Giunge a conclusione l’evento itinerante promosso da Turismo Verde

Martedì 21 maggio avrà luogo ad Amatrice la tappa finale dell’Agrichef Festival, evento itinerante promosso da Turismo Verde, l’associazione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, ideato per promuovere e valorizzare i piatti tipici regionali e le ricette della tradizione contadina attraverso la collaborazione con gli Istituti alberghieri italiani.

L’Agrichef è un cuoco che lavora all’interno di un agriturismo che si impegna a trasformare le produzioni della sua azienda nel rispetto della stagionalità e dei saperi contadini, con l’utilizzo di ingredienti legati al territorio e alla tutela della biodiversità. Il Festival è l’occasione per ribadire l’importanza del settore agrituristico nello sviluppo delle attività economiche dei territori rurali.

L’evento si è alternato in 13 città, tra dicembre e maggio, nelle quali si sono confrontati ai fornelli gli Agrichef Cia, decretando la ricetta più rappresentativa di ogni regione.

L’appuntamento che premierà il piatto vincitore a livello nazionale si terrà nell’Area Food di Amatrice progettata da Stefano Boeri, in collaborazione con Centro di formazione professionale alberghiero di Amatrice, in via di ricostruzione dopo il terremoto anche grazie al contributo di Cia-Agricoltori Italiani.

La città di Amatrice è stata scelta per richiamare l’attenzione su un territorio a rischio abbandono dopo il sisma del Centro Italia e fa parte di una strategia Cia che da anni supporta la ripresa economica dei territori e delle aziende agricole nelle regioni colpite (Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria) con il progetto “I Prodotti dell’Appennino” insieme a JPMorgan Chase Foundation.

PROGRAMMA

Agrichef Festival – Finale nazionale

21 maggio – Area Food Amatrice, Villa San Cipriano, 17 – 02012 Amatrice (RI)

10:15 Saluti introduttivi

Filippo Palombini, sindaco Amatrice

Anna Fratini, direttrice Centro di formazione professionale alberghiero di Amatrice

Giulio Sparascio, presidente Turismo Verde Cia-Agricoltori Italiani

10:30 Presentazione giuria e Agrichef

Inizio degustazioni per i giurati

14:00 Assaggio speciale dell’Amatriciana preparata dagli allievi dell’Istituto alberghiero di Amatrice

14:30 Conclusioni

Intervento Mauro Di Zio, vicepresidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani

Proclamazione piatto vincitore

15:00 Chiusura evento

L’astronauta Umberto Guidoni incontra i liceali di Amatrice

Venerdì 10 maggio alle ore 11, l’astronauta italiano Umberto Guidoni sarà ospite del Liceo Scientifico di Amatrice, per un incontro con le cinque classi dell’istituto.

La manifestazione è stata organizzata dall’ASA (Associazione Sabina Astrofili) che ha contattato nei mesi scorsi Guidoni: l’astronauta e divulgatore scientifico ha accettato subito l’invito, mettendosi a disposizione per raccontare ai ragazzi la sua storia, le sue esperienze nello spazio (entrambe a bordo dello Space Shuttle, di cui una nella quale ha messo anche piede a bordo della Stazione Spaziale Internazionale).

«Per noi è un onore avere Umberto Guidoni con noi ad Amatrice – commenta Stefano Tocchio, presidente dell’ASA – dopo la giornata osservativa di due anni fa, venerdì avremo modo di conoscere uno dei nostri astronauti e sicuramente sarà molta la curiosità nostra e dei ragazzi, nel porgli domande sulla sua professione e sui tanti aspetti che la riguardano. Vorrei anche rimarcare che Guidoni è venuto senza che l’Associazione sostenga spese e per dare un suo contributo con la sua presenza, alla ricostruzione immateriale di Amatrice».

