputeranno le Finali di Serie C Maschile e Femminile tra le vincenti dei gironi della stagione agonistica 2018-2019; le gare si svolgeranno al meglio dei 2 set vinti su 3. Nel femminile si sfideranno VBC Viterbo e Margutta Pallavolo Civitavecchia alle ore 16.30. Nel maschile, dalle 18.00, Gsdp Zagarolo-BCC Colli Albani.

IL REGOLAMENTO DELLE FINALI NAZIONALI U16F

FASE NAZIONALE Partecipano 28 squadre

Formula Fase di Qualificazione: 16 squadre, così suddivise:

-le prime classificate delle seguenti Regioni: ABRUZZO – BASILICATA – ALTO ADIGE – CALABRIA – MOLISE – SARDEGNA – TRENTINO – UMBRIA – V.D’AOSTA;

– le seconde classificate delle seguenti Regioni : EMILIA R. – LAZIO – LOMBARDIA – TOSCANA – VENETO;

– le terze classificate delle seguenti Regioni : LOMBARDIA – VENETO

Le 16 squadre verranno suddivise in quattro gironi da quattro squadre che si disputano con la formula del girone all’italiana con gare di sola andata. Al termine le quattro squadre prime classificate dei 4 gironi si qualificano per la Fase Finale; le altre 12 squadre non qualificate ritorneranno il giovedì mattina presso le rispettive sedi.

Formula Fase Finale: Partecipano 16 squadre, così suddivise:

– le 4 squadre vincenti la Fase di Qualificazione;

– le prime classificate delle seguenti Regioni: CAMPANIA – EMILIA R. – FRIULI V.G. – LAZIO – LIGURIA – LOMBARDIA – MARCHE – PIEMONTE – PUGLIA – SICILIA – TOSCANA – VENETO.

Le 16 squadre saranno suddivise in quattro gironi da quattro squadre che si disputano con la formula del girone all’italiana con gare di sola andata; i gironi saranno formati in base al ranking qualitativo delle Regioni con la formula del “serpentone”.

Al termine dei gironi si disputeranno quarti, semifinali e finali secondo la formula delle finali nazionali a 16 squadre disputate fino alla stagione scorsa, per aggiudicare il Titolo di Campione d’Italia Under 16 Femminile 2018/2019.

Agrichef: ad Amatrice la finale nazionale vede trionfare il Veneto

La ricetta dei tortelli di gallina di Lonigo trionfa nell’ultima tappa dell’evento di Turismo Verde-Cia dedicato ai piatti tipici della tradizione contadina.

Roma, 21 mag – Con la tappa finale dell’Agrichef Festival oggi ad Amatrice, nell’Area Food progettata da Stefano Boeri, si conclude l’evento itinerante promosso da Turismo Verde, l’associazione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, ideato per promuovere e valorizzare i piatti tipici della tradizione contadina, attraverso la collaborazione con gli istituti alberghieri italiani.

L’Agrichef Festival ha decretato la ricetta vincitrice a livello nazionale, i tortelli di gallina di Lonigo al ragù trilogia di asparagi, preparati dall’agrichef Patrizia Zambon dal Veneto, che ha avuto la meglio fra i cuochi agricoli provenienti dagli agriturismi di tutt’Italia, ciascuno vincitore della gara ai fornelli nella propria regione, in un tour che si è alternato in 13 città nell’arco di sei mesi.

A valutare la qualità delle proposte culinarie, una giuria di esperti composta da food blogger, chef stellati e critici gastronomici, con la presenza del sindaco di Amatrice, Filippo Palombini. L’evento si è tenuto in collaborazione con il Centro di formazione professionale alberghiero di Amatrice, in via di ricostruzione grazie al contributo di Cia-Agricoltori Italiani. La partnership con gli istituti alberghieri italiani ha anche messo in contatto le aziende con gli allievi, futuri ambasciatori della cucina italiana, per opportunità di formazione e di lavoro.

“Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di ospitare la finale dell’Agrichef Festival presso il nostro Centro di Formazione -ha dichiarato la direttrice Anna Fratini-. I piatti sono il risultato di un grande lavoro e nascono dalle tradizioni e dai prodotti delle loro terre, così come le tradizioni enogastronomiche e il profondo radicamento con la cultura del territorio, rappresentano i valori fondamentali alla base del percorso formativo dei nostri allievi”.

“C’è una rete di valori che appartiene al mondo rurale e ha bisogno delle nuove generazioni per essere tramandata, ma va anche resa sostenibile e innovativa -hanno aggiunto il presidente nazionale di Turismo Verde Giulio Sparascio e il vicepresidente nazionale di Cia Mauro Di Zio-. Agrichef Cia e agricoltori sono parte delle comunità e contribuiscono alla loro tenuta creando opportunità di lavoro, e insieme alle istituzioni e ai cittadini partecipano alla promozione del territorio”.

L’Agrichef è un cuoco che lavora all’interno di un agriturismo, impegnandosi a trasformare le produzioni della sua azienda nel rispetto della stagionalità, con l’utilizzo di materie prime e ingredienti legati al territorio.

Il Festival è stata l’occasione per ribadire l’importanza degli agriturismi italiani e mettere in connessione tutte le realtà del settore per contribuire allo sviluppo del turismo dei territori rurali. La diffusione dell’agriturismo produce benefici nelle campagne grazie all’intervento di contadini e imprenditori che riportano in vita produzioni in pericolo di abbandono. La città di Amatrice è stata scelta per richiamare l’attenzione su un’area a rischio spopolamento dopo la tragedia del sisma del 2016 nel Centro Italia. Cia-Agricoltori Italiani da anni è attiva nei territori appenninici con una strategia mirata a supportare la ripresa delle aree interne e delle aziende agricole nelle quattro regioni colpite dal terremoto (Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria) con il progetto “I Prodotti dell’Appennino”, realizzato insieme a JPMorgan Chase Foundation.

Agrichef Festival – la giuria

Presidente, Anna Fratini (direttrice Istituto di Formazione Professionale Alberghiero di Amatrice); gli altri giurati: Filippo Palombini (sindaco di Amatrice), Mariano Calisse (presidente Provincia di Rieti), Sandro e Maurizio Serva (chef stellati), Francesco Maria Palomba (Accademia italiana della cucina), Elia Grillotti (presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Rieti) Alessia Dalla Massara (food blogger Agrodolce) Laura Ciarallo(food blogger Sorelle su Marte) Serena Bringheli (food blogger Cucina Serena) e Simone Casini (allievo del Centro di Formazione Professionale Alberghiero di Amatrice).

Agriturismo – numeri

Nell’ultimo rapporto Istat del 2018 si registrano 23.406 aziende agrituristiche autorizzate, 745 in più rispetto all’anno precedente (+3,3%). Le presenze dei clienti negli agriturismi ammontano a 12,7 milioni (+5,3%). I conti economici dell’agricoltura consentono di misurare la dimensione economica del settore agrituristico, pari nel 2017 a 1,36 miliardi di euro, in crescita del 6,7% sul 2016. L’84,2% delle aziende agrituristiche è situato in aree montane e collinari, il restante 15,8% in pianura. La crescita del numero degli agriturismi, registrata in tutto il Paese, è molto più decisa nel Centro (+6,3%) rispetto al Mezzogiorno (+3,9%) e al Nord (+0,8%). Più di un’azienda su tre (36,2%) è a conduzione femminile. La maggiore concentrazione si rileva in Toscana con 1.789 unità, pari al 39,2% del totale degli agriturismi regionali e al 21,1% di quelli nazionali a conduzione femminile.

