A Borbona si rinnova l’antica tradizione del Canto a Braccio

Si è appena concluso a Borbona un fine settimana importante e ricco di eventi legato allo svolgimento della quattordicesima edizione del Festival Regionale del Canto a Braccio.

«L’importanza di tradizioni come questa è quella di creare un senso di comunità che unisce i territori» ha dichiarato il sindaco Maria Antonietta Di Gaspare sottolineando che nemmeno il fenomeno dello spopolamento sia riuscito a scalfire la purezza di questa antica tecnica.

Tanti quindi i richiami al passato, ma altrettante le novità. Prima su tutte, la sinergia con Follie d’Estate che ha permesso ai poeti del Canto a Braccio di esibirsi, nella serata del 12 settembre, nelle terre aquilane presso l’EX. O.P. Collemaggio, dove si è parlato dei diritti delle persone affette da disturbi mentali.

Questo tema è stato reiterato il giorno successivo a Borbona, durante la prima parte della giornata inaugurale del festival, in cui si è presentato il simbolo che rappresenta la chiusura dei manicomi e porta con sé i sogni delle persone che in essi soffrivano: Marco Cavallo.

Lo psicologo Alessandro Sirolli ha spiegato che «fare salute non significa fare una diagnosi ma costruire una salita con e nella società, significa fare cultura e stare bene insieme e, in questo senso, il Canto a Braccio è fare salute». A questo stretto legame ha fatto riferimento anche Mario Reali che ha visto nei cantori gli elementi che possono favorire un cambiamento per i luoghi colpiti dal sisma. «Non si può andare avanti così nel cratere – ha affermato- e dall’esperienza di quello che è successo nei manicomi, si deve imparare a reagire e a lanciare sfide. Il linguaggio della poesia è il linguaggio dell’anima e ci dice cosa abbiamo perso per questo la cultura è alla base della rinascita».

Si entra così nel vivo dell’esibizione che, seconda novità, quest’anno si è aperta con il canto di cinque poetesse che, come dimostra l’opera di Achille Pinelli, rappresentano “l’altra metà del canto”. Introdotte dal poeta Paolo, Michela Benedetti, Daniela D’Ottavio, Marinella Marabissi, Irene Marconi e Manuela Marcantelli sono salite sul palco e hanno fin da subito intrattenuto il pubblico con delle ottave di saluto.

Sono poi iniziati i contrasti che hanno visto le poetesse sfidarsi a due a due sui più disparati temi: dal dialogo tra la nonna e la sua nipotina alla personificazione di elementi naturali come la scintilla e la goccia. Dunque, nessuna semplificazione per queste bravissime artiste che si sono anzi trovate ad affrontare delle ottave basate persino su alcuni ossimori.

Non potevano, tuttavia, non omaggiare l’ospite della serata, Marco Cavallo e così, hanno dedicato alcune ottave proprio al tema dell’importanza della cooperazione sociale volta al cambiamento in ambito psichiatrico. Infine, è stato aperto uno spazio anche al saluto dei poeti, che hanno omaggiato le signore congratulandosi con loro per la bravura dimostrata.

La giornata del 14 settembre è stata invece dedica alla presentazione del poemetto storico “La Battaglia Del Pian Perduto” e della raccolta di poesie “Che Te Se Possa Portà Via Lo Vento” alle quali è seguita l’esibizione dei poeti a braccio. Il pranzo di saluto della domenica e l’intervento della banda musicale di Borbona ha chiuso infine questa edizione del festival.

L’affetto e l’affluenza delle persone, sia adulte che giovani, dimostra davvero che tradizioni come questa siano rimaste radicate nel cuore della comunità che attraverso il passato si fa forte nei confronti del futuro.

Federlazio: «L’avvio del nuovo stabilimento del Pastificio Strampelli è orgoglio per tutti noi»

Federlazio, con le parole del direttore Davide Bianchino, commenta l’inaugurazione del pastificio Strampelli di Amatrice:

«Oggi è un giorno speciale per Amatrice e le zone limitrofe più duramente colpite dal sisma. L’inaugurazione del nuovo Pastificio Strampelli è uno dei simboli più vivi di rinascita di questo territorio. Per Federlazio è una doppia soddisfazione in quanto Strampelli è da anni nostra azienda Associata.

Due anni fa eravamo qui ad applaudire la famiglia Leoncini che, presentando i lavori per la prossima apertura del Pastificio, davano speranza e ottimismo a tutti noi. Quel sogno ora è diventato realtà, una realtà estremamente concreta che sta già dando nuovo lavoro ad oltre 15 dipendenti locali. Una scommessa vinta.