Sentiero Italia Cai, l’11 e il 12 maggio al via il tratto che unisce Leonessa ad Amatrice

«Con il progetto Sentiero Italia abbiamo un sogno, quello di unire l’Italia intera in un grande abbraccio, attraverso la percorrenza a piedi degli straordinari territori che il nostro Paese è in grado di offrire non appena si abbandona la strada asfaltata». È la dichiarazione di Vincenzo Torti, Presidente Generale del CAI, calzante per introdurre il tratto che tra l’11 e il 12 maggio si inaugura nel Lazio con centinaia di camminatori.

La staffetta dei cammini, partita dalla Sardegna a marzo, riguarda anche le Terre alte della Provincia di Rieti. La prima tappa, la n. 122, è in programma sabato 11 maggio: da Leonessa i partecipanti raggiungeranno nel pomeriggio Cittareale (14 km) dove alle ore 18.00 è previsto un importante incontro istituzionale alla presenza del Presidente Generale del CAI Vincenzo Torti.

Interventi in programma: Alessandro Geri, referente del progetto Sentiero Italia per la SOSEC, Aldo Mancini, referente della sentieristica CAI Monterotondo, Amedeo Parente Presidente Gruppo Regionale Lazio.

La seconda tappa, la n. 123, ci sarà domenica 12 maggio: con partenza da Cittareale per Amatrice (Km. 20,600), i partecipanti arriveranno ad Amatrice verso le ore 15:00 e potranno ristorarsi presso il cantiere della costruenda Casa della Montagna ad Amatrice. È disponibile il trasporto pubblico COTRAL da Rieti e saranno organizzate navette di collegamento per il recupero delle auto dei partecipanti. Per tutti coloro che vogliono aderire obbligatoria la prenotazione email alle sezioni CAI di riferimento entro il 4 maggio. Per ulteriori info: www.caiamatrice.it e www.caimonterotondo.it

Il Sentiero Italia, che si sviluppa lungo l’intera dorsale appenninica (isole comprese) e sul versante meridionale delle Alpi, è stato ideato nel 1983 da un gruppo di giornalisti escursionisti, riuniti poi nell’Associazione Sentiero Italia, e fatto proprio dal CAI nel 1990. Grazie all’indispensabile contributo delle sue Sezioni, che ne hanno individuato nel dettaglio il percorso, i posti tappa e la segnaletica, il Sentiero Italia è stato poi inaugurato nel 1995 con una grande manifestazione organizzata dal CAI “Camminaitalia 95”, ripetuta poi nel 1999 assieme all’Associazione Nazionale Alpini (ANA). Il concatenamento di sentieri che formano il Sentiero Italia attualmente è quasi completamente segnalato con i colori bianco e rosso e la dicitura “S.I.”.
Oggi il CAI, con l’aiuto dei suoi Gruppi regionali, ha voluto dare inizio a un lavoro sull’infrastruttura sentiero e sui posti tappa, per ridare al percorso la possibilità di essere usufruito nella sua interezza. L’80% delle tappe è pronto entro fine aprile, le rimanenti entro la fine dell’anno.

Un’occasione preziosa, questa, per programmare un viaggio alternativo e scoprire a piedi paesaggi, paesi, parchi regionali e nazionali, natura montana e storia italiana, e non da ultimo i racconti degli abitanti incrociati lungo il percorso, l’ospitalità dei luoghi semplici e autentici, le tipicità gastronomiche locali lungo un tracciato. Un’esperienza unica e assai varia, da organizzare al meglio con mappe georeferenziate e facili ricerche internet per il pernotto lungo il tragitto che si intende esplorare. Il Sentiero Italia è finalmente ora effettivamente percorribile grazie al lavoro di tanti volontari delle sezioni CAI di tutta la Penisola.

 

Primo Maggio a Cittareale. Il vescovo: «Necessario accelerare la ricostruzione»

Ha colto un segnale positivo il vescovo Domenico guardando ai lavoratori attivi nel cantiere sulla Salaria nel tratto di Micigliano. Rivolgendosi ai tanti che si sono ritrovati a Cittareale per festeggiare il Primo Maggio con la Chiesa e i sindacati, mons Pompili ha voluto interpretare i lavori in corso nel giorno di festa come un’indicazione dell’urgente accelerazione richiesta da quanti attendono la ricostruzione dopo il terremoto.