Turismo Verde

Turismo Verde è l’associazione di Cia-Agricoltori Italiani che rappresenta e tutela le aziende agricole che svolgono attività di agriturismo, nella sua accezione più classica quali ospitalità, ristorazione, degustazione, attività sportive, attività ricreative. Sono associate a Turismo Vedere anche le aziende impegnate nella valorizzazione della biodiversità, del paesaggio rurale e delle tradizioni culturali locali.

Cia-Agricoltori Italiani

Cia-Agricoltori Italiani è l’organizzazione di categoria che riunisce aziende e imprenditori del settore primario. Rappresenta, con oltre 900.000 iscritti, una delle più grandi organizzazioni professionali agricole europee. La sua sede nazionale è a Roma e vanta una presenza capillare su tutto il territorio italiano, arrivando a essere presente in circa 5.000 comuni, con sedi regionali, provinciali e zonali.

A Borbona i bambini imparano l’arte del riciclo

L’incontro di comunità di venerdì 17 maggio del progetto sul passo della speranza si è tenuto presso l’ex istituto scolastico Domenico Lopez di Borbona e ha avuto come tematica il riciclo e il riuso, in particolare della plastica e della carta.

L’incontro è iniziato con una panormanica della difficile situazione che vivono spiagge e oceani, minati e inquinati da scarti  di plastica e rifiuti. I più piccoli ma anche i grandi hanno così compreso il difficile problema dell’inquinamento dei mari, analizzandone cause e apprendendo buone pratiche per far sì che la situazione del nostro pianeta migliori. Proprio per mettere in pratica riciclo e riuso, grandi e piccoli hanno preso forbici e colla a caldo e si sono messi al lavoro realizzando con l’interno in cartone di rotoli di carta igienica e tanta fantasia simpaticissimi e colorati porta penne.

I bambini hanno decorato il proprio portapenne con i loro loghi e supereroi preferiti e durante l’incontro c’è stato spazio anche per qualche gioco a squadre. Infine merenda tutti insieme e il ricordo di un pomeriggio spensierato.

Antrodoco, apre l’ostello “Il Castagno”, struttura ricettiva finanziata dall’Anci

Ostello il Castagno, è il nome, risultato da un sondaggio pubblico, della nuova struttura ricettiva inaugurata ad Antrodoco.

Il dar vita a forme di ospitalità a basso costo coerenti alle nuove abitudini turistiche di viaggi “mordi e fuggi”, per un borgo che crede nella propria potenza naturalistica e che tanto può offrire al turismo “lento”, è certamente molto importante sia da un punto di vista economico che sociale. Questa consapevolezza ha guidato fin dall’inizio le linee programmatiche dell’attuale amministrazione comunale, che ha fortemente incoraggiato e supportato la realizzazione di questa struttura ricettiva.

L’occasione per realizzare questo ambizioso progetto viene dal progetto finanziato dall’ANCI “RIpartiamo”, un progetto rivolto ai giovani e alle associazioni giovanili. In base al bando Restart, l’obiettivo che il progetto doveva perseguire era quello di coinvolgere i ragazzi in attività formative nell’ambito della promozione del proprio territorio. Ad Agosto 2017 iniziano gli incontri preparatori presso le stanze della Provincia di Rieti, che ha il ruolo chiave di coordinare tutto il progetto e la sua preparazione. L’idea, portata avanti dall’Associazione Interocrea e dal Comune di Antrodoco, di coinvolgere attivamente i ragazzi nella organizzazione degli spazi e degli arredi come anche nella promozione turistica di una struttura ricettiva quale un ostello, e proporgli un percorso di formazione nel settore della ricettività, sono da subito sembrati un modo efficace di rispondere agli obiettivi del bando Restart, tanto che la realizzazione e gestione dell’ostello è divenuta una delle linee d’azione principe dell’intero progetto, il cui finanziamento è stato riconosciuto nel Gennaio 2018. Ma vincere il progetto è stato solo il primo passo. A portarlo avanti sono state da un lato la tenacia e la creatività dei giovani coinvolti dall’Associazione Interocrea, dall’ altra la capacità dell’Amministrazione di sbrogliare complesse “matasse” burocratiche per rendere fruibile allo scopo un edificio di proprietà comunale.