Peccato per l’assenza all’ultimo minuto del premier Conte. Ma la presenza di tante importanti personalità locali e regionali all’inaugurazione di oggi, testimoniano la rilevanza di questo avvenimento anche a livello simbolico.

Nell’interesse di tutti, e senza inutili e sterili polemiche, ci auguriamo che al sacrificio dei singoli imprenditori seguano presto azioni concrete di ricostruzione edilizia, infrastrutture e nuovo lavoro. Affinché quella di oggi non rimanga un esempio isolato. Per continuare a dare speranza a tutte le persone che ancora, giustamente, credono in questo territorio e vogliono continuare a viverci e a lavorare.

Alla famiglia Leoncini un grosso in bocca al lupo e un augurio di buon lavoro da tutta la Federlazio».

La Uil fa il punto ad Amatrice su ricostruzione e lavoro

È iniziata nella mattinata del 12 settembre, presso il Polo del Gusto di Amatrice, la serie di convegni programmati dalla UIL Lazio. Mentre nella giornata del 13 settembre i dibattiti si terranno nella città di Rieti, è stata indicativa la scelta di aprire gli incontri ad Amatrice dove si è parlato del tema della ricostruzione e dello sviluppo.

Il primo intervento è stato quello di Alberto Paolucci, Segretario generale UIL Rieti e Sabina Romana, che ha sottolineato la vicinanza del sindacato al territorio e la volontà di esserci anche nel futuro.

«La rinascita dipende dalle infrastrutture» ha affermato, ricordando i punti salienti del documento consegnato al Presidente Mattarella il 15 dicembre 2016 riguardanti gli snodi stradali della Salaria, della Rieti-Torano, della Rieti-Terni e il potenziamento del sistema ferroviario. «Come organizzazione sindacale – ha concluso- dobbiamo dare la priorità al territorio, non è più possibile aspettare e, per questo, noi saremo sempre al fianco delle persone per dare una spinta propulsiva».

Di rigenerazione ha parlato invece il vescovo di Rieti Domenico Pompili. «Il termine rigenerazione- ha esordito- ingloba in sé diversi elementi, è la sinergia tra pubblico e privato, tra istituzioni e cittadini e tra istanze locali e nazionali. La cura va quindi trovata in uno sguardo integrale che riesce a cogliere tutti questi livelli».

Ha posto poi l’attenzione su alcuni elementi che non possono mancare nel processo rigenerativo. «Oltre alla dimensione delle infrastrutture, sia materiali che immateriali, non si deve infatti perdere di vista l’importante opportunità di lavoro che si è aperta dopo il sisma attraverso la solidarietà privata e pubblica, che hanno consentito percorsi che prima non potevano essere affrontati. Gli altri fattori devono essere piuttosto individuati nell’esaltazione dei beni culturali, la vera anima di questo territorio, e nella qualità degli uomini e delle donne, veri protagonisti di questa rigenerazione».

La parola è passata poi al Direttore USR Lazio Wanda D’ercole che ha fatto una panoramica generale degli interventi dell’Ufficio Speciale Ricostruzione. Avendo spiegato che parte della lentezza burocratica è legata ad una continua modifica delle ordinanze dovuta alle diverse esigenze di ciascuna regione, ha riportato alcuni dati statistici legati al ritardo della presentazione delle domande di ricostruzione da parte dei privati. «L’ufficio – ha dichiarato – registra l’arrivo del 29% di domande di ricostruzione in merito a danni lievi e solo il 3,6% riguardanti i danni gravi». In conclusine ha illustrato che l’obiettivo dell’ufficio è quello di rispettare i principi di trasparenza e di legalità, senza dimenticare la sicurezza del personale impiegato nei cantieri.

In seguito, il sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella, ha parlato dell’effettiva difficoltà in cui verte la città. «Abbiamo una situazione difficile perché la distruzione è stata pressoché totale. Questa è una dimensione straordinaria che dobbiamo affrontare con una consapevolezza diversa» ha esordito, proponendo in seguito una serie di suggerimenti volti a favorire lo snellimento del quadro normativo. Ciononostante, è riuscito comunque a delineare delle situazioni positive scaturite dal sisma, evento che, nella sua drammaticità, «può costituire un’opportunità unica di sviluppo per queste aree perché ci pone al centro dell’attenzione». Ha infine messo in risalto tutte quelle iniziative, come il Festival delle Valli Reatine, che hanno dato risalto al territorio e ha concluso il suo intervento parlando delle due grandi progetti in via di realizzazione: l’ospedale e la Casa Del Futuro.

