In preparazione i mercatini natalizi dell’Alta Valle del Velino: si promuovono artigianato e prodotti tipici

Un vero e proprio tour nei mercatini natalizi nell’Alta Valle del Velino, organizzato grazie alla sinergia di tre comuni: Cittareale, Borbona, Sigillo.

Un itinerario a pochi km da Roma per promuovere artigianato e prodotti tipici. È quello che si prepara per le piazze storiche dei tre borghi, dove saranno proposti stand di articoli in cuoio e ceramica e poi merletti, tessuti, candele, ghirlande e addobbi natalizi, tutti assolutamente artigianali, e tanto altro ancora per rinnovare l’atmosfera piacevole e animata del Natale. Inoltre, stand enogastronomici proporranno degustazioni di ricette locali e prodotti agroalimentari a km 0: formaggi, marmellate, miele, noci, castagne ecc.

A Borbona, il 7 e l’8 dicembre, nel villaggio di casette di legno addobbate e decorate, accanto al fuoco con cioccolata calda e caldarroste, i bambini potranno ascoltare le storie di Natale dalle voci di “Raccontiamo fiabe”, addobberanno l’albero con palle disegnate e firmate da loro stessi e potranno consegnare le letterine ad un bonario Babbo Natale che le invierà direttamente ai suoi folletti del paese delle renne. Una carrozza trainata da cavalli condurrà i visitatori a conoscere i rioni del nostro borgo. Avrà anche luogo la visita al presepe di Paese Natale e il concerto della Banda di Borbona.

A Cittareale decima edizione del Mercatino di Natale. La manifestazione aprirà le festività natalizie nella Valle Falacrina, luogo natìo dell’Imperatore romano Tito Flavio Vespasiano. Si potranno visitare gratuitamente la Rocca e il Museo di Cittareale e ascoltare musica e vedere spettacoli.

A Sigillo sesta edizione del Mercatino di Natale. Grande offerta di prodotti artigianali e agroalimentari con degustazione. In piazza sotto il grande e addobbato abete, Babbo Natale distribuirà caramelle e dolciumi ai bambini. Musica e spettacoli allieteranno la giornata.

“Salute e sanità nei luoghi del sisma”: un incontro per approfondire le esigenze della cittadinanza

Mercoledì 30 ottobre, presso il centro Caritas di Amatrice, si è svolto un costruttivo pomeriggio d’incontro dal titolo “Salute e sanità nei luoghi del sisma”.

Un dibattito incentrato sul tema della salute che ha richiamato l’attenzione della cittadinanza, accorsa in gran numero per esprimere la forte condizione di disagio che ancora oggi si trova ad affrontare, e ha visto la partecipazione di Marinella D’Innocenzo, direttore generale Asl di Rieti, e del vescovo Domenico.

«Oggi parleremo delle cose che dobbiamo fare doverosamente nei confronti dei cittadini» ha esordito il direttore Asl sottolineando come, per prima cosa, siano stati effettuati degli ampliamenti al P.A.S.S. (presidio di assistenza socio sanitaria), considerato come «un primo punto di accesso in cui effettuare gli interventi immediati».

Il problema più consistente rilevato, come si evince dal malcontento espresso dai cittadini, è tuttavia quello della presenza stabile di medici per effettuare visite specialistiche. «La criticità è presente in tutti gli ospedali di provincia – ha affermato la D’Innocenzo – poiché stiamo vivendo un momento di carenza del personale medico. Inoltre, abbiamo ulteriori vincoli legati ai medici che devono raggiungere le zone disagiate. Per ripristinare il servizio, abbiamo quindi presentato un incremento della delibera ACI-SMOM accordo che, se venisse approvato, consentirebbe di avere: un radiologo fisso per dodici ore, dal lunedì al venerdì con una seduta di ecografia una volta a settimana, un incremento ginecologico e dermatologico per sei ore in più al mese e, inoltre, un otorino, un ortopedico e un cardiologo con un appuntamento bisettimanale e un diabetologo che visiterà per due volte al mese».