L’edificio aveva già subito il cambio di destinazione d’uso nel 2014 da precedenti esperienze amministrative e interessava il fabbricato nella sua interezza. Sullo stesso si erano alternate varie ipotesi di recupero e messa in funzione negli anni, ma mai pienamente concretizzate. Si rispolvera il progetto del 2014 e con il contributo dell’ Arch. Paolucci, incaricato comunale, si ridisegnano gli spazi dell’ ostello secondo le richieste di [email protected] Al termine del 2018, dopo aver ricevuto parere favorevole delle AUSL, partono i lavori, che hanno visto coinvolte tante aziende di giovani imprenditori antrodocani; chiara scelta della associazione, già titolare dello stabile. Con una dotazione finanziaria di soli 30 mila euro, da usare anche per la formazione, non è stato semplice portare a casa il risultato, ma di nuovo, tanta tenacia e creatività proprio da parte di quei giovani che troppo spesso vengono additati come una generazione di sprovveduti e senza spirito di iniziativa.

Per le attività di formazione svolte dai giovani beneficiari del progetto, è venuto naturale rivolgersi all’Istituto Alberghiero Costaggini di Rieti, fiore all’occhiello di tutta la Provincia di Rieti nell’ambito della formazione sugli aspetti legati alla accoglienza, alla gestione e promozione di strutture ricettive. E la risposta dell’ Istituto Alberghiero, che ha fornito il personale per svolgere 25 ore di corsi di formazione, è stata pronta ed entusiasta. L’Istituto Alberghiero Costaggini di Rieti è una realtà preziosa del nostro territorio e auspichiamo ulteriori collaborazioni in progetti futuri.

A valle di questo corso, sono stati svolti anche dei tirocini formativi presso l’ufficio Cultura e Turismo del Comune di Antrodoco. La sfida, non semplice, di gestire questa nuova struttura, rimane, almeno fino alla chiusura del progetto, ai giovani soci di [email protected]

Grazie alle tante imprese antrodocane e ai privati cittadini, che si sono prodigati oltre il dovuto per rendere possibile questo traguardo importante nei tempi previsti dal progetto. Grazie alla Provincia di Rieti che ha creduto fin da subito nella forza di questo progetto e lo ha supportato con entusiasmo e spirito di collaborazione. Grazie al Comune di Fossa per la solidarietà mostrata donando all’Ostello alcuni materassi.

Da corrieredirieti.it

Velino Festival, “Cunti e racconti” ad Antrodoco

Nell’ambito del Velino Festival, organizzato con il sostegno del MiBAC e della Regione Lazio e la collaborazione di Ondadurto Teatro, torna ad Antrodoco il 18 maggio, “Cunti e racconti”, per la direzione artistica di Lorenzo Pasquali (Ondadurto Teatro).

Si comincia alle ore 18,00, presso il Teatro Sant’Agostino di Antrodoco, con la “Rassegna Corale Polifonica”. Alle ore 22,00 “Albania Casa Mia” – di ARGOT produzioni. “Albania casa mia” è la storia di un figlio che crescerà lontano dalla sua terra natia, in un luogo che non gli darà mai un senso di appartenenza. Ed è anche la storia di un padre, dei sacrifici fatti, dei pericoli corsi per evitare di crescere suo figlio nella miseria di uno Stato che non esiste più. E’ la storia del suo grande amore nei confronti della propria terra, di grande patriottismo, di elevazione di valori fondamentali che in Italia spesso non esistono più.

La storia inizia il 25 febbraio 1991, in Albania dove il regime comunista, che per più di 45 anni aveva controllato e limitato la libertà dei cittadini, è ormai collassato. Il malcontento del popolo si esprime con manifestazioni, distruzione dei simboli dittatoriali ed esodi di massa, per primo quello verso Brindisi. Migliaia di persone cercano di scappare partendo dai porti di Valona e Durazzo con navi, pescherecci e gommoni diretti verso l’Italia. Tra questi c’è anche Alexander Toto, trentenne che scappa da Valona a bordo del peschereccio “Miredita” e giunge a Brindisi. In quel peschereccio c’è anche Aleksandros Memetaj, bimbo di 6 mesi.