L’ultimo ad intervenire è stato il Segretario Generale Feneal UIL che ha da subito sottolineato come questo convegno sia stato un’importante iniziativa per discutere dei territori colpiti dal sisma affinché l’attenzione rimanga alta. Il suo appello si è rivolto all’avvio della costruzione delle infrastrutture, ma ha posto l’accento sul fenomeno dello spopolamento «bisogna evitare che il terremoto faccia scomparire un territorio ed è perciò necessario favorire le condizioni per creare sviluppo ed economia».

In chiusura, ha evidenziato che, sebbene ci sia uno stato di emergenza, non si devono assolutamente intaccare le tutele a favore dei lavoratori e ha ribadito come la burocrazia, seppur lenta, sia uno strumento per arginare infiltrazioni esterne nei lavori.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 13 settembre, presso l’azienda Takeda di Rieti dove, a partire dalle ore 10.00, si discuterà di lavoro, investimenti e innovazione.

Amatrice viene a I Primi d’Italia, I Primi d’Italia vanno ad Amatrice

Si è tenuta giovedì 12 settembre, presso la Sala Urciuoli del Comune di Amatrice la conferenza stampa di presentazione della XXI edizione de I Primi d’Italia, il Festival Nazionale dei Primi Piatti di Epta Confcommercio Umbria.

L’edizione 2019, che si svolgerà a Foligno dal 26 al 29 settembre, è stata presentata dal sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella, dal vice sindaco, Massimo Bufacchi, dall’assessore al Turismo e Commercio di Foligno, Michela Giuliani, da Amelia Italiano, Direttore Regionale Umbria di Trenitalia, e da Aldo Amoni, Presidente di Epta.

«I Primi d’Italia – dichiara Amoni – è nato per rilanciare il nostro territorio dopo il terremoto del 1997. Proprio per questo ci sentiamo particolarmente vicini ad Amatrice, che sta ancora affrontando i drammatici eventi del 2016. Avere con noi un Villaggio dedicato all’eccellenza di questa terra è un onore e un piacere. Tutta questa edizione è dedicata all’eccellenza: quella della mia Umbria e quella di tutta Italia. Sono tantissimi i Villaggi dei Primi di quest’anno e ancora di più gli appuntamenti del calendario del Festival. Tra questi spicca la stupenda mostra dedicata al genio di Leonardo da Vinci in occasione dei 500 anni dalla sua morte. La mostra, intitolata Un genio anche in cucina, ospiterà l’esposizione Leonardo da Vici 3D che ha conquistato il pubblico a Milano negli ultimi mesi. Per dare a tutti la possibilità di visitare l’esposizione, terremo aperta la mostra per un intero mese!»

A Foligno saranno protagonisti la cultura e il genio, anche grazie a un programma fitto di appuntamenti pensati per conquistare il vasto pubblico della manifestazione. In questa edizione tornano gli Chef di A Tavola con le Stelle: Valeria Piccini, che ha già registrato il tutto esaurito per la sera di apertura del 26 settembre; Marco Bottega che proporrà un ricco menu il 27 settembre e Silvia Baracchi, direttamente da Cortona a Foligno il 28 sera. Accanto a loro il pubblico troverà altri grandi chef, come Andrea Mainardi, sul palco di Piazza della Repubblica il 26 settembre alle 19.00, e gli chef di APCI con i loro cooking show.

Tantissimi anche i Villaggi del gusto: dai Primi della Tradizione, alla Carbonara, passando per il Gluten Free, la Polenta, il Cous Cous, la pasta fresca e ripiena, il riso e del tortello mantovano, le tipicità locali e quello delle tipicità romane, gli gnocchi, i Pici, le Ciriole & Co., i primi di mare di Porto Sant’Elpidio, il villaggio di Confragricoltura e dell’olio umbro e l’imperdibile Villaggio del Motomondiale in cui il Pastificio Artigiano Fabbri, hospitality partner del Monster Energy Yamaha MotoGP team e del team LCR Honda, propone la degustazione della propria pasta ed espone le moto ufficiali Yamaha YZR M1 di Valentino Rossi e Honda RC213V di Cal Crutchulow presso gli Orti Orfini di Foligno.