Diversi gli interventi da parte del pubblico. L’assessore Paganelli, ad esempio, ha evidenziato una disagevole condizione delle persone provenienti dalle frazioni, costrette a fare delle file estenuanti anche solo per ottenere una ricetta. Un’altra testimonianza, ha invece segnalato la difficoltà riscontrata dalle persone anziane nel raggiungere i centri medici più vicini, fatto che si unisce alla non funzionalità del P.A.S.S. durante le ore notturne a causa della mancanza di personale.

Il direttore, appuntandosi ogni intervento, si è dimostrata aperta ad ascoltare le segnalazioni e ha avanzato delle soluzioni per poter migliorare il servizio. Ha evidenziato, inoltre, la necessità di effettuare dei concorsi specifici per le zone terremotate, differenziati da quelli generici proposti dalla Asl di Rieti.

In chiusura, ha fatto riferimento alla progettazione del nuovo ospedale per il quale garantirà, in prima persona «che si rispettino le norme di legalità e trasparenza, non dimenticando i criteri antisismici».

Nel frattempo, si opererà nel miglioramento della struttura presente che, secondo gli ultimi dati letti alla platea dalla D’Innocenzo, ha erogato oltre 21mila prestazioni da gennaio a settembre 2019, nello specifico «5940 interventi di ambulatorio infermieristico, 674 di ambulatorio pediatrico e 284 di assistenza psicologica, 1611 prelievi, 121 vaccinazioni pediatriche, 3 visite di ambulatorio ostetrico, 417 radiografie, 92 uscite in equipe itinerante per le persone che hanno diritto all’assistenza domiciliare».

Ad Accumoli si fa prevenzione con gli screening gratuiti della Asl di Rieti

Si svolgerà lunedì 28 e giovedì 31 ottobre presso il PASS (Posto di Assistenza Socio Sanitario) di Accumoli sulla S.S Salaria km 141.600, un Evento di prevenzione e sensibilizzazione organizzato dalla Direzione Aziendale della Asl di Rieti e dal Comune di Accumoli nell’ambito del progetto della Regione Lazio ‘Progetto Te – Lazio per la terza età’.

Grazie al personale medico ed infermieristico dell’Azienda Sanitaria Locale di Rieti, i cittadini di Accumoli e delle frazioni, uno dei comuni più colpiti dal Sisma del 2016 e dalle successive scosse di terremoto, potranno eseguire gratuitamente e senza alcuna prenotazione lo screening cardiologico, diabetologico, neurologico e in occasione della campagna ‘Ottobre Rosa’, potranno prenotare gli screening oncologici al seno, cervice uterina e colon retto. L’Unità di Neurologia, in vista della Giornata Mondiale dell’Ictus che si celebra come ogni anno il 29 ottobre, effettuerà lo screening con i profili di rischio per tale patologia. In tale occasione saranno anche distribuite ai “nonni”, delle magliette da consegnare ai nipotini, in cui saranno raffigurati gli eroi della lotta all’ictus.

«Come Asl di Rieti – spiega il Direttore Generale Marinella D’Innocenzo – abbiamo lavorato sin dall’inizio per migliorare i servizi sanitari territoriali aziendali nelle zone colpite dal Sisma. Proprio ad Accumoli, sede dell’evento di prevenzione e sensibilizzazione, l’ultimo di una lunga serie organizzato nella valle dell’alto Lazio, lo scorso marzo abbiamo inaugurato il nuovo PASS, implementando i Servizi e aumentando ulteriormente l’accessibilità alle cure, così da rendere la Struttura funzionale all’offerta socio-assistenziale erogata. Si tratta di segnali importanti che l’Azienda vuole dare, anche rispetto al ‘valore della sicurezza’, sostenendo i cittadini che hanno deciso di restare, contribuendo così alla rinascita di quei territori».