Poi il vescovo è entrato nel vivo dei temi proposti dai sindacati per l’occasione, e su quello dei giovani in particolare si è rifatto ai recenti dati Istat per sottolineare il saldo negativo tra nascite e morti. Duecentomila persone in meno ogni anno, con una tendenza che dovrebbe raddoppiare di numero entro pochi anni. «È una situazione ben visibile anche solo fotografando il nostro contesto e ci dice che abbiamo disatteso la parola biblica: “siate fecondi e moltiplicabili”». Un problema che non si risolve facilmente, anche se «nei paesi in cui sono state attuate politiche familiari serie qualcosa sta cambiando».

Di qui l’auspicio di saper creare le condizioni anche economiche perché le famiglie possano tornare ad essere generative. «Sarebbe un modo per ringiovanire anche il sindacato», ha notato il vescovo, non senza riconoscere alle organizzazioni dei lavoratori di non aver mai abbandonato i territori colpiti dal sisma, a dispetto di molte realtà che «hanno ormai messo il silenziatore sulla vicenda del terremoto». Uno sguardo lungimirante che il vescovo ha riconosciuto e ringraziato.

Giovani, lavoro, ricostruzione e infrastrutture: Chiesa e sindacati festeggiano il Primo Maggio a Cittareale

«Giovani, lavoro, ricostruzione e infrastrutture»: questi i temi della Festa del Lavoro che Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato a Cittareale in collaborazione con l’Ufficio Problemi Sociali e Lavoro della Diocesi di Rieti.

Quattro punti per rinnovare l’attenzione sulla lenta ripresa economica e sulla sofferenza del commercio e delle imprese propri del territorio reatino, ma anche per interrogarsi sulle nuove sfide aperte dai cambiamenti del mondo della lavoro. Sono infatti temi di attualità il precariato che consegue ai contratti atipici e le nuove forme di occupazione scaturite dall’innovazione digitale.

L’occasione del Primo Maggio sarà dunque un momento per una riflessione sul complesso scenario offerto dal mondo del lavoro, cogliendo punti critici e opportunità. Con l’auspicio che si torni a investire sul territorio guardando all’innovazione, ma anche armonizzando le nuove esigenze con i diritti dei lavoratori, e èuntando a garantire un futuro ai giovani.

Il sisma ha aggravato una situazione già compromessa e fragile del contesto locale, nel quale già prima delle scosse telluriche era in corso la delocalizzazione delle aziende, la crisi del mondo del lavoro e un crescente tasso di disoccupazione. La scelta di celebrare il Primo Maggio a Cittareale è dunque un richiamo a non lasciare irrisolti i problemi in tutto il territorio e in particolare nell’estesa zona del cratere.

«Bisogna accelerare i tempi della ricostruzione, abbattendo la burocrazia senza sacrificare la legalità» è il richiamo di don Valerio Shango, direttore della pastorale sociale della Chiesa di Rieti, che ricorda come «le infrastrutture sono una condizione necessaria per la crescita, lo sviluppo e la ricostruzione».

L’evento del Primo Maggio a Cittareale avrà inizio alle ore 10 con i saluti delle autorità e del vescovo Domenico. Seguiranno le riflessioni e le testimonianze dei rappresentanti dei lavoratori. In chiusura sarà celebrata una Santa Messa, seguita da un concerto dell’Accademia di Santa Cecilia.
Comunicati stampa

Leonessa ricorda Emanuele Reali, il sindaco: «La sua vita esempio per generazioni future»

Sabato 27 aprile alle 10.30, a Leonessa ha avuto luogo la cerimonia di intitolazione di una via del paese ad Emanuele Reali, vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, morto in servizio in circostanze tragiche lo scorso novembre a seguito dell’inseguimento di un ladro nei pressi della stazione di Caserta.