Al termine dello spettacolo si terrà l’incontro con l’artista. Interverranno rappresentati dell’Associazione Lin Delija di Antrodoco. La rassegna “CUNTI e RACCONTI”, in questa sua nuova edizione “Identità e Passaggi”, esprime identità attraverso il senso e la consapevolezza di sé come entità distinta dalle altre e continua nel tempo. La sicurezza che ci dà il vederci in un luogo, riconoscerci in un gruppo ma allo stesso tempo sentirci unici nella nostra personale e intima visione di noi stessi. La nostra identità è il luogo dove siamo nati, la nostra storia, la storia prima della nostra storia, i nostri caratteri fisionomici e quelli psicologici, i nostri gusti e tutto ciò che va a delineare la visione che abbiamo e che gli altri hanno di noi. Esprime passaggi dove ogni singolo è identità non replicabile. È qualcosa da accrescere e contaminare; in un mutare continuo lasciamo un pezzo e ne inseriamo un altro, attraverso un costante passaggio di incontri e diverse realtà.

La rassegna, sotto la direzione artistica di Lorenzo Pasquali e Ondadurto Teatro, propone nei borghi colpiti dal sisma, come Antrodoco e Borgo Velino, un festival multidisciplinare che intratterrà gli avventori con grandi spettacoli di Teatro Urbano, Circo Contemporaneo, Danza, Stand-Up Comedy, Parkour, Musica, Teatro Sociale e di Parola, Teatro Ragazzi eLaboratori Teatrali.

Da segnalare, inoltre, che è aperta con scadenza 27 Maggio 2019 la Call per danzatori, attori e performers “RE-AZIONE” un progetto di Loredana Parrella, un training di ricerca attraverso la fisiologia, un Laboratorio gratuito per 10 artisti dal 17 al 21 giugno 2019.

Amatrice, Alessandra Pesce e Vito Crimi presentano oggi il Progetto Latte Fieno

Venerdì 17 maggio alle ore 10.30 si terrà ad Amatrice la presentazione del progetto “Latte Fieno”, una soluzione per rilanciare la zootecnia nelle aree colpite dal terremoto.

Il progetto Latte fieno rappresenta un’opportunità per gli allevatori dell’area e permette la riattivazione dell’economia locale di Amatrice e dei comuni del reatino colpiti dal sisma. Il progetto ha l’obiettivo di costruire una filiera di qualità attraverso intese e accordi tra gli attori che abbia ricadute per l’intero settore e per il territorio: l’intento è di creare un modello virtuoso che possa rappresentare un riferimento per molte altre realtà delle aree interne e appenniniche del Paese.

Il progetto è in linea con le esigenze di sostenibilità ambientale – il disciplinare prevede infatti sistemi di allevamento a bassissimo impatto sull’ambiente e nel massimo rispetto del benessere degli animali; economica – incremento della remunerazione per gli allevatori che rispettano il disciplinare di qualità; sociale e occupazionale – favorisce il mantenimento e la maggiore remunerazione delle attività imprenditoriali e il conseguente mantenimento di livelli occupazionali, riducendo i rischi di abbandono delle aree colpite da terremoto.

Dopo i saluti del sindaco di Amatrice, Filippo Palombini, interverranno Alessandra Pesce, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, e Vito Crimi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Seguirà poi un’assemblea pubblica con gli attori della filiera e i soggetti del territorio.

«Un progetto, sottolinea il Ministero in una nota, che getta le basi per la creazione di circuiti economici in grado di restituire alle aree interessate una propria dignità produttiva, attraverso la valorizzazione delle produzioni e il lavoro degli agricoltori».