«L’obiettivo di questa iniziativa – spiega il sindaco di Accumoli Franca D’Angeli – realizzata grazie al finanziamento regionale “Progetto Te-Lazio per la terza età”, è quello di far conoscere alla popolazione, attraverso percorsi di informazione e prevenzione, l’importanza di una diagnosi precoce, così come evidenziato dalla ricerca scientifica. Per questo motivo la sensibilizzazione rappresenta un aspetto fondamentale nel processo di cura, poiché elemento di primario supporto nel contrasto alle malattie. Ringrazio la dirigenza della Asl di Rieti e tutto il personale sanitario che ha accolto con immediato favore l’iniziativa, fornendo un istantaneo riscontro positivo alla richiesta avanzata e programmando di concerto con il Comune le giornate di screening».

L’alpinista De Stefani e il Nepal incontrano Amatrice: «Il bello è contagioso»

Grande emozione e partecipazione per l’incontro con l’alpinista Fausto De Stefani, avvenuto sabato 26 ottobre presso il Polo del Gusto di Amatrice, che ha riunito grandi e piccini all’insegna della scoperta della natura attraverso territori e persone, con una particolare attenzione per il Nepal.

Si è trattato dell’ultimo evento di una stagione ricca di iniziative per il Cai che, come sottolineato dal presidente della sezione Cai di Amatrice, Franco Tanzi, «conclude un ciclo che ha lo scopo di unire la passione per la montagna con qualcosa di più nobile. Salire su una montagna è bello ma Fausto De Stefani ci insegna a dare importanza a quello che c’è sotto ai piedi, non dimenticando mai di conoscere i luoghi che ha attraversato e i sogni dei bambini che li abitavano, impegnandosi così a donare loro una scuola».

Proprio ad una delegazione di bambini della scuola primaria Eugenio Cirese, arrivati con tante bandierine colorate e desiderosi di sapere di più riguardo ai loro compagni nepalesi, è stata rivolta la prima parte dell’incontro. Fausto De Stefani ha esordito dicendo loro «mi piacerebbe portarvi sulla collina di Lorenzo dove sarebbe più facile accendere l’immaginazione. Lì, ho portato tutto quello che ho vissuto da adolescente, le esperienze fatte e le storie che ascoltavo da piccolo dal “gigante buono” Mandelo».

La collina di Lorenzo è infatti una vera e propria oasi naturale a pochi passi dalle rive del Lago di Garda e ospita una grande varietà di flora e di fauna, ottimo ambiente per accogliere i bambini e farli immergere nella natura.

«I bambini sono tutti coloro che hanno il desiderio di sognare – ha continuato – e se lo si perde, significa che siamo in decadenza. Io non ho mai creduto al mito dell’alpinista superuomo o superdonna, la forza più grande è riuscire a fare quello che si desidera. Ringrazio i miei genitori per non avermi mai ostacolato nelle scelte, pur consapevoli che sarei potuto non tornare. Io, infatti, sono un sopravvissuto e ho imparato che le montagne sono maestre silenziose che ti fanno tornare alla lentezza e al bisogno di riflessione».

In risposta ad una società incattivita, Fausto De Stefani si appella alla bellezza «vedere il bello è una necessità: nelle scuole del Nepal le aule sono tutte decorate e i cortili sono pieni di fiori. Il bello è contagioso, quando i bimbi tornano a casa chiedono alla mamma di piantare i fiori e questo, in Nepal, ha permesso di donare dignità anche alle case di bambù».

Si è entrati così nel merito del progetto portato avanti dall’alpinista in Nepal, la realizzazione della Rarahil Memorial School a Kirtipur, complesso scolastico che ospita bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni e che li accompagna nella formazione attraverso una didattica all’avanguardia e numerosi laboratori.