Tantissimi anche gli appuntamenti del palco de I Primi d’Italia e i corsi riservati ai più piccoli nella sezione Primi d’Italia Junior, insieme a FIDA e a Università dei Sapori. Confermate, inoltre, le collaborazione d’eccellenza con Radio Subasio e Trenitalia, rispettivamente official radio e official carrier del Festival. In particolare, proprio per incentivare l’utilizzo del vettore green per eccellenza, il treno, chi raggiungerà Foligno a bordo dei convogli regionali avrà diritto a sconti dedicati all’interno del Festival e all’ingresso dei principali musei cittadini.

Tra le tante iniziative del Festival, una grande novità sarà I Primi d’Italia Lounge, il momento di pausa in cui godersi, all’interno di un incantevole palazzo storico, gli assaggi di pregiati liquori e distillati accompagnati da cioccolato e sigari. La manifestazione veste così a festa l’intero centro storico, promuovendo a tutto tondo la cultura del primo piatto in tavola. Quattro giorni all’insegna di degustazioni continuative, lezioni di cucina, dimostrazioni di grandi Chef, produzioni alimentari di qualità e spettacolo per tutti.

Il centro storico di Foligno offrirà a tutti un’esperienza imperdibile, tra spettacoli, ottimo cibo, cultura, arte e intrattenimento per grandi e piccoli.

Appuntamento dal 26 al 29 settembre 2019 con l’eccezionale XXI edizione de I Primi d’Italia.
Per rimanere aggiornati: www.iprimiditalia.it; facebook: @festivaliprimiditalia; twitter: @IPrimidItalia; instagram: @iprimiditalia; youtube: @iprimiditalia

La “Notte Dorata” sulle ali della fantasia per Amatrice

A tre anni di distanza dal sisma non si esaurisce l’affetto delle persone nei confronti dei territori terremotati che continua, anzi, a farsi sentire da tutta Italia. Questa volta, una bella storia arriva  dalla Toscana, precisamente da Casole d’ Elsa, in provincia di Siena, dove lo scorso 3 settembre si è tenuta la “Notte Dorata”, una serata interamente dedicata ad Amatrice.

Di fatto, questa manifestazione è stata solo l’ultima iniziativa di un progetto nato tre anni fa che ha preso vita dalla fiaba della scrittrice Daniela Lotti, in arte Danil, “L’orologio e L’Incantesimo del Tempo”. «Ho scritto questo libro- ha raccontato l’autrice – perché, subito dopo il sisma, una delle immagini che mi ha maggiormente colpito è stata quella dell’orologio della Torre Civica di Amatrice che mi si è inesorabilmente tatuata sulla pelle».

Da qui, emerge una poesia diventata poi la fiaba “L’Orologio e L’Incantesimo del Tempo” che ha come protagonista Doroty, l’orologio della Torre Civica e che è interamente improntata sul tema del tempo. «Una fiaba adatta sia ai grandi che ai più piccoli: per i bambini, infatti, il finale è positivo agli adulti, invece, che riescono meglio a comprendere i riferimenti a quanto realmente accaduto quella notte, rimane un punto di sospensione» ha spiegato la scrittrice.

Da questo testo, con l’aiuto della Coordinatrice Tecnica Ilaria Di Pasquale, è scaturito un vero e proprio progetto solidale che man mano ha coinvolto numerosi personaggi e istituzioni. Daniela Lotti, ripercorrendo tutto questo lungo cammino, ha ricordato come la prima tappa sia stata quella del Miur, seguita dalla presentazione al Salone Internazionale del Libro di Torino e la collaborazione con Save The Children. Non vanno però dimenticati tutti i laboratori e spettacoli teatrali fatti nelle scuole toscane portati poi, lo scorso 29 maggio, anche all’Istituto Omnicomprensivo di Amatrice.

Il primo grande volto noto della tv coinvolto nel progetto che, a titolo completamente gratuito, ha donato la sua voce per la realizzazione dell’audiolibro, è stato Flavio Insinna al quale sono seguiti quello di Donatella Milani, del regista Fabrizio Gaurducci, dei musicisti Beppe Leoncini, Emanuele Menicucci, Gionatan Caradonna e della cantante Moka, intervenuti all’evento “Notte Dorata” insieme al sindaco Andrea Pieragnoli e all’assessore alle politiche sociali di Amatrice Giambattista Paganelli.