«A Leonessa oggi scriviamo una pagina bella della storia del nostro Paese. La nostra comunità oggi si è religiosamente riunita attorno ad una famiglia e al fianco dell’Arma dei Carabinieri per onorare il vice brigadiere Emanuele Reali, figlio di Leonessa e patriota d’Italia», ha sichiaro il sindaco Paolo Trancassini.

«È giusto ricordare Emanuele, è giusto farlo in questa nostra nazione decadente, è giusto farlo per sottolineare l’esempio che un ragazzo semplice lascia alle generazioni future. Credo che uno Stato, una comunità, un’amministrazione debbano avere il coraggio anche di fare cose giuste come questa, sottolinearne il sacrificio, la grande rilevanza e ricordarlo, come merita. Credo sia indispensabile farlo per noi stessi, per i nostri figli, per i nostri giovani.  Negli ultimi anni siamo alle prese con la ricostruzione dei nostri paesi dopo il terremoto, ma noi abbiamo bisogno anche di ricostruire i nostri valori di riferimento in questo momento storico così complicato e grazie all’esempio del Vice Brigadiere Emanuele Reali e anche grazie a questo largo noi siamo convinti che questa partita la vinceremo. A Leonessa via Martiri di Nassirja e Largo Emanuele Reali rappresenteranno sempre una stella che indicherà la strada grazie alla quale la mia comunità non si perderà mai».

Giovani, lavoro, ricostruzione e infrastrutture: Chiesa e sindacati festeggiano il Primo Maggio a Cittareale

«Giovani, lavoro, ricostruzione e infrastrutture»: questi i temi della Festa del Lavoro che Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato a Cittareale in collaborazione con l’Ufficio Problemi Sociali e Lavoro della Diocesi di Rieti.

Quattro punti per rinnovare l’attenzione sulla lenta ripresa economica e sulla sofferenza del commercio e delle imprese propri del territorio reatino, ma anche per interrogarsi sulle nuove sfide aperte dai cambiamenti del mondo della lavoro. Sono infatti temi di attualità il precariato che consegue ai contratti atipici e le nuove forme di occupazione scaturite dall’innovazione digitale.

L’occasione del Primo Maggio sarà dunque un momento per una riflessione sul complesso scenario offerto dal mondo del lavoro, cogliendo punti critici e opportunità. Con l’auspicio che si torni a investire sul territorio guardando all’innovazione, ma anche armonizzando le nuove esigenze con i diritti dei lavoratori, e èuntando a garantire un futuro ai giovani.

Il sisma ha aggravato una situazione già compromessa e fragile del contesto locale, nel quale già prima delle scosse telluriche era in corso la delocalizzazione delle aziende, la crisi del mondo del lavoro e un crescente tasso di disoccupazione. La scelta di celebrare il Primo Maggio a Cittareale è dunque un richiamo a non lasciare irrisolti i problemi in tutto il territorio e in particolare nell’estesa zona del cratere.

«Bisogna accelerare i tempi della ricostruzione, abbattendo la burocrazia senza sacrificare la legalità» è il richiamo di don Valerio Shango, direttore della pastorale sociale della Chiesa di Rieti, che ricorda come «le infrastrutture sono una condizione necessaria per la crescita, lo sviluppo e la ricostruzione».

L’evento del Primo Maggio a Cittareale avrà inizio alle ore 10 con i saluti delle autorità e del vescovo Domenico. Seguiranno le riflessioni e le testimonianze dei rappresentanti dei lavoratori. In chiusura sarà celebrata una Santa Messa, seguita da un concerto dell’Accademia di Santa Cecilia.

La Diocesi di Montepulciano dona la Casa di Santa Giusta, il vescovo Manetti: «Siamo qui per abbracciarvi»

Un pellegrinaggio di solidarietà. «Di solito in un pellegrinaggio si va a visitare un santuario o un monumento che ci parla della storia della fede, della spiritualità o della cultura nata dal Vangelo. Questa volta la chiesa non si può visitare perchè è crollata, e se è ancora in piedi è inagibile. Sono rimasti in piedi però i sopravvissuti, benchè feriti nell’anima, e nella nostra memoria sono rimaste in piedi le quasi trecento vittime del terremoto».