A questi bambini un po’ più sfortunati, gli alunni della Cirese hanno devoluto una somma di 810 euro, consegnando a Fausto De Stefani un modellino di un edificio con i fondi raccolti e delle bandierine da portare ai piedi dei monti nepalesi, come simbolo di preghiera.

Un momento molto toccante, infine, è stato dedicato al ricordo di Oskar Piazza, alpinista ed esperto soccorritore deceduto in Nepal in seguito al violento terremoto del 2015, triste evento che lega quella nazione ad Amatrice. Commoventi le parole del soccorritore Roberto che lo ha ricordato come «un personaggio dal gran carisma che ha trasformato la scuola di formazione del Lazio in uno dei migliori poli al mondo».

In preghiera sulla tomba don Giovanni Minozzi, per superare il dolore «che strazia e affina»

Domenica 20 ottobre, ad Amatrice si è svolto il pellegrinaggio annuale alla tomba di padre Minozzi, un appuntamento molto sentito e atteso, che ha attirato l’attenzione di tutta la cittadinanza.

La prima tappa del pellegrinaggio si è svolta presso la struttura che un tempo ospitava l’Istituto Femminile, oggi del tutto irriconoscibile a causa delle ferite provocate dal sisma.

«Una tappa voluta e dovuta – ha spiegato don Cesare – sia perché quest’anno ricorre il centenario della fondazione dell’Opera del Don Minozzi, sia per ricordare i caduti e, in particolare, le sette vittime che hanno perso la vita a causa del crollo dell’Istituto Femminile».

Dopo un momento di preghiera, la deposizione dell’omaggio floreale: tutte le case dell’Opera attualmente in funzione, hanno inviato una piantina fiorita, come simbolo di vicinanza e partecipazione alla giornata. Una per una, le piantine sono state deposte su un masso adiacente l’Istituto Femminile, accendendo di speranza quel luogo oggi così vuoto.

La seconda tappa del pellegrinaggio ha preso vita nella chiesa provvisoria di Sant’Agostino, dove suor Marijana Lleshi ha tenuto la conferenza dal titolo “Emergenza educativa e visione pedagogica di padre Minozzi”: un modo per mettere in luce l’estrema validità e attualità degli insegnamenti del sacerdote di orgine amatriciana.

«Si rimane stupiti della forza interiore che lo ha guidato fin da giovane – ha esordito suor Marijana – perché nel corso della sua vita ha messo sempre al centro l’uomo del suo tempo, quello più bisognoso. Un evento che ha segnato fortemente la sua esistenza è stata l’esperienza come cappellano nei campi di battaglia: mentre la guerra rendeva gli esseri viventi disumani, lui cercava di salvare l’umanità attraverso l’istituzione della Casa del Soldato. Don Minozzi, che mirava ad un’educazione integrale dell’individuo, avrebbe di fatto insegnato l’importanza del dolore che strazia e affina e che la forza di volontà e il sacrificio sono elementi inscindibili per il processo educativo».

Alla conferenza è seguita la Santa messa durante la quale don Cesare, dopo aver spiegato la Parola del Signore, ha messo in luce la dimensione spirituale di padre Minozzi, uomo mosso da una fede talmente forte che lo portava a donarsi completamente agli altri: «La sua inquietudine umana non lo ha mai fatto arrendere, è riuscito infatti a trasformarla in ostinazione che gli ha consentito di non recedere mai dai suoi propositi».

Si è giunti così all’ultima parte della giornata, la preghiera sulla tomba di padre Minozzi. Una folla commossa si è diretta verso ciò che resta della Casa d’Accoglienza e, attraverso le impalcature della messa in sicurezza dell’edificio, ha reso omaggio al sacerdote.