Danil ha spiegato che «il senso di tutto questo è quello di continuare a parlare di quello che è successo per non far spegnere i riflettori. Il nostro progetto ingloba tutti i volontari che, nel loro piccolo, riescono a fare qualcosa di utile perché chiunque faccia un gesto di solidarietà diventa un volontario. In particolare, per questa manifestazione, tutto il paese di Casole d’Elsa si è mosso per aiutare Amatrice, con tre attività di ristorazione che doneranno alla città laziale una parte del ricavato della serata».

Alla luce di quanto fatto, quali sono le speranze della scrittrice per il futuro? «Amatrice è diventata la mia missione, non so il perché ma quando ho visto l’orologio della torre, è scattato qualcosa in me. Questo libro mi ha fatto conoscere tante persone dal cuore d’oro e mi sono resa conto che sono proprio loro la vera forza del nostro Paese. Bisogna sempre credere in un futuro migliore, senza mai perdere la speranza che le cose possano cambiare in maniera positiva».

Il messaggio del libro è quindi quello della fiducia e della rinascita, come dimostra il personaggio del folletto Speranza che, attraverso la sua tenace forza di volontà, riesce a sconfiggere il fato avverso.

Amatrice, torna la sagra degli spaghetti

«La nostra storia è rappresentata da un piatto straordinario: gli spaghetti all’amatriciana non sono solo una voce del menù dei nostri ristoranti, sono il prodotto di una lunga storia che ci appartiene e della quale siamo fieri. Penso ai nostri avi, pastori transumanti, che partivano in autunno da queste terre e affrontavano con gli animali il lungo viaggio verso climi più miti, per poi tornare in primavera e riportare le greggi ai nostri stazzi. Il fatto che la sagra torni anche quest’anno a impreziosire l’estate amatriciana mi riempie di gioia, è un segno importante, significa che non ci siamo arresi nemmeno al terremoto. Ringrazio prima di tutto la nostra Pro Loco, il suo tenace presidente Adriana Franconi e tutti i membri di questa meravigliosa squadra che da oltre mezzo secolo porta avanti una delle nostre tradizioni più belle. Ringrazio anche l’Unione delle Pro Loco italiane, che sono state vicino ad Amatrice in questi tre anni difficili, la Regione Lazio per il sempre fattivo supporto, tutti i collaboratori del Comune di Amatrice e la madrina dell’evento, Manila Nazzaro. Aspettiamo con piacere tutti gli amici che vorranno venire ad Amatrice sabato e domenica, per gustare il nostro piatto famoso in tutto il mondo e per prendere parte ai tanti eventi collaterali che la sagra propone».

Così il sindaco di Amatrice Antonio Fontanella dando il benvenuto a questa nuova edizione della sagra degli spaghetti.

«Il terremoto non ci ha fermato – dice la presidente della Pro Loco Adriana Franconi – la tragedia che ha colpito Amatrice e gran parte del centro Italia ha lasciato una ferita aperta per sempre in ciascuno di noi, ma Amatrice è viva, ha deciso di non arrendersi e anche quest’anno porta in piazza il suo piatto principe, famoso in tutto il mondo. Un piatto di cui siamo orgogliosi, che ci rappresenta perché rappresenta la nostra storia e la nostra cultura più antica. L’Amatriciana è parte di noi ed è per questo che nemmeno un sisma assassino riuscirà a portarci via ciò che ci appartiene da secoli. Ci vedremo il 31 agosto e il 1 settembre, metteremo a disposizione anche uno stand di Amatriciana senza glutine, con gli stand aperti dalle 12,30 fino alle 21. A impreziosire la storica sagra, momenti di spettacolo, musica della tradizione, stand gastronomici con i nostri preziosi prodotti De.Co. e non solo».

I campi estivi di Borbona chiudono tra canti, scambi generazionali e tanta allegria

L’estate sta ormai volgendo al termine e con essa anche l’esperienza dei centri estivi che, da due mesi a questa parte, hanno rallegrato le giornate dei più piccoli anche nei comuni colpiti dal terremoto, con iniziative pensate appositamente per loro.

Nonostante ci sia ancora un’ultima settimana per divertirsi, giovedì 22 agosto, a Borbona, si è tenuto un pomeriggio di condivisione terminato con la tradizionale cena con i genitori, occasione per salutare le famiglie che si accingono a tornare nelle grandi città.

Nel pomeriggio i bambini si sono ritrovati presso la RSA San Raffaele, dove, insieme agli ospiti dell’istituto, hanno assistito alla messa celebrata dal vescovo di Rieti Domenico Pompili, intervenendo attivamente con i canti imparati proprio durante il Grest.