Le parole sono di monsignor Stefano Manetti, vescovo della Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, arrivato ad Amatrice e poi a Rieti a capo della sua comunità per portare aiuto concreto e manifestazioni di affetto alle popolazioni colpite dal terremoto. Un allegro e festoso gruppo quello arrivato dalla Toscana: oltre cinquecento persone, distribuite in ben dieci pullman, hanno voluto dimostrare vicinanza e affetto al nostro territorio ferito dai violenti terremoti dell’agosto e dell’ottobre 2016.

La mattinata è iniziata nel Palazzetto dello Sport di Amatrice, con la concretizzazione di un gesto “Nobile” come il celebre vino delle zone di Montepulciano: nelle mani del vescovo Domenico Pompili, la consegna delle chiavi della Casa di Santa Giusta, che la comunità toscana dona a quella reatina per far sì che anche la piccola frazione abbia un luogo dove aggregarsi, ritrovarsi, unirsi.

«Grazie per la vostra presenza, non siete i benvenuti, siete i bentornati!», ha detto il vescovo di Rieti. «Da oltre trent’anni ci lega un rapporto di amicizia che si rafforza grazie alla vostra Casa di Santa Giusta, che oggi donate a noi». Quella Casa dove la Diocesi di Montepulciano ha svolto campi estivi trentennali «che ci hanno dato modo di conoscere tante persone, qualcuna anche tra quelle che non ci sono più, e che noi non vogliamo dimenticare», e che oggi viene regalata ad Amatrice.

Prosegue nella linea della memoria, e del filo della solidarietà, il vescovo Manetti: «Ricordiamo il grido che più volte si levò da questi territori verso l’Italia intera: non ci dimenticate quando i riflettori su di noi saranno spenti! Ecco: siamo qui per dirvi che non vi dimentichiamo. Abbiamo viaggiato, siamo arrivati, vogliamo salutarvi, abbracciarvi spiritualmente, dirvi che ci ricordiamo di voi, che non vogliamo dimenticarvi».

Dopo lo scambio di saluti, un momento di preghiera e la piccola e simbolica cerimonia del dono delle chiavi della Casa, il gruppo ha voluto contribuire all’economia del territorio amatriciano gustandone il piatto tipico, i celebri spaghetti, e facendo acquisti solidali nei negozi riaperti dopo il sisma nei centri commerciali Il Corso e Il Triangolo, realizzati dalla Regione Lazio.

A seguire, l’arrivo nel capoluogo. Rieti accoglie con uno splendido sole e un tepore quasi estivo la comitiva, che alla spicciolata raggiunge il duomo, la maestosa Cattedrale di Santa Maria Assunta. Sentita ed emozionante la celebrazione liturgica, presieduta dai vescovi Manetti e Pompili e concelebrata dai tanti sacerdoti arrivati dalla Toscana a capo delle loro comunità parrocchiali.

«Ci uniamo alla preghiera della Diocesi di Rieti – ha detto Sua Eccellenza Manetti nell’omelia-, perchè queste persone così provate ritrovino la speranza, e perchè nel dolore nessuno sia solo. Solo chi ti è accanto quando soffri ti fa capire che il Signore ti è sempre vicino: è questo il senso di quanto fatto in questa giornata insieme a voi».

Al termine della Santa Messa, il parroco della Cattedrale don Paolo Blasetti ha illustrato ai presenti le meraviglie architettoniche, storiche e culturali conservate in Duomo, con una visita al Battistero, alla Cripta e alle preziose cappelle laterali.

Dopo i saluti, le foto di rito e lo scambio di doni, gli oltre cinquecento pellegrini hanno poi avuto modo di visitare il centro storico di Rieti, prima di rimettersi in viaggio per il ritorno a casa, con una nuova esperienza nel cuore e la consapevolezza di aver rafforzato un vecchio legame, diventato ancor più saldo ed affettuoso.