Fausto De Stefani e il Nepal incontrano Amatrice

Ad Amatrice, presso l’Area Food, sabato 26 ottobre alle ore 17.30 ci sarà l’incontro ravvicinato con il Nepal e verrà presentato il progetto solidale del celebre alpinista himalayano Fausto De Stefani. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Amatrice e dal Gruppo Regionale CAI Lazio, chiude con un messaggio positivo di accoglienza e di speranza il programma di iniziative di cultura di montagna della terza edizione di Montagne in Movimento.

De Stefani ha scalato tra i primi alpinisti i 14 “Ottomila” del mondo, ma poi si è dedicato completamente al suo progetto di aiuto “Rarahil” a Kirtipur, una cittadina non lontana da Kathmandu, la capitale del Nepal. Per istruire centinaia di bambini e ragazzi, anche attraverso laboratori per l’avviamento professionale, ha dato un sostegno concreto a molti giovani senza distaccarli dal loro ambiente d’origine, contando su un gruppo di educatori locali e su una struttura d’eccellenza che è stata ricovero e ospedale a seguito del terribile sisma del 2015 in Nepal.

Grazie alle sue serate alpinistiche e di solidarietà in tutta l’Italia e per oltre dieci anni, grazie all’organizzazione della Fondazione Senza Frontiere onlus che promuove progetti di aiuto e di evoluzione autogestita in paesi in via di sviluppo, è riuscito continuativamente a raccogliere libere donazioni che sono servite a mandare avanti e a far crescere la scuola, un’eccellenza per tutto il Nepal stesso. L’immensa umanità del popolo nepalese è stata esemplare anche in occasione del sisma di Amatrice. Attraverso l’associazione non governativa Jay Nepal Action Volunteers, il villaggio nepalese di Bodgaun ha devoluto 1.000 euro al Comune di Amatrice, una cifra enorme per quel contesto se si pensa che con pochi euro lì sfamano una famiglia numerosa. Hanno scritto ad Amatrice inviando l’assegno: “siamo tanti, ma siamo una cosa sola”.

All’evento parteciperà una delegazione del Soccorso Alpino e Speleologico, per testimoniare l’importanza fondante della loro opera in ambiente impervio. Interverrà il Presidente CNSAS Lazio Corrado Pesci per ricordare l’impegno del soccorso alpino non solo durante l’emergenza e le attività di protezione civile, come fu ad Amatrice tre anni fa, ma anche nel soccorso senza orari e a rischio della propria stessa vita di coloro che si sono infortunati e dei pericolanti, nel recupero dei caduti in montagna, in grotta e nelle zone impervie e ostili del territorio nazionale. Sarà l’occasione per rendere omaggio al noto alpinista e guida alpina Oskar Piazza che molto ha dato alla formazione di tanti soccorritori del Lazio, essendo istruttore nazionale e tecnico di elisoccorso tra i più esperti. Oskar perse la vita nel sisma del Nord del Nepal nell’aprile 2015 insieme ad altri 3 compagni italiani.

L’evento con De Stefani e il Nepal ad Amatrice farà conoscere le scuole all’aperto (un progetto di didattica innovativa che ha nell’Appennino emiliano le scuole capofila) e l’originale percorso formativo attuato dalle maestre dell’Istituto Comprensivo A.M. Ricci di Rieti, – Istituto Cirese ispirato proprio all’opera e alla figura di Fausto De Stefani.

Ben oltre alle imprese alpinistiche, Fausto De Stefani vuole trasmettere un messaggio nuovo, il piacere della scoperta del camminare lento a basse quote e senza fretta: lancerà da Amatrice un appello per riscoprire e preferire l’Appennino autentico alle turistiche località alpine, preda di un turismo di massa, famelico e massificante. De Stefani è portavoce dei valori della terra, della bellezza della collina e del lavoro dell’orto. Ha costruito un’oasi naturale a breve distanza dalla riva meridionale del Lago di Garda, la Collina di Lorenzo, che ospita una grande diversità biologica. La Collina è aperta agli amici e ai bambini.