Un momento inteso, che ha permesso di far incontrare diverse generazioni per celebrare la bellezza della vita. «Dobbiamo rispondere sì alla vita, perché è una grande dono» ha affermato il vescovo durante l’omelia ricordando il grande esempio della giornalista Nadia Toffa che, fino alla fine, si è battuta per dimostrare che la vita può risplendere anche nelle difficoltà.

Alla fine della funzione i bambini hanno omaggiato gli anziani con dei fiori di lana cotta, preparati appositamente per l’occasione, dimostrando loro affetto e vicinanza. Un gesto che delinea un percorso svolto durante tutta l’estate, mirato a fai interagire le nuove generazioni con le persone più sensibili, al fine di portare loro conforto.

La seconda parte della serata si è invece svolta presso l’ex scuola elementare “Domenico Lopez” dove i ragazzi, disposti come un coro, hanno accolto i genitori intonando le più classiche tra le canzoni per bambini come Le tagliatelle di nonna Pina e Viva la pappa col pomodoro, scelte intenzionalmente perché, attraverso l’espediente del cibo, sono servite a far veicolare messaggi più profondi.

Proprio a questi piccoli protagonisti è stata dedicata, poi, la proiezione di un video che ha racchiuso tutti i momenti più belli trascorsi in questi due mesi. Ecco quindi scorrere le immagini dei laboratori di cucina e di ceramica, dei lavoretti manuali e dei viaggi, senza dimenticare i momenti dedicati ad imparare ad essere dei buoni cittadini.

Degli incontri, perciò, che nel gioco hanno trovato lo spazio per aprirsi a lezioni morali, come quella dalla battaglia contro il fumo o del rispetto dell’ambiente, di cui sono il simbolo tangente i numerosi cartelloni affissi nelle pareti della scuola.

Tante quindi le attività rivolte ad un cospicuo gruppo di bambini che, su tutto il periodo, ha raggiunto un totale di 54 presenze, unendo ai borbontini anche i ragazzi provenienti dai comuni di Posta e Cittareale. Il grazie più caloroso è stato rivolto a loro, cuore pulsante di questa esperienza.

Prima di condividere la cena, il vescovo, dopo aver sottolineato la positività dell’esperienza del Grest, ha mosso il suo personale ringraziamento ai genitori e ha rinnovato l’appuntamento all’anno venturo. Anche l’assessore Tocchio ha espresso un pensiero di gratitudine che ha toccato prima gli operatori e poi i bambini stessi ai quali si è rivolte dicendo «voi date un senso al percorso di costruzione legata al nostro futuro e spero che questo percorso possa andare avanti nel tempo».

Un grazie va quindi a tutti quelli che hanno permesso che il progetto si realizzasse: il vescovo di Rieti, don Fabrizio, il parroco di Borbona don Ernesto, l’amministrazione comunale e tutti i cittadini di Borbona, gli operatori della Chiesa di Rieti, di Caritas e di Promis.

Con l’augurio che questi ultimi giorni d’estate siano pieni di spensieratezza, l’appuntamento è rinnovato al prossimo anno!

Cittareale celebra il terzo anniversario del sisma tra memoria e futuro

Il 24 agosto alle ore 17.00, Cittareale ricorda con una Santa Messa presso San Silvestro, Sabatino Giamogante, cittarealese vittima del sisma del 24 agosto 2016.

Alle ore 15.00 in località Selvarotonda, si svolgerà la consegna dei lavori del terminal turistico di Selvarotonda.

Saranno presenti rappresentanti della Regione Lazio, il Commissario al Sisma Piero Farabollini e il vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili.

«Sarà semplicemente un momento di riflessione e di riappropriazione di uno spazio che torna fruibile alla comunità dopo il terremoto, grazie al lavoro delle istituzioni in particolare della Regione Lazio e dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione – dichiara il sindaco di Cittareale Francesco Nelli – un momento di speranza e di ripartenza in un giorno che resta dedicato al ricordo e alla memoria delle vittime del sisma».

Un palcoscenico all’aperto per il Premio Borbontinità

Domenica 18 agosto la piazza di Borbona si è trasformata in un vero e proprio palcoscenico, con tanto di passerella, per accogliere la terza edizione del Premio Borbonitinità, riconoscimento volto a premiare i cittadini che si sono distinti nel loro contributo alla comunità.