Alla scoperta della grotta della Sibilia

Torna a Cittareale dal 25 al 28 aprile presso la grotta della Sibilla nella Valle di San Rufo il campo esplorativo del gruppo Speleologico “Pipistrelli” del C.A.I. di Terni. Il 27 aprile alle ore 17,00, incontro di divulgazione delle attività esplorative. Il 28 aprile, possibilità di uscita di avvicinamento alla speleologia.

Torna l’annuale appuntamento con il campo speleologico presso la grotta della Sibilla nella Valle di San Rufo che sarà gestito dal 25 aprile 2019 al 28 aprile 2019, dal “Gruppo Grotte Pipistrelli”, appartenente alla sezione “Stefano Zavka” del C.A.I. di Terni, che da circa 30 anni esegue le esplorazioni e i rilievi di questa grande cavità naturale, tra le prime per estensione e profondità del Lazio.

«È per me un piacere tornare ad accogliere questo gruppo – ha detto il sindaco di Cittareale Francesco Nelli – le grotte sono un patrimonio di tutta la cittadinanza e grazie agli studi e le esplorazioni del Gruppo Grotte ‘Pipistrelli’, possiamo finalmente capire quante sorprese può rivelarci il nostro territorio. Continueremo a collaborare strettamente nei prossimi anni per nuove iniziative e progetti».

Nella giornata del 25 aprile verrà allestito il campo presso il fontanile ai piedi del Monte Pozzoni, nelle vicinanze della sorgente del fiume Velino. Nella giornata del 26 aprile, oltre all’avvio delle attività speleologiche a cui partecipano speleologi appartenenti a diversi gruppi del CentroItalia, sarà accolto anche un gruppo di escursionisti del CAI di Terni, che ogni anno si avvalgono dell’ospitalità del campo per effettuare un trekking sul crinale del Monte Pozzoni e delle altre alture vicine.

Nella giornata del 27 aprile, dalle ore 17, presso le strutture dove è ubicata la sede del Comune di Cittareale, il Gruppo Grotte Pipistrelli, in occasione del suo sessantesimo anniversario dalla fondazione, terrà un incontro di illustrazione e divulgazione delle attività esplorative svolte all’interno della grotta. L’incontro ha l’obiettivo di far conoscere agli abitanti di Cittareale la grande cavità naturale profonda oltre 450 m e di circa 3 km di superficie e di condividere quanto venuto alla luce negli anni a seguito delle esplorazioni.

Saranno presentate le fotografie dell’interno della grotta, realizzate dal Team fotografico del G.G.Pipistrelli sotto la guida dello speleologo e fotografo Paolo Gagliardi; sarà illustrata la geologia e la speleogenesi degli ambienti ipogei, saranno raccontate dai diversi speleologi le attività di esplorazione e sarà presente con una propria testimonianza anche il corpo dei volontari del soccorso alpino e speleologico. Alla iniziativa sarà presente anche il sindaco di Cittareale, Francesco Nelli.

Per l’occasione, e fino al sabato alle ore 20, chi vuole potrà prenotarsi per il giorno successivo (domenica 28 aprile), per effettuare un’uscita di avvicinamento alla speleologia, in affiancamento ai tecnici dello stesso Gruppo Speleologico. Durante i giorni del campo saranno accolti tutti quei cittadini che, curiosi di conoscere la speleologia e ascoltare i racconti del gruppo, faranno visita al campo.