Questo evento è reso possibile grazie a Montura, partner tecnico di Montagne in Movimento del CAI di Amatrice, e alla disponibilità del Centro Formazione Professionale Alberghiero di Amatrice.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, previa prenotazione obbligatoria in email a [email protected]

A Borbona si fa festa con musica, colori e valorizzazione dei prodotti del territorio

Come ogni terzo fine settimana di ottobre, è tornata a Borbona la sagra del fagiolo, un appuntamento molto atteso giunto ormai alla XXXVII edizione.

Tante le attività proposte: esibizioni musicali, mercatini e spettacoli che hanno accompagnato il tradizionale pranzo della domenica con un menù rigorosamente a base di fagiolo borbontino.

Ad aprire la manifestazione nella giornata di sabato, anticipata dalle note della coloratissima band “Mo’ Better Band”, è stata la mostra fotografica dal titolo “I Mille Volti. Persone e Luoghi di Borbona e Dintorni”, che ha preso vita nelle sale superiori della biblioteca comunale della città.

Attraverso due categorie di partecipazione, foto immortalate con macchina fotografica Reflex o scattate con il cellulare e pubblicate su Instagram, i partecipanti si sono divertiti a rappresentare il territorio attraverso la loro percezione.

Ma come nasce questo progetto che è giunto oggi alla terza edizione?

Chiara Barberini, una delle organizzatrici della mostra, ha spiegato che «l’idea prende vita nel 2016 ed è stato un modo per reagire al terremoto. Abbiamo pensato di far rivivere il paese con una mostra fotografica che si articola proprio durante la sagra del fagiolo, cosicché le persone possano tornare anche dopo l’estate a degustare i prodotti e ad ammirare i tanti bei paesaggi di Borbona».

«Questa terza edizione – prosegue – oltre che sui paesaggi, è incentrata sui volti delle persone che abitano questi luoghi e che fanno parte del territorio e della storia del paese. Anno dopo anno c’è stata sempre di più una crescita nella partecipazione e, di conseguenza, anche noi cerchiamo sempre di migliorarci nell’organizzazione».

Entusiasmo espresso anche dall’assessore Massimo Tocchio che, partendo proprio dal tragico sisma ha sottolineato l’importanza di «convogliare tutte le energie presenti sui social in un percorso di mostre che ogni anno tocca un tema diverso», puntando soprattutto sull’utenza giovane.

«Il fatto che l’attenzione per quest’evento stia crescendo sempre di più ci rallegra perché anche questo è un modo di tramandare la tradizione di un paese, non dimenticando, come si evince dal titolo della mostra, quei volti e quei luoghi che hanno fatto la storia di Borbona. In questo modo, vogliamo cercare di mantenerli nel tempo, tramandandoli alle generazioni future».

«La salvaguardia dei luoghi che ci rappresentano e che ci danno veramente il senso di familiarità – ha concluso l’assessore – ci porta verso il futuro con tanta emozione e voglia di continuare a combattere per i nostri territori».

Un percorso fotografico, quindi, che oltre a esporre la bellezza paesaggistica del territorio, ha anche una forte componente emotiva. Le foto più belle sono state premiate durante la giornata di domenica e hanno visto come vincitori Maria Grazia Gregori per la categoria Instagram e Bruno Cappelli per la categoria Reflex.

Per chiunque abbia voglia di visitare la mostra con tutte le foto, avrà l’opportunità di farlo fino al 18 novembre.

La Toscana premia Amatrice

La premiazione è avvenuta in occasione della Fiera Didacta, il più importante appuntamento sul mondo della scuola, che dal 9 all’11 ottobre trasforma Firenze nella capitale europea della scuola del futuro.

Nella splendida location della Fortezza da Basso sono giunti anche otto studenti delle classi terze e quarte del Centro di Formazione Professionale Alberghiero di Amatrice, accompagnati dal docente Fabio D’Angelo, da Fabio Barberi, direttore dell’Istituzione Formativa della Provincia di Rieti e da Anna Fratini, direttrice del Centro di Formazione Professionale.