Una serata dedicata alla musica, all’arte e alla moda che ha unito la modernità alla tradizione per dare risalto al valore di queste terre che,  pur colpite dal sisma, hanno ancora molto da offrire.

Indicativo, in questo senso, è stato il dono dell’artista Gabriella Costanzi che deciso omaggiare la città di Borbona con un quadro dal preciso significato. La tela ritrae un mandorlo, da qui il suo titolo Il Mandorlo In Fiore, albero apparso in sogno alla pittrice proprio mentre stava cercando l’ispirazione per la sua opera.

Un sogno provvidenziale perché il mandorlo, secondo il linguaggio onirico, significa resistenza alle difficoltà della vita e alla capacità di affrontarle e risolverle. Simbolo di una nuova vita, quindi, che si sposa perfettamente anche con il territorio borbontino che, non a caso, ha una località che si chiama proprio Villa Mandorla.

«Il quadro – ha spiegato il sindaco Di Gaspare – sarà esposto in una sala consiliare del comune della città insieme alle altre opere donate nelle precedenti edizioni e verrà considerata come l’emblema di una nuova primavera cioè di una ripartenza pronta a fiorire».

Non sono mancati nemmeno i momenti musicali, accompagnati dalla voce della cantante Paola Urbinati, e soprattutto, quelli dedicati alla moda con l’ormai consueta sfilata che illumina di colore la magnifica scalinata che si eleva sulla piazza.

Le modelle hanno rubato la scena mostrando prima gli abiti della modellista sartoriale Laura Di Paolo e poi quelli della “Boutiqui Callistè” di Patrizia Biondi. L’ultimo défilé è stato invece dedicato agli abiti tradizionali insieme ai quali, sono stati esposti gli oggetti quotidiani della vita di campagna.

Tra gli ospiti della serata, Massimo Meschino responsabile del Lazio e del Molise per il concorso Una Ragazza per il Cinema, che vedrà le finali nazionali a Taormina il prossimo settembre, alle quali parteciperanno ben due ragazze presenti alla sfilata.

Un altro nome importante è stato quello dello speciale guest, il giovanissimo cantante Matteo Sica, vincitore del Deejay Contest promosso da Radio Deejay, che ha allietato il pubblico con il singolo che lo ha portato al successo Fino a Tre e con il suo ultimo brano Traffico.

In conclusione di serata il sindaco, con l’assessore Tocchio, hanno consegnato i premi Borbonitinità a chi ha dimostrato dedizione alla cittadinanza. Nell’ordine, i vincitori sono stati: gli organizzatori del torneo “Terzo Tempo” Andrea Durante e Maria Celli, gli abitanti del Rione Chetocchio, i ragazzi del Centro Giovanile di Borbona e Roberta Di Muzio.

Piccolo cambio di programma, invece, per quanto riguarda il premio rivolto alle ragazze impegnate nella sfilata. Differentemente dalle edizione precedenti, infatti, non c’è stata l’elezione di una miss ma è stata regalata ad una fortunata ragazza di nome Flavia, selezionata secondo un’estrazione a sorteggio, una giornata alla SPA.

A Borbona spettacoli e lezioni sul digitale ravvivano il paese

Anticipato dallo spettacolo dal colorato spettacolo delle bolle di sapone, interamente dedicato ai più piccoli, nella serata di mercoledì 14 agosto si è svolto presso piazza della Lama a Borbona il dibattito a cura di Daniele Gregori dedicato al tema della comunicazione digitale.

«Vedere il centro storico abitato e vivo è emozionante». Con queste parole ha esordito il sindaco Maria Antonietta Di Gaspare, mettendo in risalto la bellezza della Lama, per l’occasione adornata con fili di lucine dai quali penzolano suggestive immagini: sono le bellissime foto che hanno partecipato al concorso fotografico volto ad immortalare, rigorosamente con lo smartphone, il paesaggio borbontino tramite la percezione personale di ciascuno.

In apertura l’assessore Massimo Tocchio illustra l’importanza dell’utilizzo dei social per il Comune di Borbona e ricorda come attraverso un impegnativo lavoro di crowfoundig sia stato possibile vincere un concorso tramite un canale digitale, ed aggiudicarsi così un taxi sociale a servizio della popolazione.

Daniele Gregori, coach e formatore di marketing digitale, assiste gli imprenditori per curare al meglio il settore della comunicazione, ma il suo impegno è mirato anche a far capire alle persone in che modo possono essere utilizzati gli strumenti digitali affinché si riesca a controllarli senza diventarne vittime.