La storia della grotta inizia il 12 Agosto 1962, data in cui il Gruppo Speleologico Spoletino accatasta il pozzo d’ingresso, denominandolo “Pozzo della Sibilla”. Circa 20 anni dopo inizia, per caso, l’esplorazione vera e propria a cura del Gruppo Grotte Pipistrelli di Terni.
Esplorazione che è proseguita ininterrottamente fino ad oggi e che ha portato alla scoperta continua e progressiva di nuovi rami. Nel 2009 la Grotta raggiunge una profondità di -470 metri ed un’estensione complessiva di oltre 3000.
Purtroppo, per le sue caratteristiche estremamente “tecniche”, la grotta non è visitabile, ma è accessibile soltanto a speleologi “esperti”.
Ogni anno il Gruppo Grotte Pipistrelli organizza il Campo del 1° Maggio; un appuntamento prestigioso al quale partecipano speleologi provenienti da ogni parte d’Italia.

Volley per la rinascita: Davide Mazzanti presenta le Finali Scudetto Under 16 F

La pallavolo per la rinascita. È questo il messaggio che le finali nazionali giovanili, organizzate dal Comitato Regionale Lazio e dal Comitato Territoriale di Roma della Federazione Italiana Pallavolo, vuole comunicare a tutto il territorio reatino. Ad Amatrice, Cittaducale, Contigliano e Rieti si terrà un grande evento di Volley dal 28 maggio al 2 giugno, un torneo che mette in palio lo scudetto della categoria Under 16 femminile. Il countdown è già partito e anche il CT della Nazionale femminile di pallavolo vice campione del mondo, Davide Mazzanti, ha sottolineato l’importanza di un evento unico nel suo genere.

«Sarà un torneo ricco di spunti e con tanti significati sociali, lo seguiremo con grande interesse nella speranza possa regalarci spettacolo dentro e fuori dal campo».

Davide Mazzanti cosa si aspetta da queste finali a Rieti?

«Ho delle aspettative molto alte. Questo evento va oltre la pallavolo, in tutti i sensi. Sarà un contenitore di socialità, agonismo, amicizia e voglia di rinascere. Quando accadono eventi come il terribile terremoto di Amatrice si finisce prima o poi per dimenticare, soprattutto quando purtroppo le telecamere si spengono. Lo sport, invece, ha questa magia: tenere i riflettori accesi, mostrando al tempo stesso le difficoltà delle persone e il lato bello della vita. Vogliamo essere vicini alla popolazione con questa manifestazione. Il territorio ha bisogno di speranza, di credere che ripartire sia possibile ».

L’obiettivo è riaccendere la passione per la pallavolo?

« Rieti e la sua provincia hanno sempre coltivato la passione per il volley. So che negli ultimi anni c’è stata una crisi anche su questo versante e credo che l’occasione sia unica e irripetibile. La passione va alimentata con gli eventi. Portare la grande pallavolo giovanile qui è stata una scelta meravigliosa ».

Parlando di contenuti tecnici, che categoria è l’Under 16?

« È uno snodo fondamentale per la crescita delle atlete. A questa età l’Italia sta esprimendo un ottimo livello di gioco e le società hanno iniziato a sviluppare quelle tematiche tecniche che noi proponiamo in Nazionale. Il territorio sta rispondendo bene e il Lazio, da questo punto di vista, è un’eccellenza. Di questo io e il mio staff siamo orgogliosi ».

Dal 28 maggio al 2 giugno ci sarà da divertirsi?

«Ovviamente sì. Saranno delle finali spettacolari. Chi ama lo sport non può assolutamente mancare».

L’Italia femminile che lei allena è vice campione del mondo. È solo un punto di partenza?

«Quello che abbiamo fatto in Giappone con le ragazze è qualcosa di incredibile. C’è un ricordo indelebile di quella impresa. Il percorso ora non può arrestarsi, nelle giovanili ci sono tante ragazze di talento e noi vogliamo valorizzarne il più possibile. La Nazionale è giovane, può togliersi ancora tante soddisfazioni e siamo tutti trascinati da una grande voglia di far bene. Oggi abbiamo più consapevolezza nei nostri mezzi, ma non guarderemo al passato. La chiave del successo è volgere il proprio sguardo al futuro, magari partendo proprio da queste finali Under 16 dove ci saranno le campionesse di domani. L’obiettivo? Far emozionare ancora gli italiani».

Da corrieredellosport.it