È stata Cristina Grieco, assessore all’istruzione della Regione Toscana, a consegnare al Centro di Formazione il Pegaso della Regione.

Riaprire una scuola è qualcosa di importante, hanno sottolineato i presenti alla cerimonia: dà il senso di un paese che torna a vivere. Gli studenti di Amatrice hanno portato i loro prodotti: salumi, salsicce, biscotti alle mandorle e le ‘mbriachette (una sorta di taralli dolci da tuffare nel vino), il pecorino e il guanciale. E non poteva mancare, con questi ingredienti, un piatto di pasta all’amatriciana. Ne sono stati preparati cinquecento assaggi, degustati in un baleno.

«Con grande orgoglio – ha spiegato Fratini – abbiamo accolto l’invito della Regione a rappresentare le scuole del Lazio in questo importante appuntamento. Abbiamo avuto l’onore di far conoscere i prodotti tipici locali e i nostri ragazzi hanno preparato centinaia di piatti di amatriciana. Abbiamo cercato di rappresentare non solo la nostra scuola, ma anche Amatrice e la sua tradizione enogastronomica».

Dopo tre anni di trasloco obbligato, il Centro di Formazione Professionale tornerà il 14 ottobre ad Amatrice anche con il quarto anno.

Grande soddisfazione è stata espressa dal Cda dell’Istituzione Formativa. «Attraverso manifestazioni ed incontri come questo di Firenze – evidenzia la presidente Cinzia Francia – si comprende quanto sia importante il regolare corso delle attività scolastiche, che diviene espressione della volontà di ripresa. Un impegno per il futuro che si gioca innanzitutto sulla formazione delle nuove generazioni e su un universo di luoghi formativi da cui, con buone guide, è possibile trarre profitto».

Ad Accumoli tornano in piazza due monumenti simbolo del paese: «Riscopriamo le nostre radici»

Lo scorso 6 ottobre, ad Accumoli, si è tenuta la cerimonia per l’inaugurazione e nuova collocazione di due elementi simbolo della città: il monumento ai caduti e il monumento dedicato a Salvatore Tommasi. Un appuntamento molto atteso che, oltre alla cittadinanza, ha riunito centinaia di alpini provenienti da diverse delegazioni italiane.

Grazie all’aiuto di Renzo Colucci, presidente dell’Associazione Radici Accumolesi, è possibile ripercorrere la storia delle due opere che, fino alla tragica data del sisma, troneggiavano sulla piazza del paese.

«I due monumenti erano posizionati ai lati della piazza: il monumento ai caduti su un lato e quello a Salvatore Tommasi nell’altro. Il primo, venne inaugurato il 4 novembre 1958 alla presenza dell’allora sindaco Bucci, mentre il secondo nel 1927».

Soffermandosi sulla figura di Salvator Tommasi, Renzo Colucci sottolinea come egli fosse, oltre che un grande studioso, anche una figura di spicco del Risorgimento, avendo dimostrando spiccate abilità diplomatiche nella procedura dell’annessione dell’Abruzzo al Regno d’Italia.

Purtroppo il sisma non ha risparmiato nemmeno la solidità delle due opere. «Il monumento ai caduti è crollato, la madonnina che si erigeva su di esso è stata recuperata dalla soprintendenza mentre il monoblocco è rimasto danneggiato fino all’intervento degli alpini che lo hanno recuperato per restaurarlo. Il busto bronzeo di Salvator Tommasi, invece, è caduto con la scossa del 24 agosto, mentre le lastre laterali si sono staccate con quella del 30 ottobre, che ne ha distrutta una per intero».

«Come associazione Radici Accumolesi – continua Colucci – abbiamo chiesto al Comune l’autorizzazione per restauralo e, dopo un iter di due anni e diverse raccolte fondi, siamo riusciti a portare a termine il progetto».