Con il suo libro Consulenti 4.0, Daniele Gregori si proietta verso il futuro e si chiede «quali saranno i lavori a prova di futuro?». Sembra, infatti, che nell’avvenire chiunque possa essere un consulente, ossia una persona che si mette a disposizione poiché ha delle competenze specifiche e molta esperienza.

Grazie allo sviluppo delle tecnologie, tuttavia, il lavoro diventerà sempre meno routinario e quindi, è necessario essere capaci di plasmarsi secondo le diverse necessità di mercato e non specializzarsi a settori stagni. Quello che suggerisce Daniele è quindi di mettere nel proprio lavoro il valore aggiunto che ci distingue dalle macchine: l’intuito, l’arguzia, il rapporto interpersonale e l’intelligenza emotiva.

Di fatto, è quindi la centralità dell’uomo ad emergere poiché egli è il solo a saper posizionarsi a metà tra astratto e concreto, come dimostra l’immagine dell’uomo vitruviano scelta, non a caso, come copertina del libro. Leonardo da Vinci sosteneva che l’uomo fosse la quadratura del cerchio, indicando con il quadrato la parte più terrena della vita e con il cerchio quella più religiosa: questa condizione, a metà tra astratto e concreto appunto, mette l’uomo nella posizione di essere l’unico a poter operare in un determinato modo.

La scelta della copertina, spiega l’autore, vuole dimostrare come, nonostante ci sia il timore di perdita di creatività attraverso l’utilizzo degli strumenti digitali, in realtà è sempre l’uomo che li controlla. Dunque, «se comprendi le persone, comprendi il digitale» perchéin ogni caso, dietro gli apparati tecnologici c’è sempre il fattore umano.

Naturalmenete, è sempre dietro l’angolo il pericolo di incappare nelle insidie del web, ma d’altro canto esistono anche molti metodi per tutelarsi. Il primo, è senz’altro quello di prestare la massima attenzione a ciò che si fa: «questi strumenti sono molto veloci, ma non dobbiamo utilizzarli necessariamente con velocità» afferma Daniele che mette in risalto anche la cura che dovrebbe essere posta nel linguaggio utilizzato per comunicare via social.

L’essere umano, infatti, stabilisce relazioni in presenza e questo porta con sé un linguaggio non verbale, come quello dei gesti, che consente di capire in che modo impostare la conversazione. Tutto ciò si perde nel linguaggio della chat in cui è azzerato anche il tono con cui ci si esprime: un modo di comunicare che porta inevitabilmente l’interlocutore all’interpretazione.

Come evitare di fraintendere un messaggio? Semplicemente prendendosi del tempo per leggerlo e capirlo. «Il termine messaggistica istantanea – spiega l’autore – vuol dire che se io invio un messaggio, questo arriva subito, ma non significa che io debba rispondere subito» perciò è importante spendere tempo nell’utilizzare anche in chat quelle accortezze che ci verrebbero naturali in un approccio in presenza fisica dell’interlocutore, .

Sul versante delle fake news, il pericolo più grave è che possono scaturire in quello che in gergo si definisce “l’effetto triceratopo”. Per capire meglio di che cosa si tratta, l’esempio calzante è quello offerto da una famosa foto che ritrae il regista Steven Spielberg accanto ad un defunto animale giurassico. In questo caso, l’attenzione si è focalizzata sul fatto che un uomo avesse ucciso un animale e non sul fatto che l’animale stesso fosse una realizzazione cinematografica di un essere vivente che, tra l’altro, oggi è estinto.

Come distinguere, quindi, ciò che è vero da ciò che non lo è? Anche in questo caso, la risposta di Daniele Gregori è semplice ma efficace. «Tutti sanno che le notizie vengono veicolate da dai siti web delle testate giornalistiche, ma, con l’avvento dei social, le notizie ci vengono presentate direttamente sulla pagina personale. In realtà, i social non nascono come strumenti che fanno news, siamo noi che li abbiamo utilizzati per questo scopo e, per questo, bisogna prestare sempre attenzione alle fonti».

Ma a prescindere dalle insidie, non si può non notare come la tecnologia, se utilizzata nel modo giusto, abbia migliorato in maniera notevole le potenzialità della comunicazione che, se ben fatta. soprattutto per i paesi come Borbona può rappresentare un trampolino di lancio verso le attività del futuro, mirate alla valorizzazione del territorio.