Un duplice lavoro, quindi, portato avanti da un lato dagli alpini, rappresentati nella cerimonia da Alessandro Federici, responsabile ANA della sezione di Roma, e dall’altro dall’Associazione Radici Accumolesi. Ciononostante, si è optato per celebrare un’unica inaugurazione, affinché tutti potessero partecipare alla rinascita di quei monumenti che facevano parte della vita quotidiana degli abitanti.

Non sono mancate infatti le testimonianze delle persone che in questi due simboli hanno ancora oggi ancorati i loro ricordi. «Una signora mi ha raccontato che in questa piazza giocavano i suoi figli e suo i nipoti – ricorda Colucci – e io stesso da bambino avevo guardato il busto di Salvator Tommasi centinaia di volta e, per questo, vederlo a terra mi ha fatto impressione. Inoltre, accompagnato dalle maestre, ho partecipato in prima persona all’inaugurazione del monumento ai caduti il 4 novembre 1958 e se penso a questo provo un grrande rammarico, perché all’epoca c’erano tanti bambini mentre quest’anno la scuola non è stata riaperta a causa della loro assenza, segno della crisi dell’abbandono che è stato incrementato dal sisma».

Riportare in vita due opere come queste rappresenta quindi un messaggio importante, che va oltre il gesto materiale. «È infatti un piccolo segno rispetto all’immane lavoro della ricostruzione che, però, può servire da stimolo per non abbattersi e andare avanti. Con questi due simboli – conclude il presidente dell’Associazione – riscopriamo le nostre radici, riscopriamo un pezzo di quello che era Accumoli».

Terra dei Cammini, tanti visitatori ad Amatrice

Obiettivo centrato per la tappa di esordio, focalizzata su Amatrice, della nuova edizione dell’iniziativa “La Terra dei Cammini” realizzata dalla Camera di Commercio di Rieti in collaborazione con l’Azienda Speciale Centro Italia Rieti nell’ambito del progetto “Turismo e Cultura”. Molto apprezzato, anche dai tantissimi visitatori provenienti da fuori provincia, l’itinerario “Amatrice, le frazioni e le cascate”, mentre sono già chiuse le prenotazioni per il prossimo appuntamento in programma il 13 ottobre dal titolo “Trekking dei due Laghi, dal Salto al Turano”.

Il calendario di appuntamenti de “La Terra dei Cammini”, progettati in collaborazione con i Comuni di Rieti, Amatrice, Ascrea, Pescorocchiano, Micigliano, Borgorose, Rivodutri e la Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia e finalizzati a promuovere le bellezze naturalistiche locali, prevede ulteriori tre itinerari fino a sabato 14 dicembre 2019: il 27 ottobre ci si sposterà alla scoperta del “Sentiero dei Briganti”, nel Cicolano, mentre il 1 novembre protagonista saranno Rivodutri ed il Faggio di San Francesco. Chiuderà il programma il trekking urbano di Rieti previsto per il 14 dicembre.

Accompagnati da guide esperte, ad ogni camminatore sarà garantita una copertura assicurativa, accessi gratuiti ai luoghi di interesse e piccole degustazioni per promuovere le prelibatezze del territorio.

Il programma completo è visionabile al link http://www.ri.camcom.it/P42A3832C202S173/LA-TERRA-DEI-CAMMINI—2019.htm

La partecipazione è gratuita previa iscrizione obbligatoria. Le adesioni sono a numero chiuso e verrà data precedenza ai residenti fuori provincia al fine di promuovere le eccellenze ambientali, culturali ed enogastronomiche della provincia di Rieti al di fuori dei confini locali.

Per ogni informazione è possibile scrivere a [email protected] oppure contattare via whatsapp il numero 348/1204421 o visitare la pagina facebook https://www.facebook.com/terracamminirieti/